Venerdì, 21 Maggio 2021

L’Editoriale. La febbre è diminuita ma ora non sbagliare la cura

Abbastanza all’improvviso arrivano notizie che rilanciano la speranza. Non ci eravamo abituati. Se ce lo avessero detto appena un mese fa sarebbe stato difficile crederci. Allora proviamo a vedere meglio: 1) nel momento in cui scriviamo la pandemia non è ancora vinta ma sembra battere in ritirata; 2) un rapporto presentato da Prometeia e Intesa Sanpaolo ha messo in evidenza che l’Italia è riuscita a mantenersi nel gruppo dei grandi Paesi produttivi e che si moltiplicano i segnali di ripresa; 3) il fatturato industriale di quest’anno dovrebbe chiudere con un +8,4% e quello del 2022 con un +2,6%; 4) fino al 2025 continueremo a crescere; 5) secondo il Commissario Ue agli affari economici, Paolo Gentiloni, l’Unione europea è tornata a marciare e aumenterà la velocità nel secondo semestre dell’anno; 6) anche l’Italia sarà nel plotone di testa.

Ma c’è altro. Excelsior Unioncamere e Anpal ritengono che le imprese stipuleranno 1,27 milioni di contratti tra oggi e la fine di luglio. Nel dettaglio: 262.000 assunzioni riguarderanno i servizi, 127.000 l’industria, 56.530 la ristorazione, 28.610 gli addetti vendita, e così via.
Se si calcola il solo mese di maggio su aprile, gli inserimenti in più saranno il 27,5%. Quali aziende avranno più bisogno di personale? Nell’ordine: meccatronica, metallurgia, alimentare, sistema moda, farmaceutico, gomma e plastica, costruzioni.
Di conseguenza le figure più ricercate sono nel campo delle attività commerciali e dei servizi, gli operai, i meccanici e i riparatori. Inoltre, rispetto al periodo pre-Covid, aumenterà soprattutto la domanda per le professioni a più elevata specializzazione come ingegneri, operatori gestionali, tecnici informatici, addetti ai processi produttivi.

Insomma, c’è aria di ripartenza. A gettare un po’ d’acqua sul fuoco degli entusiasmi ci ha però pensato lo stesso Gentiloni quando ha sottolineato che la vera sfida sarà la qualità di questa crescita: se sarà sostenibile e se sarà duratura, se cioè non sarà soltanto un quasi naturale rimbalzo all’indomani della crisi.
Vale a dire: okay, va meglio ma facciamo bene i conti, organizziamoci affinché la ripresa non si riveli un fuoco di paglia, approfittiamo dei soldi che ci darà l’Europa per cambiare davvero e in profondità.

Resta un sacco di gente che continua a non avere un lavoro e, anche chi ce l’ha, con lo scadere del blocco dei licenziamenti, corre il rischio di perderlo. Quindi i problemi che abbiamo davanti e che dobbiamo risolvere sono giganteschi.
Certo, fanno piacere i segnali sul possibile superamento della fase più dura e il fatto che tra breve avremo a disposizione il primo blocco di soldi per Recovery Plan. Ma occorrerà mettere giudizio e usare al meglio le nuove opportunità. Saranno pure parole dette e ridette ma adesso è vietato sbagliare come tante volte è successo in passato.

Intanto, sfogliando le pagine di questo numero di “Lavoro Facile”, si può entrare in contatto con quelle imprese grandi, medie e piccole che si sono già messe in moto e che sono alla ricerca di figure professionali. Se salta fuori la posizione che fa al caso nostro si vedrà che ci sono tutte le indicazioni per farsi avanti. Dopo di che restiamo con gli occhi aperti per verificare se ciò di positivo di cui si è detto si realizzerà. Auguriamocelo. Di sicuro ci sarà modo di tornarci sopra.

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