COM’È TRADIZIONE, di questi tempi si moltiplicano i posti nel commercio, nella grande distribuzione, nell’intrattenimento, nella moda, nella ristorazione e nella sanità: il periodo di fine anno, e poi quello successivo dei saldi, è fatto apposta per rafforzare gli organici di quelle strutture che con l’arrivo delle tredicesime conoscono il loro momento magico.
Certo, si tratta di lavori in maggioranza a tempo determinato ma che – come ha detto LAURA PICCOLO, responsabile grandi clienti dell’agenzia Openjobmetis – possono trasformarsi in una via verso occupazioni più stabili. Del resto, è il ragionamento, una volta che si sono trovate persone che hanno dimostrato di SAPERCI FARE perché rinunciarci?
Allora, scorriamo con attenzione le possibilità in campo (vedi da pagina 14) e se c’è quella che fa per noi non esitiamo a inviare il curriculum. Da cosa può sempre nascere cosa e, magari, può saltare fuori proprio l’occasione che stavamo cercando.

DI CHANCE, in questo numero, ce ne sono molte altre che – seppure numericamente non così rilevanti – di sicuro non vanno prese sottogamba. Anzi. Per esempio, il ministero dell’Interno ha indetto un concorso per 654 ALLIEVI AGENTI DI POLIZIA al quale possono partecipare i volontari in ferma prefissata di un anno (Vfp1) o di quattro anni (Vfp4) che abbiano prestato servizio nelle forze armate. L’età è di 18-26 anni e il titolo di studio è il diploma di scuola secondaria di primo grado, ex licenza media (pagina 28).

Non è stata presa in considerazione l’idea, avanzata nei mesi scorsi, secondo la quale per entrare nelle Fiamme Oro non ci sarebbe più voluta la provenienza da esercito, marina o aeronautica e il diploma sarebbe passato dal primo grado al secondo grado. Sarà, forse, per la prossima volta, anche se su questa riforma pare essere sceso il silenzio.

OVIESSE, IL MARCHIO che con Upim fa parte del Gruppo Coin, è alla ricerca di 230 ALLIEVI MANAGER, AMMINISTRATIVI e MAGAZZINIERI per i negozi di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo qui nel Lazio e in diverse città lungo l’intera Penisola (pagina 36). E AMAZON, che è in costante crescita come in crescita è l’intero comparto dell’e-commerce, è a caccia di 350 ADDETTI ALLO SMISTAMENTO, AUTISTI e MAGAZZINIERI (pagina 42).

NELLA GDO che opera nell’alimentare DM DROGERIE MARKT, una catena tedesca con un fatturato di 10,7 miliardi di euro e quasi 62.000 dipendenti, ha deciso di ampliare la presenza in Italia con altre 20-30 aperture, il che significa l’assunzione di 200 FIGURE PROFESSIONALI. L’investimento è di 20 milioni di euro e le selezioni cominceranno nei primi mesi del 2019 (pagina 52).

INFINE, PER CAPIRE dove si creeranno più opportunità di lavoro, un recente rapporto di UNIONCAMERE e ANPAL ha rilevato che nel breve periodo i settori con il fabbisogno più elevato saranno l’alimentare, l’ottica, i medicinali, le pelli e calzature, le telecomunicazioni. Bene anche il turismo, la ristorazione, e i servizi alle imprese e alla persona.
Tutto, comunque, all’insegna della preparazione: insomma, chi ne sa di più e può spendere una formazione all’altezza delle necessità e tecnologicamente avanzata non avrà difficoltà a trovare un impiego. Se si considera che entro il 2020 si creeranno 2,5 MILIONI DI POSTI, dal rapporto si possono trarre utili indicazioni. Magari per decidere su che cosa conviene specializzarsi.

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Le grandi opere, che dovrebbero essere il volano della ripresa economica e del rilancio dell’occupazione, battono la fiacca: ce ne sarebbero in programma per una montagna di quattrini (qualcuno ha parlato di 100 miliardi di euro) però per una ragione o per l’altra tutto è fermo. Le ragioni sono molteplici. Il nuovo codice degli appalti, per esempio, frenerebbe l’assegnazione di lavori anche importanti perché ci sono sempre manine pronte ad aggirare regole e regolamenti e bisogna fare attenzione.
Ma non solo. Ci sono anche indirizzi politici che rallentano pratiche e progetti. Sono sotto gli occhi le vicissitudini di Tav e Tap, del Terzo Valico, della Gronda di Genova, della terza corsia dell’A1 tra Firenze e Pistoia. E poi scuole, acquedotti, dighe e raccordi ferroviari. Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ci sono 270 opere pubbliche congelate per un valore complessivo di 21 miliardi di euro che potrebbero dare lavoro a 330.000 persone e creare altri 75 miliardi di euro per le ricadute che il via libera potrebbe avere sull’economia nazionale.

Quando si sbloccherà la situazione? Nessuno lo sa. Intanto, meno male che ci sono aziende che comunque hanno deciso di andare avanti perché, in un mondo globalizzato, chi si ferma è perduto. Così ikea e eataly hanno messo insieme le forze e l’area dell’Ostiense – dove Oscar Farinetti ha creato uno dei suoi punti di riferimento dedicato ai prodotti alimentari italiani di qualità – ospiterà anche le offerte del colosso svedese dell’arredamento. Un’operazione che, a parte la valenza commerciale, significa un bel po’ di posti. (Il servizio è a pagina 36).

Molto altro si muove. Enel ha in programma 500 assunzioni di giovani diplomati e laureati che saranno chiamati a sostenere la svolta verde della nostra più importante società nel campo dell’energia. (Vedere a pagina 46).
E Poste Italiane ha annunciato che anticiperà di un anno, dal 2020 al 2019, i 7.500 ingressi previsti dal piano industriale. Qui le possibilità riguardano sia chi ha una buona esperienza alle spalle sia chi è al primo impiego, a cominciare da circa 300 autisti le cui selezione è stata affidata all’agenzia per il lavoro Adecco. Lo stipendio non è male (1.626 euro al mese) e la durata del contratto è a tempo determinato, ma la speranza di passare a quello indeterminato può non essere impossibile. Più i nuovi 600 portalettere. (I particolari a pagina 26).

Ultimo ma non ultimo per l’impatto che può avere, è quanto sta per accadere intorno ai Centri per l’impiego. Come è noto, sono queste strutture che dovranno trasformarsi nel braccio operativo del reddito di cittadinanza perché dovranno raccogliere le domande di chi avrà diritto al sussidio e poi dovranno trovare e proporre le tre chance di lavoro come indicato dalla riforma.
Ebbene, proprio in vista di questo impegno sono previsti 1.600 rinforzi che dovrebbero segnare un’autentica rivoluzione nel funzionamento dei Cpi che finora ha lasciato molto a desiderare. Più personale, più informatica, più contatti con il mondo della produzione. Il processo avverrà in tempi quantomai rapidi se è vero che la prima erogazione dei 780 euro del reddito di cittadinanza dovrebbe scattare tra aprile e maggio. (Le informazioni a pagina 14).

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IL REDDITO di cittadinanza può dare una mano a chi è in difficoltà? La risposta non può che essere sì. A chi deve essere dato? Ai disoccupati e a chi ha una pensione più che bassa. E ai 5 milioni che l’Istat ha appena classificato come poveri? Certo, anche a loro. Come si potrebbe dire di no. L’Italia, che non ha ancora superato la crisi in cui è precipitata dal fallimento del 2008 della banca americana Lehman Brothers, è piena di persone che non ce la fanno a vivere con dignità ed è a loro che si deve pensare. Quindi il reddito di cittadinanza è una misura quantomai urgente.

I risultati del Sondaggione dedicato all’argomento che pubblichiamo a pagina XX sono espliciti: a grande maggioranza i lettori hanno dichiarato di preferire il sussidio mensile alla riduzione delle tasse prevista dalla Flat Tax, che è l’altro cavallo di battaglia della coalizione di governo formata da M5S e Lega.

FIN QUI TUTTO è chiaro. I problemi cominciano quando si prova a entrare più nel merito. Abbiamo cercato di tirare le somme di ciò che potrebbe accadere titolando il servizio che potete trovare nel Primo piano: “Quando potrò incassare i 780 euro che mi spettano?”. Perché il punto è proprio questo: mi è stato promesso che, se ho i requisiti giusti, non ci sarebbero stati inciampi. Invece…

Invece, per esempio, la platea dei possibili beneficiari è via via cambiata. Si è passati dai 9 milioni di uomini e donne (così è scritto nel documento diffuso da M5S a ridosso della recente campagna elettorale) a 7 milioni poi a 5 milioni. Anche i soldi, che sarebbero dovuti arrivare all’inizio dell’anno, adesso potrebbero essere erogati non prima di aprile.

CHI VUOLE sapere a che punto siamo corra a leggere l’articolo che parte da pagina XX. Naturalmente, le incertezze non dipendono dai salti di umore di questo o quel ministro. La disponibilità in quattrini a disposizione del Def (Documento di economia e finanza) e poi della Legge di Bilancio è quella che è e occorre fare attenzione.

Per riempire la cassaforte è stata innalzata la soglia del debito al 2,4% e siamo andati allo scontro un po’ con tutti. Ma – ripetiamo – questi non sono affari di chi è in attesa di quei 780 euro ma di chi li ha promessi. Che, sicuramente, prima si sarà fatto due conti per concludere che non ci sarebbero stati troppi ostacoli da superare.

E SICCOME ogni promessa è debito, adesso il reddito di cittadinanza deve saltare fuori per chi rientra nel programma iniziale firmato dal vice-presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio. Il confronto in atto sta tutto qui: dal momento che il reddito di cittadinanza è una cosa buona e giusta, allora le risorse necessarie per finanziarlo devono essere trovate.

Anche a costo di mettere a rischio i precari equilibri del Paese? Chi lo sta aspettando non può farsi carico della contabilità generale E occhio, perché se ci sono stati errori di valutazione non c’è molta voglia di passarci sopra.

FORSE ci siamo dilungati troppo ma il tema è di quelli davvero importanti e c’è necessità della massima chiarezza. Sul versante delle possibilità di lavoro notizie interessanti provengono da Gran Roma, lo shopping center che sta per essere inaugurato nella Capitale a ridosso della Prenestina (ne abbiamo già parlato ma ora si sta entrando nel vivo), e dal turismo invernale. Ma scorrendo le pagine della rivista, ci si accorgerà che molte altre sono le opportunità da cogliere. Buona lettura.

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SU COME affrontare un colloquio di lavoro e su come si scrive un curriculum i consigli non mancano. Del resto, sono due momenti importanti per chi è alla ricerca di un impiego ed è bene non commettere passi falsi. Con il tempo sono cambiati modi e circostanze – si pensi al videocurriculum – e, quindi, essere sempre aggiornati può risultare una carta vincente. La regola è semplice: dal momento che la “concorrenza” non manca (i posti a disposizione sono di meno rispetto alla domanda) chi sa sbrogliarsela meglio ha più possibilità di tagliare il traguardo.

Per questo abbiamo letto con attenzione la recentissima indagine condotta in proposito da InfoJobs attraverso le interviste a 170 aziende e 4.700 giovani e meno giovani a caccia di occupazione. L’obiettivo era conoscere gli errori considerati imperdonabili dagli addetti alle risorse umane, e che cosa è meno gradito ai candidati.

PER I SELEZIONATORI, rischiano di finire fuori gioco coloro che: 1) hanno un atteggiamento scocciato o supponente; 2) parlano male degli ex colleghi e degli ex dirigenti; 3) danno subito del tu all’interlocutore; 4) provano ad aggirare le domande non rispondendo nella maniera più diretta e puntuale; 5) utilizzano espressioni gergali; 6) sono troppo prolissi; 7) arrivano in ritardo; 8) hanno scarse capacità di autocritica; 9) si mostrano poco interessati; 10) si spazientiscono di fronte a richieste non previste.
Sono invece cinque i punti che non piacciono ai candidati: 1) poca chiarezza sulla posizione ricercata; 2) atteggiamento di superiorità nei confronti di chi sta affrontando il colloquio; 3) usare il cellulare durante l’incontro; 4) evitare di prendere in considerazione eventuali richieste di chiarimento; 5) dare l’impressione di non avere letto il curriculum.

Tutto sommato, di novità ce ne sono poche. Più o meno sono rilievi abbastanza scontati che si possono ritrovare nei manuali dedicati. Si potrebbe aggiungere che apparire naturali, evidenziare ciò che davvero si sa fare e mantenere la calma sono elementi che possono influenzare positivamente.

DETTO CIÒ, il problema resta quello delle opportunità. E qui “Lavoro Facile” può dare una mano, sia con le indicazioni che di giorno in giorno escono sulla home page del sito www.lavorofacile.info sia con quelle pubblicate sulla rivista online che state sfogliando. Un doppio appuntamento che mette i lettori in una situazione privilegiata: conoscere immediatamente ciò che offre il mondo della produzione e approfondire ciò che si muove nel cuore delle aziende grazie agli articoli dei nostri collaboratori.

IN QUESTO numero, per esempio, siamo andati a vedere che cosa accade nella maison Versace dopo l’acquisto da parte degli americani Michael Kors e John Idol, amministratore delegato della società creata apposta per la fase che si è appena aperta. Ebbene, sia Donatella Versace che John Idol hanno voluto rilanciare alla grande: più risorse da investire, più sviluppo e più possibilità di impiego. Quindi le Ferrovie dello Stato che hanno deciso di aumentare di 400 posti i 700 già messi in preventivo.
Ci sono poi un centinaio di posizioni in Bnl-Bnp Paribas, nonostante il momento non proprio sereno per gli istituti di credito, e tante le chance in un marchio famoso come quello di Ikea. Infine, la Regione Lazio ha deciso che anche chi ha più di 29 anni può chiedere l’assegno di ricollocazione: in pratica ci sono fino a 5.000 euro per facilitare la firma di un contratto.
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ANCHE IN QUESTO numero ci sono tante possibilità di lavoro e tanti suggerimenti che possono aiutare a risolvere il problema dell’impiego. Il bicchiere dell’occupazione può così sembrare mezzo pieno, e in realtà lo è davvero se si considerano pure le chance pubblicate non più di due settimane fa.
La pausa estiva è ormai alle spalle e le imprese hanno ripreso a rimboccarsi le maniche in vista della volata che porta al periodo di fine anno che di solito è un buon momento per gli acquisti e, quindi, per il business.
Perché, allora, il bicchiere è pieno solo a metà? Perché dai sindacati, e in particolare dalla Uil Lazio, sono arrivate valutazioni che parlano di un “autunno caldo” che sarà segnato da difficoltà di non poco conto. Che riguardano Roma e l’intera regione.

La Uil, queste difficoltà, le ha pure elencate settore per settore. Nella vigilanza privata, per esempio, ci sono più di 700 posti in bilico, alcune imprese delle telecomunicazioni non se la passano meglio, il comparto delle pulizie è attraversato da scosse, e altre società partecipate dal Campidoglio hanno la febbre piuttosto alta (Multiservizi, Farmacap, Atac). Così come quelle impegnate nella ristorazione scolastica. A Guidonia è il distretto del marmo ad accusare pesanti battute a vuoto.

È STATO CALCOLATO che sono quasi 10.000 coloro che stanno vivendo col batticuore per un futuro che vedono coperto da pesanti nubi. Non è detto che non si riuscirà a trovare le soluzioni opportune, ma anche in provincia cresce l’apprensione. A Frosinone, Rieti e Viterbo i segnali d’allarme s moltiplicano, e a Cassino c’è stato il taglio di 1.500 figure professionali tra Fiat e indotto.

Ci si augura uno scatto d’orgoglio e di progettualità che coinvolga tutti i soggetti interessati: il Comune, il tessuto industriale, le istituzioni nazionali che possono finanziare progetti e programmi in grado di rilanciare il lavoro.

PERÒ DEL BICCHIERE mezzo pieno fanno parte occasioni da valutare con attenzione e – se corrispondono al nostro curriculum – da prendere al volo. Intanto, ci sono aziende importanti e ministeri che, tra recruiting e bandi di concorso, hanno bisogno di 650 addetti tra diplomati e laureati in gran parte a tempo indeterminato. In quest’ambito vanno aggiunti i 120 posti che Acea ha concordato con le rappresentanze sindacali e che, se non ci saranno intoppi, apriranno le porte a addetti alla sicurezza, manager e tecnici per le sedi di Roma, Napoli e Milano.
Chi è al riparo dai venti della crisi, anzi è in continua crescita, è il comparto della ristorazione. Qui, tra inaugurazioni e ristrutturazioni, si cercano 400 tra camerieri, cuochi, crew e responsabili. E altre assunzioni sono già in calendario per i prossimi mesi.
Un’occhiata va data anche alle quattro pagine della rubrica “Lavori in corso” dove ci sono chance in Carpisa, Casalandia, Etro, Mondo Convenienza, Hitachi Rail, Moncler, Pininfarina e Veratour.
Non sono tempi facilissimi, e del resto sono anni che è così. Per questo occorre moltiplicare gli sforzi e non tirarsi indietro. Se poi arriva il reddito di cittadinanza, che sia il benvenuto. Ma firmare un contratto e cominciare a lavorare è un’altra cosa. La pensano in questo modo anche i tanti che hanno risposto al nostro Sondaggione (vedi a pagina 78).
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IL RITORNO ALLA PIENA attività dopo la pausa estiva è ricca di spunti e di domande. Una su tutte: che cosa accadrà al mondo del lavoro da qui alla fine dell’anno? Sono sempre tanti coloro che sono alla ricerca di un impiego, specialmente i giovani che – secondo gli ultimi dati dall’Istat – si trascinano dietro un tasso di disoccupazione del 30,8% (la media europea è del 14,8%). È vero, c’è stato un lieve incremento degli occupati ai quali sono stati offerti in gran parte contratti a tempo determinato.
Il bicchiere, insomma, può essere visto mezzo pieno a mezzo vuoto. Il problema di come impostare politiche in grado di dare scacco matto proprio alla disoccupazione è comunque ancora ben presente nel nostro Paese, in particolare dopo lo shock economico che ci è arrivato addosso con il fallimento dell’americana Lehman Brothers nel settembre del 2008.

UN DECENNIO CHE HA lasciato tracce pesantissime. Non ci siamo ancora ripresi anche se il quadro generale ogni tanto invia segnali di speranza. Adesso siamo ad un altro tornante. Il Documento di economia e finanza, cioè l’elenco delle cose che l’Italia si impegna a fare nel corso del 2019, è atteso non solo da noi cittadini per sapere verso quali lidi è diretta la nostra barca, ma anche dai mercati internazionali che dovranno decidere se confermarci o meno la fiducia che, bene o male, finora ci ha permesso di galleggiare.
Non è questa la sede per entrare nella polemica tra ottimisti e pessimisti, europeisti e antieuropeisti, governativi e antigovernativi, e avanti di questo passo. Certo è che la difficoltà di trovare un impiego richiede misure urgenti in favore dei più deboli e dei meno garantiti.

È IL REDDITO DI CITTADINANZA la risposta giusta? Non c’è dubbio che quel contributo può servire a tamponare tante situazioni critiche ma l’occupazione è un altro paio di maniche. Allora ecco che il dibattito su come utilizzare al meglio le risorse necessarie per finanziare la riforma non è un dibattito da poco.
Si dirà: variamo il reddito di cittadinanza e mettiamo in campo investimenti per rilanciare le opere pubbliche e agevolare le imprese nella ricerca del personale. Giusto. Ma occorre avere i quattrini in cassa, e con il pesante debito che ci stringe alla gola non sarà facile quadrare il cerchio.

NON CI SONO RISPOSTE semplici ad argomenti complessi. Per venirne fuori ci vuole una grande visione strategica e una forte capacità di dialogo con tutti gli attori che si muovono sulla scena mondiale. Soprattutto con quelli europei.
Vedremo nelle prossime settimane come andrà a finire. Intanto, al di là degli scenari macroeconomici e macropolitici, ci sono aziende pronte a rinforzare gli staff. Nei settori della grande distribuzione, della moda/abbigliamento e delle nuove energie ci sono possibilità immediate per centinaia di figure professionali.
Nelle pagine che seguono si possono leggere tutti i dettagli utili. In più, Poste Italiane ha ancora bisogno di portalettere e di addetti alle consegne anche alla luce dell’accordo stretto prima dell’estate con Amazon che prevede il recapito nel giro di poche ore della merce ordinata online. Poi c’è il Servizio civile universale: entro il 28 settembre chi ha tra i 18 e i 28 anni può partecipare ai bandi che mettono in palio più di 50.000 opportunità. L’iniziativa piace molto se è vero che ogni anno la richiesta supera quasi del doppio l’offerta.

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CI SONO NUOVE opportunità in Poste Italiane, dopo quelle segnalate nello scorso numero di “Lavoro Facile”: si tratta di autisti per le consegne e di consulenti commerciali che saranno assunti a tempo determinato con possibilità di proroghe. L’accordo stretto con Amazon per il recapito veloce degli acquisti ha rilanciato l’occupazione in una delle aziende più importanti del nostro Paese. Ma anche l’accelerazione sui versanti assicurativo e finanziario sta spingendo verso il rafforzamento degli organici nel quadro della progressiva modernizzazione delle strutture in chiave digitale.

Le buone notizie provenienti dalle Poste, come indicato nel piano di cui abbiamo dato conto, continueranno anche nei prossimi mesi e chi è interessato farà bene a non perdere la battuta tenendo d’occhio sia il sito della società (www.poste.it) sia il nostro (www.lavorofacile.info) che è sempre puntuale nel riferire ciò che bolle nella pentola della compagine che ha sede a Roma-Eur in viale Europa.

NOTEVOLI CHANCE arrivano pure dal mondo della ristorazione. Buitoni, Cigierre (che gestisce i marchi America Graffiti e Old Wild West), Doppio Malto, McDonald’s e Roadhouse sono alla ricerca di più di 1.500 figure tra addetti fast food, camerieri, cuochi, manager, responsabili e tecnici di produzione.

Questo comparto sta attraversando una prolungata fase di espansione con l’apertura di locali e la conseguente necessità di personale. Anche qui i posti sono in parte a tempo determinato ma le possibilità di conferma sono sempre consistenti.

A TEMPO INDETERMINATO sono, invece, i 150 ingegneri, operai e tecnici ricercati dalla Lamborghini. La casa delle auto superlusso sta andando alla grande: ha ampliato lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese e ha appena firmato un’intesa con i sindacati che prevede significativi aumenti salariali e un’opzione per avere più tempo libero. In più, c’è un piano straordinario di formazione retribuito sui contenuti della Costituzione italiana.

Si deve a tutto ciò se all’azienda emiliana, ad ogni selezione, giungono tantissimi curricula. La qualità del lavoro e le condizioni in cui si svolge sono merce sempre più preziosa.

AL DECRETO DIGNITÀ abbiamo dedicato lo “speciale” che si trova nelle pagine al centro di questo numero della rivista con testi integrali e commenti È decisivo farsi un’idea su un provvedimento che ha suscitato speranze e critiche.

A Cgil, Cisl e Uil, per esempio, non è dispiaciuto anche se viene considerato l’avvio di un percorso ancora lungo. Alle imprese non è proprio andato giù. Confesercenti, infatti, ha calcolato che sarebbero “633.000 i contratti a tempo determinato in scadenza a fine anno che rischiano di non essere rinnovati, dei quali 277.000 nel solo settore del commercio”.

La ragione sta nelle misure che rendono meno facile passare da un contratto all’altro, a maggiore tutela di chi lavora. Resta adesso da vedere se si riuscirà a trovare un punto d’incontro durante il dibattito in Parlamento. Le posizioni di partenza sono abbastanza bloccate ma mai dire mai.

Il vero problema, comunque, resta quello della crescita economica senza la quale l’occupazione è destinata a restare ai margini. Perché un conto sono gli annunci e le iniziative-tampone e un altro paio di maniche è un autentico disegno strategico di crescita nazionale.

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SECONDO CONFIMPRESE, l’associazione di categoria che rappresenta 300 marchi del commercio e del franchising con oltre 30.000 punti vendita e 600.000 addetti, nel secondo trimestre dell’anno dovrebbero aprire 590 negozi che daranno lavoro a più di 4.000 persone. In testa alla classifica per genere c’è il food (bar, pizzerie, pub, ristoranti) quindi il mondo del fashion (abbigliamento, accessori, calzature).
La novità, a parte i numeri che sono sorprendenti alla luce di un timido passo avanti della spesa, è che contestualmente ha preso a correre anche la “rivoluzione degli acquisti” rispetto a non troppo tempo fa: nel senso che ai tradizionali canali di contatto con i clienti si sta moltiplicando la presenza dell’e-commerce: “Il 60% delle aziende – è stato detto – ritiene ormai necessario rivisitare il proprio modello di business per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”.

Ciò avrà ricadute anche sui profili professionali di cui ci sarà bisogno, che dovranno essere sempre tecnologicamente avanzati e, di fronte alle spinte della globalizzazione, con una accentuata padronanza delle lingue.

AI DATI RESI NOTI da Confimprese ha fatto riscontro un recente sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop condotto per il quotidiano “la Repubblica” secondo il quale i più giovani guardano al presente e al futuro con meno pessimismo e, comunque, “un terzo degli intervistati ritiene che l’occupazione in Italia sia ripartita”.

È vero, si sottolinea, che questo significa che i due terzi la pensano diversamente e che “per fare carriera l’unica speranza è di andare all’estero”. Ma rispetto ai periodi in cui l’orizzonte era buio pesto, ora il domani dell’economia e del lavoro viene visto non più completamente oscuro e con la convinzione che le cose possano cambiare in meglio. Il pessimismo resta però forte nel Sud e nei ceti più bassi, come dimostrano i dati sulla povertà.

LA SENSAZIONE è forse legata al leggero miglioramento del quadro generale e dei posti di lavoro creati ma, per non farsi prendere da eccessivo ottimismo, c’è da ricordare che la disoccupazione giovanile resta di gran lunga tra le più alte d’Europa e che molti continuano a guardare al reddito di cittadinanza come a un contributo decisivo per il miglioramento delle personali condizioni di vita.

Ma quando e come il sussidio entrerà concretamente nelle tasche di chi possiede i requisiti necessari non si sa. Gli annunci e i contro-annunci si susseguono e chi è interessato rischia di perderci la testa. E la pazienza.

È ANCHE VERO, però, che il panorama è ricco di posti immediati e di posti in attesa del definitivo via libera. Da prendere al volo ci sono i 6.000 di Poste Italiane dopo l’accordo sottoscritto da azienda e sindacati: si comincia da subito e si andrà avanti fino al 2020. Immediate sono anche le 50.000 posizioni del Servizio civile universale per ragazzi fino a 28 anni.
In prospettiva più o meno ravvicinata altre opportunità riguardano l’Acquario di Roma e il Comune di Roma: nel primo caso, dopo una serie infinita di rinvii, siamo in vista del traguardo, nel secondo il Campidoglio ha manifestato l’intenzione di chiamare in servizio altri 500 vigili urbani dopo i 300 di pochi mesi fa. Ma restano da trovare i soldi per pagare gli stipendi. Il che non è poco.
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QUALCHE LETTORE ci ha telefonato per sapere quando le misure annunciate per rilanciare il lavoro cominceranno a farsi sentire. In verità non lo sappiamo e, probabilmente, non lo sa nessuno. E poi iniziative vere e proprie, cioè già portate sul tavolo del Consiglio dei ministri, non ce ne sono. Quelle di cui si parla riguardano in maniera indiretta l’occupazione: la flat tax e il reddito di cittadinanza, per esempio, potrebbero agevolare la creazione di nuovi posti nel quadro di un favorevole gioco di rimbalzi.
Nel senso che la riduzione delle tasse alle imprese potrebbe spingerle a investire di più, accrescere la produzione e, di conseguenza, ad avere bisogno di personale. Nel reddito di cittadinanza c’è la clausola secondo la quale – oltre all’assegno – il sistema dovrebbe proporre tre opportunità di impiego: in caso di rifiuto si perderebbe il diritto al sussidio.

SE NON CI SIAMO persi dei passaggi, è tutto qui. Quindi non resta che attendere. Del resto, il governo guidato da Giuseppe Conte si è insediato da meno di un mese e in così poco tempo i miracoli non si possono fare. Ma non c’è dubbio che si proverà a fare qualcosa. La base elettorale che ha mandato M5S e Lega nella stanza dei bottoni si aspetta molto sul versante del lavoro e deluderla non sarebbe un bel segnale.
Il problema, semmai, è un altro. Da soli, per l’occupazione, flat tax e reddito di cittadinanza servono a poco, al di là delle speranze e dei calcoli a tavolino. È il Paese nel suo insieme che deve accentuare la corsa della ripresa: riprendendo in mano le grandi opere infrastrutturali, disegnando strategie di lungo respiro, spingendo sull’innovazione, e avanti di questo passo.

TUTTAVIA IL TIMORE che i vincoli dell’Europa, in presenza del nostro enorme debito, non ci consentiranno troppe spese in deficit è più che fondato. Allora? Il dibattito sull’uscita dall’euro si articola anche intorno a questo argomento. Per chi non vede male una simile soluzione, il pieno recupero della sovranità nazionale potrebbe restituirci spazi di manovra che adesso ci sono preclusi. Per chi la pensa diversamente sarebbe, invece, un’autentica tragedia che colpirebbe le realtà produttive, i risparmi, i rapporti con quelli che diventerebbero i nostri ex partner europei.
Finiamola quei perché se persino gli economisti si muovono in ordine sparso – la maggioranza, comunque, vede più danni che vantaggi – non sarebbe serio arrivare a conclusioni sensate nello spazio di queste poche righe. Vale però la pena ricordare che il mondo dell’industria si è pronunciato per la riduzione del cuneo fiscale: con un costo del lavoro più leggero la via dell’occupazione sarebbe più immediata e diretta.

PER QUANTO RIGUARDA “Lavoro Facile” le opportunità che abbiamo trovato si riferiscono allo sbarco in Italia di due colossi francesi della telefonia e della grande distribuzione alimentare (Iliad 1.000 posti, Leader Price 2.000 posti), all’insediamento a Roma nell’area del Tecnopolo sulla Tiburtina di un nuovo hyper cloud data center (Aruba, 200 posti), alla ristorazione veloce (McDonald’s, 201 posti).
Infine, una considerazione che si richiama a quanto detto all’inizio. I concorsi pubblici battono la fiacca. La ragione è semplice: il cambio di governo e il passaggio di consegne tra ministri ha bloccato percorsi che pure erano stati individuati. Tra questi quello per il rafforzamento delle figure impegnate sul fronte della sicurezza (polizia e carabinieri) e i 150 destinati a coprire i vuoti che negli ultimi anni si sono aperti nel Parlamento. Ma qui, prima o poi, tutto dovrebbe rimettersi in moto. Intanto è partito il bando per 148 posti al ministero dei Trasporti.

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SE IL DIAVOLO non ci mette la coda, nella Capitale stanno per partire due progetti che si portano dietro tantissimi posti: il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle e la nuova Business City a ridosso dell’aeroporto di Fiumicino. Nel primo caso le possibilità di lavoro sono 600 (che potrebbero arrivare anche a 1.000 quando tutte le strutture funzioneranno a pieno regime); nel secondo ne sono state annunciate 23.500.

Sembra una favola ma così è, almeno stando a ciò che è scritto negli ultimi documenti ufficiali che adesso attendono soltanto il via libera definitivo.

SUI BLOCCHI di partenza è già pronto il tempio del calcio dei tifosi giallorossi: dopo uno sfibrante ping-pong di ricorsi, aggiustamenti, modifiche e varianti, entro il 2020 la squadra di James Pallotta e Eusebio Di Francesco lascerà l’Olimpico per trasferirsi in un impianto modernissimo che avrà intorno una cittadella di uffici e centri commerciali. Che ormai siamo sulla strada giusta lo ha detto pochi giorni fa la sindaca Virginia Raggi: “A breve i lavori potranno cominciare”.

Di ben altre dimensioni è Business City. Se per lo stadio l’investimento è intorno agli 800 milioni di euro, decisamente più importante è quello per il centro direzionale all’interno del quale le prime inaugurazioni sono previste per il 2022. L’iniziativa – avviata e gestita da Adr, società controllata dalla capogruppo Atlantia – porterà alla nascita di un distretto per aziende e professionisti, una vera e propria vetrina dell’Italia e delle sue capacità innovative.

SONO ESSENZIALMENTE i privati a metterci i soldi e a correre il rischio d’impresa. Il diavolo e la coda di cui all’inizio sono legati alla nostra situazione economica e allo sviluppo di quella politica. I soldi necessari per sostenere i progetti sono tanti e le banche sono chiamate a svolgere un ruolo rilevante. I conti sono stati fatti con i parametri di oggi (tassi, modalità, garanzie) ma se dovessero cambiare anche le tempistiche e il quadro d’insieme potrebbero risentirne.

Per ora i dadi sono stati tratti. E c’è attesa per le ricadute sull’occupazione che potrebbero segnare una svolta positiva per Roma e per l’intera Regione. Se volete saperne di più, in particolare sulle figure di cui ci sarà più bisogno, andate a leggere il servizio che abbiamo dedicato all’argomento: un’anteprima ricca di informazioni che vi farà “entrare” nella Business City che, una volta realizzata, permetterà alla Capitale di competere con le più importanti metropoli europee e mondiali.

PIÙ IMMEDIATE e a portata di mano sono le proposte che emergono dagli altri articoli di questo numero di “Lavoro Facile”. Sono moltissime quelle che provengono dalle agenzie per il lavoro che, come sempre di questi tempi, devono rispondere alle richieste delle aziende (per esempio quelle del turismo e della grande distribuzione) che con l‘inizio della bella stagione hanno necessità urgente di personale.
Poi ci sono le crociere, un settore che da anni è in crescita costante. Qui le compagnie più note sono alla ricerca di figure sia per le attività di bordo sia per quelle di terra. Dal canto suo, Salini-Impregilo, uno dei colossi planetari delle costruzioni, ha avviato la selezione per ingegneri, tecnici e operai.

Attenzione merita anche Ubi Banca che ha deciso di aprire le porte a giovani neodiplomati e neolaureati. Insomma, tra presente e futuro, le opportunità non mancano.

-> Per leggere la versione pubblicata sul n. 11/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

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