Giovedì, 07 Aprile 2022

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 5/2022

1) I lavori usuranti e la pensione: dal 1° maggio le domande all’Inps. 2) Bene il ribasso della benzina ma chi controlla le pompe? 3) La guerra a Kiev, le armi, il Papa e il cardinale Parolin. 4) Addio alle misure anti-covid ma la prudenza non è mai troppa. 5) Attenzione a non confondere la traferta con il traferimento. 6) Quando finisce il periodo di prova ecco che cosa può accadere.

1) LAVORI USURANTI E LA PENSIONE: DAL 1° MAGGIO LE DOMANDE ALL’INPS

L’azienda per la quale lavoro mi ha impiegato per parecchio tempo in attività notturne. Siccome sono vicino alla pensione vorrei sapere se posso usufruire del trattamento agevolato riservato a chi ha svolto lavori particolarmente gravosi. So che, in proposito, sono state approvate delle norme che potrebbero favorirmi…
Carlo F. – Per e-mail da Viterbo

Gli elementi forniti dal nostro lettore sono incompleti e non ci consentono una risposta dettagliata. Si può comunque affermare che tra i lavori “faticosi e pesanti” che consentono l’accesso al trattamento pensionistico agevolato c’è anche quello che si svolge di notte e su turni.
Per esempio, se un lavoratore ha svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni un’attività nelle condizioni indicate, ha un’età minima di 63 anni e 7 mesi e un’anzianità contributiva di almeno 35 anni, può richiedere il trattamento agevolato previsto dal Decreto legislativo n. 67 del 21 aprile 2011.
Ci sono altre mansioni che rientrano tra quelle che prevedono le agevolazioni, come i conducenti di veicoli adibiti al servizio pubblico di trasporto collettivo, gli addetti alle catene di montaggio, chi svolge lavori in gallerie, cave o miniere, oppure in cassoni ad aria compressa e ad alte temperature, i soffiatori dell’industria del vetro, gli addetti alle asportazioni dell’amianto e chi lavora in spazi ristretti. L’elenco completo è sul sito: https://www.inps.it/prestazioni-servizi/benefici-previdenziali-per-gli-addetti-a-lavori-usuranti.
Per ogni categoria valgono l’età e l’anzianità contributiva, dati che possono variare e che determinano diverse condizioni di accesso ai benefici.
Chi ha i requisiti in regola può presentare la domanda con la relativa documentazione entro il prossimo 1° maggio. La domanda va inviata per via telematica alla sede Inps competente utilizzando il modulo Ap45.

2) BENE IL RIBASSO DELLA BENZINA MA CHI CONTROLLA LE POMPE?

Perché nessuno controlla il comportamento delle pompe di benzina? Prima dell’intervento del governo c’erano differenze sensibili e così anche adesso, dopo il ribasso. Gli speculatori grandi e piccoli, soprattutto in momenti difficili come questi, non possono continuare a fare e disfare.
Manuela Righi - Per telefono da Roma

Il Decreto legge con il quale il governo ha deciso di intervenire sul prezzo della benzina è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” il 21 marzo. Ma non tutti i distributori si sono adeguati subito. Anzi, c’è chi ha lasciato passare alcuni giorni. E i ribassi non sempre sono stati uguali, nel senso che i centesimi hanno “ballato” – e continuano a “ballare” – non poco.
È vero che il mercato è libero e che, entro certi limiti, le pompe possono regolarsi come meglio credono. Ma lo spettacolo non è certo edificante.
Luca Massimi - Per e-mail da Roma

Proprio così. Però nel giro di pochi giorni il costo al litro si è generalmente uniformato verso il basso. I centesimi da togliere dovevano essere 35 ma, alla fine, si sono adottati criteri diversi. Così come, durante la corsa al rialzo, ci sono state delle vere e proprie fughe in avanti, tanto che si sono superati persino i 2,50 euro al litro.
Le associazioni dei consumatori raccomandano di non fermarsi al primo benzinaio ma di fare un giro di ricognizione e scegliere di conseguenza.
Il provvedimento del governo, preso “in considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzo dei prodotti energetici”, resterà in vigore fino al 30 aprile.

3) LA GUERRA A KIEV, LE ARMI IL PAPA E IL CARDINALE PAROLIN

Mentre scrivo la guerra in Ucraina continua a uccidere e distruggere. Basta. Leggo dei tentativi di mediazione senza esito. Si è proposto persino Papa Francesco.
Mosca e Putin non ne vogliono sapere. Sono convinto che finché gli ucraini non si arrenderanno l’esercito russo continuerà a colpire. Un massacro nel cuore dell’Europa. Di nuovo la ragione deve piegarsi di fronte alla forza?
Carla Loreti - Per e-mail da Roma

Sono d’accordo con quanto ha scritto Anna Leonardi in questa rubrica del numero scorso: “Personalmente ho capito il dramma dell’Ucraina quando ho visto sui quotidiani del 1°marzo la foto di Polina, una bambina di Kiev uccisa da un gruppo di sabotatori russi”.
Da allora i morti si sono sommati ai morti. Altri bambini hanno perso la vita. Tanti altri, con le mamme, sono stati costretti a fuggire. Che cos’altro deve accadere perché si metta fine alla strage?
Luigi Danesi - Per e-mail da Roma

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha invitato il Papa a Kiev. E il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa sede, ha detto che il diritto “a difendere la propria vita, il proprio popolo e il proprio Paese comporta talvolta il triste ricorso alle armi”. Parole che segnano una svolta in quanto identificano con più precisione di chi è la responsabilità della guerra e sembrano giustificare, da parte di chi si sta difendendo, l’uso di fucili e cannoni.
Parole che – è stato fatto osservare – potrebbero non facilitare la possibilità di una mediazione del Vaticano. Tanto che il Papa è intervenuto per denunciare lo scandalo della spesa per le armi che significa togliere risorse a chi manca del necessario: “A che cosa serve impegnarci tutti insieme, solennemente, a livello internazionale, nelle campagne contro la povertà, contro la fame, contro il degrado del pianeta, se poi ricadiamo nel vecchio vizio della guerra, nella vecchia strategia della potenza degli armamenti, che riporta tutto e tutti all’indietro? Una guerra ti riporta sempre all’indietro. Sempre”.
Questa guerra ha intanto ucciso quasi 2.000 civili ucraini, tra cui 120 bambini. Come fermarla? Il Papa a Kiev sarebbe un gesto clamoroso. Ma, si sostiene, con ancora tanti punti interrogativi.

4) ADDIO ALLE MISURE ANTI-COVID, MA LA PRUDENZA NON È MAI TROPPA
Prima o poi le misure restrittive per fronteggiare l’emergenza Covid dovevano finire, e adesso che ci siamo mi pare che sarebbe sbagliato cancellare tutto e dimenticare che il virus è ancora in mezzo a noi e che la prudenza non è mai troppa.
Abito a Roma e mi preoccupano le notizie sulla ripresa dei contagi. Capisco che l’economia ha sofferto molto e che c’è bisogno di spalancare le porte alla ripresa. Per quanto mi riguarda, continuerò a indossare la mascherina e cercherò di evitare i luoghi affollati.
Un ritorno di fiamma della pandemia sarebbe drammatico anche per l’occupazione che punta molto sull’estate e sul ritorno dei turisti.
Cesare Rossi - Per e-mail da Roma

Gli esperti consigliano cautela perché sarebbe sbagliato considerare il ritorno ad una sostanziale normalità come un liberi tutti. Del resto, i dati in crescita relativi alla diffusione di Omicron (non solo in Italia ma nei Paesi dove le limitazioni sono già state abolite) sono lì a testimoniare che si deve comunque continuare a mantenere la guardia alta.
Le tappe che segneranno il tramonto delle misure anti-Covid sono note. Ricordiamole in breve.
1° aprile. Decade lo stato di emergenza. Quindi si sciolgono sia il Comitato tecnico scientifico sia la struttura del Commissario straordinario Francesco Figliuolo. Al loro posto si insedia una unità operativa ad hoc che accompagnerà il periodo transitorio e seguirà il completamento della campagna vaccinale. È abrogato anche il sistema dei colori che ha contrassegnato le Regioni in base al numero dei contagi e dei ricoveri in ospedale. Non è più necessario il green pass per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio, nei ristoranti con posti all’aperto. Negli stadi è possibile occupare il 100% dei posti disponibili. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, resta l’obbligo di indossare le mascherine fino al 30 aprile mentre non servirà più il certificato verde.
1° maggio. L’obbligo del green pass cade quasi ovunque così come l’uso delle mascherine in tutti i luoghi al chiuso, anche a scuola.
15 giugno. Decade l’obbligo del vaccino per il personale scolastico, i militari, gli agenti di polizia e di polizia locale, i dipendenti dell’amministrazione penitenziaria, e così via.
30 giugno. Stop alle modalità di smart working che restano però valide per i cosiddetti lavoratori fragili.
31 dicembre. Decade l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e delle Rsa. I familiari e i visitatori delle persone ricoverate negli ospedali e nelle residenze socio-assistenziali non avranno più bisogno del green pass.

5) ATTENZIONE A NON CONFONDERE LA TRASFERTA CON IL TRASFERIMENTO

Capita spesso che per ragioni di lavoro la mia ditta mi richieda frequenti trasferte, che a volte durano più giorni. È regolare?
M. S. - Per e-mail da Roma

La trasferta, contrariamente al trasferimento, presuppone un mutamento temporaneo del luogo di svolgimento della prestazione lavorativa. Il concetto di “temporaneità” è molto ampio: può riguardare un giorno come alcune settimane.
Più la trasferta è lunga più i contorni sfumano e diventa difficile distinguerla dal trasferimento. In linea generale si può sostenere che si è in presenza di trasferta quando il mutamento della sede conserva i caratteri della “provvisorietà”, cioè quando è dettato da una situazione speciale cessata la quale è previsto il ritorno nella primaria sede di lavoro.
Non possono, ad esempio, qualificarsi “trasferte” gli spostamenti dei lavoratori che, per la natura stessa dell’attività che svolgono, effettuano le loro prestazioni in località sempre diversa.
Individuare esattamente se si è in trasferta oppure no è importante in quanto a questo istituto sono collegabili obblighi di tipo retributivo e adempimenti di natura fiscale e previdenziale.

6) QUANDO FINISCE IL PERIODO DI PROVA ECCO CHE COSA PUÒ ACCADERE

Che cosa accade al termine del periodo di prova? Il mio sta per scadere tra un paio di settimane e non ho ancora ricevuto comunicazioni. Che cosa devo pensare? E, soprattutto, come mi devo comportare?
Anna Livolsi - Per telefono da Roma

Detto che la prestazione svolta durante il periodo di prova non è diversa da quella svolta in condizioni normali per quanto riguarda diritti e doveri reciproci (la sola differenza consiste nella possibilità per azienda e lavoratore di risolvere in qualunque momento il rapporto senza limitazioni o penalità), c’è anche da dire che – nella sostanza – la decisione finale spetta al datore.
Infatti, allo scadere dei termini fissati, secondo i contratti collettivi e comunque nei limiti fissati dalle disposizioni di legge, può accadere che:
1) in caso di esito favorevole della prova stessa, può scattare l’assunzione con contratto a tempo determinato o indeterminato. In questo caso c’è da tenere presente che, ai fini dell’anzianità, va conteggiato anche il periodo trascorso in prova;
2) in caso di esito negativo tutto finisce lì. Al lavoratore spetta, però, la retribuzione per il lavoro svolto, comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive, del trattamento di fine rapporto e delle ferie retribuite.

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