Giovedì, 17 Marzo 2022

L’Editoriale. L’occupazione in crescita, poi l’Ucraina…

Tra tante notizie che ci fanno sobbalzare e inorridire, ce n’è una dello scorso 11 marzo che è giunta quasi inaspettata. L’Istat rendendo noti i dati relativi all’occupazione del quarto trimestre dello scorso anno, ha fatto sapere che gli occupati sono aumentati di 80.000 unità (+0,4%) rispetto al trimestre precedente. Solo che la tendenza non è cambiata: la gran parte delle assunzioni sono state a tempo determinato mentre quelle a tempo indeterminato sono persino diminuite. Ed è rimasto sempre difficile per i giovani e le donne trovare un lavoro.
Nel primo mese di questo 2022 non ci sono state variazioni significative, segno di un’Italia che comunque vuole rialzare la testa dopo il lungo periodo della pandemia ma che è ancora incerta sulla solidità della ripresa. I posti a tempo determinato mettono in evidenza, infatti, come il mondo delle imprese resti sempre assai cauto di fronte al “rischio” dei contratti stabili.

Poi l’esercito russo di Vladimir Putin ha attaccato l’Ucraina e tutto è entrato in un’altra dimensione: i bombardamenti, le vittime, le distruzioni, le sanzioni e le pesanti ricadute sull’economia di Mosca però anche su quella dei Paesi europei.
Di fronte all’invasione di una nazione libera non si può ragionare sulle convenienze. Al Cremlino andava data una risposta forte e le misure adottate non si potevano evitare, a meno di girare la testa dall’altra parte.
Adesso si tratta di trovare una soluzione comune che consenta di continuare a stare con fermezza dalla parte di Kiev e del suo presidente Vlodymyr Zelinsky e di gestire al meglio le difficoltà emerse. Se l’Ue riuscirà a comportarsi come ha fatto di fronte al virus ce la possiamo fare e – anzi – potremmo uscirne più determinati e con un’identità europea più marcata.

Resta da gestire il momento. Per l’occupazione occorrerà non arretrare troppo dalle posizioni conquistate grazie anche al Piano nazionale di rilancio e resilienza. Ci sarà da intervenire per sostenere le aziende più colpite dalla crisi e, oltre a bonus e sussidi, rilanciare con determinazione le politiche attive.
Intanto, ci sono istituzioni pubbliche e private che anche in questi frangenti non si stanno tirando indietro. Nelle pagine di questo numero opportunità di impiego ce ne sono parecchie. Per esempio, i concorsi propongono nuove chance a tempo indeterminato per diplomati, laureati e anche per chi ha la licenza media (da pagina 20 l‘elenco completo con le informazioni utili per partecipare ai bandi), ma possibilità arrivano anche da Dolce&Gabbana, Enel, Grandi Navi Veloci, Just Eat, MagicLand, McDonald’s, Ovs, Thales Alenia Space, Unicredit, e così via. C’è di che scegliere, ma non si può fare a meno di tenere gli occhi aperti su ciò che sta accadendo in Ucraina.

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