Giovedì, 18 Marzo 2021

L’Editoriale. Dietro il nuovo lockdown c’è l’Italia che vuole rialzarsi

Nel momento in cui è scattato un lockdown-bis meno prolungato rispetto a quello di un anno fa (questo non coinvolge l’intera l’Italia, le Regioni in “fascia rossa” sono 10 più la Provincia autonoma di Trento) il tema dell’occupazione ha recuperato una centralità forse come mai negli ultimi tempi.
Ne hanno parlato in parecchi: il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e i ministri più coinvolti come Andrea Orlando (Lavoro), Daniele Franco (Economia), Renato Brunetta (Pubblica amministrazione), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo), Enrico Giovannini (Infrastrutture). Il problema resta quello di passare dalle parole ai fatti, ma stavolta con i soldi del Recovery Fund-Next Generation Ue in arrivo la spinta a riempire di contenuti i buoni propositi potrà essere determinante.

Del resto, come si può capire leggendo anche questo numero di “Lavoro Facile”, molte aziende non sono restate con le mani in mano. Si dirà: ma con il Paese che ha richiuso quasi tutto che senso ha segnalare posti e selezioni? La domanda è fondata e la risposta non può non chiamare in causa le strategie dell’Esecutivo e del mondo della produzione alla luce di ciò che potrà accadere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

In sostanza: se i vaccini riusciranno a stringere in un angolo la pandemia allora potremo ricominciare a correre. Ma per farlo dobbiamo farci trovare pronti. Così ecco la riforma della macchina dello Stato caratterizzata dal ricambio generazionale, ecco i piani di sviluppo degli Enti che fanno capo allo Stato, ed ecco le imprese grandi, medie e piccole che, sfuggite ai colpi della crisi, adesso tornano a sedersi intorno al tavolo della ripresa.

Le opportunità di impiego che si possono trovare nelle pagine che seguono sono davvero numerose e si inseriscono nel quadro di ciò che si è appena detto. E contando sulla sconfitta del Covid-19. Il 6 aprile, quando termineranno le misure restrittive entrate in vigore il 15 marzo, il picco delle difficoltà dovrebbe essere ormai alle nostre spalle e l’aumento delle vaccinazioni dovrebbe lasciare spazio – finalmente – a una ragionevole speranza.

Di assunzioni nella pubblica amministrazione abbiamo scritto più volte. Il ministro Brunetta ha confermato l’impegno a riordinare gli organici, a metterli nelle condizioni di fronteggiare le nuove esigenze operative e, di conseguenza, a dotarli delle professionalità che più servono e delle quali non si può più fare a meno.
In ballo, complessivamente, ci sono migliaia di chance: i concorsi già banditi verranno sbloccati e altri stanno per uscire sulla “Gazzetta Ufficiale”. Ma intanto altre aziende sono pronte a partire: ci sono 1.650 possibilità nella grande distribuzione (pag. 20), Kasanova ha annunciato un piano con l’apertura di 500 negozi e l’assunzione di 6.000 addetti (pag. 32) e nel campo della sicurezza Verisure è a caccia di 300 profili (pag. 7). Nel settore pubblico il ministero degli Esteri cerca 400 figure (pag. 48), 100 le Ferrovie dello Stato (pag. 38) e 600 i bus e la metro di Atm (pag. 52).

Prima si guarisce e poi si riparte, ha affermato il presidente americano Joe Biden. La pensa così anche Mario Draghi. Forse l’Italia è sulla strada giusta per uscire dalle tenebre.

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