Giovedì, 14 Gennaio 2021

L’Editoriale. I primi posti 2021. Che siano di buon augurio

Che l’anno appena cominciato possa andare peggio del 2020 è difficile. Ma il problema è quando andrà meglio. L’Italia è in affanno. Il coronavirus ha stretto in un angolo interi settori produttivi ai quali i ristori hanno solo parzialmente dato una mano.
Nel Lazio, dove la pandemia ha colpito meno rispetto a regioni come Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, i dati sono però ugualmente impietosi. Il Pil ha perso il 10%, le esportazioni sono scese del 26,3% e 88.000 lavoratori sono stati licenziati. E poi il turismo si è fermato e alberghi, ristoranti e commercio ne hanno risentito in maniera pesante.
Secondo Bankitalia, le presenze negli hotel sono diminuite del 77,1%, l’occupazione del 51% e i prezzi delle camere del 22%. La scorsa estate, ha certificato Federalberghi, tre quarti delle strutture sono rimaste chiuse. E da allora le cose non sono cambiate. Anzi.

Significativo è il fatto che dal registro delle imprese è scomparso il 37,6% degli iscritti, dopo che un’infinità di società ha gettato la spugna. Riapriranno? Una parte forse sì, magari contando sui sostegni dello Stato e scommettendo sulle vaccinazioni, sul ripiegamento del Covid-19 e sul rilancio che seguirà i programmi inseriti nel pacchetto di miliardi di euro del Recovery Fund.
Se il diavolo non ci metterà la coda, l’occupazione potrebbe tornare a salire, i consumi dovrebbero recuperare un po’ del terreno perduto e, piano piano, l’Italia dovrebbe farcela a uscire dalle sabbie mobili.

Per questo il 2021 potrebbe segnare una inversione di tendenza. Ce n’è bisogno. E, soprattutto, ne hanno bisogno i giovani che, secondo un rapporto della Commissione Ue tratto da una ricerca di Eurostat, sono tantissimi quelli tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano e non si formano.
Sono un quinto di tutti i ragazzi italiani, un record in Europa: il 20,7% contro l’11,6% della media dell’Ue. Dopo di noi solo la Bulgaria (15,2%) e la Spagna (15,1%). Se si pensa che nel 2019 erano il 18,1% e nel 2018 il 19,2% si capisce bene come la pandemia abbia colpito duro le nuove generazioni e – va ricordato – anche le donne che hanno pagato più degli uomini la perdita del lavoro.

Per quanto riguarda “Lavoro Facile”, questo numero – che segna la ripresa delle pubblicazioni dopo la tradizionale pausa di fine anno – porta all’attenzione opportunità di impiego a tempo indeterminato e determinato. Nel primo caso è la pubblica amministrazione che, attraverso i concorsi, cerca 1.662 figure professionali per i ministeri dell’Economia, della Giustizia e dell’Interno (per leggere direttamente il servizio clicca qui). Per farsi avanti è sufficiente il diploma, ma occhio alla data di scadenza per l’invio della domanda.

Sono poI usciti i bandi per il Servizio civile universale: i posti a disposizione sono 46.891 destinati ai giovani tra i 18 e i 28 anni. L’impegno ha una durata variabile da 8 a 12 mesi. È previsto un rimborso mensile di 439,50 euro mensili (per leggere direttamente il servizio clicca qui).
A cercare personale è anche McDonald’s per una serie di nuove aperture (per leggere direttamente il servizio clicca qui). Infine, può essere utile leggere il capitolo su che cosa è cambiato dal 1° gennaio, dopo l’accordo sulla Brexit, per chi vuole lavorare o studiare in Gran Bretagna (Per leggere direttamente il servizio clicca qui)

Letto 403 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Gennaio 2021 15:40

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