Venerdì, 29 Ottobre 2021

L’Editoriale. Con il programma Gol una mano al lavoro

C’è una scadenza che si sta avvicinando e che può significare molto per il mondo dell’occupazione: entro le prossime settimane si saprà che cosa ne è del programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) al quale è affidata la riforma delle politiche attive del lavoro.
Il testo del decreto interministeriale, preparato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e potrebbe segnare un passaggio d’epoca perché prevede di: 1) favorire la ricollocazione dei disoccupati; 2) ampliare la formazione per accrescere le opportunità di reinserimento; 3) agevolare la ricerca di impiego degli under 30 e degli over 55; 4) migliorare le opportunità di incontro tra domanda e offerta.

L’obiettivo è di accrescere le chance di occupabilità, soprattutto di chi si trova in condizioni di maggiori difficoltà. Una sorta di rivoluzione che – va detto – fa seguito alle tante altre annunciate e poi quasi sempre rimaste lettera morta.
Stavolta dovrebbe andare meglio. Per un paio di ragioni: perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ci ha puntato 4,4 miliardi di euro e perché l’Europa, da cui provengono le risorse per circa 200 miliardi di euro, ci starà con gli occhi addosso. Insomma – come abbiamo già sottolineato – se non dovessimo raggiungere i risultati indicati, i soldi l’Unione potrebbe pure congelarceli.

La rivoluzione riguarda anche i 552 Centri per l’impiego che devono diventare lo snodo principale della collocazione/ricollocazione. Così come sono oggi non funzionano, tanto che agli attuali 8.000 dipendenti se ne affiancheranno presto altri 11.600.
La decisione è stata presa qualche tempo fa ma finora poco si è mosso. Secondo un monitoraggio dello stesso ministero del Lavoro, a fine luglio le assunzioni fatte erano meno di 1.000 e 10 Regioni erano ancora ai nastri di partenza. La Campania, per esempio, che deve inserire 1.840 addetti (è il numero più alto in assoluto), era a quota zero.
Il Lazio, che può selezionare 1.130 figure, ha completato concorsi per 555 risorse. Ma la situazione sta per cambiare anche perché, con la pandemia sotto controllo e con l’economia che ha ripreso a marciare, di Centri per l’impiego in piena efficienza c’è grande bisogno.

Anche queste storie raccontano di un’Italia dal passato non certo irreprensibile e di cui il (mal) funzionamento dei Centri per l’impiego ne è quasi l’emblema. Nell’attesa che la rivoluzione colga nel segno, si possono prendere in considerazione le possibilità di impiego di questo numero di “Lavoro Facile” che vanno dagli alberghi (è la seconda puntata dopo quella pubblicata la volta scorsa) ai 2.020 funzionari che servono alla Pubblica amministrazione, dalle compagnie aree e ai Comuni che cercano personale (a Guidonia Montecelio servono amministrativi, assistenti sociali, contabili, operai, vigili urbani).

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Letto 122 volte Ultima modifica il Venerdì, 29 Ottobre 2021 09:20

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