Giovedì, 09 Giugno 2022

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 8/2022

1) Scuola, formazione, lavoro: per i giovani è più dura. 2) Gli ospedali di Roma e le tante assunzioni da fare. 3) Mi domando e vi domando: i navigator sono stati utili? 4) Come si calcola la busta paga di chi lavora part time. 5) Cos’è il rimborso a pie’ di lista e quando si può richiedere? 6) D’accordo, la pubblicità è l’anima del commercio. Però…

1) SCUOLA, FORMAZIONE, LAVORO: PER I GIOVANI È PIÙ DURA

Se la formazione non riesce a preparare i giovani per le attività che più servono al mondo della produzione, se tanti giovani nemmeno si presentano a selezioni pure importanti, se altri giovani non riescono a comprendere il significato di un testo scritto, allora siamo un Paese destinato ai margini.
Forse sarò troppo pessimista, ma scavalcata la fase più dura della pandemia Covid, adesso sostituita dalla guerra in Ucraina, vedo un futuro dipinto a tinte fosche. Porca miseria… ci fosse una cosa, almeno una, che vada per il verso giusto.
Carlo Giusti - Per e-mail da Roma

All’inizio dell’anno, un sondaggio condotto da Demos sulle attese degli italiani, ha messo in evidenza un pessimismo “forte e diffuso”, più forte e diffuso rispetto allo scorso anno quando metà degli italiani sperava che il peggio fosse passato.
È vero che la ricerca è stata effettuata quando il contagio sembrava in risalita, ma il trend era quanto mai esplicito con gli ottimisti scesi dal 48% al 31%. Tra l’altro, tra i pessimisti la percentuale più alta era formata da giovani con meno di 30 anni per i quali cambiare la vita in meglio “è quasi impossibile”.
A distanza di 5 mesi la situazione è rimasta più o meno la stessa, ma con un leggero incremento di chi la vede proprio nera.
Poi, pochi giorni fa, Save the Children – una delle più grandi organizzazioni non governative che si occupa di garantire un futuro alle bambine e ai bambini – nel corso di un convegno dedicato all’infanzia e all’adolescenza – ha messo sul tavolo numeri persino incredibili: il 51% dei ragazzi di 15 anni non riesce a comprendere il significato di un testo scritto e “i più colpiti sono gli studenti delle famiglie più povere, quelle che vivono al Sud e quelle con background migratorio”.
Claudio Tesauro, presidente dell’associazione, nel commentare i dati, ha dichiarato che “la dispersione scolastica è una crudele ingiustizia generazionale” e che “più di 2 milioni di giovani, ovvero un giovane su cinque fra i 15 e i 29 anni, è fuori da ogni percorso di scuola, formazione e lavoro. In sei regioni, il numero dei ragazzi e delle ragazze Neet ha già superato il numero dei ragazzi, della stessa fascia di età, inseriti nel mondo del lavoro. In Sicilia, Campania e Calabria per due giovani occupati ce ne sono altri tre fuori dal lavoro, dalla formazione e dallo studio”.
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha affermato che le “crisi si ripercuotono duramente sui giovani”. E non solo, si può aggiungere, perché siamo di fronte ad un dramma che riguarda sì il sistema dell’istruzione e lo sviluppo economico ma anche, a ben guardare, la tenuta democratica del Paese.

2) GLI OSPEDALI DI ROMA E LE TANTE ASSUNZIONI DA FARE

Che la Regione Lazio si dia una mossa e risolva il problema degli ospedali e dei pronto soccorso. È uno scandalo quello che è successo – e succede – all’Umberto I, al Pertini, al S. Camillo…
Persino ai tempi del Covid non si sono viste scene simili. E se provi a prenotare una visita specialistica te la assegnano anche dopo più di un anno. Un’indecenza. Di mezzo c’è la vita delle persone.
Caro presidente Nicola Zingaretti, mettiti una mano sulla coscienza e assumi il personale di cui c’è urgente bisogno.
Matilda N. - Per e-mail da Roma

Mancano posti letto, mancano medici, mancano infermieri, per il servizio delle ambulanze si sono stretti accordi con società private che – così è stato scritto – costano un sacco di soldi e alla fine dei contratti si rischia di restare senza nulla a disposizione.
La Sanità del Lazio è stata commissariata per 12 anni, tanto ci è voluto per riparare i danni provocati da gestioni dissennate. Nel luglio 2020 l’emergenza è finita e – come disse allora il presidente Zingaretti nel presentare il piano ”Ripartire veloci “ – sarebbe dovuta cominciare una “nuova era”.
Il Covid ha imposto misure diverse da quelle previste prima della pandemia e il sistema, tutto sommato, ha retto. Ma ora si tratta di tornare alla normalità. Se mancano infermieri e medici questi vanno assunti. E alla guida delle strutture vanno poste persone che sanno davvero dove mettere mano e che sanno come sfruttare al meglio le risorse economiche.
A volte, nonostante l’impegno, non è così. Anche se sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio.

3) MI DOMANDO E VI DOMANDO: I NAVIGATOR SONO STATI UTILI?

Che fine hanno fatto i navigator? Metto il punto interrogativo ma la risposta la conosco perché rimarranno al lavoro per altri 5 mesi, poi si vedrà.
Quello che in verità mi chiedo, e che vorrei sapere, è se sono stati, e saranno utili, a quanti sono alla ricerca di un lavoro. Ho molti dubbi.
Michele Grimaldi - Per e-mail da Roma

L’accordo trovato alla metà di maggio ha rinnovato il contratto dei 1.790 navigator scaduto il 30 aprile. Ha una durata minima di 2 mesi fino a un massimo di 5 dopo una specifica richiesta delle Regioni al ministero del Lavoro che deve approvarla. La richiesta dovrà pervenire entro il 23 giugno.
Tra le novità introdotte c’è l’ampliamento delle attività: non più esclusivamente assistenza a chi beneficia del reddito di cittadinanza ma collaborazione con le iniziative legate al programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol).
Una volta terminato il periodo, il contratto non potrà più essere rinnovato. Però i navigator potranno partecipare all’assunzione degli 11.600 dipendenti destinati a rafforzare il personale dei Centri per l’impiego. Ma dovranno iscriversi ai nastri di partenza dei concorsi che in proposito stanno per essere banditi (alcune Regioni si sono già portate avanti): avranno una corsia preferenziale grazie a un punteggio aggiuntivo.
Non mancherà occasione per dare un giudizio “storico” sul loro ruolo e sui risultati ottenuti. Che, comunque, sono stati piuttosto scarsi rispetto alle attese e ai costi sostenuti. Per responsabilità di chi? Ci torneremo sopra.

4) COME SI CALCOLA LA BUSTA PAGA DI CHI LAVORA PART TIME

Lavoro part time, con regolare contratto, come segretaria presso uno studio legale. Come posso verificare se la retribuzione che mi viene data è conforme a quanto mi spetta?
R. P. - Per telefono da Monterotondo

Il lavoratore part time deve ricevere un trattamento economico proporzionato alle ore di lavoro prestate, comunque non meno favorevole rispetto a quello del dipendente di pari qualifica.
Tale riposizionamento deve tenere conto di tutte le singole voci che formano la retribuzione diretta, indiretta, differita (che è quella parte della retribuzione che si matura gradualmente e si percepisce in un momento successivo a quello in cui si svolge il lavoro: per esempio, il trattamento di fine rapporto o Tfr). Con un’unica eccezione: gli assegni familiari.
Gli scatti di anzianità, invece, maturano anche per il part-time con le stesse cadenze previste per le prestazioni a tempo pieno. Quindi, anche il trattamento economico degli scatti è calcolato sulla base dello specifico orario di lavoro.

5) COS’È IL RIMBORSO A PIE’ DI LISTA E QUANDO SI PUÒ RICHIEDERE?

Secondo il contratto di lavoro che cosa s’intende per rimborso analitico, quello che più comunemente viene chiamato rimborso a pie’ di lista?
Maura Sironi - Per fax da Roma

È il trattamento minimo per quanto riguarda le indennità di trasferta, perché se è vero che nessuna norma impone di compensare il maggiore disagio sostenuto quando si effettuano delle trasferte, è però altrettanto vero che i costi che il dipendente sostiene per svolgere l’attività lavorativa in una località diversa da quella abituale sono costi sostenuti nell’interesse del datore di lavoro e quindi devono essere rimborsati. In sostanza, in questi casi si tratta di una reintegrazione patrimoniale.

6) D’ACCORDO, LA PUBBLICITÀ È L’ANIMA DEL COMMERCIO. PERÒ…

Non so se è una mia fisima ma davvero non capisco la pubblicità di alcune case automobilistiche che compare sui più importanti quotidiani e riviste. Bene l’immagine dei vari modelli e degli sconti legati alle eventuali rottamazioni o ad altre iniziative promozionali.
I guai cominciano quando l’occhio scende a guardare le condizioni di pagamento: tutto è scritto in caratteri talmente lillipuziani che ci vuole la lente per decifrarli. Siccome non penso che siano le redazioni a decidere l’impianto delle pagine dal momento che le aziende costruttrici hanno, in proposito, staff di specialisti, mi domando il perché di queste scelte.
Dopo le immagini accattivanti mi piacerebbe conoscere le condizioni di vendita. Però, appunto, o uno ha una vista tipo aquila o c’è poco da fare.
Leggo continuamente le lettere ai quotidiani ma finora non mi è mai capitato di imbattermi in qualche rilievo simile. Ecco perché all’inizio ho parlato di fisima. Una preghiera, comunque, desidero rivolgerla ai creativi delle quattro ruote: per favore, se proprio non è impossibile, pensate anche a chi non si accontenta delle figure e vuole rendersi conto di rate, interessi e quant’altro.
Certo, se si va in una concessionaria tutto diventa chiaro. Ma allora non sarebbe meglio scriverlo piuttosto che costringere l’occhio a fare, spesso e inutilmente, i salti mortali?
Ritanna Costa - Per e-mail da Roma

Molte televisioni private che si possono seguire attraverso il digitale terrestre trasmettono quasi esclusivamente programmi in cui si vende di tutto un po’: dai mobili alle opere d’arte, dai gioielli agli orologi, dai materassi alle camicie, dalle scarpe agli argenti, e così via.
Niente di male, anzi. A volte si possono fare dei buoni affari ma a volte si può andare incontro a piccole trappole commerciali. Per esempio, e proprio a proposito di materassi, si offrono prodotti interessanti a prezzi davvero convenienti e persino con una serie di omaggi.
Credo che non pochi si siano lasciati tentare. Se si chiama il centralino ti fissano un appuntamento con un rappresentante che rapidamente arriva a casa per illustrarti i pregi di ciò che hai visto.
Fin qui tutto secondo le regole. La sorpresa arriva quando il prodotto che avevi visto in tv, e per il quale avevi telefonato, ti viene sconsigliato in favore di un altro il cui costo è decisamente superiore.
A saperlo prima, tutto sarebbe più chiaro e nessuno perderebbe tempo: il cliente pensando di
cogliere una buona occasione, il rappresentante credendo di trovare il terreno fertile per una vendita più remunerativa.
A. S. - Per telefono da Roma

La pubblicità, come si dice, è l’anima del commercio. Però non si deve esagerare e, soprattutto, non promettere fischi per fiaschi.
È vero, le case automobilistiche ricorrono di frequente a messaggi del tipo di quello descritto dalla nostra lettrice. In verità non c’è l’intenzione di nascondere nulla perché se si riescono a decifrare le condizioni quelle poi sono. Però non c’è dubbio che l’uso di un carattere più grande renderebbe più facile la vita ai potenziali acquirenti.
Sulle televendite il dibattito viene da lontano. Tanto che il Decreto legge 21/2014 ha stabilito meglio il diritto al ripensamento (recesso) che può essere esercitato entro 14 giorni a partire dal giorno in cui la merce è stata recapitata alla residenza del consumatore.
Nel caso in cui il consumatore non abbia ricevuto dal venditore l’esistenza del diritto di ripensamento, il tempo a disposizione per rimandare indietro l’acquisto diventa di 1 anno e 14 giorni. A sua volta il venditore dovrà restituire al consumatore che abbia esercitato il ripensamento gli importi già versati entro 14 giorni.
Nello stesso Decreto legge viene considerata come pubblicità ingannevole una televendita il cui messaggio proposto ai telespettatori contenga informazioni non veritiere sulla descrizione degli oggetti e la corrispondenza tra quelli mostrati e quelli effettivamente in vendita.
Su questo versante le associazioni dei consumatori sono particolarmente attrezzate. Chi ritiene di avere subito un raggiro può, quindi, tranquillamente consultarle. Naturalmente con le dovute pezze d’appoggio.

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