Dalle promesse elettorali e dalle elezioni del 4 marzo di acqua ne è passata sotto i ponti, e il reddito di cittadinanza, certo uno dei provvedimenti più attesi, non è più quello di inizio partita. Ma finalmente c’è il via libera: a cominciare da marzo si potrà presentare la domanda presso le Poste o i Caf attraverso il modulo predisposto dall’Inps. L’importo verrà versato su una carta acquisti dalla quale si potrà prelevare una piccola somma in contanti mentre il resto si potrà spendere come si vuole (esclusi i generi voluttuari e il gioco d’azzardo).
I beneficiari – 1,4 milioni di famiglie per circa 4 milioni di persone – dovranno impegnarsi a seguire corsi di formazione e di riqualificazione. In più si riceveranno tre proposte di lavoro: se si rifiuteranno si verrà automaticamente esclusi dal programma. Tutti i particolari si possono leggere nel decreto legge dedicato al cosiddetto sussidio anti-povertà (pagina 28).

La durata è di 18 mesi. Dopo un mese di pausa il reddito di cittadinanza può essere rinnovato. All’ultimo momento è stata inserita una norma con la quale si stabilisce che “in caso di esaurimento delle risorse si provvederà a ristabilire la compatibilità finanziaria mediante la rimodulazione dell’ammontare del beneficio”. In sostanza ciò significa che l’assegno può variare (in meno) nel corso del tempo, soprattutto se i richiedenti saranno più numerosi di quanto ipotizzato.
Da ricordare che i soldi messi in campo sono 6,11 miliardi di euro per l’anno in corso, 7,75 miliardi per il 2020, 8 miliardi per il 2021 e 7,84 miliardi per il 2022.

Sta quindi per cominciare una nuova era per chi è disoccupato o si trova in difficoltà. Per tanti sarà una boccata d’ossigeno. Quello che convince di meno sono le tre proposte di lavoro: come salteranno fuori in una situazione di basso sviluppo come l’attuale?
È vero che le aziende che assumeranno potranno contare su una serie di sgravi fiscali, ed è altrettanto vero che i Centri per l’impiego verranno rafforzati dall’arrivo di 30.000 “navigator” (si chiamano così coloro che dovranno darsi da fare per orientare la platea del reddito di cittadinanza e per trovare i posti sul mercato) ma il punto centrale resta lo stesso: se l’economia non riparte, se le imprese non riprendono la strada della crescita e se la globalizzazione non riesce a calibrarsi su una più equa ripartizione dei profitti, sarà complicato scavalcare il recinto angusto nel quale ci troviamo.
Anche perché, facendo un po’ di calcoli, dovrebbero concretizzarsi almeno 12 milioni di nuove possibilità lavorative. Mica uno scherzo…

Comunque, il 2019 non è partito male. Qui a seguire, nello spazio del Primo piano (pagina 16), ci sono 11.500 chance offerte da aziende che operano nell’aerospazio, nelle costruzioni navali, nell’energia, nelle poste e nei trasporti ma anche nell’elettronica, nella grande distribuzione e nella ristorazione.
Poi c’è un concorso del ministero dell’Istruzione per trovare 2.004 dirigenti dei servizi generali e si resta in attesa di quello per la stabilizzazione di 12.000 bidelli. Anche il ministero dell’Interno ha aperto le porte a 613 volontari civili da utilizzare nella gestione delle pratiche legate all’immigrazione (433,82 euro al mese per un anno). E tanto altro.
L’augurio – e la speranza – è che, nonostante tutto, l‘anno appena cominciato possa risolvere al meglio il problema del lavoro.

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I settori che continuano a tirare, a parte il made in Italy che pure ha accusato qualche battuta d’arresto, sono quelli di cui LAVORO FACILE ha parlato spesso: grande distribuzione e ristorazione. Anche in questo numero – come si vedrà – le opportunità di impiego qui non mancano. Ciò si deve alla conferma dei piani industriali di sviluppo e alla competizione sempre molto accesa per la conquista di nuovi spazi di mercato.
Così le aperture si susseguono, soprattutto da parte dei marchi più noti, con la conseguente ricerca di personale. I riferimenti che si possono trovare nelle pagine che seguono sono di primaria grandezza: AMERICA GRAFFITI, BURGER KING, CONAD, OLD WILD WEST, PIZZIKOTTO, SHI’S, STARBUCKS e WIENER HAUS.
In più c’è un’anticipazione che non mancherà di fare gola a chi è alla ricerca di un posto nel comparto: ESSELUNGA, infatti, ha deciso di rilanciare su Roma con la realizzazione di un secondo megastore, dopo quello sulla Prenestina. Le assunzioni saranno tante.
Insomma, niente male. Anche se a tenere banco sono le 4.000 figure destinate ai CENTRI PER L’IMPIEGO in vista del via libera al reddito di cittadinanza. Come è noto, gran parte delle pratiche per ottenere il contributo passeranno proprio dai Cpi che, quindi, verranno messi sotto pressione. Già funzionano poco, figuriamoci che cosa accadrebbe senza l’arrivo dei rinforzi. Anche l’assunzione di 12.000 BIDELLI da parte del ministero dell’Istruzione è una notizia di primissimo piano.

Questi giorni sono stati segnati anche dalla pubblicazione dell’annuale RAPPORTO DEL CENSIS che fotografa l’Italia nelle sue mille sfaccettature sociali. Il quadro che ne è emerso non è certamente positivo e del resto, alla luce di ciò che ci circonda, non poteva essere altrimenti.
Ne hanno scritto un po’ tutti. Ma alcuni punti meritano di essere richiamati: 1) tra il 2000 e il 2017 il salario annuo in busta paga è aumentato di 400 euro. In Francia di 6.000 euro, in Germania di 5.000 euro. E lì gli stipendi erano già più alti; 2) se l’anno scorso il termine scelto per rappresentare il sentimento degli italiani è stato “rancore” stavolta è “cattiveria”, nel senso che siccome poco o nulla funziona allora a prevalere è la voglia di buttare tutto all’aria; 3) l’ascensore sociale si è fermato e la maggioranza pensa che non ci sono possibilità di migliorare le condizioni di vita; 4) nell’ultimo decennio gli occupati tra i 25 e i 34 anni si sono ridotti del 27,3% e sono cresciuti i giovani a rischio povertà; 5) il potere d’acquisto delle famiglie è sceso di altri sei punti; 6) il 63% degli italiani pensa che nessuno ne difenda gli interessi. La percentuale è più alta tra chi ha bassi livelli di istruzione e di reddito.

In sostanza, in giro non c’è più fiducia, c’è il rifiuto dell’altro e c’è paura del futuro. Per questo – dice il Censis – avanza una sorta di “SOVRANISMO PSICHICO” e il “noi contro loro” si intreccia talora “con un populistico noi in basso contro loro in alto”. Da qui la rabbia e la cattiveria individuate dal rapporto. Come se ne esce? Secondo MASSIMILIANO VALERII, direttore generale del Censis, con il “lavoro, lavoro e lavoro” perché “occorre recuperare la spinta in alto e in avanti”. Il lavoro, appunto. Che però non figura al centro di nessuno dei programmi di ampio respiro.

In occasione delle feste di fine anno, “Lavoro Facile” si prende un periodo di pausa. La rivista online tornerà subito dopo l’Epifania. Nel frattempo il nostro sito www.lavorofacile.info continuerà ad essere puntualmente aggiornato. BUON 2019 E BUON LAVORO.

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Fa impressione leggere, di nuovo in questi giorni, che migliaia di posti restano aperti perché le aziende non riescono a trovare le qualifiche ricercate. E se, per esempio, può essere che di fronte agli ingegneri 4.0 possano manifestarsi delle difficoltà, più complicato è capire come ciò possa accadere quando ci si riferisce a camerieri, cuochi, personale alberghiero e persino addetti vendita allorché dovrebbe bastare un annuncio o spargere la voce per risolvere rapidamente il problema.
Eppure, come sanno coloro che sono impegnati a trovare di un contratto, l’evidenza non è così evidente. Una delle ragioni è che incrociare domanda e offerta – nonostante promesse e riforme – continua a restare un mistero. I Centri per l’impiego, che dovrebbero essere il ponte attraverso il quale raggiungere un lavoro, fanno ciò che possono, cioè poco o pochissimo. Se poi dovranno essere proprio queste strutture a proporre tre chance a chi avrà diritto al reddito di cittadinanza viene da sorridere.

Qualcuno ha fatto dei calcoli. Se l’assegno pensato per aiutare chi si trova più in difficoltà verrà dato a 3-5 milioni di persone significa che bisognerà mettere in campo in breve tempo da 9 a 15 milioni di opportunità.
È possibile? Mai dire mai, ma raggiungere l’obiettivo non sarà una passeggiata. Tra l’altro, c’è anche chi sostiene che meglio sarebbe investire sullo sviluppo e sul rilancio dell’economia in modo da favorire la naturale creazione di lavoro e avviare così quel circolo virtuoso senza il quale il rischio è di restare in mezzo al guado. In più c’è la questione della formazione che è strettamente collegata alle necessità del mondo produttivo.

Una recente ricerca del Sistema Informativo Excelsior ha accertato che l’81,1% delle imprese ha avuto difficoltà a trovare traduttori e interpreti, il 65,1% ingegneri elettronici, il 62,4% ingegneri industriali, il 59% altri indirizzi di ingegneria, il 45,8% fisici e matematici, e così via.
Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, ha detto “che è sempre ridotto il numero di candidati che si presentano alle selezioni… segno che il vero problema è informare sulle opportunità esistenti. Ma occorre anche darsi da fare perché le aziende offrano sempre, anche ai più giovani, compensi adeguati alle mansioni, spesso complesse, che vengono richieste. Più correttezza da parte di tutti non può che portare vantaggio a chi è impegnato a rimettere in moto il Paese”.

Se si pensa che il 65% degli studenti che oggi frequentano lo scuole primarie farà un lavoro che ancora non esiste – la previsione è di Microsoft, e si può essere più o meno d’accordo ma la tendenza va presa sul serio – allora si comprende bene come preparazione e specializzazione sono le parole d’ordine verso le quali ci si dovrebbe orientare senza perdere tempo.
Lasciamo stare che tra le professioni del futuro vengono indicate quelle che riguardano gli elaboratori di big data, i piloti di droni, gli app developer, gli agricoltori verticali, i costruttori di parti del corpo e gli ingegneri della robotica perché parliamo di ruoli che non sono certo di massa. Ma non c’è dubbio che anche le mansioni più tradizionali tra pochissimo dovranno adeguarsi alle esigenze dei tempi.
Vedete in giro chi si tra preoccupando di tutto questo? Non pare, ed è un vero peccato, perché di mezzo c’è il destino dei nostri ragazzi.

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COM’È TRADIZIONE, di questi tempi si moltiplicano i posti nel commercio, nella grande distribuzione, nell’intrattenimento, nella moda, nella ristorazione e nella sanità: il periodo di fine anno, e poi quello successivo dei saldi, è fatto apposta per rafforzare gli organici di quelle strutture che con l’arrivo delle tredicesime conoscono il loro momento magico.
Certo, si tratta di lavori in maggioranza a tempo determinato ma che – come ha detto LAURA PICCOLO, responsabile grandi clienti dell’agenzia Openjobmetis – possono trasformarsi in una via verso occupazioni più stabili. Del resto, è il ragionamento, una volta che si sono trovate persone che hanno dimostrato di SAPERCI FARE perché rinunciarci?
Allora, scorriamo con attenzione le possibilità in campo (vedi da pagina 14) e se c’è quella che fa per noi non esitiamo a inviare il curriculum. Da cosa può sempre nascere cosa e, magari, può saltare fuori proprio l’occasione che stavamo cercando.

DI CHANCE, in questo numero, ce ne sono molte altre che – seppure numericamente non così rilevanti – di sicuro non vanno prese sottogamba. Anzi. Per esempio, il ministero dell’Interno ha indetto un concorso per 654 ALLIEVI AGENTI DI POLIZIA al quale possono partecipare i volontari in ferma prefissata di un anno (Vfp1) o di quattro anni (Vfp4) che abbiano prestato servizio nelle forze armate. L’età è di 18-26 anni e il titolo di studio è il diploma di scuola secondaria di primo grado, ex licenza media (pagina 28).

Non è stata presa in considerazione l’idea, avanzata nei mesi scorsi, secondo la quale per entrare nelle Fiamme Oro non ci sarebbe più voluta la provenienza da esercito, marina o aeronautica e il diploma sarebbe passato dal primo grado al secondo grado. Sarà, forse, per la prossima volta, anche se su questa riforma pare essere sceso il silenzio.

OVIESSE, IL MARCHIO che con Upim fa parte del Gruppo Coin, è alla ricerca di 230 ALLIEVI MANAGER, AMMINISTRATIVI e MAGAZZINIERI per i negozi di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo qui nel Lazio e in diverse città lungo l’intera Penisola (pagina 36). E AMAZON, che è in costante crescita come in crescita è l’intero comparto dell’e-commerce, è a caccia di 350 ADDETTI ALLO SMISTAMENTO, AUTISTI e MAGAZZINIERI (pagina 42).

NELLA GDO che opera nell’alimentare DM DROGERIE MARKT, una catena tedesca con un fatturato di 10,7 miliardi di euro e quasi 62.000 dipendenti, ha deciso di ampliare la presenza in Italia con altre 20-30 aperture, il che significa l’assunzione di 200 FIGURE PROFESSIONALI. L’investimento è di 20 milioni di euro e le selezioni cominceranno nei primi mesi del 2019 (pagina 52).

INFINE, PER CAPIRE dove si creeranno più opportunità di lavoro, un recente rapporto di UNIONCAMERE e ANPAL ha rilevato che nel breve periodo i settori con il fabbisogno più elevato saranno l’alimentare, l’ottica, i medicinali, le pelli e calzature, le telecomunicazioni. Bene anche il turismo, la ristorazione, e i servizi alle imprese e alla persona.
Tutto, comunque, all’insegna della preparazione: insomma, chi ne sa di più e può spendere una formazione all’altezza delle necessità e tecnologicamente avanzata non avrà difficoltà a trovare un impiego. Se si considera che entro il 2020 si creeranno 2,5 MILIONI DI POSTI, dal rapporto si possono trarre utili indicazioni. Magari per decidere su che cosa conviene specializzarsi.

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Le grandi opere, che dovrebbero essere il volano della ripresa economica e del rilancio dell’occupazione, battono la fiacca: ce ne sarebbero in programma per una montagna di quattrini (qualcuno ha parlato di 100 miliardi di euro) però per una ragione o per l’altra tutto è fermo. Le ragioni sono molteplici. Il nuovo codice degli appalti, per esempio, frenerebbe l’assegnazione di lavori anche importanti perché ci sono sempre manine pronte ad aggirare regole e regolamenti e bisogna fare attenzione.
Ma non solo. Ci sono anche indirizzi politici che rallentano pratiche e progetti. Sono sotto gli occhi le vicissitudini di Tav e Tap, del Terzo Valico, della Gronda di Genova, della terza corsia dell’A1 tra Firenze e Pistoia. E poi scuole, acquedotti, dighe e raccordi ferroviari. Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ci sono 270 opere pubbliche congelate per un valore complessivo di 21 miliardi di euro che potrebbero dare lavoro a 330.000 persone e creare altri 75 miliardi di euro per le ricadute che il via libera potrebbe avere sull’economia nazionale.

Quando si sbloccherà la situazione? Nessuno lo sa. Intanto, meno male che ci sono aziende che comunque hanno deciso di andare avanti perché, in un mondo globalizzato, chi si ferma è perduto. Così ikea e eataly hanno messo insieme le forze e l’area dell’Ostiense – dove Oscar Farinetti ha creato uno dei suoi punti di riferimento dedicato ai prodotti alimentari italiani di qualità – ospiterà anche le offerte del colosso svedese dell’arredamento. Un’operazione che, a parte la valenza commerciale, significa un bel po’ di posti. (Il servizio è a pagina 36).

Molto altro si muove. Enel ha in programma 500 assunzioni di giovani diplomati e laureati che saranno chiamati a sostenere la svolta verde della nostra più importante società nel campo dell’energia. (Vedere a pagina 46).
E Poste Italiane ha annunciato che anticiperà di un anno, dal 2020 al 2019, i 7.500 ingressi previsti dal piano industriale. Qui le possibilità riguardano sia chi ha una buona esperienza alle spalle sia chi è al primo impiego, a cominciare da circa 300 autisti le cui selezione è stata affidata all’agenzia per il lavoro Adecco. Lo stipendio non è male (1.626 euro al mese) e la durata del contratto è a tempo determinato, ma la speranza di passare a quello indeterminato può non essere impossibile. Più i nuovi 600 portalettere. (I particolari a pagina 26).

Ultimo ma non ultimo per l’impatto che può avere, è quanto sta per accadere intorno ai Centri per l’impiego. Come è noto, sono queste strutture che dovranno trasformarsi nel braccio operativo del reddito di cittadinanza perché dovranno raccogliere le domande di chi avrà diritto al sussidio e poi dovranno trovare e proporre le tre chance di lavoro come indicato dalla riforma.
Ebbene, proprio in vista di questo impegno sono previsti 1.600 rinforzi che dovrebbero segnare un’autentica rivoluzione nel funzionamento dei Cpi che finora ha lasciato molto a desiderare. Più personale, più informatica, più contatti con il mondo della produzione. Il processo avverrà in tempi quantomai rapidi se è vero che la prima erogazione dei 780 euro del reddito di cittadinanza dovrebbe scattare tra aprile e maggio. (Le informazioni a pagina 14).

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IL REDDITO di cittadinanza può dare una mano a chi è in difficoltà? La risposta non può che essere sì. A chi deve essere dato? Ai disoccupati e a chi ha una pensione più che bassa. E ai 5 milioni che l’Istat ha appena classificato come poveri? Certo, anche a loro. Come si potrebbe dire di no. L’Italia, che non ha ancora superato la crisi in cui è precipitata dal fallimento del 2008 della banca americana Lehman Brothers, è piena di persone che non ce la fanno a vivere con dignità ed è a loro che si deve pensare. Quindi il reddito di cittadinanza è una misura quantomai urgente.

I risultati del Sondaggione dedicato all’argomento che pubblichiamo a pagina XX sono espliciti: a grande maggioranza i lettori hanno dichiarato di preferire il sussidio mensile alla riduzione delle tasse prevista dalla Flat Tax, che è l’altro cavallo di battaglia della coalizione di governo formata da M5S e Lega.

FIN QUI TUTTO è chiaro. I problemi cominciano quando si prova a entrare più nel merito. Abbiamo cercato di tirare le somme di ciò che potrebbe accadere titolando il servizio che potete trovare nel Primo piano: “Quando potrò incassare i 780 euro che mi spettano?”. Perché il punto è proprio questo: mi è stato promesso che, se ho i requisiti giusti, non ci sarebbero stati inciampi. Invece…

Invece, per esempio, la platea dei possibili beneficiari è via via cambiata. Si è passati dai 9 milioni di uomini e donne (così è scritto nel documento diffuso da M5S a ridosso della recente campagna elettorale) a 7 milioni poi a 5 milioni. Anche i soldi, che sarebbero dovuti arrivare all’inizio dell’anno, adesso potrebbero essere erogati non prima di aprile.

CHI VUOLE sapere a che punto siamo corra a leggere l’articolo che parte da pagina XX. Naturalmente, le incertezze non dipendono dai salti di umore di questo o quel ministro. La disponibilità in quattrini a disposizione del Def (Documento di economia e finanza) e poi della Legge di Bilancio è quella che è e occorre fare attenzione.

Per riempire la cassaforte è stata innalzata la soglia del debito al 2,4% e siamo andati allo scontro un po’ con tutti. Ma – ripetiamo – questi non sono affari di chi è in attesa di quei 780 euro ma di chi li ha promessi. Che, sicuramente, prima si sarà fatto due conti per concludere che non ci sarebbero stati troppi ostacoli da superare.

E SICCOME ogni promessa è debito, adesso il reddito di cittadinanza deve saltare fuori per chi rientra nel programma iniziale firmato dal vice-presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio. Il confronto in atto sta tutto qui: dal momento che il reddito di cittadinanza è una cosa buona e giusta, allora le risorse necessarie per finanziarlo devono essere trovate.

Anche a costo di mettere a rischio i precari equilibri del Paese? Chi lo sta aspettando non può farsi carico della contabilità generale E occhio, perché se ci sono stati errori di valutazione non c’è molta voglia di passarci sopra.

FORSE ci siamo dilungati troppo ma il tema è di quelli davvero importanti e c’è necessità della massima chiarezza. Sul versante delle possibilità di lavoro notizie interessanti provengono da Gran Roma, lo shopping center che sta per essere inaugurato nella Capitale a ridosso della Prenestina (ne abbiamo già parlato ma ora si sta entrando nel vivo), e dal turismo invernale. Ma scorrendo le pagine della rivista, ci si accorgerà che molte altre sono le opportunità da cogliere. Buona lettura.

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SU COME affrontare un colloquio di lavoro e su come si scrive un curriculum i consigli non mancano. Del resto, sono due momenti importanti per chi è alla ricerca di un impiego ed è bene non commettere passi falsi. Con il tempo sono cambiati modi e circostanze – si pensi al videocurriculum – e, quindi, essere sempre aggiornati può risultare una carta vincente. La regola è semplice: dal momento che la “concorrenza” non manca (i posti a disposizione sono di meno rispetto alla domanda) chi sa sbrogliarsela meglio ha più possibilità di tagliare il traguardo.

Per questo abbiamo letto con attenzione la recentissima indagine condotta in proposito da InfoJobs attraverso le interviste a 170 aziende e 4.700 giovani e meno giovani a caccia di occupazione. L’obiettivo era conoscere gli errori considerati imperdonabili dagli addetti alle risorse umane, e che cosa è meno gradito ai candidati.

PER I SELEZIONATORI, rischiano di finire fuori gioco coloro che: 1) hanno un atteggiamento scocciato o supponente; 2) parlano male degli ex colleghi e degli ex dirigenti; 3) danno subito del tu all’interlocutore; 4) provano ad aggirare le domande non rispondendo nella maniera più diretta e puntuale; 5) utilizzano espressioni gergali; 6) sono troppo prolissi; 7) arrivano in ritardo; 8) hanno scarse capacità di autocritica; 9) si mostrano poco interessati; 10) si spazientiscono di fronte a richieste non previste.
Sono invece cinque i punti che non piacciono ai candidati: 1) poca chiarezza sulla posizione ricercata; 2) atteggiamento di superiorità nei confronti di chi sta affrontando il colloquio; 3) usare il cellulare durante l’incontro; 4) evitare di prendere in considerazione eventuali richieste di chiarimento; 5) dare l’impressione di non avere letto il curriculum.

Tutto sommato, di novità ce ne sono poche. Più o meno sono rilievi abbastanza scontati che si possono ritrovare nei manuali dedicati. Si potrebbe aggiungere che apparire naturali, evidenziare ciò che davvero si sa fare e mantenere la calma sono elementi che possono influenzare positivamente.

DETTO CIÒ, il problema resta quello delle opportunità. E qui “Lavoro Facile” può dare una mano, sia con le indicazioni che di giorno in giorno escono sulla home page del sito www.lavorofacile.info sia con quelle pubblicate sulla rivista online che state sfogliando. Un doppio appuntamento che mette i lettori in una situazione privilegiata: conoscere immediatamente ciò che offre il mondo della produzione e approfondire ciò che si muove nel cuore delle aziende grazie agli articoli dei nostri collaboratori.

IN QUESTO numero, per esempio, siamo andati a vedere che cosa accade nella maison Versace dopo l’acquisto da parte degli americani Michael Kors e John Idol, amministratore delegato della società creata apposta per la fase che si è appena aperta. Ebbene, sia Donatella Versace che John Idol hanno voluto rilanciare alla grande: più risorse da investire, più sviluppo e più possibilità di impiego. Quindi le Ferrovie dello Stato che hanno deciso di aumentare di 400 posti i 700 già messi in preventivo.
Ci sono poi un centinaio di posizioni in Bnl-Bnp Paribas, nonostante il momento non proprio sereno per gli istituti di credito, e tante le chance in un marchio famoso come quello di Ikea. Infine, la Regione Lazio ha deciso che anche chi ha più di 29 anni può chiedere l’assegno di ricollocazione: in pratica ci sono fino a 5.000 euro per facilitare la firma di un contratto.
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ANCHE IN QUESTO numero ci sono tante possibilità di lavoro e tanti suggerimenti che possono aiutare a risolvere il problema dell’impiego. Il bicchiere dell’occupazione può così sembrare mezzo pieno, e in realtà lo è davvero se si considerano pure le chance pubblicate non più di due settimane fa.
La pausa estiva è ormai alle spalle e le imprese hanno ripreso a rimboccarsi le maniche in vista della volata che porta al periodo di fine anno che di solito è un buon momento per gli acquisti e, quindi, per il business.
Perché, allora, il bicchiere è pieno solo a metà? Perché dai sindacati, e in particolare dalla Uil Lazio, sono arrivate valutazioni che parlano di un “autunno caldo” che sarà segnato da difficoltà di non poco conto. Che riguardano Roma e l’intera regione.

La Uil, queste difficoltà, le ha pure elencate settore per settore. Nella vigilanza privata, per esempio, ci sono più di 700 posti in bilico, alcune imprese delle telecomunicazioni non se la passano meglio, il comparto delle pulizie è attraversato da scosse, e altre società partecipate dal Campidoglio hanno la febbre piuttosto alta (Multiservizi, Farmacap, Atac). Così come quelle impegnate nella ristorazione scolastica. A Guidonia è il distretto del marmo ad accusare pesanti battute a vuoto.

È STATO CALCOLATO che sono quasi 10.000 coloro che stanno vivendo col batticuore per un futuro che vedono coperto da pesanti nubi. Non è detto che non si riuscirà a trovare le soluzioni opportune, ma anche in provincia cresce l’apprensione. A Frosinone, Rieti e Viterbo i segnali d’allarme s moltiplicano, e a Cassino c’è stato il taglio di 1.500 figure professionali tra Fiat e indotto.

Ci si augura uno scatto d’orgoglio e di progettualità che coinvolga tutti i soggetti interessati: il Comune, il tessuto industriale, le istituzioni nazionali che possono finanziare progetti e programmi in grado di rilanciare il lavoro.

PERÒ DEL BICCHIERE mezzo pieno fanno parte occasioni da valutare con attenzione e – se corrispondono al nostro curriculum – da prendere al volo. Intanto, ci sono aziende importanti e ministeri che, tra recruiting e bandi di concorso, hanno bisogno di 650 addetti tra diplomati e laureati in gran parte a tempo indeterminato. In quest’ambito vanno aggiunti i 120 posti che Acea ha concordato con le rappresentanze sindacali e che, se non ci saranno intoppi, apriranno le porte a addetti alla sicurezza, manager e tecnici per le sedi di Roma, Napoli e Milano.
Chi è al riparo dai venti della crisi, anzi è in continua crescita, è il comparto della ristorazione. Qui, tra inaugurazioni e ristrutturazioni, si cercano 400 tra camerieri, cuochi, crew e responsabili. E altre assunzioni sono già in calendario per i prossimi mesi.
Un’occhiata va data anche alle quattro pagine della rubrica “Lavori in corso” dove ci sono chance in Carpisa, Casalandia, Etro, Mondo Convenienza, Hitachi Rail, Moncler, Pininfarina e Veratour.
Non sono tempi facilissimi, e del resto sono anni che è così. Per questo occorre moltiplicare gli sforzi e non tirarsi indietro. Se poi arriva il reddito di cittadinanza, che sia il benvenuto. Ma firmare un contratto e cominciare a lavorare è un’altra cosa. La pensano in questo modo anche i tanti che hanno risposto al nostro Sondaggione (vedi a pagina 78).
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IL RITORNO ALLA PIENA attività dopo la pausa estiva è ricca di spunti e di domande. Una su tutte: che cosa accadrà al mondo del lavoro da qui alla fine dell’anno? Sono sempre tanti coloro che sono alla ricerca di un impiego, specialmente i giovani che – secondo gli ultimi dati dall’Istat – si trascinano dietro un tasso di disoccupazione del 30,8% (la media europea è del 14,8%). È vero, c’è stato un lieve incremento degli occupati ai quali sono stati offerti in gran parte contratti a tempo determinato.
Il bicchiere, insomma, può essere visto mezzo pieno a mezzo vuoto. Il problema di come impostare politiche in grado di dare scacco matto proprio alla disoccupazione è comunque ancora ben presente nel nostro Paese, in particolare dopo lo shock economico che ci è arrivato addosso con il fallimento dell’americana Lehman Brothers nel settembre del 2008.

UN DECENNIO CHE HA lasciato tracce pesantissime. Non ci siamo ancora ripresi anche se il quadro generale ogni tanto invia segnali di speranza. Adesso siamo ad un altro tornante. Il Documento di economia e finanza, cioè l’elenco delle cose che l’Italia si impegna a fare nel corso del 2019, è atteso non solo da noi cittadini per sapere verso quali lidi è diretta la nostra barca, ma anche dai mercati internazionali che dovranno decidere se confermarci o meno la fiducia che, bene o male, finora ci ha permesso di galleggiare.
Non è questa la sede per entrare nella polemica tra ottimisti e pessimisti, europeisti e antieuropeisti, governativi e antigovernativi, e avanti di questo passo. Certo è che la difficoltà di trovare un impiego richiede misure urgenti in favore dei più deboli e dei meno garantiti.

È IL REDDITO DI CITTADINANZA la risposta giusta? Non c’è dubbio che quel contributo può servire a tamponare tante situazioni critiche ma l’occupazione è un altro paio di maniche. Allora ecco che il dibattito su come utilizzare al meglio le risorse necessarie per finanziare la riforma non è un dibattito da poco.
Si dirà: variamo il reddito di cittadinanza e mettiamo in campo investimenti per rilanciare le opere pubbliche e agevolare le imprese nella ricerca del personale. Giusto. Ma occorre avere i quattrini in cassa, e con il pesante debito che ci stringe alla gola non sarà facile quadrare il cerchio.

NON CI SONO RISPOSTE semplici ad argomenti complessi. Per venirne fuori ci vuole una grande visione strategica e una forte capacità di dialogo con tutti gli attori che si muovono sulla scena mondiale. Soprattutto con quelli europei.
Vedremo nelle prossime settimane come andrà a finire. Intanto, al di là degli scenari macroeconomici e macropolitici, ci sono aziende pronte a rinforzare gli staff. Nei settori della grande distribuzione, della moda/abbigliamento e delle nuove energie ci sono possibilità immediate per centinaia di figure professionali.
Nelle pagine che seguono si possono leggere tutti i dettagli utili. In più, Poste Italiane ha ancora bisogno di portalettere e di addetti alle consegne anche alla luce dell’accordo stretto prima dell’estate con Amazon che prevede il recapito nel giro di poche ore della merce ordinata online. Poi c’è il Servizio civile universale: entro il 28 settembre chi ha tra i 18 e i 28 anni può partecipare ai bandi che mettono in palio più di 50.000 opportunità. L’iniziativa piace molto se è vero che ogni anno la richiesta supera quasi del doppio l’offerta.

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CI SONO NUOVE opportunità in Poste Italiane, dopo quelle segnalate nello scorso numero di “Lavoro Facile”: si tratta di autisti per le consegne e di consulenti commerciali che saranno assunti a tempo determinato con possibilità di proroghe. L’accordo stretto con Amazon per il recapito veloce degli acquisti ha rilanciato l’occupazione in una delle aziende più importanti del nostro Paese. Ma anche l’accelerazione sui versanti assicurativo e finanziario sta spingendo verso il rafforzamento degli organici nel quadro della progressiva modernizzazione delle strutture in chiave digitale.

Le buone notizie provenienti dalle Poste, come indicato nel piano di cui abbiamo dato conto, continueranno anche nei prossimi mesi e chi è interessato farà bene a non perdere la battuta tenendo d’occhio sia il sito della società (www.poste.it) sia il nostro (www.lavorofacile.info) che è sempre puntuale nel riferire ciò che bolle nella pentola della compagine che ha sede a Roma-Eur in viale Europa.

NOTEVOLI CHANCE arrivano pure dal mondo della ristorazione. Buitoni, Cigierre (che gestisce i marchi America Graffiti e Old Wild West), Doppio Malto, McDonald’s e Roadhouse sono alla ricerca di più di 1.500 figure tra addetti fast food, camerieri, cuochi, manager, responsabili e tecnici di produzione.

Questo comparto sta attraversando una prolungata fase di espansione con l’apertura di locali e la conseguente necessità di personale. Anche qui i posti sono in parte a tempo determinato ma le possibilità di conferma sono sempre consistenti.

A TEMPO INDETERMINATO sono, invece, i 150 ingegneri, operai e tecnici ricercati dalla Lamborghini. La casa delle auto superlusso sta andando alla grande: ha ampliato lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese e ha appena firmato un’intesa con i sindacati che prevede significativi aumenti salariali e un’opzione per avere più tempo libero. In più, c’è un piano straordinario di formazione retribuito sui contenuti della Costituzione italiana.

Si deve a tutto ciò se all’azienda emiliana, ad ogni selezione, giungono tantissimi curricula. La qualità del lavoro e le condizioni in cui si svolge sono merce sempre più preziosa.

AL DECRETO DIGNITÀ abbiamo dedicato lo “speciale” che si trova nelle pagine al centro di questo numero della rivista con testi integrali e commenti È decisivo farsi un’idea su un provvedimento che ha suscitato speranze e critiche.

A Cgil, Cisl e Uil, per esempio, non è dispiaciuto anche se viene considerato l’avvio di un percorso ancora lungo. Alle imprese non è proprio andato giù. Confesercenti, infatti, ha calcolato che sarebbero “633.000 i contratti a tempo determinato in scadenza a fine anno che rischiano di non essere rinnovati, dei quali 277.000 nel solo settore del commercio”.

La ragione sta nelle misure che rendono meno facile passare da un contratto all’altro, a maggiore tutela di chi lavora. Resta adesso da vedere se si riuscirà a trovare un punto d’incontro durante il dibattito in Parlamento. Le posizioni di partenza sono abbastanza bloccate ma mai dire mai.

Il vero problema, comunque, resta quello della crescita economica senza la quale l’occupazione è destinata a restare ai margini. Perché un conto sono gli annunci e le iniziative-tampone e un altro paio di maniche è un autentico disegno strategico di crescita nazionale.

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