Giovedì, 28 Aprile 2022

L’Editoriale. Tempi duri ma c’è chi assume. Ecco chi e come

Il bicchiere mezzo pieno sono le imprese che continuano ad assumere e di cui diamo notizia nelle pagine pubblicate nel n. 6/2022 della nostra rivista digitale Lavoro Facile (per leggerla e sfogliarla gratuitamente clicca qui). I posti non sono pochi. Anzi. Ma una riflessione va fatta subito. Se, fino a non troppo tempo fa, a cercare personale erano aziende di grandi, medie e piccole dimensioni, da qualche settimana a farlo sono solo quelle più importanti.
Le altre, aggiustati gli organici, hanno rallentato il ritmo. La ragione è semplice: la crescita della nostra economia – che nel 2021 è stata più che significativa e che avrebbe dovuto confermarsi anche per l’anno in corso – è destinata a rallentare e di conseguenza i margini di espansione non sono più così sicuri.

Comunque, la macchina non si è fermata. Soprattutto la Pubblica amministrazione, sospinta dalle esigenze del Piano di ripresa e resilienza, è impegnata a recuperare il terreno perduto a causa del lungo blocco del turn over e offre interessanti opportunità.
Ne abbiamo parlato nei numero scorsi e torniamo a parlarne perché sono usciti concorsi per migliaia di contratti destinati a laureati, diplomati e anche a chi ha una semplice qualifica professionale, come nel caso dei 393 collaboratori scolastici (personale Ata) ricercati dal ministero dell’Istruzione.

Anche le ferrovie si mantengono in corsa. Sia il Gruppo Fs sia Italo hanno messo in campo diverse opportunità (vedi il Primo piano da pagina 20) e lo stesso stanno facendo la catena alberghiera Hilton, il digitale di Aruba, il farmaceutico di Angelini, Eataly, Kiabi, Ovs, Sorgenia, Vodafone, e così via.
Di queste ricerche si possono trovare i dettagli utili per farsi avanti. E poi c’è il turismo che ha rialzato la testa (significativi i dati di Pasqua e Pasquetta) e che chiamerà in servizio un bel po’ di manodopera, seppure a tempo determinato.

Il bicchiere mezzo vuoto sta nelle ricadute legate al conflitto in Ucraina (la crescita prevista del 4,7% del Pil ora è calcolata poco sopra il 2%). L’aggressione della Russia di Vladimir Putin ha avviato una serie di mosse e contromosse – sanzioni, scambi commerciali ridotti, espulsioni di diplomatici, gelo nelle relazioni internazionali – con le quali si dovranno fare i conti. Del resto, non si poteva non reagire di fronte a un Paese attaccato da uno degli eserciti più forti del mondo e ai massacri.
Ci attende un periodo non facile. Ci si dovrà organizzare e ci saranno sacrifici da fare. Se saremo bravi, e in collaborazione con l’Europa, dovremo riuscire a tenere botta. Intanto sul versante del lavoro è bene non lasciarsi sfuggire le nuove occasioni. Buona lettura e auguri.

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