Di fronte alla domanda del Sondaggione di Lavoro Facile (“Alla ripresa dopo l’estate quale sarà l’andamento di economia e occupazione?) che si è svolto tra il 20 luglio e il 14 settembre, i lettori non hanno avuto dubbi: l’84% ha risposto che l’andamento sarà negativo e il 16% che sarà positivo. Come è noto, questa nostra forma di indagine non si basa su un campione scelto ad hoc ma vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Ma, come è già accaduto, i risultati spesso coincidono con quelli reali. O, almeno stavolta, con le previsioni di crescita dei 6 maggiori Paesi dell’Ue (Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda e Polonia) rese note lo scorso 10 settembre dalla Commissione europea. Ebbene, il Pil aumenterà complessivamente dello 0,8% rispetto all’1% delle stime di primavera, e dell’1,4% nel 2024 (dall’1,7%).

Limate anche le previsioni che si riferiscono all’Italia (+0,9% anziché 1,2%). Male la Germania, tradizionale locomotiva del Vecchio Continente, la cui crescita andrà addirittura in negativo (-0,4% dal -0,2). In controtendenza la Spagna, con il Pil che quest’anno farà segnare un +2,2% rispetto all’atteso 1,9%.

Su queste indicazioni si è acceso un serrato dibattito tra governo e opposizione. Ma non c’è dubbio che per il nostro Paese non si tratta buone notizie, notizie che – appunto – sembrano dare ragione ai lettori che hanno risposto al Sondaggione.

Però c’è pure chi, sul versante dell’occupazione, non la vede così male. Per esempio – come ci hanno detto la responsabile delle risorse umane dell’agenzia per il lavoro Randstad, Valentina Sangiorgi, e l’amministratore delegato di Cinecittà World, Stefano Cigarini – il futuro è meno carico di nubi. E così anche Manpower prevede per il quarto trimestre di quest’anno una crescita delle assunzioni del 19%, in particolare nel settori dell’energia, dell’information technology e dei trasporti.

Del resto, anche nelle pagine di questo numero della nostra rivista online, le opportunità di impiego non mancano, a cominciare dalle Ferrovie dello Stato e per continuare con Aeroporti di Roma, Chef Express, Costa Crociere, Ferrero, Prysmian, Snam, Stevanato, Tecnomat, Tod’s, e così via.

Le prossime settimane diranno di più sull’andamento dell’economia italiana. Certo, i nostri fondamentali si presentano piuttosto fragili agli appuntamenti decisivi. Chi ha in mano le redini del Paese dovrà darsi da fare per azzeccare le mosse giuste.

Pubblicato in Rubriche

Sul salario minimo i sondaggi più recenti non lasciano dubbi. Per Metropolis il 70% degli interpellati è favorevole. Quasi analogo il risultato della ricerca di Quorum-Youtrend condotta per Sky: 71% i sì, 18% i no, 4% non sa. Siamo andati a rivedere il Sondaggione proposto sul tema da “Lavoro Facile” nello scorso mese di maggio: 74% i sì, 17% lo ritenevano non risolutivo, 9% i no.

Mentre i dati di Metropolis e Quorum-Youtrend sono ricavati sulla base delle risposte di una platea rappresentativa della popolazione, i nostri non si basano su un campione scelto ad hoc ma raccolgono solo le opinioni di chi sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Ebbene, il fatto che i favorevoli al salario minimo (70%, 71%, 74%) siano comunque in forte maggioranza significa che gli italiani hanno le idee ben precise: una legge in tal senso andrebbe approvata al più presto. Anzi, per molti i 9 euro lordi l’ora di cui si parla andrebbero portati a 12 euro l’ora.

Nonostante questo, il centro-destra al governo si è schierato contro la proposta sui 9 euro presentata dalle opposizioni. Perché – hanno detto – per aumentare gli stipendi è meglio agire sul cuneo fiscale, alzare i fringe benefit, favorire i Ccnl discutendone con i sindacati, e così via.

Siamo tra i pochi Paesi dell’Ue che non prevedono un limite minimo di retribuzione (gli altri sono Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia e Svezia). Secondo l’Inps, sono circa 4,6 milioni i lavoratori che non arrivano ai 9 euro lordi e sono poco più di 3 milioni quelli che orbitano intorno alla fascia del “lavoro povero”, vale a dire che una busta paga ce l’hanno ma non basta per vivere una vita dignitosa.

Si vedrà come andrà a finire. Intanto, anche nelle pagine che seguono le proposte di lavoro non mancano. A cercare personale sono le più importanti aziende che operano nel settore della moda (Diesel, Ermenegildo Zegna, Fendi, Gucci, Louis Vuitton, Prada…), le compagnie ferroviarie (Fs, Italo e Trenord), gli alberghi di Marriott, il colosso dell’elettronica di consumo MediaWorld.

Con questo numero, come sempre, la rivista “Lavoro Facile” si prende un breve periodo di pausa. Il nostro sito, invece, continuerà a segnalare le migliori opportunità di impiego. Buone vacanze a tutti.

Pubblicato in Rubriche

Molto si muove in funzione dei flussi turistici. Sia nell’immediato sia per quanto riguarda il futuro prossimo. Per l’immediato c’è la stagione dei grandi spostamenti che è cominciata e che sta convogliando verso l’Italia visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Basta farsi un giro nel cuore storico di Roma per rendersi conto di come i vuoti della pandemia siano ormai un lontano e brutto ricordo: file di ore per entrare al Colosseo, assalto a Fontana di Trevi, folla in piazza di Spagna, piazza San Pietro è un brulicare di persone, e ci si deve mettere in coda anche davanti ai negozi dei marchi che hanno reso famosa l’alta moda italiana.
Lo stesso accade a Firenze, Napoli e Venezia. Di conseguenza, per mandare avanti la macchina c’è necessità di un bel po’ di figure professionali.

In proposito, l’industria dell’accoglienza ha lanciato spesso delle grida di allarme per avvertire che sì, è vero, i posti ci sono ma che non è facile trovare le risorse che servono. Non è un problema nuovo; però – certo – con la forte ripresa degli arrivi è diventato ancora più vistoso. In questo numero di “Lavoro Facile”, solo da parte delle Agenzie per il lavoro di offerte ce ne sono 3.600 (vedi a pagina 26) che si riferiscono a addetti alle casse, addetti alla vendita, camerieri, commis di cucina, cuochi, facchini, installatori, magazzinieri, operai, tecnici, e così via.

Non poche aziende, e non da ora, hanno capito che non si può continuare con stipendi che non ripagano l’impegno che viene richiesto. Ma non tutte e non sempre si comportano alla stessa maniera, e tra i motivi dei posti che restano vacanti c’è anche questo.
Tra l’altro, le opportunità di impiego legate al richiamo che esercita il nostro Paese sono sempre meno vincolate ai ritmi della stagionalità. La ragione è semplice: Roma, per esempio, si appresta a vivere eventi di richiamo prolungati nel tempo che impongono una programmazione diversa della gestione della forza lavoro. In sostanza, non ci si può improvvisare di fronte al Giubileo del 2025 per il quale si attendono più di 30 milioni di pellegrini e, se ci verrà assegnata, all’Expo 2030 (la prossima si svolgerà dal 13 aprile al 13 ottobre 2025 a Osaka, in Giappone). Oppure ai tanti appuntamenti che vedranno la Capitale protagonista mondiale.

Per questo l’azienda municipalizzata del Comune di Roma Ama si sta già dando da fare per rinforzare l’organico con 1.000 assunzioni (vedi a pagina 18) e le catene internazionali del settore alberghiero, come abbiamo altre volte segnalato, hanno deciso di puntare forte sulla Città Eterna. Per esempio, il Gruppo Hilton si appresta ad aprire 10 nuovi hotel e ha annunciato l’assunzione di 200 persone tra baristi, cuochi, camerieri ai piani, chef de rang, front office, portieri e receptionist (vedi a pagina 40). Da questo versante, insomma, le buone notizie non mancano.

Pubblicato in Rubriche

Qualche concorso importante è riuscito recentemente a raggiungere le pagine della “Gazzetta Ufficiale”, ma è ben poco rispetto alle necessità della Pubblica amministrazione. Così, se sono cominciati i percorsi per l’assunzione di 800 vigili urbani e 60 funzionari destinati al Comune di Roma, di 60 amministrativi per il Comune di Genova e di 33 per il Comune di Bari, di 20 assistenti per la segreteria del Quirinale e – adesso – di 3.900 addetti allo sportello, analisti, funzionari, geometri, informatici e ingegneri per l’Agenzia delle Entrate, il resto degli inserimenti attesi è ancora in bilico.
E già, perché lo Stato ha bisogno di almeno 800.000 rinforzi per pareggiare i conti con chi nel frattempo è andato in pensione. C’è chi sostiene che pure le difficoltà che si stanno incontrando nell’attuazione dei programmi inseriti nel Piano di ripresa e resilienza dipendono in parte anche dalla scarsità del personale specializzato.

Perché i concorsi continuino a muoversi con il freno a mano tirato non è ben chiaro. Si sa che alla scuola mancano 100.000 tra docenti, ricercatori e personale Ata, che il ministero della Giustizia è scoperto per 10.000 assistenti tecnici, autisti, cancellieri, funzionari e operatori giudiziari, e che lo stesso vale per il ministero dell’Interno, per il ministero dell’Economia, per l’Inps e per molti Comuni, Enti e Regioni.

Certo, tante assunzioni significa anche un bel po’ di soldi da mettere in bilancio. Ma più volte è stato detto che si sarebbe fatto il possibile per sanare una situazione non più sostenibile. Allora, il sospetto è che, al di là delle rassicurazioni, ci siano seri problemi di finanza pubblica che non consentono troppi sbilanciamenti, pena l’aumento del debito pubblico sul quale l’Unione europea ci tiene gli occhi addosso.
Si vedrà nelle prossime settimane se avranno la meglio gli ottimisti sui pessimisti e se i concorsi riprenderanno secondo le esigenze. In un quadro generale che vede i posti pubblici perdere progressivamente la consistenza che avevano anche a causa degli stipendi troppo bassi quando si tratta di trovare i profili più qualificati.

Comunque, in questo numero di “Lavoro Facile”, accanto ai particolari sulle 3.900 opportunità dell’Agenzia delle Entrate (per leggere e sfogliare gratuitamente il servizio clicca qui) , si possono trovare offerte legate all’accordo tra Ita Airways e Lufthansa (in prospettiva, 1.200 tra assistenti di volo, piloti, personale di terra), allo sviluppo delle aziende dell’energia (100 per Snam), e alle selezioni promosse dalla ristorazione di Autogrill (150), dalla sanità di Korian Group (140), dalla telefonia di Iliad (100) dai giochi di Sisal (70), e così via.

Da valutare con attenzione, infine, le 500 figure che servono all’agenzia per il lavoro Openjobmetis (per leggere e sfogliare gratuitamente il servizio clicca qui). In un’intervista esclusiva, è Elisa Fagotto, candidate manager della struttura, che spiega che cosa fare per candidarsi e i contratti proposti. Insomma, in attesa del rilancio dei concorsi, sul mercato dell’occupazione c’è di che scegliere.

Pubblicato in Rubriche

Di solito, le settimane che precedono l’arrivo della piena estate sono quelle dove molte azienda hanno bisogno di personale. E a muoversi non è solo il settore del turismo. Per esempio – come si può leggere nelle pagine che seguono – le opportunità non mancano anche nella grande distribuzione, nella sicurezza e persino nello spettacolo (cinema, televisione) che, soprattutto a Roma, sta vivendo una vera e propria stagione d’oro.
In più, si fa ancora in tempo a iscriversi ai nastri di partenza dei concorsi banditi dal Comune di Roma per trovare 800 vigili urbani e 60 funzionari economico-finanziari da assumere a tempo indeterminato.

All'interno di queste iniziative c’è però un problema. Le imprese che operano nell’industria dell’accoglienza (alberghi, ristoranti, stabilimenti) sono in difficoltà perché all’appello mancano fino a 400.000 figure, in particolare addetti ai piani, addetti alle pulizie, camerieri, cuochi, receptionist… Ma mancano anche autisti, carrellisti, contabili, elettricisti, magazzinieri, montatori, saldatori, tornitori, e così via.
Le ragioni sono diverse. Nel primo caso c’è di frequente poca trasparenza nei contratti che vengono proposti: vale a dire, molte ore di lavoro e stipendi che non corrispondono all’impegno. C’è chi non ha esitato a parlare di sfruttamento e di colloqui durante i quali si lascia capire che o si accettano quelle condizioni oppure arrivederci. Nel secondo caso, è la mancanza di formazione/preparazione a determinare il vuote delle professionalità di cui c’è necessità.

Temi non nuovi. Sui quali è intervenuto di recente Papa Francesco che – ricevendo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – ha detto che “le nuove generazioni sperimentano più di tutti una sensazione di precarietà… Difficoltà a trovare un lavoro, a mantenerlo, case dal costo proibitivo, affitti alle stelle e salari insufficienti… Il mercato libero, senza gli indispensabili correttivi, diventa selvaggio e produce situazioni di disuguaglianza sempre più gravi”.

Insomma, c’è ben altro rispetto all’accusa rivolta ai giovani di non volersi scollare dal divano perché tanto con i sussidi che provengono dallo Stato non vale la pena darsi da fare. È una narrazione che fa finta di non vedere la realtà: nell’ultimo decennio in Italia le retribuzioni sono diminuite (a differenza di quanto è accaduto negli altri Paesi europei) mentre nel frattempo non poche imprese hanno moltiplicato gli utili.
Chiedere una più equa ripartizione della ricchezza non è fare demagogia. Una maggiore giustizia retributiva può attenuare, se non risolvere, il rebus del personale che si cerca ma non si riesce a trovare.

Pubblicato in Rubriche

Stavolta il Campidoglio è stato di parola. Dopo tante voci, è arrivato il via libera all’assunzione di 1.500 figure professionali, in gran parte a tempo indeterminato. Si comincia con 800 vigili urbani che entreranno in servizio tra gennaio e febbraio del prossimo anno. In proposito, è possibile che, in vista del Giubileo, possa essere indetto un nuovo concorso per altri 1.000 agenti della polizia municipale perché il Corpo è sottodimensionato e per gestire al meglio l’evento ci sarà bisogno di ulteriori inserimenti.

Poi, di volta in volta, toccherà alle altre risorse. E cioè: 400 insegnati ed educatori della scuola dell’infanzia e degli asili nido, 349 istruttori amministrativi, 214 assistenti sociali, 150 funzionari amministrativi, 89 posizioni varie in relazione alle necessità operative delle strutture, 60 funzionari economici, 30 funzionari servizi educativi, 30 psicologi, 26 dirigenti, 20 operatori servizi ambientali, 10 funzionari archivio storico, 5 autisti.
Per le strutture del Comune di Roma sarà una boccata d’ossigeno che dovrebbe consentire di riprendere in mano quanto è rimasto indietro proprio per la mancanza di personale.

Chi è alla ricerca di un’occupazione, nelle pagine che seguono può leggere altre notizie che vale la pena non perdere. Per esempio, la Coop ha messo in campo 1.200 posti per i supermercati che si trovano nel Lazio, in Toscana e in Umbria. Servono addetti ai banchi, addetti alla cassa, capi reparto, direttori e scaffalisti anche alla prima esperienza. Il contrato è a tempo determinato ma – ha detto il direttore delle risorse umane di Unicoop Tirreno, Luigi Pozzessere – “i più meritevoli e capaci non ce li lasceremo sfuggire”.
Nella grande distribuzione anche MD ha lanciato una campagna di recruitment: il Gruppo deve aprire 38 store e ha bisogno di 1.000 rinforzi.

Anche il comparto della ristorazione è a caccia di 2.160 tra banconisti, camerieri e cuochi che, così sostengono le associazioni di categoria, non è facile trovare. Per i sindacati, ciò è dovuto agli stipendi che non sempre riconoscono un’attività che è impegnativa e che prevede, oltre ai turni, il lavoro nei week end e nei giorni festivi.

Inoltre, da valutare con attenzione le opportunità che provengono dallo scalo di Fiumicino (addetti alla sicurezza e addetti alle pulizie), da Bnp Paribas, da Bosch, dalla Ducati, da Grandi Navi Veloci, da Iperceramica, da Primark, dalla Rinascente, da Rummo, e così via.
A segnare il passo sono i concorsi della pubblica amministrazione. La “Gazzetta Ufficiale” è da settimane che non offre più proposte consistenti. Eppure si sa che enti locali e ministeri sono in attesa del semaforo verde per più di 3.000 assunzioni. Speriamo che i 1.500 del Campidoglio possano dare la sveglia.

Per leggere direttamente e sfogliare gratuitamente tutti i servizi pubblicati sul n. 6/2023 della rivista elettronica LAVORO FACILE clicca qui.

Pubblicato in Rubriche

Roma ha bisogno di vigili urbani, e ne ha bisogno da tempo. All’appello ne mancano più di 3.000, e si vede perché molti servizi che sono propri del Corpo della polizia municipale funzionano spesso a scartamento ridotto. Basta girare per la Capitale o leggere le lettere che i cittadini scrivono ai giornali per rendersene conto: incroci nevralgici senza sorveglianza, strade dove sosta selvaggia regna impunita, operazioni di controllo che vengono effettuati una volta sì e una volta no.
Una situazione che con il Giubileo alle porte non si può più tollerare. Un concorso bandito dalla precedente amministrazione è finito con quasi 40.000 candidature ma con numero così limitato di assunzioni da lasciare il problema irrisolto. L’incartamento è passato sul tavolo della giunta di Roberto Gualtieri che ha provato a correre ai ripari. Solo che gli annunci si sono succeduti agli annunci, che sono rimasti annunci.

Ad un certo momento si è parlato di un bando per 1.500 inserimenti (ne abbiamo dato notizia anche noi di “Lavoro Facile”) ma non se ne è fatto nulla. Adesso in Campidoglio ci mettono la mano sul fuoco: “Ne assumeremo 800 e tutto comincerà entro le prossime settimane”. Stavolta c’è da crederci perché, a parte il Giubileo, ci sono da spendere anche i soldi del Pnrr.
Parte da qui il Primo piano di questo numero della rivista (da pagina 20) che vede proprio la Capitale salire alla ribalta per una serie di iniziative che significano anche un bel po’ di posti di lavoro. E già, in quanto proprio l’appuntamento con l’Anno Santo che caratterizzerà il 2025 e con i turisti che stanno tornando in massa all’ombra del Colosseo, Roma ha ricominciato ad attirare importanti investimenti da parte di gruppi e aziende che hanno deciso di scommettere sulla Città Eterna.
Abbiamo già detto delle grandi catene alberghiere, ora ecco che Ikea sta per aprire due nuovi negozi e lo stesso farà Esselunga. E Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, continua a rafforzare gli organici per fronteggiare al meglio sbarco a Roma di milioni di passeggeri/visitatori.

Per questo abbiamo titolato il Primo piano “Roma Capitale del lavoro”. Ma chi è alla ricerca di un impiego ha altre opportunità da valutare con attenzione. Per esempio, Zoomarine è ancora a caccia di figure necessarie per il funzionamento della del Parco a tema che si trova a Torvaianica, nel Comune di Pomezia, come ci ha spiegato Daniela Di Genova, responsabile risorse umane della struttura. Quindi ad Atm servono 650 tra autisti, impiegati, macchinisti e tecnici, e a Fincantieri almeno 500 informatici, operai e tecnici. Opportunità anche in Avio, Avis, Edison, Italo Treno, Marzotto, Md, Pirelli e Prada. Buona lettura.

Pubblicato in Rubriche

L’industria dell’accoglienza respira a pieni polmoni. I dati sono lì a dimostrarlo, e anche le associazioni di categoria non nascondono la soddisfazione. Bene le prenotazioni negli alberghi, bene le presenze nei ristoranti, bene l’arrivo dei turisti nelle città d’arte, e non solo. Insomma, sono tornati i tempi di prima della pandemia e in prospettiva – con alcuni appuntamenti in calendario, come il Giubileo del 2025 – le cose dovrebbe andare ancora meglio. Tant’è vero, come abbiamo sottolineato più volte su “Lavoro Facile”, che le gradi catene dell’hotellerie hanno deciso di investire forte nel nostro Paese, e a Roma in particolare.

Tutto ciò significa anche posti di lavoro. In queste settimane, per esempio, si sono moltiplicate le ricerche di personale che fanno riferimento al comparto, e si andrà avanti così perché anche l’Enit, l’Ente che opera nella promozione dell’offerta turistica dell’Italia, ritiene che da oggi alla fine dell’anno gli arrivi potrebbero battere ogni record precedente. Infatti, rispetto agli anni pre-Covid, le presenze dovrebbero aumentare del 16,7% e le spese del 17,4%.

Fin qui tutto okay. I problemi cominciano proprio quando si affronta l capitolo delle assunzioni. Le aziende continuano a sostenere che non riescono a trovare un lavoratore su due, e che c’è il rischio di restare con un bel po’ di posizioni scoperte. Il tema non è nuovo ma adesso, con le attività che hanno recuperato lo slancio perduto, potrebbe provocare ricadute negative sul fronte della qualità dei servizi.

Uno studio recente ha acceso un faro sulle possibili cause di questo squilibrio. Gli stipendi dei giovani fino a 29 anni, già bassi, sono ulteriormente diminuiti, a differenza delle fasce d’età tra i 30 e i 49 anni e gli over 50, che hanno registrato tendenze altalenanti ma quasi mai in perdita secca.
In più, l’ultimo rapporto dell’Inapp, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, ha messo in evidenza come dei nuovi contratti attivati, sette su dieci sono a tempo determinato e con modalità (tirocinio, apprendistato) che non corrispondono alla realtà delle mansioni, prefigurando una sorta di sfruttamento lavorativo.

Tra l'altro, con il decreto Milleproroghe, si è ampliata la durata massima dei contratti a termine allo scopo di favorire/mantenere l’occupazione, incontrando l’opposizione dei sindacati. Ivana Veronesi, segretaria confederale della Uil, ha detto: “Spesso i nostri giovani si formano moltissimo ma quando poi escono dalle università viene offerto loro un tirocinio a 300 euro”.
La ragione dei tanti posti scoperti è anche questa. Ecco perché la battaglia per il salario minimo è giusta, ma da sola non basta a tutelare i giovani alle prese con un mondo del lavoro che spesso gli è ostile. Chi avrà il coraggio di cambiare le carte in tavola?

Pubblicato in Rubriche

È stato detto e ridetto ma la situazione non cambia. In Italia, le aziende che hanno bisogno di personale spesso non riescono a trovarlo. Può sembrare incredibile eppure è così. Colpa dello scarso funzionamento del sistema che dovrebbe incrociare la domanda con l’offerta di lavoro, colpa dell’incomunicabilità tra scuola e mondo della produzione, colpa degli stipendi troppo bassi, colpa della qualità di posti con poche garanzie e pochissime tutele. Eccetera, eccetera.
Ma la novità di questi giorni è che, secondo un rapporto del Formez – il Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’amministrazione della PA – persino nei concorsi c’è una sorta di “sindrome del rifiuto”, nel senso che due candidati su dieci hanno rifiutato il posto dopo esserselo aggiudicato vincendo le selezioni. Anche in questo caso la meraviglia è più che giustificata se si tiene presente che fino a pochissimi anni fa entrare nello Stato significava assicurarsi un futuro senza problemi.

Invece, pare che non sia più così. Il Formez, infatti, ha accertato che la percentuale dei posti messi a concorso nel 2021 e rimasti scoperti è stata del 20%. Sono soprattutto i profili più qualificati a rimanere vacanti. Per esempio, gli architetti, gli ingegneri, i laureati Stem (matematica, tecnologia, scienze), gli specialisti del digitale, e così via, che si presentano ai nastri di partenza di un bando sono sempre di meno.
Un bel rompicapo per i vari dipartimenti della pubblica amministrazione che, tra l’altro, sono alle prese con i progetti finanziati dall’Europa che devono essere realizzati entro i tempi indicati. Pena la riduzione o il blocco degli assegni provenienti da Bruxelles. Però per andare avanti con il Pnrr, perché di questo si tratta, serve il personale preparato che i concorsi dovrebbe assicurare. E che continua a mancare.

Qui, e in misura ancora maggiore rispetto alle mansioni più abbordabili, c’è il richiamo degli altri Paesi e incidere sulle scelte. Se, per esempio, a parità di incarico, medici e infermieri guadagnano in Belgio e in Germania 3 volte di più e la carriera è più veloce, e quindi quei professionisti decidono di trasferirsi, si capisce bene come la nostra Sanità rischia di trovarsi in crescenti difficoltà.
Però, ha sottolineato la Confartigianato, a scarseggiare sono anche gli autisti di mezzi pesanti, gli operai edili, gli elettricisti, gli idraulici, i meccanici. E persino gli acconciatori. Allora, che fare? Occorre passare dagli annunci di riforma dell’accesso al mondo del lavoro alla riforma finalmente messa in campo, attraverso il confronto con tutte le parti sociali. Ma anche questo è stato detto e ridetto. Le parole, in definitiva, non costano nulla. Poi, però, la situazione resta quella che si è appena descritta, e che va avanti da troppo tempo.

Pubblicato in Rubriche

Chi è alla ricerca di un lavoro, o ne cerca uno migliore, farà bene a prendere carta e penna e annotare le opportunità che troverà in questo numero di “Lavoro Facile”. Ce ne sono per diversi profili professionali, sia per chi ha una buona esperienza alle spalle sia per chi è al primo impiego. Il titolo di studio va dalla ex licenza media al diploma di scuola secondaria di secondo grado e alla laurea. Per quanto riguarda i contratti ce ne sono a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato e di tirocinio.
Tra le aziende alla ricerca di personale ce ne sono alcune molto note. Per esempio, Ama – la società municipalizzata che a Roma si occupa della raccolta differenziata e del decoro urbano – ha presentato il piano industriale 2023-2028 che a fronte di un investimento per 700 milioni di euro prevede l’assunzione di 600 amministrativi, autisti, dirigenti, informatici, interratori/seppellitori, operai, operatori ecologici, project manager e responsabili tecnici.
La selezione dovrebbe essere veloce in quanto la Capitale – in vista del Giubileo e, più in là, della possibile assegnazione dell’Expo – non può più permettersi di avere le strade invase dai sacchetti della spazzatura, una foto intollerabile per una metropoli europea così ricca di storia e di cultura.

Di mezzo c’è il rispetto verso i turisti che sono tornati in massa nella Città Eterna e che non possono turarsi il naso ogni volta che passano accanto ai cassonetti strabordanti di tutto e di più. L’accoglienza è una delle nostre industrie principali che non possiamo permetterci di prendere a calci. È stato calcolato che il Giubileo richiamerà a Roma milioni di visitatori e che per la gestione dell’evento (e non solo) ci sarà necessità di circa 5.000 nuove figure nel settore privato e di almeno 3.500 nella pubblica amministrazione a livello a nazionale.
In sostanza, Ama dovrà provare a rovesciare la tendenza negativa che finora l’ha caratterizzata, e con i rinforzi in arrivo e i maggiori soldi a disposizione stavolta l’obiettivo dovrebbe essere centrato.

Di turismo e di occupazione si parla anche in altre parti della rivista. A Roma, il settore dell’hotellerie si avvia verso una stagione d’oro con l’apertura di strutture luxury da parte di importanti catene internazionali: qui oggi i posti in ballo sono 1.200 (addetti sala, camerieri, chef, commis, governanti, manager, maitre, portieri notturni, receptionist…). E a proposito di accoglienza, da leggere l’intervista a Ugo Picarelli, fondatore e direttore della rassegna “Fare Turismo”, per capire che cosa e quanto c’è da fare per migliorare la nostra immagine e quali le figure di cui ci sarà sempre più bisogno. Offerte di lavoro arrivano anche da Bialetti, Coop, Corsica-Sardinia Ferries, Giorgio Armani, Ikea, Rinascente, Sda Express, Starbucks, e così via. Per questo dicevamo all’inizio di prendere carta e penna, e una volta individuata l’occasione di interesse non perdere tempo a inviare il curriculum. Come è noto, il panorama generale, con la guerra in Ucraina e un’economia che stenta a mettersi in moto, non è dei migliori ma quando ci sono buone notizie è bene non lasciarsele sfuggire.

Per leggere integralmente e sfogliare gratuitamente tutti i servizi pubblicati sul n. 2/2023 della rivista elettronica LAVORO FACILE clicca qui.

Pubblicato in Rubriche
Pagina 1 di 13