Giovedì, 04 Febbraio 2021

L’Editoriale. Ci sono 800.000 posti in attesa del via libera

Ci sono un sacco di posti sulla rampa di lancio. Bisognerebbe premere il tasto del “via” e per l’Italia sarebbe una bella boccata d’ossigeno dopo tanti patemi d’animo. Le 50 grandi opere già approvate potrebbero dare occupazione a 800.000 persone. Sul piatto sono stati messi 50 miliardi di euro dal ministero delle Infrastrutture da utilizzare entro i prossimi 15 anni.
A questo pacchetto di investimenti sono stati aggiunti altri 15 miliardi di euro affinché le amministrazioni centrali e periferiche si diano da fare – precisa il dicastero che ha sede in piazzale di Porta Pia – per la messa in sicurezza della rete viaria, dei ponti e dei viadotti e per la realizzazione di programmi innovativi per la qualità dell’abitare.

Tra le strutture più importanti ci sono il completamento della Torino-Lione, la Gronda di Genova, la Strada dei Parchi (A24-A25), la terza corsia dell’A11 tra Firenze e Pistoia, l’autostrada Roma-Latina, la tratta Verona-Vicenza-Padova del sistema delle tangenziali venete, il prolungamento delle metropolitane della Capitale A, B, B1 e C, la conversione della Roma-Lido, della Roma-Viterbo e della Roma-Giardinetti, la tratta Verona-Brescia dell’alta velocità, l’autostrada Tirrenica in Toscana, il raddoppio della Genova-Ventimiglia e l’autostrada regionale Cispadana in Emilia Romagna.
Solo queste opere muovono più di 30 miliardi di euro e una forza lavoro di non meno di 200.000 figure professionali. Però il punto è: chi premerà quel pulsante del “via”? E quanto tempo ci vorrà ancora per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie? Di certo il possibile superamento della crisi di governo (mentre scriviamo Mario Draghi ha ricevuto l’incarico di succedere a Giuseppe Conte) potrebbe sbloccare la situazione.

Ma intanto ci sono aziende che non si sono messe alla finestra in attesa che spunti il sereno. Per esempio, le Ferrovie dello Stato hanno puntato 32 miliardi di euro per trasformare il panorama dei trasporti: si tratta di mettere mano non solo ai collegamenti ma anche al digitale e ai sistemi attualmente utilizzati per monitorare il traffico.
È stato precisato che i piani si tradurranno in realtà abbastanza rapidamente utilizzando le risorse senza soste e su turni 24 ore su 24. Tra sei anni le Fs intendono consegnare una “nuova Italia” ai cittadini.
E se, prima, le opere indicate riguardano il Centro-Nord, stavolta si scende anche più a Sud con le infrastrutture ferroviarie tra Basilicata e Calabria, il collegamento della Salerno-Reggio Calabria con il nodo aperto nel 2009 sulla Roma-Milano-Torino, l’inserimento delle tecnologie di sicurezza sulla tratta Palermo-Messina-Catania e altri investimenti lungo la Avellino-Napoli-Bari.

Inoltre, anche Poste Italiane intensificherà il programma per migliaia di assunzioni nell’ambito del piano strategico che si concluderà nel 2022, Gavio ha avviato cantieri per favorire la ripartenza, nel campo dei supermercati VéGé ha deciso un forte rilancio e Amazon aprirà altri centri logistici che impiegheranno tanti addetti.

Infine, in questo numero di “Lavoro Facile” ci sono opportunità che vedono in primo piano Intesa San Paolo, Bpm, Bnl e Deutsche Bank, e Autostrade per l’Italia. Le agenzie per il lavoro propongono offerte da valutare con attenzione e nel digitale la società Techyon è alla ricerca di specialisti.
Ma resta l’interrogativo iniziale: da dove e quando salterà fuori quel dito per spingere il tasto di avvio delle grandi opere?

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