Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Gli immigrati tolgono lavoro agli italiani? a) Sì, è vero; b) No, non è vero”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Riparte l’anno: la scuola sa preparare i nostri giovani? a) Sì, è ancora all’altezza; b) No, c’è troppa confusione”. Per rispondere c'è tempo fino al 12 settembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 27 settembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non lo so se tolgono il lavoro agli italiani. Quello che so è che il lavoro è sempre difficile trovarlo.
392.6733XXX

Se non ci fossero gli immigrati chi farebbe certi lavori che noi ormai non vogliamo più fare?
339.5328XXX

Alzino la mano quei giovani italiani che accetterebbero di raccogliere i pomodori o la frutta…
338.3126XXX

Quando eravamo noi italiani gli immigrati di turno ci facevano fare i lavori più duri. Ricordo ai più distratti e ai meno informati che a Marcinelle, in Belgio, l’8 agosto 1956 trovarono la morte 136 nostri minatori. Oggi a morire nelle nostre campagne sono spesso gli sfruttati che provengono dall’Africa.
Cesare R. - Per telefono da Roma

Davanti ai forni delle pizzerie ci sono quasi sempre stranieri. Quelli non sono posti che potrebbero occupare gli italiani?
339.6371XXX

Il fenomeno non è così diffuso come a volte si sostiene. Ma non c’è dubbio che gli immigrati tolgono posti che potrebbero essere occupati dagli italiani.
338.8644XXX

Sì, è vero.
335.5672XXX

Questa storia degli stranieri in Italia si è trasformata in una sorta di guerra tra sordi. Chi ne denuncia l’invasione e chi sostiene che si esagera per raccogliere consensi politici. Certo è che manca una rigorosa strategia dell’accoglienza.
Bruno Morelli - Per e-mail da Roma

Tra un bravo ingegnere che proviene dal Terzo Mondo e un ingegnere italiano che non sa dove mettere le mani, un’azienda chi dovrebbe prendere? Impariamo a ragionare con la realtà e lasciamo da parte la propaganda.
Cristiano Terzi - Per e-mail da Roma

Ho letto che alcune aziende siderurgiche del Nord non saprebbero come andare avanti se non ci fosse la manodopera straniera. È vero o non è vero?
348.8901XXX

Io la metterei così: il problema dell’immigrazione clandestina esiste e va risolto secondo regole certe e condivise con l’Europa. L’Italia non può accogliere tutti a scatola chiusa solo perché la nostra posizione geografica ci mette in prima linea rispetto agli sbarchi. Altro capitolo è l’occupazione, ma anche qui una cosa va detta: chi è che dà lavoro agli immigrati preferendoli agli italiani?
Roberto M. - Per e-mail da Viterbo

Vedo tanti stranieri che svolgono lavori che potrebbero fare gli italiani.
366.5185XXX

Sono convinto che gli immigrati un po’ di lavoro lo tolgono agli italiani. Ma si tratta di lavori che gli italiani non vogliono più fare.
339.6933XXX

Né buonisti né cattivisti ma regole certe alle quali attenersi. Gli immigrati che lavorano in nero sono sfruttati così come gli italiani che lavorano in nero. Ma chi è che li utilizza al di fuori delle norme sia gli uni che gli altri?
338.4538XXX

Tanti immigrati a disposizione pesano sul mercato de lavoro, nel senso che i datori possono più agevolmente dettare le regole: o così o arrivederci. Servirebbero più controlli a tutti i livelli per impedire abusi e sfruttamenti.
G. S. - Per telefono da Firenze

Se servono immigrati allora le aziende ne facciano regolare richiesta in modo che si possa sapere chi entra in Italia e perché. Mi pare che in parte ciò venga fatto ma poi la confusione regna sovrana. A tutto svantaggio degli italiani che hanno bisogno di lavorare.
Rossella Chimenti - Per e-mail da Roma

Ci sono i contratti regolari e c’è chi preferisce la manodopera cosiddetta “invisibile”, cioè al di fuori di ogni regola. È qui che spesso ci si rivolge agli immigrati che per lavorare si accontentano di paghe più basse. Un sistema che taglia fuori gli italiani dal mondo dell’occupazione.
Franco Di Loreto - Per e-mail da Roma

Sì, gli immigrati il lavoro lo tolgono agli italiani.
335.6931XXX

È una guerra tra poveri dove si lotta per i pochi posti disponibili. Altrimenti gli immigrati potrebbero essere una risorsa.
348.4195XXX

Quanti i giovani italiani sarebbero disposti a lavorare con gli animali nelle stalle? Forse ce ne sarebbero ma sono convinto che bisognerebbe andare a cercarli con il lanternino. In Emilia Romagna e in Piemonte, regioni che conosco bene, se non ci fossero gli immigrati tante imprese rischierebbero di chiudere.
Simone Manni - Per e-mail da Roma

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Sono decine di migliaia i posti di lavoro che rimangono scoperti: perché succede? a) Perché la scuola non prepara ciò che serve; b) Perché manca un sistema efficace di ricerca”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I navigator in servizio riusciranno a trovare nuovi posti di lavoro? a) Sì, perché è una figura che mancava; b) No, perché manca il lavoro”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 26 luglio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Ci sono migliaia di posti scoperti perché: 1) i datori di lavoro vogliono solo gente con esperienza; 2) tanta gente si candida a lavori che neanche sa fare, 3) gli stipendi non coprono le ore di lavoro!
349.5507XXX

Bisogna vedere quali sono i posti di lavoro scoperti, e a che condizioni.
320.3032XXX

Perché le aziende mettono paletti assurdi e impossibili, come le FS o altri che chiedono lauree con votazioni altissime o esperienze già consolidate. Oppure il titolo di laurea dove non occorre. Per esempio, un ragazzo di 30 anni che ha lasciato la scuola da diverso tempo magari per un esame andato male è come condannato a vita. Se si continua di questo passo, poche persone risponderanno alle inserzioni. L'auspicio è che si cambi sistema.
348.7018XXX

Molto spesso è colpa delle agenzie per il lavoro e di questi recruiter che non si sa mai cosa cerchino… passano i mesi e gli annunci sempre gli stessi… possibile che non siano mai riusciti a trovare un candidato all’altezza dei loro standard discutibili? Ma è anche colpa di chi assume perché non dà mai la possibilità di fare pratica… devi avere sempre 20 anni e sempre 10 anni di esperienza...
3476662XXX

Perché si tratta di lavorare per molte ore al giorno con un contratto a termine, e magari anche con una cooperativa che in 800 euro al mese ti ci mette Tfr, 14^, malattia e tutto il resto. Questo sarebbe il nostro futuro? No comment.
392.5289XXX

Perché le aziende assumono solo under 25 o max 29 anni, così quelli con esperienza se ne stanno a spasso.
347.3308XXX

Che la scuola sia slegata dal mondo del lavoro è un fatto assodato. Quello che mi preoccupa è perché nessuno finora sia corso ai ripari.
335.6438XXX

La scuola potrà pure avere le sue colpe ma non è mai stata in cima ai pensieri di chi ci governa. Il declino dell’Italia sta anche in questo.
339.7533XXX

Siete mai entrati in un Centro per l’impiego? Fatelo e capirete perché tante opportunità di lavoro vadano perse.
335.6878XXX

Se il sistema dell’offerta e della richiesta non riesce a dialogare c’è poco da fare.
366.1327XXX

Questa storia dei posti di lavoro che restano inevasi non mi ha mai convinto: secondo me è una fake new.
348.4391XXX

Se davvero i posti ci sono perché le aziende non si preoccupano di renderli noti? In una società dove tutto è interconnesso e dove le notizie viaggiano alla velocità della luce, perché solo le opportunità di lavoro restano chiuse nei cassetti? Boh…
Lorenzo Cimino - Per e-mail da Roma

So di aziende che si fanno carico della formazione: dovrebbero farlo tutte, anziché parlare male della scuola.
320.8759XXX

Se tu azienda che cerchi non lo fai sapere perché poi ti lamenti se nessuno bussa agli uffici del personale?
335.7548XXX

Non c’è dubbio: c’è un problema di orientamento e di preparazione. Solo da poco tempo le università hanno preso a confrontarsi con i giovani prima delle iscrizioni, ma occorre fare di più. E a livello di scuola secondaria di secondo grado siamo ancora più indietro. Spesso il diploma serve a poco.
Roberta Ricci - Per e-mail da Roma

Di istituti tecnici professionali ce ne sono troppo pochi. È da lì che possono uscire fuori le figure che più servono all’industria.
347.4966XXX

La scuola secondaria non deve sfornare specialisti, compito che invece spetta all’università o agli istituti professionali. Mi pare che in Germania funzioni così. Perché non proviamo a copiare?
339.7658XXX

I nostri laureati riescono a trovare lavoro più tardi rispetto ai loro colleghi dei più importanti Paesi europei. Dipende dalla poca preparazione rispetto a ciò che serve alle aziende o sono le aziende che alla fine tanti posti non riescono a creare?
340.5936XXX

Il problema è se sia nato prima l’uovo o la gallina. In Italia i posti non ci sono ed è inutile che le aziende si lamentino.
335.6439XXX

Le mansioni più tecnologiche cambiano rapidamente e la scuola non ce la fa a tenere il passo. Tocca alle aziende formare le figure di cui hanno più bisogno.
335.6438XXX

La scuola non è male. Certo, tutto si può migliorare ma ci vogliono investimenti. Cioè quattrini. Proprio quelli che l’Italia non ha.
338.7544XXX

Mi fanno ridere quelli che dicono di non riuscire a trovare personale. Perché, invece, non parlano mai di stipendi? Per questo molti giovani preparati preferiscono andarsene all’estero…
348.8916XXX

La scuola ha ragione quando dice che senza investimenti non si può andare da nessuna parte. Le azienda hanno ragione quando sostengono che non riescono a trovare il personale che serve: hanno tutti ragione. Solo che il Paese sta andando a picco.
Simone Alberti - Per e-mail da Firenze

Care aziende, vi decidete una volta per tutte a farci sapere quali sono le figure che state cercando?
392.3527XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “L’economia dell’Italia sembra essersi fermata. Hanno risposto a) È vero 90%; b) Si esagera 10%”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Sono decine di migliaia i posti di lavoro che rimangono scoperti: perché succede? a) Perché la scuola non prepara ciò che serve; b) Perché manca un sistema efficace di ricerca”. Per rispondere c'è tempo fino al 12 giugno. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 21 giugno.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non bisogna essere dei geni per capire che l’economia è ferma. Basta guardare un po’ in giro. Non si muove nulla.

338.4869XXX

Sì, è vero.

327.5381XXX

È ferma ma non da adesso. È dalla crisi del 2008 che l’Italia arranca.

334.7543XXX

Il problema è che non si capisce come se ne possa venire fuori.

338.1863XXX

È vero.

327.1720XXX

Mi pare che siano solo le esportazioni a tenerci a galla. Spero che la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina non ci danneggi.

335.2658XXX

Non siamo messi bene ma credo che si esageri. Con un governo più attento alle cose da fare la situazione potrebbe essere migliore.

Cesare Biraghi - Per e-mail da Roma

Le difficoltà sono evidenti. Ciò che mi preoccupa è come riusciremo a fronteggiare il disavanzo, che si annunci monstre, della prossima legge di bilancio,

Vito Ricci - Per e-mail da Roma

L’economia è ferma.

347.6662XXX

L’Italia se l’è sempre cavata e sarà così anche stavolta.

333.5436XXX

Siamo diventati terra di conquista. Molte aziende passano di mano e il made in Italy resta tale perché fa comodo ai nuovi proprietari stranieri. Da una parte è bene perché così si mantengono un bel po’ di posti di lavoro, ma dall’altra significa che conteremo sempre di meno.

Giulia Rimini - Per e-mail da Roma

Basta leggere i dati sull’andamento della nostra economia per rendersi conto che siamo sull’orlo del baratro.

333.3597XXX

Voglio essere ottimista e non voglio fasciarmi la testa prima di essermela rotta. Spero mai.

389.7544XXX

Mi pare che con questo governo i problemi siano aumentati. Ma comunque è un governo formato dai due partiti che gli italiani hanno votato in massa. Quindi che si dia una mossa e trovi la strada giusta per superare le difficoltà.

Michele M. - Per e-mail da Ladispoli

È vero, l’economia si è fermata. Allora che cosa si fa?

339.5873XXX

Non è un bel momento e non solo per colpa dell’Italia. Il mondo sembra impazzito e ognuno gioca in proprio senza pensare al vicino di banco. Si sono persi i grandi ideali di solidarietà, impegno reciproco, sviluppo comune. Chissà dove andremo a finire.

A. B.Per e-mail da Viterbo

Si esagera, e pure molto. E lo si fa per mettere in cattiva luce questo governo che sta riducendo le tasse e che con il reddito di cittadinanza è andato incontro a chi è più in difficoltà.

Stefano Mauri - Per e-mail da Roma

Appena mi laureo me ne vado all’estero. Restare in Italia non ha più senso.

335.6971XXX

A chi credere? A chi parla di un Paese allo stremo o a chi ne intravede un futuro migliore? È ancora presto per decidere da che parte sta la ragione.

334.6643XXX

Se l’economia funzionasse non ci sarebbe la crisi dell’occupazione che è sotto gli occhi di tutti.

335.4269XXX

L’economia? E che cos’è?

338.9536XXX

È sufficiente vedere i dati di crescita ufficiali per rendersi conto che siamo fermi. Gli stessi dati ci dicono anche un’altra cosa: dietro di noi in Europa c’è solo la Grecia.

Stefano C. - Per e-mail da Roma

Calma e sangue freddo. I conti è bene farli alla fine dell’anno.
392.0544XXX
Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Reddito di cittadinanza. Ora arriveranno anche le offerte di lavoro? a) Lo spero; b) Sarà difficile”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “L’economia dell’Italia sembra essersi fermata. È vero o si esagera? a) È vero; b) Si esagera”. Per rispondere c'è tempo fino al 2 maggio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 24 maggio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Le offerte di lavoro devono arrivare, e sottolineo devono.
338.4218XXX

Non credo sia la soluzione giusta. Anzi. La situazione peggiorerà e aumenterà il lavoro nero.
331.3755XXX

Non credo, il lavoro non si crea per decreto, purtroppo. Altrimenti avremmo trovato la soluzione. Mali di questo Paese.
Emiliano - Per e-mail da Roma

Per me non il reddito di cittadinanza non serve a trovare lavoro.
327.5381XXX

Tutta questa storia del reddito di cittadinanza è un po’ strana: le richieste sembrano inferiori al previsto, il pagamento è slittato più volte e persino il testo del decreto è stato cambiato in corsa tanto che per qualche giorno le domande non si sono potute inviare. E a oggi non si capisce bene da dove possano saltare fuori i posti da proporre a chi otterrà il Rdc. Una buona riforma che però, come spesso capita in Italia, rischia di mancare l’obiettivo principale, cioè il rilancio dell’occupazione.
Nuccio Carlini - Per telefono da Firenze

Intanto voglio vedere se il reddito di cittadinanza arriva davvero…
347.3219XXX

Bene il reddito di cittadinanza, male tutto quanto gli sta intorno comprese le possibilità di lavoro.
339.4385XXX

Io andrei per gradi: prima aspettiamo che arrivi il reddito di cittadinanza e poi vediamo che cosa succede con le offerte di lavoro.
348.2549XXX

Lo spero proprio. L’Italia ha bisogno di lavoro, soprattutto le nuove generazioni.
335.6433XXX

Voglio crederci anche se temo che non saranno rose e fiori.
349.5467XXX

L’occupazione cresce se l’economia tira ma non mi pare che questo sia il quadro. Il reddito di cittadinanza e il lavoro rischiano di non incontrarsi.
349.5936XXX

L’idea alla base del reddito di cittadinanza è giusta quanto semplice. Si mettono dei soldi in tasca agli italiani che così possono spendere di più. Ciò dovrebbe rilanciare la produzione e le aziende potrebbero avere bisogno di personale. Ma andrà davvero così? Qualche dubbio ce l’ho.
Renzo M. - Per e-mail da Roma

Forse qualche posto si riuscirà a creare ma non tanti da coinvolgere tutti coloro che incasseranno il reddito di cittadinanza. Se andrà così il Rdc si rivelerà una misura di puro assistenzialismo. Intendiamoci, va bene perché chi si trova in difficoltà potrà respirare ma la finalità più importante – il rilancio del lavoro – resterà una chimera.
Emanuele Baroni - Per e-mail da Roma

Lo spero e ci conto. Io dovrei avere il reddito di cittadinanza ma ciò che più mi interessa è trovare un nuovo impiego.
337.8546XXX

Perché no? Aspettiamo e vediamo.
335.6941XXX

Non sono un economista però mi tengo informato. E visti i tanti problemi di cassa che ha l’Italia come si farà a sostenere a lungo il costo del reddito di cittadinanza?
Roberto Carlucci - Per e-mail da Roma

Giusto il reddito di cittadinanza, okay “quota 100”, bene la flat tax. Ma i soldi da dove li prendiamo?
337.8655XXX

Sono convinto che tutto andrà bene e con il reddito di cittadinanza molti riusciranno a trovare un lavoro. A quel punto non solo lo Stato non dovrà più pagare il Rdc ma incasserà la fiscalità dalle buste paga.
Claudia G. - Per e-mail da Rieti
Il lavoro? Ma se i Centri per l’impiego sono alla canna del gas e i navigator devono ancora entrare in azione, di che cosa stiamo parlando?
333.5528XXX

Chi può farà il possibile per lavorare in nero e incassare il reddito di cittadinanza.
389.7537XXX

Evitiamo di prenderci in giro: il reddito di cittadinanza è una cosa e il lavoro un’altra. Forse si poteva cominciare con misure in grado di spingere l’occupazione.
339.6521XXX

Facciamo gli scongiuri e speriamo per il meglio.
335.6438XXX

Ho una villetta di cui sto ancora pagando il mutuo. Ho 54 anni e sono disoccupata. Il mio Isee in base alla casa (1 casa) non mi da diritto al reddito di cittadinanza. Di sicuro non si tiene conto degli Italiani.
333.4749XXX

Siccome ci stiamo caricando di debiti è sbagliato pensare di uscire dall’Unione europea e ricominciare daccapo, magari rispolverando la vecchia lira? Con l’Ue non ci è andata bene e sono stanco di farmi dettare le regole da Bruxelles.
Fabio Rossetti - Per telefono da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Oggi le scuole italiane riescono preparare i giovani per il lavoro? Hanno risposto Sì 83%; No 17%”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Reddito di cittadinanza: ora arriveranno anche le offerte di lavoro? a) Lo spero; b) Sarà difficile”. Per rispondere c'è tempo fino al 4 aprile. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 19 aprile.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sono soprattutto le imprese a sostenere che la scuola non prepara le figure di cui ci sarebbe bisogno. E, in parte, secondo me hanno ragione.

335.6438XXX

È una storia antica. La scuola italiana non è mai stata attenta alle necessità del mondo della produzione.

339.7661XXX

Probabilmente no. Ma mi domando: le aziende non potrebbero darsi da fare di più per preparare le figure che servono?

320.8288XXX

La scuola potrebbe fare di più e meglio. Ma passi in avanti sono stati fatti.

366.2329XXX

L’idea dei programmi scuola-lavoro non è male ma non sempre viene applicata come si dovrebbe. Forse ci si crede poco. Però non c’è dubbio che l’incontro tra giovani studenti e mondo del lavoro può essere una delle carte vincenti.

Lina Visconti - Per e-mail da Roma

Che la nostra scuola non sia in grado di preparare i giovani è dimostrato dal fatto che ci sono a spasso tanti laureati in discipline umanistiche mentre le imprese non riescono a trovare profili più tecnici.

348.4769XXX

Credo che fino alla maturità ci siamo. È dopo che dovrebbe esserci un collegamento più stretto tra scuola e lavoro.

338.8317XXX

Mi risulta che gli Istituti tecnici superiori (Its) post-diploma funzionino piuttosto bene tanto che ogni anno ci sono più domande che posti disponibili. Non si potrebbe crearne degli altri?

339.7822XXX

La formazione è sempre più fondamentale e ormai lo sanno persino i sassi. Ma un conto è saperlo e un altro paio di maniche è adeguarsi ai tempi. Oggi, per esempio, fare il cameriere non è più come una volta: occorre conoscere le lingue e gli usi e costumi dei clienti che qui in Italia sono spesso stranieri.

Carlo Mori - Per telefono da Rieti

Sono convinto che la scuola potrebbe e dovrebbe fare di più. Certo è, però, che se ogni volta che cambia il ministro dell’Istruzione si stravolge tutto quello che era stato fatto in precedenza non facciamo altro che tornare sempre al punto di partenza.

Fabio Consoli - Per e-mail da Roma

A parole non ci batte nessuno. Andate sul sito del ministero dell’Istruzione e date un’occhiata a propositi e strategie. Tutti da sottoscrivere. Solo che poi dietro le belle frasi non c’è quasi mai niente.

340.6627XXX

Non mi fascerei troppo la testa. La scuola italiana non è così malridotta.

335.6415XXX

Storicamente gli italiani non sono un popolo tecnologico e adesso rischiamo di pagare un prezzo salato. Se ci vogliono più ingegneri non possiamo continuare a sfornare esperti in scienze della comunicazione.

Alberto Simone - Per e-mail da Latina

Non sono un esperto però vedo che tanti ricercatori, magari all’estero, riescono a ottenere risultati importanti. Significa che la preparazione non è da buttare via. Anzi.

338.8541XXX

A me le aziende che vogliono la pappa fatta, cioè che non vogliono perdere tempo a preparare i giovani che escono dalla scuola, proprio non mi convincono.

339.1426XXX

In Germania gli istituti tecnici vanno alla grande e pure il sistema post-scolastico dovrebbe essere copiato di sana pinta. Cari ministri dell’Istruzione perché non vi fate un giretto da quelle parti?

Eugenio Righetti - Per telefono da Roma

Nonostante tutto gli insegnanti italiani non sono male. Se la nostra scuola non va in mille pezzi il merito è soltanto loro.

345.8853XXX

La scuola italiana ha il personale più anziano d’Europa. Se non si fanno i concorsi, e quindi non si fa entrare personale più in sintonia con le nuove realtà, poco è destinato a cambiare. Dalle mie parti si dice che non si possono fare le nozze con i fichi secchi.

Silvio Cosenza - Per e-mail da Ladispoli

Scuola e lavoro devono dialogare di più.

392.1273XXX

Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono scuole che vanno meglio di altre, professori più bravi di altri, sensibilità diverse nei confronti delle esigenze della produzione. Comunque, un ruolo importante possono averlo le famiglie nell’indirizzare i giovani verso studi che non siano un binario morto.

Giuseppe Nobis - Per e-mail da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Lavoro e sviluppo. Il 2019 andrà meglio rispetto al 2018? Hanno votato Sì il 31%; No il 69%. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Oggi le scuole italiane riescono preparare i giovani per il lavoro? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 marzo. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 marzo.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Assolutamente no. La congiuntura internazionale, unita alle politiche poco inclini agli investimenti da parte del governo porteranno ad un Pil irrisorio o comunque molto al di sotto di quello previsto dall'esecutivo. Elezioni europee, fine mandato di Draghi e del quantitative easing saranno un’ulteriore criticità sistemica.

Tel. 366.5667XXX

Il 2019 migliore del 2018? Beato chi ci crede.

Tel. 347.1268XXX

La mia sensazione è che andrà peggio. Non mi sembra che si stiano studiando politiche in grado di rilanciare economia e occupazione.

Tel. 338.6543XXX

Ormai sono mesi che ogni volta che escono dati sulla nostra economia occorre mettersi le mani nei capelli.

Tel. 349.5926XXX

Aspettiamo che le riforme adottate dal governo in carica diano i frutti sperati. La svolta potrebbe essere vicina.

Tel. 329.2168XXX

Se il 2019 dovesse andare peggio del 2018 ci sarebbe da tremare.

Tel. 335.8348XXX

Lavoro e sviluppo sono strettamente legati: non ci può essere il primo se non c’è il secondo. Penso che alla fine del 2019 il bilancio sarà positivo.

Tel. 338.3528XXX

Sono curioso di vedere se il reddito di cittadinanza farà crescere la fiducia nel Paese. E con la fiducia potrebbero riprendere pure gli investimenti.

Tel. 348.6964XXX

A quel che vedo tutto è fermo. Non sono un patito delle grandi opere ma certo c’è bisogno di una leva per risollevare l’Italia. E, a parte un diluvio di parole, in giro non ci sono nemmeno le piccole opere.

Carlo Mauro - Per e-mail da Roma

Spero che il 2019 possa andare meglio rispetto al 2018.

Tel. 335.4487XXX

Pessimismo dell’intelligenza o ottimismo della volontà? Né l’uno né l’altro. C’è solo un grande caos.

Tel. 335.5462XXX

L’anno è appena cominciato ed è difficile esprimere un giudizio. Però voglio sbilanciarmi: il 2019 sarà migliore rispetto al 2018.

Tel. 329.6324XXX

La domanda del Sondaggione rimette al centro dell’attenzione che cosa bisognerebbe fare per il Paese: più lavoro e più sviluppo. Ma finora i temi sono stati altri (l’immigrazione prima di tutto). Mi piacerebbe che ci si dedicasse ai problemi veri.

Cinzia M. - Per e-mail da Roma

Sarà difficile fare meglio del 2018. Ma al 2019 qualche chance voglio dargliela.

Tel. 339.7318XXX

Le elezioni europee del prossimo maggio potrebbero fare da spartiacque, e non solo in Italia. Siccome siamo più o meno tutti in crisi, sono convinto che dalle difficoltà ne possiamo uscire se riusciamo a rimanere uniti, dentro e fuori i nostri confini. Quindi un’Europa più forte ma diversa potrebbe segnare in positivo il 2019.

Antonio Fuci - Per telefono da Roma

Perché il 2019 dovrebbe andare meglio?

Tel. 366.9328XXX

Siamo messi male ma possiamo risollevarci. Molto dipenderà dalle scelte che verranno fatte nel corso dell’anno. I risultati si potranno vedere solo alla fine del 2019.

Biagio Signorini - Per e-mail da Firenze

Sono ottimista.

Tel. 349.6458XXX

Chi siede nelle stanze dei bottoni deve azzeccare le mosse giuste. In un mondo sempre più difficile e complesso, non sarà semplice.

Tel. 333.6522XXX

Se il reddito di cittadinanza andrà in porto sarà già una buona cosa per cominciare bene il 2019. E chi ben comincia è alla metà dell’opera…

Paolo S. - Per telefono da Latina

Vorrei rispondere sì ma mi pare che non ci siano i presupposti giusti.

Tel. 349.5866XXX

Forza e coraggio. L’Italia potrebbe riuscire ad evitare il baratro.
Tel. 339.6628XXX
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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza a) Sì (23%); b) No (77%). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Lavoro e sviluppo. Il 2019 andrà meglio rispetto al 2018? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non sono pronti....non per mancanza di personale, ma per scarsa volontà di lavorare.
331.3755XXX

I centri per l'impiego stanno per ricevere rinforzi,ma al momento lavorano assai male e non è neppure possibile accedere alla propria area riservata,anche se registrati. La battuta che gira a Roma è che i Centri per l'impiego sono una manna solo per chi ci lavora ! Insomma la sfida sarà proprio difficile.
320.0507XXX

Magari arrivasse il lavoro per me... mi chiamano sempre società consulenti e vendite a conoscenti e amici.. tipo italvita pride, pride and glory, ecc..io mando curriculum e metto annunci per lavoro di segretario e commesso e mi cercano solo quelle società.
339.5772XXX

Perché dovrebbero essere pronti? Non lo sono, ed è così da tempo.
338.4218XXX

Senza l’arrivo dei rinforzi promessi, gestire il reddito di cittadinanza sarà per i Cpi una battaglia persa in partenza.
335.7642XXX

O i Centri per l’impiego diventano una cosa seria o è meglio farne a meno.
347.3911XXX

I Centri per l’impiego, così come sono adesso, non sono pronti.
339.4757XXX

Alzi la mano chi è riuscito a trovare un lavoro grazie ai Centri per l’impiego. La speranza è che riescano a mettersi al passo con i tempi e con i nuovi compiti.
Roberto Conti - Per e-mail da Roma

Ma se non partono le assunzioni relative ai professionisti capaci di rivitalizzare i Cpi, di che cosa stiamo parlando?
348.2569XXX

Quello che mi meraviglia è che tutti sanno, e sapevano, della scarsa utilità dei Centri per l’impiego. Nessuno ha però voluto metterci mano. Improvvisamente diventano determinanti per il buon funzionamento del reddito di cittadinanza. Speriamo bene.
Maurizio Sensini - Per e-mail da Siena

I Cpi oggi servono solo a pagare lo stipendio a chi ci lavora. Senza una loro radicale riforma e con il reddito di cittadinanza da gestire ci sarà da mettersi le mani nei capelli.
Gabriele Manni - Per telefono da Roma

Se non ho capito male, ai beneficiari del reddito di cittadinanza proprio i Centri per l’impiego dovrebbero proporre nel tempo 3 possibilità di lavoro. A me sembra una barzelletta.
Franco Carta - Per e-mail da Frosinone

Forse stavolta si riuscirà a prendere più piccioni con una fava perché grazie al reddito di cittadinanza i Cpi saranno costretti a rinnovarsi e a rendersi finalmente utili.
Carla Rossetti - Per e-mail da Roma

La domanda è retorica: i Centri per l’impiego non hanno mai funzionato e, quindi, così come sono non ce la faranno mai a occuparsi del reddito di cittadinanza.
335.7758XXX

Se è vero che il reddito di cittadinanza comincerà ad essere erogato verso la fine di marzo, cioè tra poche settimane, come diavolo faranno i Cpi in così poco tempo a cambiare completamente pelle per rispondere ai nuovi compiti che il governo gli sta affidando?
Barbara Gabrielli - Per e-mail da Roma

Tutte belle intenzioni: i Centri per l’impiego con più personale e messi in rete in modo che possano interagire tra di loro e con le aziende. Un meraviglia perché è proprio ciò che dovrebbero fare. Il dubbio è su chi dovrà guidare la rivoluzione e quanto tempo ci vorrà. Per il reddito di cittadinanza la vedo dura.
Nello Bettini - Per telefono da Roma

Scusate, ma che cosa sono i Centri per l’impiego?
335.6619XXX

L’idea di rivitalizzare i Cpi mi pare giusta. Solo che adesso bisogna passare dalle parole ai fatti.
337.8521XXX

I Cpi possono svolgere un ruolo determinante nel mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro. Finora non ci sono riusciti ma per il futuro sono ottimista.
338.6588XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No (per vedere direttamente i risultati pubblicati sul n. 22/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 27 dicembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’11 gennaio 2019. 

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Io credo di sì, per due motivi fondamentali: 1) da anni in Italia non se ne fanno più con la conseguenza che stiamo rimanendo indietro rispetto al resto dell'Europa; 2) le grandi opere sono necessarie per la ripresa delle aziende pubbliche e private e quindi dell'economia in toto. Per questo sono un traino enorme per la ripresa!
Emiliano Madonna

È una domanda troppo approssimativa. Intanto perché "tutte"? Sembra sottintendere tutte o nessuna. Le grandi opere le decide il governo, facendo per ognuna un razionale confronto tra costi e benefici. Non le può decidere il cittadino perché non ne ha le competenze e perché potrebbe darne una valutazione parziale/egoistica e non di ampio respiro.
366.5667XXX

C’è sempre il pericolo della corruzione e delle infiltrazione malavitose. Ma non si può fermare tutto. Lo sviluppo del Paese dipende anche dalle grandi opere.
349.0341XXX

Non ci ho ancora capito niente. La Tav è utile oppure no?
335.2964XXX

Meglio vederci chiaro. Finora le grandi opere sono state granché, vedi il Mose che dovrebbe impedire l’acqua alta a Venezia.
320.0649XXX

Perché devono essere fatte? Boh…
339.2648XXX

Ormai stiamo assistendo solo a una serie di no. Si cominciò con le Olimpiadi e da allora tanti bandi sono rimasti nel cassetto. Okay, basta però decidere qual è la nostra strategia di sviluppo. Di questo passo finiremo in serie B.
Cesare Manni - Per e-mail da Roma

In Italia le grandi opere significano spreco di denaro.
338.9647XXX

A me il mondo imprenditoriale italiano non mi è mai stato tanto simpatico. Se lo Stato gli molla dei quattrini prova a darsi da fare, sennò ciccia. Però mi sento di condividere le critiche sulla mancanza di indirizzi da parte del governo. Insomma, dove vogliamo andare?
Liliana R. - Per e-mail da Pisa

Non si vogliono fare le grandi opere? Allora che si cominci dalle piccole. Per esempio dalle buche che hanno reso Roma più simile a una groviera che a una metropoli moderna.
338.3719XXX

Ma il ponte di Genova, che dovrà prendere il posto del Morandi crollato, non è una grande opera?
349.5388XXX

I sospetti verso le grandi opere non sono infondati. Basta vedere che fine hanno fatto tante iniziative del recente passato: devono costare una certa cifra ma poi tutto spesso raddoppia. È uno scandalo.
Anna Lombardi - Per e-mail da Roma

Il discorso non è complicato: lo Stato è in grado di controllare ciò che accade una volta che si comincia una grande opera? Altrimenti furbi e furbetti continueranno a farsi gli affari loro che certamente non sono i nostri.
Marco Fiaschi - Per e-mail da Roma

Perché la Tav non si dovrebbe fare? I sostenitori del no non mi convincono.
329.9758XXX

Se non facciamo le grandi opere, allora che cosa si dovrebbe fare? Le grandi opere guardano al futuro, alle necessità che l’Italia si troverà di fronte nei prossimi anni. Ai nostri figli rischiamo di lasciare in eredità il deserto.
Salvo C. - Per e-mail da Civitavecchia

Mi fanno sorridere coloro che dicono che prima di prendere una decisione occorre valutare costi e benefici. Ma dove vivevano prima? Sembra che siano atterrati da Marte l’altro giorno…
Paolo Massimi - Per e-mail da Roma

Non facciamo altri danni: fermiamo tutto.
348.0758XXX

Ma le grandi opere non significano anche posti di lavoro?
335.5426XXX

Non è per fare demagogia ma mentre si infilano zeppe nell’ingranaggio delle grandi opere contemporaneamente si dà il via libera al possesso delle armi. A guadagnarci saranno i costruttori di pistole e fucili. E solo quelli. Il futuro non lo vedo roseo.
Nedo G. - Per e-mail da Viterbo

Ci hanno fregato tante volte e ci hanno fatto buttare un sacco di soldi dalla finestra. Prendiamoci una pausa di riflessione.
328.2811XXX

Sono per decidere volta per volta, progetto per progetto.
333.4275XXX

Subito dopo la seconda guerra mondiale le grandi opere hanno rimesso in piedi l’Italia. Se oggi decidessimo di fermarle sarebbe un bel guaio.
335.8935XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Che cosa fare prima: il reddito di cittadinanza oppure la Flat Tax? a) Reddito di cittadinanza; b) Flat Tax; c) Tutte subito” (per vedere i risultati clicca qui).

Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 28 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 14 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

No, ma il governo dovrebbe tutelare di più gli interessi degli italiani.
340.5043XXX

Non c’è una visione comune sull’economia. Ho l’impressione che, finora, i Paesi più forti siano riusciti a imporre la loro linea. Questo non va bene e occorre metterci riparo.
320.8431XXX

Ho una certa età e quest’Europa senza più confini continua a piacermi. Certo, ci sono cose da migliorare ma sono convinto che tornare indietro sarebbe un errore.
339.7436XXX

Non capisco come uscendo dall’Europa i posti di lavoro possano aumentare.
366.1843XXX

Il dibattito pro o contro l’Europa è tutto ideologico. Per esempio, chi non è favorevole che cosa propone come alternativa? Non si capisce.
335.6428XXX

Ammettiamo che l’Italia se ne esca dall’Europa. Poi, soli soletti, dove andiamo a parare? In un mercato sempre più globalizzato, per noi sarebbero guai seri.
335.7329XXX

L’Europa l’abbiamo provata e non mi pare che i risultati siano granché. Se ce ne usciamo potrebbe andare meglio. Proviamoci.
348.4316XXX

Per me l’Europa è un cappio dl collo. Abbiamo perso la possibilità di decidere un autonomia del nostro destino, e questo non mi va bene.
339.7592XXX

L’idea di Europa di Altiero Spinelli era ben altra: tutti uniti per evitare nuove guerre e promuovere una maggiore giustizia sociale. In effetti, guerre non ce ne sono più state, almeno quelle combattute con le armi, ma in quanto a giustizia sociale è meglio lasciare perdere.
Marco Landolfi - Per e-mail da Roma

L’Europa può rilanciare l’economia e creare più occupazione. Ma occorre mettere d’accordo i diversi Paesi che formano l’Unione. Insomma, ci vuole una strategia che guardi con più attenzione verso chi ha più problemi dentro casa e ha bisogno di aiuto per risolverli.
Laura Finardi - Per e-mail da Roma

Se usciamo dall’Europa che cosa facciamo? Ci chiudiamo dentro i nostri confini e proviamo a tirare avanti contando solo sulle nostre forze? È vero che gli italiani sanno dare il meglio quando si trovano con le spalle al muro, ma non esageriamo…
Giulio M. – Per e-mail da Viterbo

Il sogno di un’Europa davvero unita è ancora lontano dal realizzarsi. Ma si deve insistere, aggiustando quello che finora non ha funzionato. Ritornare alle nazioni in ordine sparso sarebbe un salto nel buio.
340.5288XXX

Purtroppo si è perso il senso della storia. Com’eravamo non se lo ricorda più nessuno. Usciti dall’ultimo conflitto mondiale eravamo un Paese in ginocchio. Poi piano piano ce l’abbiamo fatta a diventare una delle maggiore potenze industriali del mondo. Buttare il bambino con l’acqua sporca non serve a nessuno. Correggere sì, azzerare tutto no.
Stefano Mauri - Per e-mail da Roma

Un vecchio slogan pubblicitario diceva: “Provare per credere”. Bene. Proviamo a uscire dall’Europa e vediamo che cosa succede. Tanto peggio di così…
338.8659XXX

Il lavoro si crea con un’economia che cresce. E per crescere l’economia non può non giocare a tutto campo sui mercati mondiali. Se usciamo dall’Europa siamo sicuri che poi da soli ce la facciamo a prevalere su chi oggi è già più forte di noi?
Pino Carli - Per e-mail da Firenze

Quest’Europa che ci dà ordini non mi piace. O c’è una svolta oppure è meglio tirarsi fuori.
339.1429XXX

Quanto conta oggi l’Italia in Europa? Non quanto dovrebbe e potrebbe. Di chi la responsabilità? Di chi ha guidato il Paese negli anni passati. Adesso, con il debito che abbiamo sul groppone, siamo messi davvero male e per provare a farci sentire non abbiamo che un’arma: minacciare di uscire dall’Unione mettendo così tutti in forte difficoltà. Ma è un’arma che va usata con grande abilità. Perché se ci dovessero rispondere: “Okay, allora addio”, poi dove andiamo a sbattere la testa?
Alberto S. - Per e-mail da Roma

Se chi deve decidere se restare o uscire dall’Europa sa che cosa significa scegliere l’una o l’altra opzione, allora che ce lo faccia sapere. Così si può discutere nel merito e non del sesso degli angeli.
Simone Rivalta - Per e-mail da Roma

Se l’Europa ci dà una mano l’economia può riprendere a tirare e, di conseguenza, ne trarrà beneficio anche l’occupazione. Fuori dall’Europa non c’è futuro, ma l’Unione va migliorata.
392.3641XXX





















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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Che cosa fare prima: il reddito di cittadinanza oppure la Flat Tax? a) Reddito di cittadinanza; b) Flat Tax; c) Tutte subito”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Economia e lavoro: all’Italia conviene uscire dall’euro? a) Sì; b) No; c) No, però l’Europa deve cambiare”. Per rispondere c'è tempo fino al 1° novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 16 novembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Prima il reddito di cittadinanza, altrimenti i consumi e l'economia saranno sempre fermi, con crescita del Pil inesistente.

393.6814XXX

Prima la Flat tax perché le piccole e medie imprese stanno affogando tra Iva, Inps e Inail e gli anticipi sui possibili profitti degli anni che verranno senza sapere se poi quei profitti ci saranno davvero. Ma intanto in anticipo devi pagare le tasse. Ridicolo.

333.3029XXX

Nessuna delle due. Bisogna investire nel turismo e nelle infrastrutture.

340.0850XXX

Secondo me prima la Fiat Tax. Il reddito di cittadinanza ha degli aspetti che non mi convincono: credo che vada pensata una legge molto restrittiva per non incorrere nei soliti errori italiani. La Fiat Tax permetterebbe di far ripartire i consumi e quindi l'economia.

Madonna

Reddito di cittadinanza.

333.4591XXX

Flat Tax.

347.0394XXX

Reddito di cittadinanza.

389.0380XXX

Non ci sono dubbi: il reddito di cittadinanza.

338.7548XXX

Sono troppi coloro che non hanno un lavoro e il reddito di cittadinanza può dare una mano.

335.9651XXX

Perché escludere l’uno o l’altra: che si facciano subito entrambe.

329.4992XXX

Io la vedo diversamente: se non c’è lavoro allora ci si dia da fare perché la situazione cambi. Insomma, più occupazione e meno assistenzialismo.

349.6486XXX

Il reddito di cittadinanza riguarda milioni di persone, la Flat Tax molte di meno e per di più con redditi accertati. Secondo voi chi è che ha più bisogno di aiuto?

Cesare Cribioli - Per e-mail da Roma

Prima il reddito di cittadinanza.

338.3427XXX

Non sono d’accordo con gli indirizzi strategici del governo in materia di economia. Capisco che il reddito di cittadinanza può essere utile ma dove stanno le misure per lo sviluppo del Paese?

Rita Bonanni - Per telefono da Tivoli

Una ripartizione più giusta della ricchezza mi pare sacrosanta. In giro, però, non vedo nessun Robin Hood che taglia da una parte per dare all’altra. Alla fine sarà lo Stato a pagare, cioè tutti noi e soprattutto chi non può nascondere nulla al fisco. Come sempre.

Vittorio Rubini - Per e-mail da Roma

Aspetto di conoscere nei dettagli che cosa prevede il reddito di cittadinanza. Ma se penso ai tanti che si trovano in difficoltà come non approvare una legge che uiò rendere meno difficile la vita?

Alba Marcelli - Per e-mail da Roma

Sono convinto che stiamo andando a rapidi passi verso la fine: quindi mangiamoci tutto quello che c’è da mangiare, poi si vedrà.

338.6218XXX

Mi pare che fare discorsi sul lungo periodo, cioè su come costruire l’Italia del futuro, non sia di moda. Del resto se c’è qualcuno che vuole darmi dei soldi perché dovrei rifiutarli?

366.5238XXX

Per stare dentro le regole dell’Unione europea i poveri e i disoccupati sono aumentati. È ora di dire basta.

335.6238XXX

Il reddito di cittadinanza è un incoraggiamento a non cercare lavoro.

334.7621XXX

Prima di rispondere vorrei capire di che cosa stiamo parlando: ogni giorno se ne sente una nuova…

335.1769XXX

A me non piacciono le frasi fatte, gli slogan, la propaganda spicciola, la promessa di miracoli dietro l’angolo, la colpa che è sempre degli altri, gli insulti. L’Italia però è oggi fatta così. Allora se c’è da mettersi in tasca qualcosa che ben venga: provare a ragionare e a porsi problemi non vale la pena.

Enrico Antonelli - Per telefono da Roma

Avanti a tuto gas verso il precipizio.

333.3865XXX

Il reddito di cittadinanza riguarda i meno garantiti, la Flat Tax chi ha comunque un reddito. A me sembra più urgente il reddito di cittadinanza.

Vito Rossetti - Per e-mail da Firenze

I due partiti al governo devono rispondere ai loro elettori: di conseguenza passeranno entrambi i provvedimenti.

389.7433XXX

Vorrei sapere quali sono le decisioni prese per rilanciare il lavoro...

Fabio Coletti - Per e-mail da Roma

Se devo votare, voto per il reddito di cittadinanza.
335.6395XXX
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