Giovedì, 01 Luglio 2021

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 9/2021

1) La tessera sanitaria scaduta e il rebus vaccinazione. 2) Il portale del reclutamento non è operativo. Perché? 3) Le tante offerte di lavoro senza risposta: non ci credo. 4) Al Comune di Roma mandiamo qualcuno che ci capisce. 5) Licenziare il portiere si può ma rispettando le regole. 6) Cosa significa job sharing? Un posto e due addetti. 7) Che roba! mando il curriculum ma nessuno mi risponde. 8) Il mio dramma da dirigente over 40 e disoccupato.

1) LA TESSERA SANITARIA SCADUTA E IL REBUS VACCINAZIONE

Mi è scaduta la tessera sanitaria e quindi non ho potuto prenotare il mio turno per la vaccinazione anti-Covid. Sono dovuto andare alla Asl, fare la fila, e chiedere il rinnovo. Dopo una ventina di giorni mi è arrivata a casa.

Alla fine, quindi, tutto bene. Ma, a parte il disagio e una mattinata persa, perché non è stato previsto di prorogare la validità della tessera proprio quando si invita tutta la popolazione a immunizzarsi? In particolare quando ci sono di mezzo le persone più anziane…
C. F. - Per e-mail da Roma

Ma che delitto ha commesso chi si è ritrovato con la tessera sanitaria scaduta in presenza della pandemia Covid-19? Dico questo perché senza quel documento in regola il sito della Regione Lazio adibito alle vaccinazioni non accetta prenotazioni.
Poi in qualche modo tutto si risolve. Ma per chi non sa cavarsela con il computer (penso a tante persone anziane) venirne fuori non è semplice. Evviva la burocrazia!
Marta Livolsi - Per telefono da Roma

Sì, in effetti il problema non è insormontabile. Ma c’è da perdere un po’ di tempo. Prorogare la validità delle tessera sanitaria sarebbe stato un provvedimento di buon senso, pensando soprattutto – come ha sottolineato Marta Livolsi – a chi è più in là con gli anni.

2) IL PORTALE DEL RECLUTAMENTO NON È OPERATIVO. PERCHÉ?

Ho letto anche su “Lavoro Facile” del nuovo sistema di assunzioni nella pubblica amministrazione che passa attraverso il Portale del Reclutamento. L’obiettivo è di rendere i concorsi più veloci e trasparenti.
Sono interessato a uno dei 24.000 posti di cui si è parlato in occasione della riforma. Ho provato a candidarmi ma mi pare che il Portale non sia ancora in funzione. E allora? È un altro esempio della solita Italia degli annunci?
Carlo Filippi - Per e-mail da Roma

Per quanto riguarda il Portale Reclutamento, il testo approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 giugno dice che: “Per le alte specializzazioni – come i dottori di ricerca e le persone con esperienze documentate di almeno 2 anni in organizzazioni internazionali e dell’Unione europea – è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul Portale del Reclutamento, a seguito di una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della funzione pubblica e basata anch’essa sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto. Le amministrazioni potranno quindi procedere alle assunzioni sulla base della graduatoria, mantenendo comunque la facoltà di indire proprie procedure concorsuali”.
Inoltre: “Per i professionisti e gli esperti iscritti agli Albi, si prevede l’inserimento sul Portale del reclutamento in un apposito elenco vincolato al possesso di determinati titoli di qualificazione professionale. Ai fini dell’attribuzione degli incarichi di collaborazione, le amministrazioni dovranno chiamare almeno tre professionisti in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di un colloquio. I criteri seguiti dovranno essere pubblicati sul sito internet delle amministrazioni competenti”.
Il Portale dovrebbe diventare operativo entro il mese di agosto. Vi si potranno leggere anche i bandi promossi dalla PA e registrarsi utilizzando Spid, Cie o la Carta nazionale dei servizi. Il passo in avanti è innegabile (si farà ricorso anche a Linkedin): non resta che attendere qualche altra settimana e vedere il nuovo meccanismo alla prova.

3) LE TANTE OFFERTE DI LAVORO SENZA RISPOSTA: NON CI CREDO

Ci risiamo con questa storia delle aziende che cercano personale ma non riescono a trovarlo. Non è possibile, non ci credo. Accadeva anche prima della pandemia. Se fosse vero, perché non ci si è dati da fare?
Personalmente mi sento preso in giro. Faccio il falegname e vi assicuro che ho mandato decine di domande e bussato a tante porte ma di lavoro niente. Però si sostiene che di falegnami c’è grande bisogno. Ma per favore…
Antonio Rivolta - Per telefono da Roma

È stata una lunga telefonata-testimonianza quella di Antonio Rivolta, nella quale altri potranno riconoscersi. Il fatto è che non poche associazioni di categoria, proprio in questi giorni, hanno affermato che la necessità di figure professionali è ripartita ma che non sempre si riesce a soddisfarla.
Per esempio, con l’ecobonus è cresciuta la richiesta di geometri di cantiere, muratori, ponteggiatori, cappottisti e ingegneri. Dal canto suo Confimi, la Confederazione dell’industria manifatturiera, è alle prese con la carenza di tornitori, saldatori, manutentori, idraulici e falegnami. E nel settore dell’accoglienza scarseggiano cuochi e aiuto-cuochi, addetti sala, receptionist, e così via. La Coldiretti, infine, ha denunciato che nelle campagne rischiano di mancare 50.000 addetti.
È vero o non è vero? Probabilmente è vero ma occorre fare alcune considerazioni. La prima è che il famoso incrocio domanda/offerta continua a non funzionare, nonostante la ripetuta promessa di interventi risolutori. La seconda è che non di rado per quei posti si propongono stipendi sensibilmente più bassi dei contratti nazionali e, proprio per questo, vengono offerti in nero (in sostanza, si sgobba ma per le statistiche non si viene calcolati). La terza è che chi percepisce il reddito di cittadinanza è tentato dal nero in modo da mettersi in tasca due entrate. La quarta è che, di fronte a un mercato del lavoro poco limpido, gli “scoraggiati” (circa 3 milioni) sono poco “incoraggiati”.
Si potrebbe continuare, ma non c’è dubbio che se chi ha necessità di rinforzi non riesce a intercettarli siamo sempre da capo a dodici. Da qui l’impegno di dare una scossa all’insieme dei meccanismi che sono alla base del recruitment, compresa la rivitalizzazione del Centri per l’impiego.

4) AL COMUNE DI ROMA MANDIAMO QUALCUNO CHE CI CAPISCE

Sono d’accordo con Corrado Micheli che sullo scorso numero di “Lavoro Facile” ha auspicato che a Roma, alla luce dell’improvviso attivismo della sindaca Virginia Raggi, si possa votare per l’elezione del primo cittadino una volta l’anno, almeno così – potenza delle urne – una sistemata alle cose si riuscirebbe a darla.
Io, però, ho un’idea migliore: quando andremo a votare proviamo a scegliere uno che ci capisce. Gli esperimenti possono andare bene per un paesino, dove forse può bastare la buona volontà. Ma Roma è Roma ed è ora di finirla con chi non ha mai gestito nemmeno un condominio.
Carla Cerioni - Per e-mail da Roma

Bisognerebbe girare per Roma muniti di un quaderno dove annotare i tanti interventi richiesti dai cittadini e sempre ignorati e che invece adesso sono all’ordine del giorno.
Meglio tardi che mai. Tra le ultime iniziative c’è l’acquisto di 14 trattori completi di trinciatrici per la rasatura dei prati, almeno laddove l’erbetta è riuscita a sopravvivere all’incuria e alla mancanza di irrigazione. Qualcuno ricorderà che la sindaca – si era agli inizi del mandato – pensò di risolvere il problema ingaggiando un centinaio di pecore da mandare a brucare nei prati.
I trattori sono costati 500.000 euro mentre per la manutenzione del verde il Comune ha deciso di investire più di 2 milioni di euro “per equipaggiare il Servizio giardini con una dotazione mai avuta prima”.
Solo che il Servizio giardini deve darsi una mossa. Villa Torlonia, per esempio, ha bisogno di una bella sistemata e così tanti altri parchi. Poi c’è la qualità degli interventi. Di fronte al teatro Italia, in via Bari, l’asfalto ha cominciato a sfaldarsi alcuni mesi fa per poi trasformarsi in un pericoloso campionario di crepe.
Ebbene, il 14 giugno è comparso un furgoncino con a bordo una certa quantità di catrame pronto che è stato sparso sulle buche più profonde. Il resto è rimasto tale e quale, cioè un reticolo di fessure che, con l’incessante passaggio di auto e autobus, presto renderà questo tratto di strada ancora più rischioso per tutti. Era questo il lavoro previsto? Un responsabile è poi passato a dare un’occhiata?
Certo, a Virginia Raggi non può essere imputato di tutto e di più. Ma così come per la targa della via dedicata ad Azeglio Ciampi, dove al posto di Azeglio è stato scritto Azelio, la sindaca non può girare la testa dall’altra parte.
Alla fine ha ragione Carla Cerioni. In Campidoglio mandiamoci qualcuno/a che ci capisce. Sennò un po’ di colpa è anche nostra.

5) LICENZIARE IL PORTIERE SI PUÒ MA RISPETTANDO LE REGOLE

Lavoro da anni come portiere presso un condominio. Di punto in bianco, l’amministratore mi ha comunicato che la mia attività non è più necessaria e che, quindi, intendeva chiudere il rapporto. È corretto un simile comportamento? Come si può, all’improvviso, mettere in mezzo alla strada un padre di famiglia, con due figli di cui uno appena nato? E senza che nessuno si sia mai lamentato del mio impegno. Che cosa posso fare?
F. B. - Per telefono da Roma

Intanto si può verificare se la decisione del licenziamento sia stata presa nel pieno rispetto dei regolamenti. Vale a dire se, e come, è stata deliberata l’abolizione del servizio di portineria (perché questo sembra, a meno che non sia stata invocata la giusta causa che, però, la mancanza di lamentele sembrerebbe escludere).
Ora, la chiusura della portineria non può dipendere da un atto d’imperio dell’amministratore ma deve essere adottata dall’assemblea dei condomini che, in seconda convocazione, vota con almeno 1/3 dei millesimi a favore.
La decisione deve essere comunicata per iscritto al diretto interessato. Entro 15 giorni il portiere può chiedere i motivi e il condominio ha 7 giorni di tempo per rispondere. Il portiere ha comunque diritto a un’indennità di preavviso che è di 12 mesi, secondo il Ccnl di Confedilizia, o di 6 mesi, secondo il Ccnl Federproprietà Confappi.
La delibera del condominio può essere assunta (“per giustificato motivo oggettivo”) in qualsiasi momento e non è sindacabile dal giudice, sempre che risulti – come ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 88/2002 – “l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo”.
In conclusione: se l’assemblea dei condomini vuole chiudere il servizio di portineria (per ragioni economiche o perché non lo ritiene più utile) può farlo ma deve procedere secondo la normativa. Altrimenti qualsiasi decisione è nulla.

6) COSA SIGNIFICA JOB SHARING? UN POSTO E DUE ADDETTI

Che cos’è il contratto di job sharing? Tra le tante forme di lavoro mi pare che sia la meno usata. Eppure me l’hanno proposta…
Paolo Lorenzi - Per telefono da Roma

Job sharing significa, letteralmente, lavoro ripartito. Ed è proprio questo il riferimento: vale a dire, in pratica, che due soggetti si assumono in solido l’adempimento di una medesima obbligazione lavorativa, che corrisponde a un unico posto di lavoro a tempo pieno. In tal caso i lavoratori hanno la facoltà di distribuirsi tra loro, a seconda delle proprie esigenze, l’orario e la quantità di lavoro, anche con modalità di volta in volta differenti.
Ciascun lavoratore resta comunque personalmente responsabile dell’adempimento dell’intera prestazione lavorativa. Nel caso di recesso o estinzione da parte di uno dei due contraenti, il rapporto di lavoro cesserà anche per l’altro.
Sufficientemente diffuso all’estero, il contratto di job sharing non ha incontrato particolare favore in Italia.

7) CHE ROBA! MANDO IL CURRICULUM MA NESSUNO MI RISPONDE

Come mai le aziende alle quali si inviano i curricula non si degnano mai di un cenno di risposta? È davvero una scortesia che non tiene conto delle aspettative di chi è senza lavoro… I tempi sono quelli che sono, e sono tante le persone alla ricerca di un posto.
Ma, appunto, sono persone e non numeri. Quando diventeremo un Paese normale con diritti e doveri equamente ripartiti? Chi pubblica un annuncio di ricerca del personale dovrebbe poi sentire l’obbligo di farsi vivo con chi a quell’annuncio ha deciso di rispondere. O no?
M. S. e altri - Per e-mail e per telefono da diverse località del Lazio

Spesso è proprio così e molti lettori hanno spesso scritto per denunciare questa pratica. Gli uffici del personale o delle risorse umane di aziende anche importanti e strutturate hanno l’abitudine di rispondere solo ai curricula più in linea con i profili di cui c'è bisogno. Davvero una brutta tendenza che, purtroppo, sembra resistere a qualsiasi critica. Perché inviare un messaggio di presa visione con, magari, una valutazione della domanda dovrebbe essere scontato. Invece...

8) IL MIO DRAMMA DA DIRIGENTE OVER 40 E DISOCCUPATO

Dei dirigenti o dei quadri in difficoltà non si parla spesso, come se per queste categorie il problema della disoccupazione non esistesse.
Chi perde un lavoro, a qualsiasi livello, vive un dramma vero. Soprattutto quando si è raggiunta una certa età.
Giorgio Di Biase - Per telefono da Roma

Fino a non troppo tempo fa si riteneva che l’area dirigenziale fosse immune dai colpi negativi del mercato.
Poi il vento è cambiato, perché il prolungarsi delle difficoltà dovute alla pandemia ha raggiunto anche quei posti considerati intoccabili. C’è poi il problema del reinserimento, che riguarda tutte le categorie e che è sempre più difficile da risolvere dal momento che proprio chi ha superato una certa soglia di età è considerato “vecchio”.
Una situazione allarmante, tanto che l’esclusione di persone mature dal mondo del lavoro è indicata come una vera e propria emergenza, così come la disoccupazione giovanile.
Che cosa fare? O meglio, che cosa si sta facendo? Molti studi, molte iniziative, molte promesse. Ma l’unica speranza è che possa intervenire al più presto un autentico mutamento di rotta: se il Paese riprenderà a crescere tornerà anche il bisogno di chi sa dove mettere le mani nel motore della macchina industriale.

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