Giovedì, 14 Gennaio 2021

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 1/2021

1) Il blocco dei licenziamenti: ansia per il dopo 31 marzo; 2) Una mamma e i turni di notte: vorrei rifiutarli ma posso?; 3) Meno chiacchiere e più fatti: l’Italia ha bisogno di lavoro; 4) Fate attenzione alle truffe tentate nel nome dell’Inps; 5) Voglio fare il portalettere ma non mi hanno mai chiamato; 6) Voi che fumate in strada ci mettete in pericolo

1) IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI: ANSIA PER IL DOPO 31 MARZO

Il 31 marzo scade il blocco dei licenziamenti. Si sente dire in giro che sarebbero tantissime le persone che potrebbero perdere il lavoro. Per l’occupazione sarebbe un’altra mazzata. Che cosa si sta facendo per scongiurare questa eventualità?
Tra i dipendenti della mia azienda c’è molta preoccupazione. Abbiamo provato a informarci ma nessuno si sbilancia.
Corrado L. - Per e-mail da Roma

Con la Legge di Bilancio 2021 (articolo 54, commi 11, 12 e 13) sono stato sospesi fino al prossimo 31 marzo tutti i licenziamenti individuali e collettivi.
L’iniziativa, che risale al 30 ottobre scorso, è direttamente collegata all’estensione della cassa integrazione per un analogo periodo di tempo, secondo quanto richiesto dai sindacati.
Al tema “Lavoro Facile” ha dedicato un intervento della consulente del lavoro Caterina Calderoli pubblicato sul numero 14, pagina 56, del 3 dicembre dal titolo: “Licenziamenti sì o no? Se conosci i tuoi diritti puoi difenderti meglio. Ecco ciò che devi sapere”.
Resta da capire, mentre scriviamo, che cosa accadrà dopo. Il governo, che non sembra orientato a rinnovare la proroga del blocco, dovrà mettere in campo misure alternative come, per esempio, l’ampliamento dell’assegno di ricollocazione e altre norme a tutela del reddito di chi perderà l’impiego.
Ma il punto principale resta quello di una strategia politica in grado di rimettere l’Italia sui binari della ripresa economica e produttiva. I soldi del Recovery Fund dovranno servire anche a questo perché non si può andare avanti con i soli sussidi mentre cresce la zavorra del debito.

2) UNA MAMMA E I TURNI DI NOTTE: VORREI RIFIUTARLI MA POSSO?

Fortunatamente ho un posto a tempo indeterminato in una struttura privata che lavora a ciclo continuo. Tutto bene, ma dallo scorso mese, per ragioni familiari (ho una figlia di 4 anni), non posso più effettuare i turni di notte che, di volta in volta, mi vengono richiesti. Prima del divorzio da mio marito non c'erano problemi, invece adesso...
Lucia P. - Per telefono da Roma

Il ministero del Lavoro ha chiarito, rispondendo a una specifica richiesta, che la/il lavoratrice/lavoratore possono rifiutare la prestazione notturna in quanto "unico genitore affidatario" di un minore di 12 anni. Ciò in virtù di quanto stabilito dall'articolo 11, comma 1 del Dlgs 66/2003.
Quindi, in base alle indicazioni fornite, Lucia P. deve essere esclusa da qualsiasi impegno notturno. In caso contrario, l'azienda può andare incontro a sanzioni.

3) MENO CHIACCHIERE E PIÙ FATTI: L’ITALIA HA BISOGNO DI LAVORO

Ho trascorso le feste di fine anno rispettando le restrizioni decise dal governo. Mi è mancata la compagnia dei miei cari ma la salute prima di tutto. Quindi non capisco chi continua a parlare di libertà negate come se la pandemia che ci assedia sia uno scherzo.
Noi italiani siamo fatti così: se uno dice bianco subito c’è un altro cha è pronto a dire nero. Ho apprezzato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che di fronte al coronavirus dilagante e ai troppi morti non ha esitato a chiudere la Germania. Sì, qualcuno ha protestato ma niente a che vedere rispetto alle polemiche che hanno diviso, e stanno dividendo, il nostro Paese. Che sconforto!
Matilde Rocchi - Per e-mail da Roma

Sono un ristoratore e fino all’arrivo del coronavirus riuscivo a cavarmela abbastanza bene. Ma prima il lockdown di marzo, poi la decisione della chiusura alle ore 18 e, infine, la zona rossa che ha impedito di lavorare a Natale e Capodanno mi hanno assestato un brutto colpo.
I ristori aiutano ma non sono sufficienti a coprire le spese. Altri colleghi sono in difficoltà e se i vaccini non faranno il miracolo saranno guai seri.
Spero, e speriamo, in una ripresa in primavera magari anche grazie allo sblocco del turismo. Andrà così? Di mezzo ci sono tanti posti di lavoro perché l’industria dell’accoglienza è tra le principali del nostro Paese…
Giancarlo F. - Per telefono da Terracina

Leggo che gran parte degli alberghi sono in crisi, che molti ristoranti rischiano di abbassare definitivamente la saracinesca e che un’infinità di bar non sanno come andare avanti. Credo che sia più o meno così in tutti i Paesi colpiti dalla pandemia.
È una vera e propria guerra che riusciremo a vincere se l’Europa si mostrerà unita e determinata. Una prima risposta c’è stata con il programma Next Generation Ue senza il quale povera Italia e povero Vecchio Continente.
Ciò che ancora manca è però una vera coscienza comunitaria. Che senso ha la fronda di Polonia, Ungheria e degli altri “frugali”? Solo una battaglia decisa e unitaria può sconfiggere il coronavirus e tutti coloro che ancora cavalcano spinte ormai superate dalla storia.
Mi riferisco al rispetto dei diritti, della legalità, della libertà di stampa, dell’indipendenza dei poteri, e così via. Chi non ci sta deve essere allontanato dall’Unione europea. Una volta superata la pandemia, l’Ue deve dimostrare di essere cresciuta sotto tutti i punti di vista. Se così sarà, allora questi giorni bui saranno serviti a farci fare un bel salto in avanti.
Marisa Corsini - Per e-mail da Roma

Non so se il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riuscirà a terminare la legislatura. Da una parte me lo auguro ma dall’altra temo un flop per quanto riguarda la gestione dei duecento e passa miliardi di euro che ci stanno per arrivare dall’Europa.
Palazzo Chigi e il governo sapranno essere all’altezza? È un’occasione unica e irripetibile. Ci vogliono idee chiare e polso fermo. E un’esperienza che, purtroppo, pochi hanno tra coloro che ci governano.
Ci sono milioni di persone che sono in attesa di posti di lavoro che possono saltare fuori solo se l’economia riprende a tirare. I sussidi vanno bene per tamponare la situazione ma quello che occorre è un forte rilancio della produzione e dell’innovazione.
Auspico a Conte di riuscire nell’impresa perché se dovesse fallire le conseguenze negative ricadranno su di noi e sulle prossime generazioni.
Carlo Volpi - Per e-mail da Roma

Ma si può andare avanti così? Prima un annuncio, poi la smentita. Prima un impegno, poi l’esatto contrario. Prima tutti aperti, poi tutti chiusi. Prima scuole aperte, poi chissà. Prima “abbiamo i ministri più bravi”, poi porte aperte al rimpasto.
L’Italia si tiene a galla per miracolo. Altre settimane di questo caos e finiremo in fondo al mare.
Michele Signori - Per telefono da Roma

Lavoro, lavoro, lavoro e ancora lavoro. Non mi pare che l’argomento sia in cima ai pensieri di chi ci governa. Bene gli aiuti, il reddito di cittadinanza, i ristori e quant’altro. Ma i posti?
Non sono ottimista. Non lo sono perché non vedo ai posti di comando gente che sappia padroneggiare la materia. Ognuno tira acqua al proprio mulino. Insomma, un’Italia piccola piccola di fronte a problemi enormi.
Annalisa C. - Per telefono da Latina

La cosa certa è che Bruxelles metterà a disposizione dell’Italia 209 miliardi di euro tra prestiti e risorse a fondo perduto. La somma stanziata per l’Europa intera è di 750 miliardi di euro (360 miliardi di euro sotto forma di prestiti e 390 miliardi di euro sotto forma di sussidi).
La prima tranche, circa 30 miliardi di euro, arriverà tra marzo e aprile. Per averli l’Italia dovrà presentare un piano nazionale di spesa in linea con le raccomandazioni indicate dalla Commissione tra cui lotta al Covid-19, contrasto all’evasione, alla corruzione e al lavoro sommerso, riduzione dei tempi della giustizia, riduzione della spesa pubblica, innovazione tecnologica.
Sul piano di spesa, tra i partiti della maggioranza, ci sono punti di vista non sempre coincidenti anche sul versante della gestione e della ripartizione dei fondi. Ma alla fine un documento compiuto e articolato dovrà essere recapitato alle istituzioni dell’Unione europea.
Hanno ragione quei lettori che lamentano una scarsa sensibilità verso il mondo dell’occupazione. Non c’è dubbio che la pandemia ha travolto tutto e tutti e che la principale difesa è stata quella di assicurare un sostegno a chi è stato messo all’angolo.
Ma con il Recovery Fund-Next Generation Ue una svolta si impone. Non ce lo chiede solo l’Europa ma ne ha bisogno urgente il Paese che è ormai al limite della sopportazione. Qui, almeno finora, i ritardi sono evidenti. L’Europa ci aiuta ma noi dobbiamo saperci aiutare.

4) FATE ATTENZIONE ALLE TRUFFE TENTATE NEL NOME DELL’INPS

Qualche giorno fa al portiere dello stabile dove abito si sono presentate due persone che, dichiarandosi alle dipendenze dell’Inps, hanno detto di avere appuntamento con dei condomini per comunicazioni urgenti.
Dopo alcune telefonate, si è scoperto che nessuno stava aspettando incaricati dell’Istituto di previdenza. Al che i due hanno detto che forse c’era stato un malinteso e se ne sono andati preannunciando che sarebbero ritornati.
La cosa ha insospettito il portiere che ha avvisato l’amministratore il quale, dopo una veloce verifica, ha dato disposizione di non consentire l’accesso a chiunque si presenti a nome dell’Inps.
Voglio segnalare questo episodio per mettere in guardia tutti i cittadini perché le truffe sono sempre più frequenti.
Manuela Rossetti - Per e-mail da Roma

È stato accertato che tra Natale e l’Epifania i raggiri crescono in maniera esponenziale soprattutto quelli che arrivano sul nostro pc sotto forma di richiesta di informazioni, di dati per l’emissione di contributi a favore, di aggiornamento carte di credito, e così via.
La Polizia postale (https://www.commissariatodips.it/profilo/contatti/index.html) invita a fare molta attenzione e così anche l’Inps (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=54629) che proprio per il verificarsi di episodi come quelli appena segnalati ha emesso lo scorso 16 dicembre un vademecum con informazioni e notizie utili per non cadere in trappola.
Più nel dettaglio, si mette in evidenza come sia molto diffuso l’invio di false e-mail che invitano – appunto – ad aggiornare i propri dati personali o le proprie coordinate bancarie, tramite un link cliccabile, per ricevere l’accredito di fantomatici pagamenti e rimborsi da parte dell’Istituto.
Ci sono raggiri che sfruttano anche l’emergenza pandemia. In questo caso, con la scusa dell’invio di un bonus di 600 euro o di altre indennità Covid-19, si chiedono i riferimenti della carta di credito.
L’Istituto, inoltre, nel sottolineare che non invia mai incaricati presso il domicilio degli utenti o degli assistiti, avverte di: 1) non dare seguito a richieste che arrivano per e-mail non certificate, telefono o tramite il porta a porta; 2) diffidare di qualsiasi persona che dichiari di essere un incaricato o funzionario dell’Inps e sostenga di dovere effettuare accertamenti di varia natura; 3) prestare la massima attenzione alle comunicazioni che si ricevono, non cliccare sui link di e-mail di origine dubbia e verificare sempre l’indirizzo di provenienza.

5) VOGLIO FARE IL PORTALETTERE MA NON MI HANNO MAI CHIAMATO

A proposito di portalettere e smistatori, di tanto in tanto Poste Italiane lancia campagne di ricerca per trovare questo tipo di personale. È un lavoro che mi interessa e ho sempre inviato (o aggiornato) il mio curriculum.
Non sono mai stato chiamato. E adesso mi chiedo: sono posti veri oppure si tratta di iniziative che servono all'azienda – di fronte alle tante lamentele per la scarsa qualità del servizio di recapito – per dimostrare che qualcosa sta facendo?
B. U. - Per e-mail da Roma

Le assunzioni a tempo determinato sono reali in quanto, soprattutto d'estate e durante il periodo di fine anno, ci sono da coprire i vuoti che si aprono per la gestione delle ferie e una maggiore attività di consegna. Sennò l'intero servizio andrebbe in tilt, con gravi danni per gli utenti che già adesso devono fare i conti con ritardi eccessivi e disfunzioni varie.
Quindi non si tratta di iniziative di facciata ma di opportunità di lavoro reali. Quanto al perché della mancata chiamata è difficile dire. Certo, le domande che affollano il data base di Poste Italiane sono sempre migliaia e, di conseguenza, il rischio di restare fuori esiste. Comunque, le selezioni sono gestite dalla funzione Risorse umane dell'azienda, che contatta telefonicamente i profili ritenuti interessanti attraverso una prima analisi dei curricula registrati nella pagina web e-Recruiting.
Con la telefonata di convocazione, si riceve anche l'invito a presentarsi al colloquio, forniti di una serie di documenti. Che sono: un documento di identità (la patente di guida valida, per chi effettuerà il lavoro di portalettere), il certificato penale di data non anteriore a 3 mesi, il certificato degli studi compiuti, i certificati di nascita, di cittadinanza, di residenza, lo stato di famiglia (l’interessato dovrà comunicare anche l’eventuale domicilio fiscale se diverso dalla residenza), la copia del codice fiscale e un certificato medico dal quale risulti l’idoneità al lavoro.

6) VOI CHE FUMATE IN STRADA CI METTETE IN PERICOLO

Con i problemi del lavoro c’entra poco ma vi invio lo stesso questa e-mail. La stragrande maggioranza degli italiani rispetta le misure anti-Covid ma c’è anche chi se ne infischia tenendo la mascherina abbassata o non rispettando le misure di sicurezza. A me danno particolarmente fastidio quelli che fumano in strada lanciando in aria nuvolette di fumo ignorando chi gli sta passando accanto.
È una segno di maleducazione che può mettere a rischio la salute degli altri. Se proprio si vuole fumare che si faccia almeno attenzione e ci si preoccupi di evitare di incrociare gli altri. C’è chi scambia la libertà per fare ciò che gli pare…
Lina Costi - Per e-mail da Roma

La mia libertà finisce dove comincia la tua, diceva Martin Luther King. Una frase semplice ma ricca di significato. Nel caso specifico, la libertà di fumare non può penalizzare la libertà degli altri, specie con il coronavirus sempre così presente.

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