Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Lavoro e sviluppo. Il 2019 andrà meglio rispetto al 2018? Hanno votato Sì il 31%; No il 69%. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Oggi le scuole italiane riescono preparare i giovani per il lavoro? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 marzo. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 marzo.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Assolutamente no. La congiuntura internazionale, unita alle politiche poco inclini agli investimenti da parte del governo porteranno ad un Pil irrisorio o comunque molto al di sotto di quello previsto dall'esecutivo. Elezioni europee, fine mandato di Draghi e del quantitative easing saranno un’ulteriore criticità sistemica.

Tel. 366.5667XXX

Il 2019 migliore del 2018? Beato chi ci crede.

Tel. 347.1268XXX

La mia sensazione è che andrà peggio. Non mi sembra che si stiano studiando politiche in grado di rilanciare economia e occupazione.

Tel. 338.6543XXX

Ormai sono mesi che ogni volta che escono dati sulla nostra economia occorre mettersi le mani nei capelli.

Tel. 349.5926XXX

Aspettiamo che le riforme adottate dal governo in carica diano i frutti sperati. La svolta potrebbe essere vicina.

Tel. 329.2168XXX

Se il 2019 dovesse andare peggio del 2018 ci sarebbe da tremare.

Tel. 335.8348XXX

Lavoro e sviluppo sono strettamente legati: non ci può essere il primo se non c’è il secondo. Penso che alla fine del 2019 il bilancio sarà positivo.

Tel. 338.3528XXX

Sono curioso di vedere se il reddito di cittadinanza farà crescere la fiducia nel Paese. E con la fiducia potrebbero riprendere pure gli investimenti.

Tel. 348.6964XXX

A quel che vedo tutto è fermo. Non sono un patito delle grandi opere ma certo c’è bisogno di una leva per risollevare l’Italia. E, a parte un diluvio di parole, in giro non ci sono nemmeno le piccole opere.

Carlo Mauro - Per e-mail da Roma

Spero che il 2019 possa andare meglio rispetto al 2018.

Tel. 335.4487XXX

Pessimismo dell’intelligenza o ottimismo della volontà? Né l’uno né l’altro. C’è solo un grande caos.

Tel. 335.5462XXX

L’anno è appena cominciato ed è difficile esprimere un giudizio. Però voglio sbilanciarmi: il 2019 sarà migliore rispetto al 2018.

Tel. 329.6324XXX

La domanda del Sondaggione rimette al centro dell’attenzione che cosa bisognerebbe fare per il Paese: più lavoro e più sviluppo. Ma finora i temi sono stati altri (l’immigrazione prima di tutto). Mi piacerebbe che ci si dedicasse ai problemi veri.

Cinzia M. - Per e-mail da Roma

Sarà difficile fare meglio del 2018. Ma al 2019 qualche chance voglio dargliela.

Tel. 339.7318XXX

Le elezioni europee del prossimo maggio potrebbero fare da spartiacque, e non solo in Italia. Siccome siamo più o meno tutti in crisi, sono convinto che dalle difficoltà ne possiamo uscire se riusciamo a rimanere uniti, dentro e fuori i nostri confini. Quindi un’Europa più forte ma diversa potrebbe segnare in positivo il 2019.

Antonio Fuci - Per telefono da Roma

Perché il 2019 dovrebbe andare meglio?

Tel. 366.9328XXX

Siamo messi male ma possiamo risollevarci. Molto dipenderà dalle scelte che verranno fatte nel corso dell’anno. I risultati si potranno vedere solo alla fine del 2019.

Biagio Signorini - Per e-mail da Firenze

Sono ottimista.

Tel. 349.6458XXX

Chi siede nelle stanze dei bottoni deve azzeccare le mosse giuste. In un mondo sempre più difficile e complesso, non sarà semplice.

Tel. 333.6522XXX

Se il reddito di cittadinanza andrà in porto sarà già una buona cosa per cominciare bene il 2019. E chi ben comincia è alla metà dell’opera…

Paolo S. - Per telefono da Latina

Vorrei rispondere sì ma mi pare che non ci siano i presupposti giusti.

Tel. 349.5866XXX

Forza e coraggio. L’Italia potrebbe riuscire ad evitare il baratro.
Tel. 339.6628XXX
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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza a) Sì (23%); b) No (77%). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Lavoro e sviluppo. Il 2019 andrà meglio rispetto al 2018? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non sono pronti....non per mancanza di personale, ma per scarsa volontà di lavorare.
331.3755XXX

I centri per l'impiego stanno per ricevere rinforzi,ma al momento lavorano assai male e non è neppure possibile accedere alla propria area riservata,anche se registrati. La battuta che gira a Roma è che i Centri per l'impiego sono una manna solo per chi ci lavora ! Insomma la sfida sarà proprio difficile.
320.0507XXX

Magari arrivasse il lavoro per me... mi chiamano sempre società consulenti e vendite a conoscenti e amici.. tipo italvita pride, pride and glory, ecc..io mando curriculum e metto annunci per lavoro di segretario e commesso e mi cercano solo quelle società.
339.5772XXX

Perché dovrebbero essere pronti? Non lo sono, ed è così da tempo.
338.4218XXX

Senza l’arrivo dei rinforzi promessi, gestire il reddito di cittadinanza sarà per i Cpi una battaglia persa in partenza.
335.7642XXX

O i Centri per l’impiego diventano una cosa seria o è meglio farne a meno.
347.3911XXX

I Centri per l’impiego, così come sono adesso, non sono pronti.
339.4757XXX

Alzi la mano chi è riuscito a trovare un lavoro grazie ai Centri per l’impiego. La speranza è che riescano a mettersi al passo con i tempi e con i nuovi compiti.
Roberto Conti - Per e-mail da Roma

Ma se non partono le assunzioni relative ai professionisti capaci di rivitalizzare i Cpi, di che cosa stiamo parlando?
348.2569XXX

Quello che mi meraviglia è che tutti sanno, e sapevano, della scarsa utilità dei Centri per l’impiego. Nessuno ha però voluto metterci mano. Improvvisamente diventano determinanti per il buon funzionamento del reddito di cittadinanza. Speriamo bene.
Maurizio Sensini - Per e-mail da Siena

I Cpi oggi servono solo a pagare lo stipendio a chi ci lavora. Senza una loro radicale riforma e con il reddito di cittadinanza da gestire ci sarà da mettersi le mani nei capelli.
Gabriele Manni - Per telefono da Roma

Se non ho capito male, ai beneficiari del reddito di cittadinanza proprio i Centri per l’impiego dovrebbero proporre nel tempo 3 possibilità di lavoro. A me sembra una barzelletta.
Franco Carta - Per e-mail da Frosinone

Forse stavolta si riuscirà a prendere più piccioni con una fava perché grazie al reddito di cittadinanza i Cpi saranno costretti a rinnovarsi e a rendersi finalmente utili.
Carla Rossetti - Per e-mail da Roma

La domanda è retorica: i Centri per l’impiego non hanno mai funzionato e, quindi, così come sono non ce la faranno mai a occuparsi del reddito di cittadinanza.
335.7758XXX

Se è vero che il reddito di cittadinanza comincerà ad essere erogato verso la fine di marzo, cioè tra poche settimane, come diavolo faranno i Cpi in così poco tempo a cambiare completamente pelle per rispondere ai nuovi compiti che il governo gli sta affidando?
Barbara Gabrielli - Per e-mail da Roma

Tutte belle intenzioni: i Centri per l’impiego con più personale e messi in rete in modo che possano interagire tra di loro e con le aziende. Un meraviglia perché è proprio ciò che dovrebbero fare. Il dubbio è su chi dovrà guidare la rivoluzione e quanto tempo ci vorrà. Per il reddito di cittadinanza la vedo dura.
Nello Bettini - Per telefono da Roma

Scusate, ma che cosa sono i Centri per l’impiego?
335.6619XXX

L’idea di rivitalizzare i Cpi mi pare giusta. Solo che adesso bisogna passare dalle parole ai fatti.
337.8521XXX

I Cpi possono svolgere un ruolo determinante nel mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro. Finora non ci sono riusciti ma per il futuro sono ottimista.
338.6588XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No (per vedere direttamente i risultati pubblicati sul n. 22/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 27 dicembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’11 gennaio 2019. 

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Io credo di sì, per due motivi fondamentali: 1) da anni in Italia non se ne fanno più con la conseguenza che stiamo rimanendo indietro rispetto al resto dell'Europa; 2) le grandi opere sono necessarie per la ripresa delle aziende pubbliche e private e quindi dell'economia in toto. Per questo sono un traino enorme per la ripresa!
Emiliano Madonna

È una domanda troppo approssimativa. Intanto perché "tutte"? Sembra sottintendere tutte o nessuna. Le grandi opere le decide il governo, facendo per ognuna un razionale confronto tra costi e benefici. Non le può decidere il cittadino perché non ne ha le competenze e perché potrebbe darne una valutazione parziale/egoistica e non di ampio respiro.
366.5667XXX

C’è sempre il pericolo della corruzione e delle infiltrazione malavitose. Ma non si può fermare tutto. Lo sviluppo del Paese dipende anche dalle grandi opere.
349.0341XXX

Non ci ho ancora capito niente. La Tav è utile oppure no?
335.2964XXX

Meglio vederci chiaro. Finora le grandi opere sono state granché, vedi il Mose che dovrebbe impedire l’acqua alta a Venezia.
320.0649XXX

Perché devono essere fatte? Boh…
339.2648XXX

Ormai stiamo assistendo solo a una serie di no. Si cominciò con le Olimpiadi e da allora tanti bandi sono rimasti nel cassetto. Okay, basta però decidere qual è la nostra strategia di sviluppo. Di questo passo finiremo in serie B.
Cesare Manni - Per e-mail da Roma

In Italia le grandi opere significano spreco di denaro.
338.9647XXX

A me il mondo imprenditoriale italiano non mi è mai stato tanto simpatico. Se lo Stato gli molla dei quattrini prova a darsi da fare, sennò ciccia. Però mi sento di condividere le critiche sulla mancanza di indirizzi da parte del governo. Insomma, dove vogliamo andare?
Liliana R. - Per e-mail da Pisa

Non si vogliono fare le grandi opere? Allora che si cominci dalle piccole. Per esempio dalle buche che hanno reso Roma più simile a una groviera che a una metropoli moderna.
338.3719XXX

Ma il ponte di Genova, che dovrà prendere il posto del Morandi crollato, non è una grande opera?
349.5388XXX

I sospetti verso le grandi opere non sono infondati. Basta vedere che fine hanno fatto tante iniziative del recente passato: devono costare una certa cifra ma poi tutto spesso raddoppia. È uno scandalo.
Anna Lombardi - Per e-mail da Roma

Il discorso non è complicato: lo Stato è in grado di controllare ciò che accade una volta che si comincia una grande opera? Altrimenti furbi e furbetti continueranno a farsi gli affari loro che certamente non sono i nostri.
Marco Fiaschi - Per e-mail da Roma

Perché la Tav non si dovrebbe fare? I sostenitori del no non mi convincono.
329.9758XXX

Se non facciamo le grandi opere, allora che cosa si dovrebbe fare? Le grandi opere guardano al futuro, alle necessità che l’Italia si troverà di fronte nei prossimi anni. Ai nostri figli rischiamo di lasciare in eredità il deserto.
Salvo C. - Per e-mail da Civitavecchia

Mi fanno sorridere coloro che dicono che prima di prendere una decisione occorre valutare costi e benefici. Ma dove vivevano prima? Sembra che siano atterrati da Marte l’altro giorno…
Paolo Massimi - Per e-mail da Roma

Non facciamo altri danni: fermiamo tutto.
348.0758XXX

Ma le grandi opere non significano anche posti di lavoro?
335.5426XXX

Non è per fare demagogia ma mentre si infilano zeppe nell’ingranaggio delle grandi opere contemporaneamente si dà il via libera al possesso delle armi. A guadagnarci saranno i costruttori di pistole e fucili. E solo quelli. Il futuro non lo vedo roseo.
Nedo G. - Per e-mail da Viterbo

Ci hanno fregato tante volte e ci hanno fatto buttare un sacco di soldi dalla finestra. Prendiamoci una pausa di riflessione.
328.2811XXX

Sono per decidere volta per volta, progetto per progetto.
333.4275XXX

Subito dopo la seconda guerra mondiale le grandi opere hanno rimesso in piedi l’Italia. Se oggi decidessimo di fermarle sarebbe un bel guaio.
335.8935XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Che cosa fare prima: il reddito di cittadinanza oppure la Flat Tax? a) Reddito di cittadinanza; b) Flat Tax; c) Tutte subito” (per vedere i risultati clicca qui).

Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 28 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 14 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

No, ma il governo dovrebbe tutelare di più gli interessi degli italiani.
340.5043XXX

Non c’è una visione comune sull’economia. Ho l’impressione che, finora, i Paesi più forti siano riusciti a imporre la loro linea. Questo non va bene e occorre metterci riparo.
320.8431XXX

Ho una certa età e quest’Europa senza più confini continua a piacermi. Certo, ci sono cose da migliorare ma sono convinto che tornare indietro sarebbe un errore.
339.7436XXX

Non capisco come uscendo dall’Europa i posti di lavoro possano aumentare.
366.1843XXX

Il dibattito pro o contro l’Europa è tutto ideologico. Per esempio, chi non è favorevole che cosa propone come alternativa? Non si capisce.
335.6428XXX

Ammettiamo che l’Italia se ne esca dall’Europa. Poi, soli soletti, dove andiamo a parare? In un mercato sempre più globalizzato, per noi sarebbero guai seri.
335.7329XXX

L’Europa l’abbiamo provata e non mi pare che i risultati siano granché. Se ce ne usciamo potrebbe andare meglio. Proviamoci.
348.4316XXX

Per me l’Europa è un cappio dl collo. Abbiamo perso la possibilità di decidere un autonomia del nostro destino, e questo non mi va bene.
339.7592XXX

L’idea di Europa di Altiero Spinelli era ben altra: tutti uniti per evitare nuove guerre e promuovere una maggiore giustizia sociale. In effetti, guerre non ce ne sono più state, almeno quelle combattute con le armi, ma in quanto a giustizia sociale è meglio lasciare perdere.
Marco Landolfi - Per e-mail da Roma

L’Europa può rilanciare l’economia e creare più occupazione. Ma occorre mettere d’accordo i diversi Paesi che formano l’Unione. Insomma, ci vuole una strategia che guardi con più attenzione verso chi ha più problemi dentro casa e ha bisogno di aiuto per risolverli.
Laura Finardi - Per e-mail da Roma

Se usciamo dall’Europa che cosa facciamo? Ci chiudiamo dentro i nostri confini e proviamo a tirare avanti contando solo sulle nostre forze? È vero che gli italiani sanno dare il meglio quando si trovano con le spalle al muro, ma non esageriamo…
Giulio M. – Per e-mail da Viterbo

Il sogno di un’Europa davvero unita è ancora lontano dal realizzarsi. Ma si deve insistere, aggiustando quello che finora non ha funzionato. Ritornare alle nazioni in ordine sparso sarebbe un salto nel buio.
340.5288XXX

Purtroppo si è perso il senso della storia. Com’eravamo non se lo ricorda più nessuno. Usciti dall’ultimo conflitto mondiale eravamo un Paese in ginocchio. Poi piano piano ce l’abbiamo fatta a diventare una delle maggiore potenze industriali del mondo. Buttare il bambino con l’acqua sporca non serve a nessuno. Correggere sì, azzerare tutto no.
Stefano Mauri - Per e-mail da Roma

Un vecchio slogan pubblicitario diceva: “Provare per credere”. Bene. Proviamo a uscire dall’Europa e vediamo che cosa succede. Tanto peggio di così…
338.8659XXX

Il lavoro si crea con un’economia che cresce. E per crescere l’economia non può non giocare a tutto campo sui mercati mondiali. Se usciamo dall’Europa siamo sicuri che poi da soli ce la facciamo a prevalere su chi oggi è già più forte di noi?
Pino Carli - Per e-mail da Firenze

Quest’Europa che ci dà ordini non mi piace. O c’è una svolta oppure è meglio tirarsi fuori.
339.1429XXX

Quanto conta oggi l’Italia in Europa? Non quanto dovrebbe e potrebbe. Di chi la responsabilità? Di chi ha guidato il Paese negli anni passati. Adesso, con il debito che abbiamo sul groppone, siamo messi davvero male e per provare a farci sentire non abbiamo che un’arma: minacciare di uscire dall’Unione mettendo così tutti in forte difficoltà. Ma è un’arma che va usata con grande abilità. Perché se ci dovessero rispondere: “Okay, allora addio”, poi dove andiamo a sbattere la testa?
Alberto S. - Per e-mail da Roma

Se chi deve decidere se restare o uscire dall’Europa sa che cosa significa scegliere l’una o l’altra opzione, allora che ce lo faccia sapere. Così si può discutere nel merito e non del sesso degli angeli.
Simone Rivalta - Per e-mail da Roma

Se l’Europa ci dà una mano l’economia può riprendere a tirare e, di conseguenza, ne trarrà beneficio anche l’occupazione. Fuori dall’Europa non c’è futuro, ma l’Unione va migliorata.
392.3641XXX





















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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Che cosa fare prima: il reddito di cittadinanza oppure la Flat Tax? a) Reddito di cittadinanza; b) Flat Tax; c) Tutte subito”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Economia e lavoro: all’Italia conviene uscire dall’euro? a) Sì; b) No; c) No, però l’Europa deve cambiare”. Per rispondere c'è tempo fino al 1° novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 16 novembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Prima il reddito di cittadinanza, altrimenti i consumi e l'economia saranno sempre fermi, con crescita del Pil inesistente.

393.6814XXX

Prima la Flat tax perché le piccole e medie imprese stanno affogando tra Iva, Inps e Inail e gli anticipi sui possibili profitti degli anni che verranno senza sapere se poi quei profitti ci saranno davvero. Ma intanto in anticipo devi pagare le tasse. Ridicolo.

333.3029XXX

Nessuna delle due. Bisogna investire nel turismo e nelle infrastrutture.

340.0850XXX

Secondo me prima la Fiat Tax. Il reddito di cittadinanza ha degli aspetti che non mi convincono: credo che vada pensata una legge molto restrittiva per non incorrere nei soliti errori italiani. La Fiat Tax permetterebbe di far ripartire i consumi e quindi l'economia.

Madonna

Reddito di cittadinanza.

333.4591XXX

Flat Tax.

347.0394XXX

Reddito di cittadinanza.

389.0380XXX

Non ci sono dubbi: il reddito di cittadinanza.

338.7548XXX

Sono troppi coloro che non hanno un lavoro e il reddito di cittadinanza può dare una mano.

335.9651XXX

Perché escludere l’uno o l’altra: che si facciano subito entrambe.

329.4992XXX

Io la vedo diversamente: se non c’è lavoro allora ci si dia da fare perché la situazione cambi. Insomma, più occupazione e meno assistenzialismo.

349.6486XXX

Il reddito di cittadinanza riguarda milioni di persone, la Flat Tax molte di meno e per di più con redditi accertati. Secondo voi chi è che ha più bisogno di aiuto?

Cesare Cribioli - Per e-mail da Roma

Prima il reddito di cittadinanza.

338.3427XXX

Non sono d’accordo con gli indirizzi strategici del governo in materia di economia. Capisco che il reddito di cittadinanza può essere utile ma dove stanno le misure per lo sviluppo del Paese?

Rita Bonanni - Per telefono da Tivoli

Una ripartizione più giusta della ricchezza mi pare sacrosanta. In giro, però, non vedo nessun Robin Hood che taglia da una parte per dare all’altra. Alla fine sarà lo Stato a pagare, cioè tutti noi e soprattutto chi non può nascondere nulla al fisco. Come sempre.

Vittorio Rubini - Per e-mail da Roma

Aspetto di conoscere nei dettagli che cosa prevede il reddito di cittadinanza. Ma se penso ai tanti che si trovano in difficoltà come non approvare una legge che uiò rendere meno difficile la vita?

Alba Marcelli - Per e-mail da Roma

Sono convinto che stiamo andando a rapidi passi verso la fine: quindi mangiamoci tutto quello che c’è da mangiare, poi si vedrà.

338.6218XXX

Mi pare che fare discorsi sul lungo periodo, cioè su come costruire l’Italia del futuro, non sia di moda. Del resto se c’è qualcuno che vuole darmi dei soldi perché dovrei rifiutarli?

366.5238XXX

Per stare dentro le regole dell’Unione europea i poveri e i disoccupati sono aumentati. È ora di dire basta.

335.6238XXX

Il reddito di cittadinanza è un incoraggiamento a non cercare lavoro.

334.7621XXX

Prima di rispondere vorrei capire di che cosa stiamo parlando: ogni giorno se ne sente una nuova…

335.1769XXX

A me non piacciono le frasi fatte, gli slogan, la propaganda spicciola, la promessa di miracoli dietro l’angolo, la colpa che è sempre degli altri, gli insulti. L’Italia però è oggi fatta così. Allora se c’è da mettersi in tasca qualcosa che ben venga: provare a ragionare e a porsi problemi non vale la pena.

Enrico Antonelli - Per telefono da Roma

Avanti a tuto gas verso il precipizio.

333.3865XXX

Il reddito di cittadinanza riguarda i meno garantiti, la Flat Tax chi ha comunque un reddito. A me sembra più urgente il reddito di cittadinanza.

Vito Rossetti - Per e-mail da Firenze

I due partiti al governo devono rispondere ai loro elettori: di conseguenza passeranno entrambi i provvedimenti.

389.7433XXX

Vorrei sapere quali sono le decisioni prese per rilanciare il lavoro...

Fabio Coletti - Per e-mail da Roma

Se devo votare, voto per il reddito di cittadinanza.
335.6395XXX
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Contratti migliori e soldi ai più deboli. Misure ok ma perché non si punta forte sul rilancio del lavoro?

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il decreto dignità può dare una mano ai meno garantiti? a) Sì; b) Non ne conosco i particolari. C’è da dire che molte risposte più che al decreto dignità fanno riferimento al reddito di cittadinanza. Abbiamo comunque deciso di segnarle lo stesso.
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Che cosa fare prima: il reddito di cittadinanza oppure la Flat Tax?” a) Reddito di cittadinanza; b) Flat Tax; c) Tutte subito. Per rispondere c'è tempo fino al 4 ottobre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 19 ottobre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sì, può dare una mano perché punta a ridurre il precariato. Ma poi sono sempre le aziende che fanno i contratti…

348.4312XXX

Ridurre i contratti a tempo determinato è una buona cosa. Non si può restare appesi a un filo per tutta vita.

335.6549XXX

Ho provato ad informarmi ma non è facile capirci qualcosa.

320.6815XXX

Con il decreto dignità si dovrebbero incoraggiare i contratti a tempo indeterminato. Vedremo quando entrerà in vigore che cosa accadrà. Io sono scettico.

339.4866XXX

Confermo, ne so poco o nulla.

347.5893XXX

Meno contratti a tempo determinato e più contratti a tempo indeterminato. Si può essere contrari? La realtà del mondo del lavoro è però piuttosto complessa. Per esempio: che cosa succede se si continua a fare contratti a tempo determinato con soggetti diversi per lo stesso tipo di impiego?

Pippo Cresci - Per e-mail da Roma

Bene provare a limitare il precariato.

388.6553XXX

Che il decreto dignità possa risolvere il problema dei contratti a tempo determinato è una pura chimera. Ma è una mossa che va nella giusta direzione.

338.8648XXX

Che cos’è il decreto dignità? Se n’è parlato un po’ poi più nulla. Boh…

392.1322XXX

I contratti sono sempre di più a tempo determinato. Del resto, se non usciamo da una crescita a bassa intensità le aziende i contratti a tempo indeterminato non li fanno. Con o senza decreto.

Marco S. - Per e-mail da Frosinone

Reddito di Cittadinanza

La dignità significa lavoro. Ci si preoccupi di più di creare occupazione vera e non di disperdere soldi a pioggia con il reddito di cittadinanza.

388.6849XXX

Una mano può darla senz’altro. Meglio avere 700 euro in tasca che non averli. Ma il vero problema è quello del lavoro che è sempre difficile da trovare.

Carla Tintori - Per e-mail da Roma

Sono favorevole.

334.6367XXX

A quanto ho capito l’assegno del reddito di cittadinanza sarebbe di circa 700 euro. Può essere un aiuto per chi è in difficoltà. Però mi chiedo: dove si troveranno i soldi visto che come Paese siamo ancora messi piuttosto male?

Carlo Gioia - Per e-mail da Firenze

Ogni tanto arriva qualcuno che promette soldi. A me il reddito di cittadinanza farebbe comodo. Spero solo che non sia propaganda.
392.1535XXX
Ho letto su “Lavoro Facile” l’articolo dedicato al reddito di cittadinanza. Sono d’accordo. Lo Stato deve aiutare chi se la passa male.

335.6851XXX

Credo di essere tra coloro che possono sperare di ricevere il reddito di cittadinanza. Non lavoro da più di due anni e una mano mi farebbe comodo. Però, cari signori del governo, la dignità dell’uomo passa dal lavoro. Datevi da fare.

Anna Maria Belli - Per e-mail da Roma

Sono d’accordo sul reddito di cittadinanza. Spero che il progetto possa andare in porto.

335.6921XXX

Tanti Paesi europei hanno norme di sostegno al reddito e di aiuto a chi ha perso il lavoro. Finalmente l’Italia si è svegliata.

348.8755XXX

Va bene ma non capisco come, nel frattempo, possano saltare furi nuovi posti di lavoro. Questo è il punto dolente, con una disoccupazione giovanile tra le più alte in Europa.

335.7838XXX

Ho letto che il reddito di cittadinanza costerebbe tra i 15 e i 30 miliardi di euro. Io metterei queste risorse per creare posti di lavoro.

348.2546XXX

Sono d’accordo con il reddito di cittadinanza. Ma la domanda mi sembra mal posta: come si potrebbe dire di no ad un provvedimento che corre in aiuto di quei tanti che non riescono a combinare il pranzo con la cena?
Stefania Roberti - Per e-mail da Roma
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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per rilanciare il lavoro quale formula di governo può essere più adatta? a) M5S-Lega; b) M5S-Pd; c) M5S-Forza Italia; d) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi; e) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi-Pd-Leu; f) Lega-Forza Italia-Pd; g) Altre; h) Nessuna”. Il Sondaggione si è svolto tra il 6 aprile e il 3 maggio (per conoscere i risultati pubblicati sul n. 10/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui).
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Tornare subito alle urne o provare fino all’ultimo a fare un nuovo governo? a) Prima si vota è meglio è; b) Provare a fare un nuovo governo; c) Prima una nuova legge elettorale”. Per rispondere c'è tempo fino al 31 maggio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 15 giugno.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Qualsiasi forma di governo potrebbe andare bene. Ma non mi sembra che il tema del lavoro sia in cima ai pensieri dei partiti.

335.6468XXX

Quella della Lega e 5 Stelle.

328.7141XXX

Ormai tutti parlano di nuove elezioni e il problema del lavoro può attendere. Per me è uno scandalo.

339.7324XXX

Tutti parlano di lavoro ma il più credibile è il M5S che vuole cancellare la riforma Fornero.

320.0507XXX

Mandare in pensione chi è in età pensionabile e fare largo ai giovani.

348.3197XXX

La politica dovrebbe ascoltare le necessità dei cittadini e muoversi di conseguenza. Ma non è così e chi non ha un lavoro dovrà continuare ad arrangiarsi.

Cesare F. - Per e-mail da Roma

Le formule di governo sono tante. Anzi lo erano, visto come sono andati i colloqui promossi dal presidente Sergio Mattarella. E il lavoro? Bisognerà aspettare le nuove elezioni e sperare. L’Italia, purtroppo, è questa.

Riccardo Fassi - Per telefono da Roma

Dando incentivi alle medie, piccole e grandi imprese in modo che possano assumere e rilanciare il lavoro. E poi abbattere Iva, Inps, Inail e tasse vaie.

333.3029XXX

A me sarebbe piaciuto ascoltare le proposte dei diversi partiti per avere un quadro più precisa. Invece si sono presi a insulti e così hanno preso in giro noi che li abbiamo votati. Sono convinto che al prossimo turno elettorale alle urne andrà ancora meno gente.

Mario Cimino - Per e-mail da Roma

Ms5 e Lega insieme senza Berlusconi.

339.7964XXX

È difficile dire. Non so che cosa pensano di proporre i partiti indicati dal Sondaggione. A loro, a tutti loro, interessano solo le poltrone.

335.5428XXX

M5S ha proposto il reddito di cittadinanza e la Lega la flat tax. Molti esperti hanno giudicato irrealistiche queste proposte. Perché, invece, non ci hanno fatto capire come avrebbero rilanciato l’economia e, di conseguenza, creato nuovi posti di lavoro?

Lina Micheli - Per e-mail da Roma

Le ricette della destra e della sinistra in materia di sviluppo e di lavoro più o meno le conosciamo. Quelle di M5S restano un mistero, almeno per me.

348.4388XXX

Subito dopo le elezioni del 4 marzo tutti hanno litigato con tutti e su tutti gli argomenti. M5S e Lega hanno trovato l’accordo solo per spartirsi le poltrone di Camera, Senato e Commissioni parlamentari. Il lavoro? E che roba è?

Vittoria Belli - Per telefono da Roma

Il presidente Mattarella ha provato a dare al Paese un governo in grado di affrontare i problemi, compreso quello del lavoro. Non ce l’ha fatta. Adesso speriamo che la nostra ancora debole economia non ne risenta sennò anziché di nuovi posti di lavoro dovremo parlare di altri licenziamenti.

T. F. - Per e-mail da Roma

A questo punto se riesco a convincere un centinaio di persone posso sperare di entrare nelle liste elettorali di M5S. Diventare deputato o senatore non è poi male come lavoro!

Claudio R. - Per e-mail da Arezzo

Un’intesa tra M5S e Pd poteva essere promettente. Il lavoro può attendere…

320.8433XXX

Qualunque sarà il governo e chiunque ne farà parte dovrà misurarsi con una fase economica complessa. Solo crescita e investimenti possono creare posti di lavoro. Sperare non costa nulla.

339.7549XXX

Un patto di ferro sul lavoro tra tutti i partiti che ci stanno.

347.8742XXX

M5S e Lega si stanno dando molto da fare. Potrebbero essere loro a tirare fuori dal cilindro il coniglio del lavoro.

335.6557XXX

Me se si va verso nuove elezioni di che cosa stiamo parlando?

338.7315XXX

Solo a leggere le possibili formule di governo per rilanciare il lavoro mi è venuto il mal di testa…

339.1285XXX

La vecchia politica ha fallito, meglio puntare sulle forze emergenti. Forse il lavoro ci può guadagnare.
392.3244XXX
Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 marzo e il 5 aprile. I risultati sono pubblicati sul n. 8/2018 della rivista online LAVORO FACILE, per conoscerli clicca qui. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per rilanciare il lavoro quale formula di governo può essere più adatta? a) M5S-Lega; b) M5S-Pd; c) M5S-Forza Italia; d) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi; e) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi-Pd-Leu; f) Lega-Forza Italia-Pd; e) Altre: f) Nessuna”. Per rispondere c'è tempo fino al 3 maggio. I risultati di questo sondaggio con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul n. 9 del 18 maggio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sì, vorrei che diventasse legge.
339.5772XXX

Spero e mi auguro di sì perché, di questi tempi, in parecchi ne abbiamo bisogno.
377.9475XXX

Non si può scherzare con le attese della gente. Il reddito di cittadinanza ha animato la campagna elettorale e chi l’ha promesso adesso non può tirarsi indietro.
348.4328XXX

Se non lavori 780 euro al mese fanno comodo. Spero che il reddito di cittadinanza possa diventare legge ma temo che sarà difficile.
320.8745XXX

Ho visto lo speciale che “Lavoro Facile” ha dedicato al reddito di cittadinanza e ho appreso che verrebbe a costare allo Stato da 16-17 miliardi di euro in su. Ho letto anche come il M5S pensa di trovare le risorse necessarie. A me sembra tutto molto complicato.
Carlo P. - Per e-mail da Roma

Se c’è la volontà politica il reddito di cittadinanza può diventare una bella realtà.
366.1538XXX

Confesso che non ci sto capendo niente. Se ne è parlato molto prima delle elezioni mentre adesso il progetto pare passato in secondo piano. È vero che prima bisogna fare il governo ma chi ha proposto il reddito di cittadinanza farebbe bene a confermare che non ci saranno ripensamenti.
Marino Cerri - Per telefono da Roma

Lo spero. Finché il lavoro non tornerà ad essere alla portata di mano di tutti un sostegno a chi si trova in difficoltà è doveroso.
339.7581XXX

Ho letto che per una famiglia di quattro persone il reddito di cittadinanza può arrivare a quasi 2.000 euro al mese. Ma chi ci crede?
347.4529XXX

A guardare ciò che sta accadendo dopo le elezioni credo che ci sia poco da essere ottimisti.
340.5428XXX

Voglio crederci e voto “sì”.
338.8485XXX

Quelli del M5S sono gli unici che mi sembrano più sensibili a capire le difficoltà in cui vivono tantissimi italiani. Il reddito di cittadinanza può certamente essere una risposta. Sono però curioso di capire come faranno a quadrare i conti.
Marcello S. - Per e-mail da Civitavecchia

Che si sbrighino a fare il governo e che trasformino subito in legge la proposta sul reddito di cittadinanza.
334.6325XXX

Un conto è fare promesse e un conto è realizzarle. Questa è la politica in Italia. Non credo che il M5S ce la farà a portare a casa il reddito di cittadinanza così come ce lo hanno messo sotto gli occhi.
Gianna Simeone - Per e-mail da Roma

Non ci credo.
338.6826XXX

Lo spero ma non sarà semplice.
392.3647XXX

Quest’Italia spaccata in due (il Nord più sensibile alla riduzione delle tasse, il Sud al reddito di cittadinanza) non mi piace. Solo un governo forte e con le idee chiare potrebbe riuscire a fare una sintesi valida per tutto il Paese. Speriamo bene ma sarà dura.
Alberto B. - Per telefono da Latina

Promettere non costa nulla. Realizzare le promesse è un altro paio di maniche. Sono curioso di vedere come andrà a finire.
335.6479XXX

Sono sempre di più le persone che si trovano sotto la soglia di povertà. Per loro si deve fare qualcosa, e subito. Reddito di cittadinanza o meno.
Stefano Bruni - Per e-mail da Roma

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Giovedì, 22 Marzo 2018 16:15

Sondaggione. Dopo le urne che cosa succede?

Le elezioni, le novità e il lavoro. L’attesa è tanta ma in pochi adesso si sbilanciano.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Elezioni e nuovo governo avranno comunque un effetto positivo sul lavoro? a) Sì; b) No; c) Non cambierà niente”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 febbraio e l’8 marzo. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Per rispondere c'è tempo fino al 5 aprile. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 20 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Lo spero veramente. Noi giovani abbiamo bisogno di un lavoro per crearci un futuro. Così nella disoccupazione e nella precarietà siamo solo sfruttati dalle aziende che promettono contratti a tempo indeterminato solo per tenerci finché gli fa comodo e poi… tutti utili nessuno indispensabile!
327.4970XXX

Durante la campagna elettorale era d’obbligo parlare di lavoro e del lavoro. Qualche impegno è stato preso. Vediamo adesso che cosa succede. Non sono ottimista.
388.5491XXX

Dipende dal nuovo governo. Passare dalle promesse ai fatti non è semplice. Con questa disoccupazione il Paese rischia di affondare.
347.3428XXX

Senza un’autentica svolta in economia c’è poco da stare allegri.
Cesare Mari - Per e-mai la Roma

Se si riuscisse a formare un governo con una buona maggioranza in Parlamento forse il tema dell’occupazione potrebbe risentirne positivamente.
348.2958XXX

Il clima non mi sembra positivo perché le elezioni non hanno determinato una maggioranza. Inoltre la guerra dei dazi annunciata dal presidente americano potrebbe pesare come un macigno sulla nostra fragile ripresa. Speriamo bene…
Gianni Roberti - Per telefono da Roma

Le elezioni non hanno risolto il problema della governabilità. E senza un esecutivo forte c’è poco da fare.
388.6395XXX

C’è da sperare che i flebili segnali di ripresa possano irrobustirsi. L’atmosfera, però, non mi pare delle migliori.
347.55537XXX

Aspettiamo con fiducia. Qualsiasi giudizio è oggi prematuro.
349.6433XXX

Sono ottimista per una semplice ragione: peggio di così non è possibile.
335.5436XXX

Guidare l’economia in un mondo globalizzato non è un scherzo. L’Italia, con il suo forte debito, deve stare attenta a non sbagliare le strategie.
337.8541XXX

A chi è disoccupato occorre dare delle risposte immediate. I risultati delle elezioni hanno detto che la gente è stanca delle promesse. Se non si prenderanno delle misure capaci di mettere quattrini nelle tasche degli italiani si andrà incontro a tempi anche drammatici sul piano sociale.
Claudia Mirabelli - Per e-mail da Roma

Sì, credo che la situazione cambierà in meglio.
366.5367XXX

L’Italia uscita dalle urne non è più quella di prima. Mi sta bene. Però adesso voglio vedere dei risultati: più lavoro e più serietà.
Nedo Borelli - Per e-mail da Latina

La scossa c’è stata. Devo ancora capire se è stato un bene o un male.
334.7934XXX

Onestamente non riesco a farmi un’opinione. La speranza è che il cambio di classe dirigente possa dare una sveglia all’Italia e al lavoro.
Luciano Marcelli - Per e-mail da Roma

Non cambierà niente.
333.3528XXX

Dipende. Se chi entrerà nelle stanze dei bottoni saprà manovrare con competenza e avrà le idee chiare allora…
389.7544XXX

Boh, le elezioni ci sono state, il nuovo governo è ancora in alto mare e chi è senza lavoro continua ad esserlo. Non è un bel panorama.
Vito Corsetti - Per e-mail da Ladispoli

Dopo le elezioni il lavoro è sparito dai radar. Se ne è parlato pochissimo prima e niente adesso. Meno male che ci sono alcune grandi aziende che continuano a cercare personale…
Flavio Morini - Per e-mail da Roma

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Il 2018 sarà migliore del 2017? Molto dipende dal nuovo governo. Ma intanto gli scettici prevalgono sugli ottimisti.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I segnali di ripresa ci sono ma il 2018 per il lavoro sarà migliore del 2017? a) Sì; b) No; c) La ripresa è troppo debole”. Il Sondaggione si è svolto tra il 1° dicembre e l’11 gennaio. Attualmente, sullo stesso sito (http://www.lavorofacile.info/) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Sono sempre di più i contratti a termine: come li giudicate? a) Un’opportunità; b) Meglio di niente; c) Le aziende ne abusano; d) Dovrebbero essere regolati meglio”. Per rispondere c'è tempo fino all’8 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 23 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I segnali di ripresa devono tradursi urgentemente in atti più concreti sul versante dell’occupazione.

333.7642XXX

C’è da sperare che ciò che di positivo si è verificato nel 2017 continuerà anche nel 2018. Con una variante non da poco: meno posti a tempo determinato e più posti a tempo indeterminato.

Cesare Restivo - Per e-mail da Roma

No, e la ripresa vale solo per i politici.

328.7141XXX

Tra gli eventi imponderabili metterei anche le elezioni. Non sarà indifferente, ai fini del lavoro, questo o quel governo.

328.2548XXX

No.

380.1556XXX

Il 2018 potrà essere migliore se la ripresa economica andrà avanti. Altrimenti si rischia di tornare ai tempi bui.

335.8418XXX

Speriamo.

333.1204XXX

La ripresa è ancora troppo debole.

346.8546XXX

Non credo che la situazione possa migliorare in particolare per gli over 40-50. Con tutta l'esperienza che uno può avere sarà sempre molto difficile trovare un lavoro serio e soprattutto con un contratto regolare. Non credo che le cose miglioreranno in futuro. Però, come si dice, "la speranza è l'ultima a morire" (naturalmente tralasciamo la fine…).

333.4749XXX

Finché saremo nell'euro, non vedo motivi per essere ottimista.

320.3032XXX

Ci vuole una nuova riforma sul lavoro in grado di: 1) aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro; 2) creare più opportunità.

340.5043XXX

Sono tanti gli incentivi all’occupazione e questo dovrebbe favorire i nuovi contratti. Resta da vedere come si muoveranno le imprese.

338.4361XXX

Si vedrà dopo le elezioni, sperando che il vincitore si dia una svegliata. Per conto mio spero che vinca il Cavaliere Berlusconi perché ha capito che il problema sono le tasse alte.

329.4067XXX

I segnali di ripresa io non li ho visti nel 2017. Quindi spero in questo 2018. Però si dovrebbe aiutare la fascia intermedia, quella dai 40 in su, che viene sempre penalizzata. Le agevolazioni, infatti, riguardano solo i giovani ok, ma gli altri?

347.5448XXX

No.

338.2823XXX

La speranza è sempre l’ultima a morire.

349.6438XXX

Vedo che accanto a importanti programmi di ricerca del personale ci sono aziende che chiudono i battenti e portano la produzione all’estero. Credo che ridurre il costo del lavoro gioverebbe molto a rilanciare l’occupazione e a frenare le delocalizzazioni.

Marco Giordano - Per e-mail da Roma

Ero pessimista e continuo ad esserlo.

338.2659XXX

Bisogna continuare a costruire e non lasciarsi prendere dalla tentazione di abbattere tutto e tutti. Con le regole della globalizzazione non si può scherzare. Magari vanno gestite meglio e corrette dove è possibile. Ma non si può fare finta che non esistano. Questo per dire che molto dipende dagli indirizzi di politica economica del governo.

Corrado Bellucci - Per e-mail da Roma

Non siamo messi bene e non si può che fare meglio. Almeno lo spero.

Cinzia Restivo - Per e-mail da Firenze

Basta un soffio per spazzare via i tanti contratti a tempo determinato. Le imprese continueranno a farli perché così possono “giocare” con il personale come meglio credono. Non vedo una seria politica industriale in grado di imporre una svolta positiva all’occupazione.

Roberto Motta - Per e-mail da Roma

Molto dipenderà dal nuovo governo.

338.4659XXX

Ci siamo dimenticati di come era ridotta l’Italia appena pochi anni fa? Forse si poteva e doveva fare di più ma adesso occorre avere la costanza di continuare sulla strada tracciata.

Rita Novelli - Per e-mail da Frosinone

La disoccupazione giovanile è ancora a livelli indecenti.

335.7581XXX

Il 2018 sarà migliore del 2017.

345.8927XXX

La nostra economia è ancora in convalescenza. Se non andrà incontro a rovinose ricadute allora si potrà essere moderatamente ottimisti.

Alessandro Sardo - Per e-mail da Roma

Per me il 2018 andrà meglio del 2017 se riuscirò finalmente a trovare un lavoro.
339.1425XXX
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