Se nel numero scorso abbiamo dato notizia di un bel po’ di possibilità di impiego, anche stavolta continuiamo sulla stessa lunghezza d’onda. Se non altro perché sono stati annunciati importanti programmi di selezione del personale, quasi tutti con contratti a tempo indeterminato.

Per esempio, chi abita a Roma e nel Lazio ed è alla ricerca di un posto ci sono le 9.699 opportunità destinate a rafforzare le strutture sanitarie. Si tratta di amministrativi, anestetisti, autisti, barellieri, infermieri, medici e tecnici ai quali spetterà il compito di rendere meno precario l’intero sistema della cura della salute che negli ultimi tempi ha dato preoccupanti segnali di sfaldamento. Ne sanno qualcosa le migliaia di cittadini che non hanno potuto utilizzare il Ssn o che devono attendere mesi prima di ottenere una visita specialistica.

Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, “è uno dei più grandi investimenti degli ultimi anni”. Ed è vero, come è vero che la situazione era diventata insostenibile. Adesso si attende l’uscita dei primi bandi e, in particolare per alcune figure professionali, come gli infermieri e i medici, si spera di riuscire a trovarli. Perché non è facile, come dimostrano i non pochi concorsi andati deserti in giro per l’Italia.
Di mezzo – come ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi – ci sono la forte concorrenza del sistema privato, gli scarsi stipendi, la poca sicurezza e il richiamo degli altri Paesi europei dove le retribuzioni sono ben più alte.

Poi ci sono le 2.000 opportunità legate al piano industriale 2024-2026 dell’Enel e le 100 messe in campo da Terna, due dei nostri colossi dell’energia. In questo caso le ricerche si riferiscono a profili come analisti, informatici, installatori, ingegneri, manutentori, operai, project manager, project leader e sistemisti. Corsie preferenziali per i giovani.

Ma occhio, perché il Centro agroalimentare di Roma (Car) si appresta a diventare il più grande d’Italia e il terzo d’Europa e a dare lavoro, a regime, a più di 2.000 tra addetti alla logistica, addetti carico e scarico merci, amministrativi, autisti, manutentori e tecnici.
E non finisce qui in quanto numerosissime offerte di lavoro provengono anche da Brt, da MediaWorld, da Melià Hotel, dall’outlet di Castel Romano, da Unicoop Tirreno, e così via. Non resta che approfittarne.

È un numero particolarmente ricco di proposte di lavoro questo che state “sfogliando”, con opportunità che riguardano le più diverse figure professionali. Di solito, il periodo che sta tra la primavera e la stagione delle vacanze vede il comparto dell’ospitalità (alberghi, ristorazione) in grande fermento: stavolta, per di più, con il turismo che è tornato a macinare arrivi e presenze la ricerca di personale è più numerosa e urgente.

Ma il panorama delle assunzioni è ben più ampio e articolato. Le banche, per esempio, impegnate nel processo di riorganizzazione dei servizi, hanno bisogno di giovani nell’ambito di quel ricambio generazionale che vede pensionati e prepensionati in uscita agevolata in cambio dell’ingresso di chi sa gestire le tecnologie digitali più in sintonia con un mercato economico/finanziario in costante trasformazione.

Allora ecco che Bnl ha necessità di 776 addetti agli sportelli, cassieri, consulenti, impiegati ed esperti del credito da inserire all’inizio con contratti a tempo determinato finalizzati in gran parte alla trasformazione a tempo indeterminato.
Lo stesso vale per il Gruppo Credem che ha aperto le porte a 300 tra analisti, informatici, private banker, project manager e sviluppatori. Possono farsi avanti neodiplomati e neolaureati per le filiali presenti in tutta Italia.

Poi ci sono i posti delle aziende leader nell’industria dolciaria. Ferrero seleziona un centinaio tra ingegneri, manager, manutentori e operai, mentre Nestlé mette a disposizione 300 chances per commessi, controllori, elettricisti, operatori di produzione, tecnici, e così via.

Siccome prima si è accennato al turismo, è bene fare attenzione alle 600 possibilità per l’hotellerie che passano attraverso l’agenzia per il lavoro e-work e che si riferiscono in particolare, a strutture di Roma, Milano e Venezia. Ma non finisce qui perché serve personale anche per Almaviva, Bulgari, Eataly, Italgas e McDonald’s.

Tra i concorsi, vanno segnalati i 2.870 assistenti amministrativi destinata alla scuola, i 400 autisti per Atac (domande entro il 30 aprile) e gli 80 collaudatori, manutentori, ingegneri e progettisti per Atm.
Da seguire, infine, il nostro sito www.lavorofacile.info dove ci sono da valutare le opportunità di giornata, come i 100 agenti di polizia locale per il Comune di Messina o – novità assoluta – gli addetti ai servizi segreti per il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Per leggere e sfogliare gratuitamente tutti i servizi pubblicati sul n. 7/2024 della rivista elettronica LAVORO FACILE (114 pagine di sole offerte di impiego) clicca qui.

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Il periodo che è cominciato con l’inizio di aprile e che terminerà alla fine di settembre è sempre ricco di occasioni di lavoro. Numerose sono stagionali, quindi a tempo determinato, ma altrettante sono a tempo indeterminato. In più, stavolta, con Roma che si appresta a vivere il Giubileo, la ricerca di personale è destinata a crescere a ritmi sostenuti. Per l’Anno Santo è previsto l’arrivo di 35 milioni di turisti che spenderanno intorno ai 16 miliardi di euro. Anche le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina (6-22 febbraio 2026) vedrà la presenza di oltre mezzo milioni di persone.

Per questo c’è grande fermento nei settori dell’accoglienza, in particolare nell’alberghiero. Proprio pochi giorni nella Capitale ha aperto in via delle Botteghe Oscure, a pochi metri dal palazzo che ha ospitato per anni la sede del Pci, un 5 stelle della catena Radisson. Poi sarà la volta del Corinthia Hotel, in piazza del Parlamento, e del Rosewood Hotel, in via Veneto, negli spazi dove c’era la sede della Bnl.
Ma prima ci sono state le inaugurazioni del Bulgari Hotel, in piazza Augusto Imperatore, dell’International Ambasciatori Palace, ancora in via Veneto, del Nobu Hotel, del Four Season e del Sex Seven. Il tutto con un contorno di assunzioni che sono destinate a moltiplicarsi con l’avvicinarsi degli eventi di cui si è appena detto.

Anche la pubblica amministrazione farà la sua parte perché avrà bisogno di più di 100 mila figure professionali. In questo numero di “Lavoro Facile” c’è già il concorso del ministero dell’Agricoltura per 462 funzionari/ispettori e amministrativi/assistenti mentre altri bandi sono sulla rampa di lancio.
Le buone notizie non si fermano qui in quanto nelle pagine che seguono ci sono le 330 offerte da parte di Intesa Sanpaolo, Bnp Paribas e Crédit Agricole, le 1.000 di Gardaland, le 600 di Leonardo, le 700 di Kuehne+Nagel, le 100 di Miroglio (che ha comprato Trussardi), le 80 di Fincantieri, le 120 di a2a, e così via. Tutti i servizi possono essere consultati gratuitamente sfogliando il n. 5/2024 della rivista elettronica LAVORO FACILE (il link per accedere direttamente è www.lavorofacile.info/rivista/2024/2024-n05/#p=1).

Insomma, si annunciano mesi pieni di occasioni. E ce n’è grande bisogno perché è urgente la necessità di rilanciare il mondo del lavoro, soprattutto per quanto riguarda i giovani (ma non solo). Perché, nonostante i segnali incoraggianti, l’Istat ha calcolato che sono 5,7 milioni coloro che continuano a vivere in povertà assoluta (l’8,5% delle famiglie residenti).

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Lo scorso 8 marzo, tra tante iniziative, è stata anche l’occasione per fare il punto sulla condizione delle donne nel mercato del lavoro. E non è stato un punto particolarmente positivo.
Per esempio, è stato ricordato che a parità di competenze e di mansioni la differenza retributiva media uomini-donne è di circa l’11% (tra i dirigenti sale al 13%), che alle donne vengono spesso proposti contratti a tempo determinato (49% contro il 26%), che l’Italia è al 104° posto su 146 Paesi per quanto riguarda le opportunità economiche, che l’importo medio delle pensioni è di 1.416 euro per le donne e di 1.931 euro per gli uomini. E poi che le donne sono ancora chiamate a scegliere tra famiglia e lavoro in quanto non ci sono abbastanza tutele per chi ha dei figli ai quali badare.
Eppure le donne sono più istruite degli uomini (le diplomate sono il 60,3% contro il 60,3% degli uomini e le laureate sono il 35,5% contro il 23,1%).

Sono dati tratti dal primo rapporto dell’Inps sul divario di genere dove si parla di “segregazione occupazionale orizzontale e verticale”. Certo, passi in avanti sono stati fatti – e ci mancherebbe – ma sempre troppo lentamente e non senza ambiguità. Per provare a fare dei paragoni, siamo andati a vedere che cosa è stato scritto e detto lo scorso anno e nel 2022 in occasione dell’8 marzo. Più o meno, analisi e commenti non erano troppo diversi da quelli che si sono letti pochi giorni fa. Stesse anche le conclusioni e gli auspici: bisogna fare di più e meglio.

E allora? Allora la nostra società non ha mai preso davvero sul serio la riduzione del divario di genere. Sì, belle parole, un elenco di impegni, qualche misura, ma la situazione è ancora fotografata da quel 104° posto appena ricordato.

Ha affermato il presidente Sergio Mattarella che bisogna lottare ancora perché sono “frequenti e inaccettabili le molestie, le pressioni illecite nel mondo del lavoro, le discriminazioni, così come da anni viene denunciato”. E ha ricordato anche le troppe vittime di femminicidi, come nel caso di Giulia Cecchettin “la cui tragedia ha coinvolto nell’orrore e nel dolore l’intera Italia”.
Le tante manifestazioni che si sono svolte l’8 marzo daranno una spinta a migliorare la situazione? È da sperarlo ma – ha tenuto a mettere in evidenza il capo dello Stato – “vanno cambiati i pregiudizi e gli stereotipi sulle donne che tuttora riaffiorano nelle società che si ritengono più avanzate”.

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Parlando al 30° Forex, l’associazione degli esperti dei mercati finanziari, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha detto che “la probabilità che un ipotetico rafforzamento della dinamica salariale dia il via a una tardiva rincorsa salari-prezzi è piuttosto esegua”. Quindi “un qualche recupero del potere d’acquisto dei salari è fisiologico e potrà sostenere i consumi e la ripresa dell’economia”.
Più terra terra: le buste paga andrebbero aumentate se si vuole dare una spinta al rilancio del Paese. Ebbene, tranne qualche resoconto apparso sui quotidiani, sulle frasi di Panetta è rapidamente calato il silenzio. Nessuno se l’è sentita di riprendere l’argomento così che a riproporre il tema sono stati i sindacati che hanno tra le mani il rinnovo di contratti, fermi dal 2019, che riguardano quasi 3,5 milioni di persone

Vale la pena ricordare che i lavoratori italiani guadagnano circa 3.700 euro l’anno in meno della media europea e oltre 8.000 euro in meno rispetto alla media di quelli tedeschi. In quest’ambito, si è provato invano a fissare i livelli del salario minimo per superare il muro dietro al quale si trovano non poche categorie che, pure con un Ccnl in tasca, spesso sono al limite della sopravvivenza. Ciò per sottolineare ancora una volta come intorno all’esternazione del governatore della Banca d’Italia si poteva, si può e si deve aprire un serio dibattito.

Notizie positive, invece, arrivano dal versante delle opportunità di lavoro. Nelle pagine di questo numero della rivista, e quotidianamente sul nostro sito, se ne possono trovare tante e per diverse figure professionali. A offrirle ci sono le aziende che operano sulle strade (Anas, Autogrill e Autostrade per l’Italia) e negli scali (Aeroporti di Roma), ma anche il comparto dell’alberghiero, Monte dei Paschi di Siena e Zoomarine. Pure i concorsi pubblici sono saliti alla ribalta con l’Agenzia delle Dogane e il ministero dell’Interno che hanno bisogno di funzionari e vice-ispettori.

Un bel “pacchetto” rafforzato ulteriormente da Birra Peroni, Hera, Italgas, Ntv-Italo, Poste Italiane, Ryanair, Sicuritalia, e così via.
Ma resta il problema di cui si è detto all’inizio. Se gli stipendi non aumentano anche la ripresa dell’Italia rischia di camminare a passo di lumaca.

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Adesso sono arrivati i dati a confermare quelli parziali delle scorse settimane: Roma ha stabilito il primato storico per quanto riguarda le presenze turistiche con 35 milioni di pernottamenti e con incremento del 9% rispetto ai 32 milioni del 2022. Tuttavia, su scala nazionale – nonostante il boom della Capitale – il Lazio si è classificato al sesto posto con 36 milioni di pernottamenti, dopo i 65,9 milioni del Veneto, i 42,8 milioni della Toscana e i 38,1 milioni dell’Emilia Romagna.
Il fatto è che, oltre a Roma, le altre città della regione attirano poco o pochissimo: meglio Latina rispetto a Viterbo, Frosinone e Rieti, ma siamo su percentuali che oscillano tra lo 0,4% e il 4,5%.
Del resto è ovvio: è Roma, in quanto scrigno di tesori storici e artistici, che tutti vogliono visitare, però non c’è dubbio che va fatto di più per convogliare una parte delle presenze anche nei dintorni dove non mancano bellezze e panorami. Cosa non impossibile se si provasse a concordare iniziative integrate e su più livelli.

Roma, comunque, si appresta a passare di record in record. Infatti, con il Giubileo alle porte (dal dicembre 2024 fino alla fine del 2025) è attesa una vera e propria invasione di pellegrini, tanto che le più importanti società dell’alberghiero si stanno attrezzando con nuove inaugurazioni e restyling affidati ad architetti prestigiosi.

Tutto questo significa posti di lavoro. Dovrebbero crearsene più di 10.000 stabili mentre l’economia dovrebbe macinare utili di notevoli proporzioni (il Pil cittadino dovrebbe attestarsi intorno al +2%).
I segnali positivi si sono già manifestati: ad esempio, per la recentissima riapertura della Galleria Alberto Sordi sono in ballo 600 opportunità (il servizio è a pagina 20) e Aeroporti di Roma, che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, ha cominciato a rafforzare il personale (il servizio è a pagina 32). In più, anche i settori dell’accoglienza in generale e della grande distribuzione si stanno dando da fare insediando punti vendita in posizioni strategiche (Conad ha appena issato l’insegna anche in via della Lega Lombarda, a ridosso della Stazione Tiburtina); e le agenzie per il lavoro si stanno organizzando di conseguenza (il servizio è a pagina 36).

Bene, quindi, Solo che c’è un punto che non va sottovalutato. Nel 2023 a Roma e nel Lazio i posti sono aumentati di 733.000 unità ma con il 79% dei contratti a tempo determinato di breve o brevissima durata (di pochi mesi e perfino di una settimana). È il comparto dei servizi quello dove troppi rapporti sono spesso mordi e fuggi. Insomma, va bene ma c’è da irrobustire il tessuto economico della Capitale e della regione. Il Giubileo, con i relativi soldi del Pnrr, può essere l’occasione giusta. Non va sprecata.

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La Pubblica amministrazione, che una volta era in cima ai pensieri di chi era alla ricerca di un impiego, sembra essersi risvegliata. Certo, il lungo blocco del turn over ha aperto falle vistose negli organici ma è anche vero che non si è fatto molto per correre ai ripari; così che, con la mole di lavoro legata ai progetti del Pnrr, molti uffici sono andati in tilt.

Ne abbiamo parlato più volte proprio per sottolineare l’urgenza di una correzione di rotta. Adesso il ministro della PA, Paolo Zangrillo, ha dato il via libera a un buon numero di assunzioni.
Nelle pagine che seguono si possono trovare le indicazioni utili per chi vuole provare a entrare nei Comuni, nelle Regioni, nei Ministeri e negli Enti che fanno capo alla macchina operativa dello Stato. I lettori interessati devono fare però attenzione alla data di scadenza per l’invio delle domande: a disposizione ci sono ancora un bel po’ di giorni ma è meglio non perdere tempo. Possono farsi avanti diplomati e laureati. Il contratto è a tempo indeterminato.

Intorno allo svolgimento delle prove e all’elaborazione delle graduatorie c’è chi continua ad avere dei dubbi: tanto – si dice – alcune caselle sono già occupate da chi può contare sui famosi santi in paradiso.
Nel passato ci sono state inchieste clamorose che hanno sollevato il sipario sul percorso poco chiaro delle procedure di selezione ma il “fenomeno” pare essersi via via ridimensionato se non del tutto scomparso.

Insomma, in un momento in cui l’occupazione non va male, anzi, ma dove troppi stipendi spesso non consentono di arrivare alla fine del mese con tranquillità, un impiego statale significa assicurarsi un futuro privo di ansie. Quindi, chi ha i requisiti in regola farà bene a cogliere l’occasione.

Tra l'altro, il ministro Zangrillo ha firmato un decreto attuativo con il quale si rende possibile l’ingresso nella PA di under 24 con il contratto di apprendistato. In sostanza, le amministrazioni possono reclutare giovani laureati e immetterli in servizio nell’area dei funzionari.
Alla scadenza (31 dicembre 2026) e in caso di esito positivo è prevista l’assunzione a tempo indeterminato. Tra i criteri di valutazione, un regolare e brillante percorso di studi.

A rendere l’avvio di quest’anno particolarmente positivo sotto il profilo del lavoro ci sono anche le offerte che provengono da tre delle nostre banche più prestigiose. Qui il meccanismo è quello ormai consolidato e concordato con i sindacati: uscite volontarie e garantite e arrivo di forze fresche più preparate sul versante delle nuove tecnologie,

Come sempre, ci sono numerosi altri spunti da valutare. Da non perdere, infine, le opportunità che quotidianamente compaiono nella home page del nostro sito (www.lavorofacile.info) che nel 2023 ha visto aggiungersi alla già folta platea di chi ci segue un altro milione e mezzo di visitatori.

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Come sarà il 2024 sul versante dell’occupazione? Se lo chiedono in molti (e lo chiediamo anche noi ai nostri lettori con il Sondaggione al quale si può rispondere attraverso la home page del sito www.lavorofacile.info, cliccando sull’apposito spazio) in quanto l’occupazione è, e continuerà ad essere, tra i temi più importanti, se non il più importante in assoluto. Il perché è chiaro: il lavoro significa la possibilità di vivere una vita dignitosa, senza troppi affanni.
O almeno così dovrebbe essere perché ormai, anche chi un impiego ce l’ha, riesce a malapena ad arrivare alla fine del mese. Con l’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto dei salari, non solo gli “stipendi poveri” si sono diffusi a macchia d’olio, ma anche quelli che sembravano più solidi adesso lo sono di meno. Del resto, in Europa siamo il Paese dove le retribuzioni anziché crescere sono addirittura diminuite.

Ecco perché la domanda sull’occupazione è centrale: un arretramento significherebbe un’instabilità sociale diffusa. In verità, le previsioni non sono male, ma su tutto incombono le crisi internazionali – Ucraina e Medio Oriente in primo piano – e i problemi che stiamo incontrando nel realizzare i progetti per i quali l’Europa ci ha dato le risorse necessarie nel quadro del Piano di ripresa e resilienza.
I ritardi sono sotto gli occhi e bisognerà darsi una mossa sennò c’è il rischio concreto di uno stop dell’Unione ai prossimi versamenti.

Comunque, tra quest’anno e l’inizio del prossimo le opportunità di lavoro non mancano. Nelle pagine che seguono ne riportiamo le più interessanti che riguardano aziende prestigiose. Stiamo parlando, per esempio, di Poste Italiane che ha messo in campo un programma di ampliamento del mercato per il quale ci sarà bisogno di 5.000 figure professionali, della Lamborghini (500 posti) e della Ferrari (250 posti).
Poi ci sono i concorsi: 30.216 prof per la scuola, 220 funzionari, maestri e vigili urbani per il Comune di Napoli e 36 amministrativi per il Comune di Palermo. E ancora: ecco le 200 chance di Sicuritalia, le 100 di Legàmi, le 60 di Esselunga, le 40 di Versace. Infine, possibilità ci sono anche in Vaticano, alla Rinascente, in Moto Guzzi, Sofidel, Banco Bpm, Unieuro, e così via.

Con questo numero, la nostra rivista online si prende il tradizionale periodo di pausa per le feste di fine anno. Il sito, invece, continuerà a segnalare regolarmente le offerte che via via si manifesteranno.
Per noi è stato un anno particolarmente positivo: i lettori e le visite si sono moltiplicate e di questo ringraziamo coloro che ci seguono con interesse sempre crescente. L’augurio è che ognuno possa trovare nel 2024 l’occasione che più gli sta a cuore.

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Nonostante tutto, l’occupazione non solo tiene ma continua a crescere. Ce ne siamo già occupati nel “Parliamone” dello scorso numero ma adesso la conferma arriva degli ultimi dati pubblicati dall’Istat: il tasso di occupazione è salito al 61,7% (+0,1 punti) e anche le prospettive restano più che buone. Per fasce d’età, se la passa meglio quella tra i 35 e i 54 anni con una percentuale di occupati che oscilla tra il 75,6 e il 76,5 mentre per i giovani fino ai 24 anni il tasso si attesta al 20,6% (+0,6% rispetto alla rilevazione precedente).
Inoltre, meglio le regioni del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia) che precedono quelle del Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna) e quelle del Centro (Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio). Più staccato, e non è una sorpresa, il Mezzogiorno.

Che il 2024 potrebbe rivelarsi positivo lo dicono anche i dirigenti di tre importanti agenzie per il lavoro intervistati da “Lavoro Facile”: Francesco Clerissi, Regional Manager di Manpower, Giuliano Sanna, Branch Manager Roma di Nhrg, e Veronica Alberici, Area Manager Randstad Italia. Secondo il primo, nonostante il difficile contesto internazionale e il trend inflattivo, per l’anno prossimo c’è da ben sperare: “Un miglioramento che si accompagnerà a un calo del tasso di disoccupazione”. Per il secondo “il trend è destinato a restare positivo in particolare per le assunzioni a tempo indeterminato nei settori e per i profili più richiesti”. Per Veronica Alberici “i segnali che arrivano dalle aziende sono buoni”.

Le interviste si possono leggere da pagina 28, a completamento del “Primo piano” dedicato proprio alle agenzie per il lavoro che per il prossimo periodo di fine anno e per quello successivo dei saldi sono alla ricerca di 4.000 figure professionali tra addetti mensa, autisti, baristi, camerieri, commessi, cuochi, hostess, impiegati, magazzinieri, scaffalisti, e così via.

Ma nelle pagine che seguono chi è a caccia di un impiego può trovare altre indicazioni utili. Per esempio, un po’ a sorpresa, sono saltati fuori due concorsi promossi dai ministeri della Difesa (74 assistenti e 16 funzionari) e dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (298 funzionari). I contratti sono a tempo indeterminato.
Da valutare, inoltre, le opportunità di Amazon (addetti smistamento, magazzinieri) che continua a inaugurare un centro logistico dopo l’altro, Corsica Sardinia Ferries (barman, cassieri, chef, hostess, ufficiali di bordo) e la nuova mega cittadella degli acquisti Merlata Bloom aperta a Milano (addetti al banco, addetti ristorazione, addetti vendita, griglisti, operatori multisala, pizzaioli, store manager).

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Un po' a sorpresa, visto il periodo non troppo positivo che attraversa la nostra economia, Roma e il Lazio hanno messo a segno un paio di risultati incoraggianti. Nel primo trimestre di quest’anno, la Capitale ha fatto registrare il migliore saldo in percentuale per quanto riguarda le nuove imprese pari a +2.272 (5.261 iscrizioni a fronte di 2.989 cancellazioni) e il migliore tasso di crescita (+0,50%) in rapporto all’andamento medio italiano dello 0,26%.
Secondo il rapporto di Movimprese, da cui questi dati sono tratti, il Lazio è anche la prima regione per tasso di crescita delle aziende (+0,44%). L’altro elemento incoraggiante è che anche l’economia regionale è aumentata del 3,7% e che l’occupazione è tornata ai livelli precedenti l’emergenza pandemica.
“È un quadro – ha affermato il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti – che conferma la dinamicità del nostro tessuto produttivo e la capacità delle imprese di adattarsi alle mutate condizioni del mercato. Diventa sempre più importante utilizzare le risorse del Pnrr e cogliere le opportunità legate ai grandi eventi, come il Giubileo e, speriamo, l’Expo 2030”.

Però è anche vero che se l’occupazione è passata dal 58,7% del 2020 al 64,1% di oggi, c’è da tenere presente che gran parte dei nuovi rapporti di lavoro sono di tipo precario. Vale a dire che il 60% di questi contratti dura non più di 1 mese e che, in quest’ambito, il 38,5% dura meno di 1 giorno.
Insomma, non ci vuole molto per capire come per chi vive di stipendio, di fronte ai prezzi che continuano a muoversi a briglia sciolta nonostante le misure adottate (vedi il “carrello della spesa tricolore”), la possibilità di fare programmi di vita a lunga scadenza resta ancora un sogno.
Da qui discendono non pochi problemi. Per esempio, la scarsa natalità e, in prospettiva, la gestione delle pensioni che, con l’affievolirsi del flusso contributivo da parte delle nuove generazioni, vedrà l’Inps sempre più in affanno. Tant’è che per la prima volta dalle casse dell’Istituto di previdenza sono usciti 231 miliardi di euro e ne sono entrati 230,5, Il saldo negativo ha fatto suonare più di un campanello di allarme che è stato in parte attenuato con la previsione di una robusta riresa dell’economia, dell’occupazione e, di conseguenza, di quei contributi che hanno preso a scarseggiare.

Al miglioramento della situazione possono contribuire anche le opportunità di impiego elencate nelle pagine che seguono e che comportano la stipula di contratti a tempo indeterminato o determinato ma di lunga durata. Come quelli di Autostrade per l’Italia e di Anas nel settore della viabilità, di Italo in quello dei collegamenti ferroviari, del ministero dell’Interno (vigili del fuoco) e delle piccole e medie aziende (Aeroporti di Roma, Eataly, Edison, Mediaworld, Mitsubishi, Nespresso, Philip Morris, Prada, Prenatal, Technogym) che hanno bisogno di figure professionali. Ma ci vuole ben altro, perché è dal sistema nazionale che devono arrivare le risposte definitive. In gioco c’è la stabilità sociale del nostro Paese.

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Ogni volta che gli esperti di formazione e lavoro si incontrano in qualche convegno, le conclusioni sono quasi sempre più spesso le stesse. Almeno per quanto riguarda ciò che si dovrebbe fare per collegare con un unico filo la scuola, le necessità delle imprese e la qualità degli impieghi.
È successo recentemente anche nel corso di una serie di incontri organizzati dal “Corriere della Sera”. Per esempio, Roberto Cascella, Group Head People Management e Hr Digital Transformation di Intesa Sanpaolo, ha detto che “occorre stare vicino alle persone e investire sul sapere essere”. E Paolo Chiriotti, Chef Human Resources & Organization Officer di Tim, ha sottolineato come “ci vuole una nuova normativa del lavoro che renda più flessibile l’utilizzo delle risorse… Le aziende devono fare sistema e creare vicinanza con la scuola”. Vincenzo Cozzolino, Head of People Strategy & Governance di Leonardo, è andato dritto sul punto: “Le aziende hanno il compito di formare e fare le persone”.

In effetti, gira e rigira, lo snodo resta quello delle competenze da inserire nel mondo della produzione. Ci sono quelle di più alta specializzazione che ruotano intorno allo sviluppo dell’intelligenza artificiale o delle applicazione più avanzate dell’infomation technology, ma anche quelle ricercate per mandare avanti i settori più comuni come quelli – tanto per fare qualche esempio – dell’accoglienza (il turismo è per l’Italia uno dei comparti fondamentali), della moda, della ristorazione, della grande distribuzione, dell’amministrazione pubblica e privata, e così via.

Anche in questi casi, la formazione dovrebbe seguire di più l’andamento del mercato del lavoro. Perché, a parte le iniziative già messe in campo e maggiormente i sintonia con i tempi, ancora non ci siamo. Se ne sono accorti anche i nostri lettori che stanno rispondendo al Sondaggione “La scuola riesce a preparare al meglio i giovani in vista del lavoro?”. Ebbene, al momento il 68% ha risposto di “no”, il 24% “non sempre” e solo il 7% ha votato per il “sì”.

Il problema, insomma, è passare dalle indicazioni che emergono dai convegni alla realtà: cioè, a come trasformare le parole in fatti capaci ridurre, se non di superare, la differenza che tuttora esiste tra le nozioni che si apprendono nelle aule dei nostri istituti con i bisogni operativi delle imprese. Che, se è vero che hanno deciso di darsi da fare in proprio nella formazione, sarebbe bene che chi termina gli studi non si ritrovi come un pesce fuor d’acqua al momento si confrontarsi con le prime proposte di lavoro.
Ne abbiamo parlato altre volte ma vale la pena ribadire il concetto. I ritardi che ci separano da una vera soluzione rendono più grigio il futuro dei nostri ragazzi.

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