Giovedì, 12 Gennaio 2023

L’Editoriale. I posti ci sono i lavoratori no: il giallo continua

In Italia c’è un mistero che ci trasciniamo da tempo: è quello dei posti che ci sono e dei lavoratori che non si trovano. Mistero che anche le ultime ricerche hanno puntualmente confermato: secondo Unioncamere-Anpal, infatti, tra gennaio e febbraio le aziende avranno bisogno di almeno 500.000 figure professionali (330.000 i servizi e 174.000 l’industria) non poche delle quali rischiano di restare inevase. È stato calcolato che soprattutto tra i dirigenti e gli operai le difficoltà di reperimento supereranno il 60%.
Questo mentre il mercato continua a mandare segnali positivi, anche se l’Istat ha rilevato che nel terzo trimestre del 2022 gli occupati sono stati 12.000 in meno rispetto al secondo trimestre ma che, comunque, le cifre sono sempre superiori a quelle dello stesso periodo dell’anno precedente. C’è da dire che gran parte dei nuovi contratti sono a tempo determinato, seguiti da quelli a tempo determinato ma gestiti dalle agenzie per il lavoro e poi dall’apprendistato. La maggioranza delle assunzioni sono previste nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, ma il Sud non è messo male con 109.000 offerte.

Segnalato questo, resta il mistero dei posti che restano “vuoti”. Il governo ha provato a dare una prima risposta tagliando la platea degli aventi diritto al reddito di cittadinanza e sperando così di ampliare il numero di coloro che si metteranno alla ricerca di un impiego. È poi allo studio un piano di riassetto generale delle politiche attive. Vedremo che cosa accadrà.

Ma in campo non ci sono le aziende private. La pubblica amministrazione, con la Legge di Bilancio 2023, è stata autorizzata ad effettuare 10.450 assunzioni straordinarie oltre alle 156.400 legate al turn over. A beneficiarne saranno, in particolare, l’Agenzia delle Entrate, il ministero degli Interni, il ministero della Giustizia, il ministero degli Esteri e il ministero dell’Agricoltura. I concorsi dovrebbero essere banditi a partire dalle prossime settimane perché c’è urgente necessità di rafforzare gli organici anche per raggiungere gli obiettivi che il Pnrr deve centrare per evitare che i finanziamenti in arrivo dall’Unione Europea possano finire sotto la lente delle Commissioni incaricate di verificare il rispetto degli impegni presi.

Quando si parla di grandi numeri, spesso si affaccia un po’ di scetticismo del tipo: “Sarà vero? Non sarà il solito bla-bla per rassicurare in un momento di crescita delle difficoltà?”. Anche qui non ci vorrà troppo tempo per capire come stanno le cose. Intanto è vero che qualcosa si sta muovendo. Per esempio, come si può leggere nelle pagine che seguono, alcune istituzioni pubbliche hanno promosso concorsi interessanti per diplomati e laureati, e anche il mondo dell’industria non ha voluto essere da meno. Da segnalare il rilancio delle compagnie aeree e del traffico passeggeri con la conseguente ripresa delle selezioni del personale. E una via d’uscita è stata trovata anche per Ita Airways che sta per passare sotto il controllo dei tedeschi di Lufthansa. Ribadite le 1.200 assunzioni già annunciate.

Letto 426 volte

Articoli correlati (da tag)