Giovedì, 17 Novembre 2022

L’Editoriale. Se quelle 800.000 assunzioni diventano realtà

Se ci aspettano mesi difficili, come prevedono un po’ tutti, allora sarà bene non lasciarsi sfuggire le opportunità che il mondo del lavoro sta proponendo proprio in questi giorni. Nelle pagine che seguono se ne possono trovare un bel po’ che riguardano diplomati e laureati anche con poca esperienza, ma c’è spazio pure per chi ha solo la licenza media oppure una qualifica professionale.
I concorsi promossi dalla pubblica amministrazione restano un punto di riferimento importante. Ne parliamo nella rubrica Primo Piano di questo numero di “Lavoro Facile” (da pagina 20) per ricordare che i ministeri, gli enti e le istituzioni locali, entro i prossimi anni, dovranno effettuare 800.000 assunzioni per coprire le necessità operative che il blocco del turn over – ora superato – ha portato quasi al limite di rottura.

Insomma, mancano un sacco di figure professionali e in ruoli spesso decisivi anche per l’attuazione del Piano di ripresa e resilienza da cui dipendono i soldi in arrivo dall’Unione europea. Un rischio che non possiamo permetterci di correre e che, per questo, darà una spinta alla pubblicazione dei bandi, alla selezione e all’inserimento del personale di cui – come si è detto – non si può più fare a meno.
In verità, il piede sull’acceleratore andava messo già da almeno un anno, ma prima la pandemia e poi le ricadute legate alla guerra dell’Ucraina hanno modificato la scala delle priorità. Adesso, però, visto quello che c’è in ballo, non si può perdere altro tempo.

Ecco perché quegli 800.000 posti sono tornati di attualità, insieme a quelli che servono al mondo della produzione che fa capo alle grandi, medie e piccole aziende impegnate in programmi di espansione sul territorio nazionale e, alcune, anche al di là dei nostri confini.
Certo, su questo versante i problemi non mancano (il costo dell’energia ha stravolto i bilanci di non poche imprese) ma ci sono interi settori che hanno comunque deciso di scommettere sul futuro e, di conseguenza, di rafforzare gli organici.
Nelle pagine che seguono c’è il riflesso di tutto questo. E di possibilità di impiego c’è riscontro anche sul nostro sito (www.lavorofacile.info) che, grazie al flusso continuo di proposte e offerte sempre aggiornate, sta battendo di settimana in settimana ogni dato precedente di visitatori e di notizie “sfogliate”.

Infine, va segnalato che negli ultimi 30 anni le nostre buste paga sono scese del 2,9% (a fronte di un aumento della produttività del 21,9%) mentre nell’area Ocse sono cresciute del 38,5%. È l’ennesimo segnale che dovrebbe obbligare chi di dovere a ragionare con urgenza su una più equa ripartizione delle risorse e dei benefici. Accadrà? Deve accadere.

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