Giovedì, 18 Novembre 2021

L’Editoriale. Bene il Pil, molto meno il lavoro ai giovani

Se pensiamo a quando l’Italia – fino a poco tempo fa – non era certo ai vertici dell’Europa, oggi sembra di essere su un altro pianeta. La Commissione Ue, infatti, ha valutato che quest’anno il nostro PIl chiuderà con un rimbalzo del 6,2% meglio di qualsiasi altro partner del Continente: la Germania, per esempio, non andrà oltre il 2,7%.
C’è da rallegrarsi, anche perché il pieno recupero delle posizioni perse con la pandemia dovrebbe avvenire nel corso dei prossimi mesi. Molti attribuiscono questo risultato al presidente del Consiglio, Mario Draghi.

D’accordo o meno, certo è che il bello viene adesso: con l’arrivo delle prime risorse del programma Next Generation (in totale circa 200 miliardi di euro) dobbiamo dimostrare di essere in grado di saperle usare al meglio, realizzando le riforme che abbiamo promesso di fare. Il rischio, sennò, è il blocco delle altre tranche.
Tra l’altro, ai Comuni è stata appena girata una parte di quei fondi (a Roma 140 milioni di euro) destinati alla riqualificazione dell’edilizia residenziale e che contribuiranno a spingere ancora più avanti il settore – che ha già beneficiato delle agevolazioni per il rifacimento delle facciate – con il conseguente rilancio dell’occupazione.

Qui si apre un capitolo che è decisamente meno positivo. I nuovi posti stentano a decollare e, quando ci sono, sono in gran parte a tempo determinato. Per i giovani la situazione è ancora più delicata se si considera che a settembre (sono gli ultimi dati disponibili) la percentuale di chi ha meno di 25 anni ed è senza un impiego è passata dal 28% di agosto all’attuale 29,8%. Peggio di noi solo la Spagna (30,6%) mentre la Grecia ha recuperato posizioni passando dal 32,8% al 24,5%.
È vero che l’occupazione in generale è aumentata dello 0,3% e che rispetto a un anno fa l’Istat ha registrato un saldo attivo di 500.000 contratti, ma resta la zona d’ombra dei giovani e, comunque, restano ancora da recuperare 300.000 chance rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020).
Da ciò si capisce come le riforme siano urgenti e necessarie. In quest’ambito è possibile che venga dato più spazio alle agenzie per il lavoro e che ai Centri per l’impiego, rinnovati e rafforzati, venga finalmente assegnato un ruolo più determinante. C’è da riempire quel vuoto più volte denunciato dalle aziende che cercano personale e non riescono a trovarlo.

Come sempre, sfogliando le pagine si questo numero della nostra rivista online, si possono scoprire possibilità che meritano di essere valutate con attenzione. In particolare, si riferiscono alle Ferrovie dello Stato che hanno dato a “Lavoro Facile” notizie di prima mano, alle agenzie per il lavoro che mettono a disposizione migliaia di posti, alla polizia penitenziaria che ha bisogno di 1.469 agenti, alle 800 diverse figure professionali per i traghetti Corsica Sardinia Ferries, all’Aeronautica militare che ha avviato il reclutamento di 800 giovani, e così via. Per leggere e sfogliare gratuitamente il n. 14/2021 della nostra rivista digitale clicca qui.

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