Venerdì, 08 Ottobre 2021

L’Editoriale. Cresce tutto meno i posti. Perché? Leggi qui

Un lettore ci scrive: “Come mai con il PIl in crescita e con gli altri dati economici in forte ripresa i posti di lavoro non aumentano con la stessa velocità? Non vorrei che con Mario Draghi al governo bisogna essere ottimisti a tutti i costi, sennò i soldi in arrivo dall’Europa potrebbero restare a Bruxelles”.
L’osservazione non è male. Sappiamo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrebbe cambiare il volto dell’Italia grazie all’assegno di oltre 200 miliardi di euro dell’Ue, deve raggiungere gli obiettivi annunciati altrimenti il rischio è il blocco di quei contributi.
Un rischio che non possiamo correre. Sta qui, allora, l’ottimismo che viene sparso a piene mani? No, le cose non stanno così. Quando diciamo che quest’anno il Prodotto interno lordo crescerà del 6% rispetto alla precedente stima del 4,5% e che il deficit si attesterà al 9,4% del PIl contro l’11,8% previsto dal Documento di finanza pubblica, significa che abbiamo le carte in regola per affermarlo.
Sono cifre che non saltano fuori dal cilindro di un prestigiatore ma dall’andamento della macchina-Paese. Cifre che dobbiamo comunicare a Bruxelles dove vengono controllate con rigore ed eventualmente respinte al mittente.

Ma non è avvenuto. Anzi, spesso le analisi dei tecnici europei sono state persino più favorevoli. In sostanza, la ripresa c’è e non è un fuoco di paglia. Allora perché non corrono alla stessa velocità anche le assunzioni? Perché – sostiene chi se ne intende – i due piani difficilmente coincidono. Di solito, il mondo della produzione, prima di aprire in maniera stabile le porte ai rinforzi, cerca di capire la consistenza della svolta: tant’è vero che gli inserimenti che finora ci sono stati sono quasi tutti a tempo determinato.

Ecco perché sarebbe importante quel “patto sociale” di cui ha parlato da Draghi e sul quale si sono registrate delle convergenze sia da parte di Confindustria sia dei sindacati. Molto resta da mettere a punto, ma il senso del progetto è quello di provare a remare nella stessa direzione, senza convenienze di parte e con l’insieme degli elementi del puzzle ben evidenti sul tavolo in modo da rendere più complicato girarsi dall’altra parte. 

Si riuscirà ad andare avanti su questo percorso? Lo vedremo presto. Intanto diamo uno sguardo alle opportunità di lavoro di questo numero. Ci sono le banche che, in pieno ricambio generazionale, sono alla ricerca di giovani già formati nell’era del digitale. Ci sono gli alberghi e in genere le strutture dell’accoglienza che hanno necessità di personale. Ci sono i posti offerti dai treni di Ferrovie dello Stato e di Ntv-Italo. E quelli di Poste Italiane. E i 2.047 per l’Inps.

E poi c’è un bel pacchetto di contratti provenienti dalle piccole e medie aziende. Insomma, in attesa che le grandi strategie vadano in porto non lasciamoci scappare ciò su cui è possibile mettere le mani sin da subito.

Letto 86 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Ottobre 2021 12:01

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