È tra le misure più attese e adesso è arrivato il via libera: con l’approvazione del relativo decreto legge, il reddito di cittadinanza è entrato nella fase operativa, vale a dire che si possono cominciare a verificare i requisiti utili in vista della presentazione della domanda e in attesa della riscossione del primo contributo.
Lo speciale pubblicato in questo numero è particolarmente ricco di suggerimenti utili per orientarsi meglio in quella che, negli scorsi mesi, è stata una vera e propria giungla di annunci e contro annunci. L’iniziativa interesserà tra i 4 e i 5 milioni di persone.
È interessante sapere, comunque, che per richiederlo occorre essere in possesso di un Isee inferiore a 9.360 euro, possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di 30.000 euro, e un valore patrimoniale mobiliare non superiore ai 6.000 euro.
La domanda va presentata, a partire dal 1° marzo, a Poste Italiane o ai Caf utilizzando un modulo predisposto dall’Inps. Sarà lo stesso Istituto di previdenza a incrociare i dati e a dare il benestare con una lettera che arriverà a casa del beneficiario.
Ma altre sono le notizie che bisogna spere per evitare di commettere errori e di finire così su un binario che non porta da nessuna parte.

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza a) Sì (23%); b) No (77%). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Lavoro e sviluppo. Il 2019 andrà meglio rispetto al 2018? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non sono pronti....non per mancanza di personale, ma per scarsa volontà di lavorare.
331.3755XXX

I centri per l'impiego stanno per ricevere rinforzi,ma al momento lavorano assai male e non è neppure possibile accedere alla propria area riservata,anche se registrati. La battuta che gira a Roma è che i Centri per l'impiego sono una manna solo per chi ci lavora ! Insomma la sfida sarà proprio difficile.
320.0507XXX

Magari arrivasse il lavoro per me... mi chiamano sempre società consulenti e vendite a conoscenti e amici.. tipo italvita pride, pride and glory, ecc..io mando curriculum e metto annunci per lavoro di segretario e commesso e mi cercano solo quelle società.
339.5772XXX

Perché dovrebbero essere pronti? Non lo sono, ed è così da tempo.
338.4218XXX

Senza l’arrivo dei rinforzi promessi, gestire il reddito di cittadinanza sarà per i Cpi una battaglia persa in partenza.
335.7642XXX

O i Centri per l’impiego diventano una cosa seria o è meglio farne a meno.
347.3911XXX

I Centri per l’impiego, così come sono adesso, non sono pronti.
339.4757XXX

Alzi la mano chi è riuscito a trovare un lavoro grazie ai Centri per l’impiego. La speranza è che riescano a mettersi al passo con i tempi e con i nuovi compiti.
Roberto Conti - Per e-mail da Roma

Ma se non partono le assunzioni relative ai professionisti capaci di rivitalizzare i Cpi, di che cosa stiamo parlando?
348.2569XXX

Quello che mi meraviglia è che tutti sanno, e sapevano, della scarsa utilità dei Centri per l’impiego. Nessuno ha però voluto metterci mano. Improvvisamente diventano determinanti per il buon funzionamento del reddito di cittadinanza. Speriamo bene.
Maurizio Sensini - Per e-mail da Siena

I Cpi oggi servono solo a pagare lo stipendio a chi ci lavora. Senza una loro radicale riforma e con il reddito di cittadinanza da gestire ci sarà da mettersi le mani nei capelli.
Gabriele Manni - Per telefono da Roma

Se non ho capito male, ai beneficiari del reddito di cittadinanza proprio i Centri per l’impiego dovrebbero proporre nel tempo 3 possibilità di lavoro. A me sembra una barzelletta.
Franco Carta - Per e-mail da Frosinone

Forse stavolta si riuscirà a prendere più piccioni con una fava perché grazie al reddito di cittadinanza i Cpi saranno costretti a rinnovarsi e a rendersi finalmente utili.
Carla Rossetti - Per e-mail da Roma

La domanda è retorica: i Centri per l’impiego non hanno mai funzionato e, quindi, così come sono non ce la faranno mai a occuparsi del reddito di cittadinanza.
335.7758XXX

Se è vero che il reddito di cittadinanza comincerà ad essere erogato verso la fine di marzo, cioè tra poche settimane, come diavolo faranno i Cpi in così poco tempo a cambiare completamente pelle per rispondere ai nuovi compiti che il governo gli sta affidando?
Barbara Gabrielli - Per e-mail da Roma

Tutte belle intenzioni: i Centri per l’impiego con più personale e messi in rete in modo che possano interagire tra di loro e con le aziende. Un meraviglia perché è proprio ciò che dovrebbero fare. Il dubbio è su chi dovrà guidare la rivoluzione e quanto tempo ci vorrà. Per il reddito di cittadinanza la vedo dura.
Nello Bettini - Per telefono da Roma

Scusate, ma che cosa sono i Centri per l’impiego?
335.6619XXX

L’idea di rivitalizzare i Cpi mi pare giusta. Solo che adesso bisogna passare dalle parole ai fatti.
337.8521XXX

I Cpi possono svolgere un ruolo determinante nel mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro. Finora non ci sono riusciti ma per il futuro sono ottimista.
338.6588XXX

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Quando potrò incassare i 780 euro del Reddito di cittadinanza? Probabilmente all’inizio del prossimo aprile. Questo e altro si può leggere nello “speciale” dedicato al sussidio per chi è in stato di disoccupazione o inoccupazione oppure ha una pensione bassa e quindi può avere diritto a una compensazione fino a raggiungere quella cifra.
In attesa del testo definitivo della Legge di Bilancio, che deve essere approvata entro il 31 dicembre, sono stati definiti i requisiti che bisogna avere per richiedere l’aiuto economico. Tra questi quello imprescindibile è l’iscrizione al Centro per l’impiego. Conoscerli significa entrare senza problemi nelle liste di coloro che possono beneficiare del provvedimento.
In verità qualcosa potrebbe ancora perché eventuali aggiustamenti sono sempre possibili anche alla luce del confronto con le istituzioni europee e dell’andamento dei mercati.

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Il reddito di cittadinanza è stato uno degli argomenti che hanno caratterizzato la campagna elettorale che si è conclusa con il voto del 4 marzo. Se ne è parlato molto ma non tutti ne conoscono i dettagli. Per questo abbiamo deciso di farne uno “speciale” in modo che ci si possa rendere conto meglio di che cosa si tratta. La proposta, che è del Movimento 5 Stelle, ha elementi di indubbio interesse. Uno in particolare: l’assegno tra 780 e 1.950 euro al mese per chi (singoli o famiglie) si trova senza lavoro.
Per ora è tutto sulla carta, nel senso che per diventare operativa la proposta deve prima diventare legge dello Stato con il via libera del governo e l’approvazione del Parlamento. Bisognerà quindi attendere l’insediamento del nuovo esecutivo e vedere se, nel corso delle trattive che si apriranno tra i partiti che daranno vita alla maggioranza, il testo rimarrà lo stesso o subirà delle modifiche.
Intanto si può leggere la versione integrale dell’iniziativa e alcuni commenti di esponenti politici e giornali. In più, 10 punti da memorizzare per non perdere la bussola in mezzo a tante dichiarazioni.
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