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Giovedì, 29 Aprile 2021

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 6/2021

1) Tante assunzioni nella P.A. ma noi giovani siamo penalizzati; 2) Hanno tentato di truffarmi via internet: sempre occhi aperti; 3) Firmo il contratto e mi dicono che c’è da pagare…; 4) Le pezze del Comune di Roma sono peggio del buco; 5) Presa e subito licenziata: possono farlo?; 6) Se nella busta paga c’è uno sbaglio e soldi in meno.

1) TANTE ASSUNZIONI NELLA P.A. MA NOI GIOVANI SIAMO PENALIZZATI

Secondo il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ogni anno lo Stato dovrebbe assumere 150.000 figure professionali. Dopo tanti anni di vacche magre, mi sembra una svolta importante. Anche il proposito di snellire le procedure dei concorsi è positiva.
Ma quando si comincia con i rinforzi? Quando entreranno in vigore le nuove prove seletttive? Confesso che tra tanti annunci non ci capisco più niente.
Giorgio Moretti - Per e-mail da Roma

Se davvero nei concorsi pubblici verranno inserite norme come la valutazione dei titoli e l’esperienza, per i giovani non è una buona notizia. Chi ha da poco terminato gli studi e ha un diploma o una laurea quale esperienza può mettere in campo? E chi non ha i soldi per pagarsi un master da indicare nei titoli come potrà spuntarla con i candidati che provengono da famiglie con il conto in banca?
Caro ministro Renato Brunetta, occhio a non ricreare i nobili e i servi della gleba…
Marcello Torres - Per e-mail da Roma

Lo Stato riapre le assunzioni. È un’iniezione di fiducia e di speranze nel futuro e, soprattutto, così a Pubblica amministrazione dovrebbe ricominciare a funzionare. Per esempio, non riesco a capacitarmi come per una semplice carta di identità bisogna scalare una montagna di giorni, e come per prendere un appuntamento per effettuare un’analisi presso la mia Asl mi devo mettere in fila sin dal primo mattino.
Bella Lamberti - Per e-mail da Roma

Sulla “riforma Brunetta” sono arrivati numerosi commenti: positivi per la parte che riguarda le nuove assunzioni, a volte critici per le modalità di reclutamento.
Vediamo meglio. Le acque sono state mosse dal Decreto legge n. 44, articolo 10, dello scorso 1° aprile laddove, per agevolare e accelerare l’ingresso nella P.A. si dice che la prova preselettiva può essere sostituita dalla valutazione dei titoli “legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali… I titoli e l’eventuale esperienza professionale, inclusi nei titoli di servizio, possono concorrere alla formazione del punteggio finale”.
Inoltre, il Decreto stabilisce che per la selezione del personale non dirigenziale a tempo indeterminato possono essere sufficienti una sola prova scritta e una sola prova orale. Per le assunzioni a tempo determinato si può procedere con una sola prova scritta mediante quesiti a risposta multipla e senza la prova orale. Anche in questo caso conta la valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale (il teso integrale del Dl è al link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/04/01/21G00056/sg).
Siccome la nuova procedura è stata immediatamente recepita nel concorso indetto per trovare 2.800 tecnici qualificati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la preoccupazione dei candidati più giovani di vedersi sfilare davanti quelli con la “corsia preferenziale” dei titoli e dell’esperienza si è subito fatta sentire.
Vedremo che cosa accadrà in seguito. Per i 2.800 i tempi per la domanda sono scaduti il 21 aprile. La sola prova scritta si terrà a giugno e nel giro di poche settimane i vincitori entreranno in servizio con contratto a tempo determinato di 36 mesi con possibilità di proroghe.

2) HANNO TENTATO DI TRUFFARMI VIA INTERNET: SEMPRE OCCHI APERTI

L’altro giorno sul mio pc è arrivata una e-mail dove l’Inps mi comunicava che stava per versarmi 750 euro e che per farlo aveva bisogno dei dati della mia carta di credito. Dal momento che non ho conti in sospeso con l’Istituto di previdenza ho cercato di saperne di più.
Ho telefonato al centralino e mi hanno fatto parlare con un funzionario che cortesemente, e dopo un rapido controllo, mi ha detto che non era stata spedita nessuna e-mail. Poi mi ha messo in guardia perché di truffe tentate a nome dell’Inps in giro, attraverso internet, ne circolano parecchie.
Vi scrivo per evitare che qualcuno, cadendo in trappola, possa rimetterci dei soldi. Di questi tempi…
Lorenzo Danieli - Per e-mail da Roma

Con la pandemia Covid-19 le truffe che circolano sul web sono cresciute considerevolmente. Secondo la Polizia Postale, lo scorso anno c’è stato un aumento del 600%. I casi trattati sono stati quasi 100.000. A cadere nella rete non sono solo i singoli cittadini ma anche grandi e medie imprese.
Per quanto riguarda l’Inps, l’Istituto avverte che non chiede mai, sia telefonicamente sia via e-mail, le coordinate bancarie o altri dati che permettano di “entrare” nei conti/depositi delle persone. Quindi è necessario: non dare seguito a questi inviti; diffidare di chiunque dichiari di essere un incaricato o funzionario dell’Inps e sostenga di essere stato incaricato di effettuare accertamenti di varia natura; prestare la massima attenzione alle comunicazioni che si ricevono, non cliccare mai sui link di e-mail di origine dubbia e verificare sempre l’indirizzo di provenienza.
Dal canto suo, la Polizia Postale invita a stare in guardia in quanto sono in corso campagne fraudolente che, a nome di istituti di credito, chiedono di inserire dati bancari personali in falsi siti internet. Viene citata una falsa comunicazione di Intesa Sanpaolo in cui c’è scritto: “La sua utenza è stato bloccata per mancata sicurezza web. Per informazioni proseguire tramite il portale indicato…”. Se si prosegue il rischio è di mettersi nelle mani dei truffatori.
Si ricorda che le banche non inviano mai e-mail, sms o chiamate telefoniche per chiedere le credenziali di accesso all’home banking, i dati delle carte di credito o la variazione dei dati personali. Nel caso, chiamare immediatamente la banca e rivolgersi alla Polizia Postale.
Per approfondimenti e segnalazioni su eventuali casi sospetti collegarsi con il sito: https://www.commissariatodips.it.

3) FIRMO IL CONTRATTO E MI DICONO CHE C’È DA PAGARE…

Mi è capitato più di una volta di sentirmi chiedere il pagamento di una somma per cominciare a lavorare. In questi casi, come ci si deve comportare?
Lina Sabelli - Per telefono da Roma

Accade a volte che o per l’invio del materiale a casa oppure per seguire corsi di formazione, arrivi la richiesta di sborsare una certa cifra. In cambio, c’è quasi sempre la promessa di guadagni oppure la possibilità di un’assunzione.
Di solito, il consiglio è di non firmare nulla al momento della proposta e di prendersi – come si dice – una pausa di riflessione, per valutare l’offerta con più calma.
Insomma, prima di mettere mano al portafoglio è bene capire quali garanzie ci vengono messe a disposizione. Sennò è meglio girare alla larga.

4) LE PEZZE DEL COMUNE DI ROMA SONO PEGGIO DEL BUCO

Ho letto nel “Botta e Risposta” dello scorso numero l’e-mail inviata da Monica Carli sui servizi (o disservizi) di manutenzione delle strade e dei giardini di Roma. Non si può non concordare. Di storie simili ogni quartiere ne avrebbe da raccontare parecchie: basta sfogliare i giornali per rendersi conto di come si vive (o non si vive) nella Capitale!
L’ultima svista è poi clamorosa: confondere in un clip promozionale della Ryder Cup il Colosseo con l’anfiteatro di Nimes è da parte del Comune il massimo dei massimi. Giustamente sui social si è scatenata una sarabanda di battute che hanno obbligato gli autori della svista, cioè lo staff della comunicazione del Campidoglio, a chiedere scusa.
Una doverosa ammissione di responsabilità. Ma la pezza, a mio avviso, è peggiore del buco perché lo staff ha voluto buttarla in politica: “Ogni pretesto è valido per buttare fango su Virginia Raggi”.
Ora è evidente che quel breve video con quell’errore clamoroso non è stato confezionato dalla sindaca. Però almeno un’occhiata avrebbe dovuto darla. Oppure avrebbe dovuto subito chiedere scusa e prendere qualche provvedimento nei confronti di chi ha sbagliato. Avrebbe così smorzato polemiche e ilarità. Non l’ha fatto ma ha chiesto agli autori di uscire allo scoperto e di cospargersi la testa di cenere.
Nelle strutture pubbliche, ma anche in quelle private, è doveroso che chi ha il comando delle operazioni ci metta sempre la faccia. Nel bene come nel male. Non è successo e non è una bella cosa.
Roma merita ben altro. Non ho perso la speranza di vedere la mia città tornare protagonista di progetti e iniziative da grande metropoli.
Cecilia F. - Per telefono da Roma

Molti parlano della necessità che l’Italia torni ad avere una “visione”. Lo ha affermato di recente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E in questa prospettiva Roma dovrebbe mettersi alla testa della rinascita con idee e propositi di grande respiro capaci di attirare l’attenzione e l’interesse del mondo.
Sono anni che si sono tirati i remi in barca. Ma per tornare ai nostri giorni – e se si vuole essere buoni – si può dire che Virginia Raggi si sia trovata ad amministrare la Capitale forse in uno dei momenti più difficili. Però non uno dei problemi che l‘affliggono sono stati risolti.
È sufficiente dare uno sguardo al sito del Comune (www.comune.roma.it) per rendersi conto del livello progettuale del Campidoglio. Piccolo cabotaggio: la chiusura di qualche buca segnalata come “capacità del fare” così come la riverniciatura di qualche striscia pedonale o la pulizia di qualche caditoia. Anche il rifacimento di tratti del manto stradale viene fatto passare per una successo della capacità amministrativa.
Si potrebbe parlare a lungo di ciò che non va ma sarebbe fare un elenco che tutti conoscono. Chi abita a Roma aspetta solo delle soluzioni. E una “visione” finalmente degna della Città Eterna.

5) PRESA E SUBITO LICENZIATA: POSSONO FARLO?

Ho risposto ad un annuncio, ho superato il colloquio e ho firmato un contratto a progetto della durata di un mese. Questo la mattina. La sera mi chiamano e mi comunicano che non se ne fa niente. Tutto annullato. Come è possible? È una procedura corretta?
M. B. - Per telefono da Roma

L’irregolarità è palese. Se l’impegno è stato sottoscritto dalle parti – quindi, anche dall’azienda – esso è valido ad ogni effetto. L’unica possibilità di annullamento può essere legata a qualche “giusta causa”, ma non pare che qui sia stata invocata.
Di conseguenza si può chiedere il risarcimento per mancato guadagno, attraverso l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale deve essere acclusa anche una copia del contratto. Nell’eventualità di una risposta negativa, si può fare ricorso davanti al Giudice del Lavoro.

6) SE NELLA BUSTA PAGA C’È UNO SBAGLIO E SOLDI IN MENO

Nel riordinare il cassetto dove conservo documenti e buste paga, mi sono accorto che nel settembre scorso la società per la quale lavoro si è “dimenticata” di inserire un paio di voci. In tutto si tratta di circa 100 euro che dovevo avere e che non ho avuto. Che cosa posso fare? Non è tanto per la cifra, che pure di questi tempi può tornare utile, quanto per non passare per fesso…
N. O. - Per fax da Monterotondo

Si può intervenire nel merito della busta paga ma nel rispetto di tempi ben precisi. Vale a dire entro un anno per gli eventuali errori di calcolo, ed entro cinque anni per le interpretazioni delle norme contrattuali e di legge.
Se si vuole iniziare un’azione di risarcimento, occorre inviare una comunicazione formale al datore di lavoro attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno, specificando i dati retributivi che si ritengono non percepiti o non corretti. A volte, però, se si tratta di una svista, può essere sufficiente parlare con l’ufficio amministrazione per risolvere il problema

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