Giovedì, 18 Novembre 2021

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 14/2021

1) Reddito di cittadinanza tra scandali e povertà. 2) Roma e Roberto Gualtieri: i lettori si aspettano che… 3) Regione Lazio: nuovi incentivi per il ricambio generazionale. 4) Si può riscattare la laurea? Certo, ecco che cosa fare. 5) Per l’apprendistato perché non copiamo dalla Germania? 6) Chi difende noi consumatori se la nuova tv non funziona. 7) Alberghi: se il contratto non viene rispettato…

1) REDDITO DI CITTADINANZA TRA SCANDALI E POVERTÀ

Ho perso il lavoro più di un anno fa e da allora sono disoccupato. Ho mandato un’infinità di curriculum, ho avuto qualche colloquio ma senza risultato. Mi rendo conto che la mia storia può non interessare ma ho deciso di scrivervi perché leggo che ci si sta di nuovo scontrando sul reddito di cittadinanza e che c’è pure chi lo vorrebbe cancellare.
Io senza quell’assegno non riuscirei a tirare avanti. Non ho altri redditi. I miei genitori, pensionati, mi aiutano per quel che possono. Coloro che vogliono abolire il reddito di cittadinanza sanno ciò che stanno dicendo? Sanno che in Italia ci sono tantissime persone che non sanno dove battere la testa? A me non piace stare a casa senza fare niente. Ma finché non trovo un impiego come faccio a mangiare? Attenzione, perché in giro la rabbia cresce. Togliere questo sussidio è accendere una miccia dentro una polveriera.
Marco G. - Per telefono da Roma

Titolo di prima pagina del “Corriere della Sera” di giovedì 4 novembre: “Le truffe del sussidio. Con ville, Ferrari e barche di lusso avevano il Reddito”. Sommario: “Ufficialmente erano poveri. E assistiti dallo Stato con il Reddito di cittadinanza. Ma avevano auto di lusso, barche e appartamenti. Scoperta una truffa da 20 milioni di euro”. E nell’articolo di pagina 10, Enrico Marro scrive: “A Napoli, su 716 denunciati, 422 sono pregiudicati, di cui 64 per reati connessi al 416 bis (associazione mafiosa). È evidente che i controlli sul casellario giudiziario non funzionano”.
Roba da matti. Che cosa si aspetta a farla finita con il reddito di cittadinanza? Paghiamo le tasse per consentire a chi ha la Ferrari di fare il pieno di benzina e andarsi a divertire?
Cesare Corradi - Per e-mail da Roma

Il reddito di cittadinanza verrà modificato ma non cancellato. Ed è giusto. Anche il primo ministro, Mario Draghi, si è espresso in questa maniera. Finché in Italia la povertà è ancora diffusa non si può eliminare uno dei principali sostegni al reddito.
L’inchiesta sui truffatori del sussidio rende però urgente fare pulizia e impedire il prolungarsi dello scandalo. Il Rdc ha uno scopo preciso: se sei in crisi perché hai perso il lavoro o non riesci a trovarlo, lo Stato ti viene in aiuto in attesa dell’avvio di un percorso di inserimento/reinserimento.
Il fatto è che di opportunità di lavoro – da quando il reddito di cittadinanza è stato introdotto il 6 maggio 2019 – ce ne sono state sempre meno anche a causa della pandemia, ed è quindi mancato il pezzo fondamentale del provvedimento. Poi non ci sono state le necessarie verifiche, ed è successo quello che è successo.
Ha ragione Cesare Corradi quando sostiene che occorre farla finita. Ma ha ragione anche Marco G. quando dice che non può morire di fame. Con più controlli e con il recupero delle possibilità lavoro se ne può uscire salvaguardando i più deboli e i meno garantiti. Non si possono chiudere gli occhi davanti a realtà che sono ancora difficili.

2) ROMA E ROBERTO GUALTIERI: I LETTORI SI ASPETTANO CHE…

Come tutti i romani spero che il nuovo sindaco riesca a risolvere il problema della raccolta della spazzatura. Ho letto che c’è l’impegno a ripulire la nostra città entro Natale. La scadenza è piuttosto ravvicinata e vedremo se Roberto Gualtieri riuscirà laddove la precedente amministrazione non è stata in grado di trovare soluzioni soddisfacenti.
Ma non posso non criticare il modo di comportarsi di chi non si attiene alle norme più elementari di senso civico e che abbandona materassi e altri ingombranti (tipo i bancali) vicino ai cassonetti, oppure lascia buste piene di plastica o di rifiuti organici sul marciapiede. Ciò che poi non riesco a comprendere è come non venga in mente che le scatole di cartone debbano essere debitamente ripiegate e non depositate intatte, tanto prima o poi qualcuno passerà. In questo caso sono soprattutto i negozianti (lo si capisce dai marchi stampigliati) a non dare il buon esempio.
Marta Carli - Per e-mail da Roma

Il G20 è stato un buon palcoscenico per Roma e, al di là dei risultati, il successo di immagine è innegabile. Adesso si deve continuare su questa strada: la Capitale ha i requisiti storici e culturali per risollevarsi.
Ciò che serve è, anche e soprattutto, il rilancio dell’occupazione. Troppi giovani non riescono a trovare lavoro e quando lo trovano è spesso sottopagato. È necessario uno sforzo convergente di Comune, Regione e Governo per ridare alla città un futuro con meno ombre e più certezze.
Insomma, il G20 non può passare alla storia come una “photo opportunity” ma deve segnare il momento della svolta. Roma ha un’infinità di problemi, tra cui – appunto – quello del lavoro. Dobbiamo fare in modo di non bruciare attesa e aspettative.
Corrado Belli - Per e-mail da Roma

Ho scritto un po’ a tutti i giornali che escono a Roma e, in copia, scrivo anche a “Lavoro Facile” per denunciare l’abitudine di quegli automobilisti che parcheggiano la macchina accanto ai cassonetti.
Abito in corso Trieste e più di una volta i camioncini adibiti alla raccolta non hanno potuto effettuare il servizio perché impossibilitati ad accostarsi ai contenitori da vuotare.
Capisco le difficoltà di trovare uno spazio per la sosta in un quartiere che è pieno di negozi, di scuole e di supermercati. Ma allora che si prendano i mezzi pubblici o si perda un po’ più di tempo per cercare una sistemazione come si deve. Ma in giro c’è sempre chi pensa di essere più furbo degli altri…
Giorgia F. - Per e-mail da Roma

Caro sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nell’augurarle un doveroso buon lavoro voglio pregarla di fare in modo che i tanti “pollai” sparsi per la città spariscano al più presto. E poi un suggerimento: perché non rendere obbligatorio, quando si comincia qualsiasi opera di manutenzione/ripristino, indicarne la durata in modo che i cittadini possano verificare il rispetto delle scadenze?
La pubblica amministrazione, che vive in virtù delle tasse che noi paghiamo, dovrebbe trattarci proprio per questo come “datori di lavoro” e farci sapere puntualmente programmi, scelte e realizzazioni.
Roberto Desiati - Per telefono da Roma

Questo sono alcuni dei messaggi arrivati in redazione dopo l’insediamento di Roberto Gualtieri al vertice del Campidoglio. In tutti c’è un’apertura di credito verso il nuovo sindaco. I primi cento giorni saranno indicativi di ciò che potrà accadere.
Ci sono da ricostruire i tessuti connettivi di Roma: il ruolo delle periferie, il recupero del centro storico, la manutenzione di interi pezzi di città abbandonati al loro destino. E l’occupazione. Senza il lavoro qualsiasi progetto è destinato a non andare lontano. Qui l’impegno deve essere massimo. Come quello dei cittadini che devono rendersi conto che non poco dipende anche dai loro comportamenti.

3) REGIONE LAZIO: NUOVI INCENTIVI PER IL RICAMBIO GENERAZIONALE

Si parla tanto di ricambio generazionale nel senso di favorire l’uscita dal lavoro di chi può andare in pensione per consentire l’ingresso dei giovani. D’accordo. Ma poi nel concreto succede poco o nulla. Per i ragazzi trovare un impiego continua ad essere un’impresa mentre sulle pensioni si è accesa una disputa tra quota 100, quota 102 e quota 104.
È vero che ci sono incentivi per le imprese che assumono i giovani ma bisognerebbe studiare provvedimenti più incisivi in quanto le misure finora adottate non hanno smosso granché la situazione. Tra l’altro, con la ripresa economica in atto il quadro dovrebbe essere migliore.
Domenico Velli - Per e-mail da Roma

Il rapporto tra pensionamenti e nuove assunzioni non è così automatico come alcuni ritengono. Per esempio, al momento dell’introduzione di quota 100 è stato detto che a fronte di ogni pensionato ci sarebbe stato l’inserimento di tre giovani. Così non è stato e perciò si sta andando verso una revisione di quel meccanismo, appunto attraverso quota 102 e poi – ma qui è ancora tutto da decidere – quota 104.
I sindacati sono contrari e vorrebbero che, invece, venissero approvate misure di defiscalizzazione o decontribuzione in modo da spingere le imprese a riaprire la porta delle assunzioni.
In tutto questo, la Regione Lazio ha appena preso un’iniziativa proprio per favorire il ricambio generazionale. In che modo? Finanziando il periodo che ancora manca a chi deve andare in pensione per consentire alle aziende di stipulare in anticipo i nuovi contratti.
Gli incentivi sono di due tipi: il primo prevede fino a 11.000 euro nell’ipotesi in cui il passaggio di consegne avvenga tra un lavoratore al quale mancano massimo 12 mesi al raggiungimento della pensione in cambio dell’assunzione di un giovane di età massima di 35 anni con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato; il secondo prevede un massimo di 16.000 euro se al lavoratore mancano massimo tra i 12 e i 24 mesi per andare in pensione.
Per leggere i particolari di questo provvedimento clicca qui.

4) SI PUÒ RISCATTARE LA LAUREA? CERTO, ECCO CHE COSA FARE

La laurea si può ancora riscattare? Sto pensando di andare in pensione e a me farebbe comodo. Sono convinto che la cosa sia possibile ma in un momento in cui molto viene rimesso in discussione vorrei avere qualche certezza in più.
Marco Gasperini - Per telefono da Roma

Sì, il riscatto della laurea è possibile, naturalmente se si è conseguito il titolo di studio. Come si può leggere nel sito dell’Inps (https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50145&lang=IT), si possono riscattare: i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3), i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a 4 anni e non superiore a 6), i dottorati di ricerca regolati dalla legge, i titoli accademici introdotti dal decreto n. 509 del 3 novembre 1999.
Per ciò che si riferisce ai diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale sono ammessi: il diploma accademico di primo livello, il diploma accademico di secondo livello, il diploma di specializzazione, il diploma accademico di formazione e ricerca.
Il riscatto può riguardare tutto il periodo o singoli periodi. Sono esclusi i periodi di iscrizione fuori corso e i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa.
Ciò che occorre fare è calcolare con precisione l’onere del riscatto – cioè quanto si deve pagare per cumulare la laurea con l’anzianità di lavoro – perché possono saltare fuori cifre piuttosto consistenti. Il contributo può essere versato in un’unica soluzione oppure in rate mensili senza interessi.

5) PER L’APPRENDISTATO PERCHÉ NON COPIAMO DALLA GERMANIA?

Questa estate sono andato in Germania, a Berlino, e ho trovato subito lavoro in un ristorante. Ci sono rimasto un paio di mesi e poi sono rientrato in Italia perché quest’anno devo laurearmi. Lassù non è il Bengodi: ti chiedono serietà e professionalità ma anche loro sono seri e professionali.
Non mi ha fatto piacere la poca considerazione che in certi ambienti c’è nei confronti degli italiani e degli spagnoli. Però il sistema funziona e, soprattutto i giovani, hanno molte agevolazioni per quanto riguarda la ricerca di un lavoro. Peccato per la lingua che a me risulta particolarmente difficile.
Roberto Fazi - Per e-mail da Frosinone

In effetti, la Germania ha saputo mettere a frutto la sua economia forte scaricando spesso sugli altri della cordata europea, fino al recente passato, il peso di costi e benefici (però con il Covid molto è cambiato e si è fatto largo uno spirito più multilaterale).
Comunque è vero: il sistema funziona grazie anche a un programma di riforme avviato dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder quando le condizioni erano ben altre e niente affatto esaltanti. Ed è anche vero che intorno ai giovani si è costruito molto: per esempio, l’apprendistato è una cosa seria così come il rapporto tra scuola e lavoro. Tant’è che a più dell’80% degli apprendisti non solo viene confermato ma entra a pieno titolo nella aziende dove si è specializzato.

6) CHI DIFENDE NOI CONSUMATORI SE LA NUOVA TV NON FUNZIONA

Ho acquistato un televisore che, però, dopo pochi giorni ha cominciato a perdere memoria e canali. Sono tornato dal rivenditore che mi ha detto di attivare la garanzia. L’ho fatto ma nessuno mi ha risposto. Sto pensando di denunciare il tutto ad una associazione dei consumatori. A chi posso rivolgermi?
Stefano M. - Per e-mail da Roma

Ce ne sono molte. Qui ne indichiamo alcune. Adiconsum: via Alessandro Vessella 31 - 00199 Roma. Tel. 06.44170234. Adusbef: via Vittorio Bachelet 12 - 00185 Roma. Tel. 06.4818632. Altroconsumo: via Valassina 22 - 20159 Milano. Tel. 02.668901. Assoconsumatori: Corso d’Italia 11 - 00198 Roma. Tel. 06.87608990. Cittadinanzattiva: via Cereate 6 - 00183. Tel. 06.36718333. Codacons: via Tuscolana 1348 - 00174 Roma. Confconsumatori: via Spalato 11 - 00198 Roma. Tel. 06.86326449. Federconsumatori: via Antonio Gallonio 23 - 00161 Roma. Tel. 06.44340366/80. Unione nazionale consumatori: via Duilio 13 - 00192 Roma. Tel. 06.32600239.

7) ALBERGHI: SE IL CONTRATTO NON VIENE RISPETTATO…

Vorrei sapere se qualche volta avete parlato delle modalità di contratto e di pagamento delle cameriere ai piani. Per esempio, che differenza c’è tra un contratto diretto con l’albergo e quello con una società di servizi?
Sapete quanto pagano le società di servizi una cameriera che si spacca la schiena perché deve correre in quanto viene retribuita a stanza o ad ore… delle serie: tu fai tutto il lavoro poi chissà se ti paghiamo gli extra? Ve lo dico io: più o meno 7 euro l’ora calcolando che si pretende la pulizia di 3 stanze ogni 60 minuti!
Per non parlare del sabato, della domenica e dei festivi che sono spesso considerati giorni normali. E i turni? Sei fortunato se riesci a saperli con certezza di giorno in giorno.
Perché ogni tanto non fate inchieste sul modo di operare di queste grandi catene? Una volta una cameriera ai piani veniva pagata anche 70.000 lire pulite al giorno con incentivi e indennizzi del caso. Oltretutto con la tassa comunale obbligatoria di 6 euro.
Tra l’altro, i clienti ormai neanche ti lasciano più uno straccio di mancia: sono 4 anni che faccio questo lavoro e mai, sottolineo mai, che si trovino 10 centesimi. Per non dire di come ti lasciano le stanze… quando escono e ti incontrano lungo i corridoi abbassano lo sguardo e fanno finta di non vederti, e sto parlando di alberghi a 4 stelle.

Avere bisogno di lavorare non significa accettare tutto. Fate luce su questo schifo.
G. M. - Inviato da Posta per Windows

Il non rispetto dei contratti è un argomento che di tanto in tanto affiora in questa rubrica e che, in tempi di pandemia, con la perdita di tanti posti e la spasmodica ricerca di nuova occupazione, si è fatto ancora più acuto. Nel senso: queste sono le condizioni, sennò arrivederci e prendiamo un altro.
C’è da dire che, in caso di grave violazione dei diritti e delle tutele, ci si può rivolgere ai sindacati. Ma molti temono poi la reazione del datore di lavoro.
Da parte nostra intendiamo raccogliere il suggerimento del lettore. Il turismo a Roma sta recuperando posizioni e gli alberghi hanno ripreso ad assumere. Ma come viene trattato il personale? Sarà il tema di uno dei prossimi servizi.

Letto 47 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Novembre 2021 17:50

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