Giovedì, 03 Dicembre 2020

L’Editoriale. Lo Stato assume e i ministeri respirano

Alla fine la conferma è arrivata dalla Legge di Bilancio: lo Stato ha stanziato un bel po’ di soldi per assumere 51.121 figure professionali, la maggioranza a tempo indeterminato. La decisione era nell’aria e “Lavoro Facile” ne ha già parlato. Adesso, però, è tutto messo nero su bianco, con i numeri, le date, chi dovrà prendere chi e per che cosa.
I ministeri stanno aspettando i rinforzi a braccia aperte. Quello della Pubblica istruzione, ma anche quelli dei Beni culturali, della Difesa, della Giustizia, della Salute, dell’Economia, dell’Interno e delle Politiche agricole: tutti hanno bisogno di rinforzi perché, a causa del lungo blocco del turn over, gli organici si sono ridotti mettendo a rischio la normale operatività delle strutture.

Per l’occupazione è una bella boccata d’ossigeno che non mancherà di stimolare pure l’indotto. Inoltre, nell’ambito delle risorse che si ritrovano in cassa, anche Comuni e Regioni potranno darsi da fare, e lo faranno sicuramente in quanto è noto che gli Enti locali non se la passano bene sul versate del personale.
Nelle pagine che seguono si possono leggere le informazioni utili per farsi trovare preparati quando cominceranno a uscire i concorsi. Che, secondo quanto abbiamo appreso da fonti qualificate, i primi dovrebbero apparire sulla “Gazzetta Ufficiale” nelle prossime settimane.
Nel servizio dedicato proprio alla pubblica amministrazione (Luisa Gallino e pagina 20) c’è l’elenco completo delle assunzioni con i tempi previsti, i ruoli ricercati e i requisiti necessari per farsi avanti. Ci sono anche i siti da tenere d’occhio dove si possono leggere i bandi.
Tra l’altro, qualche ministero, come quello della Giustizia, si è portato avanti e ha in corso la ricerca di 550 tra direttori per le Corti d’Appello e funzionari per le sedi sparse in Italia (Marta Carboni a pagina 56).

Ma è chiaro che la PA da sola non può risolvere il problema del lavoro. Un contributo decisivo devono darlo le aziende grandi, medie e piccole che, costrette all’angolo dalla pandemia del coronavirus, stanno scaldando i motori per ripartire.
L’arrivo dei finanziamenti del Recovery Fund potrebbe fare da innesco se il governo saprà farsi trovare pronto e con le idee chiare. La speranza è che l’Italia sappia mettere insieme le energie migliori e organizzare una strategia in grado di trascinare il Paese fuori dalle sabbie mobili.

Comunque, oltre ai concorsi, c’è dell’altro. Per esempio, l’inaugurazione a Roma di Maximo, la cittadella dello shopping sulla via Laurentina, ha creato centinaia di opportunità di impiego e ce ne sono ancora, soprattutto per addetti vendita (Carlotta Pane a pagina 32).
Da non perdere il capitolo dedicato a Eures dove si può scoprire che in Europa ci sono migliaia di offerte rivolte in particolare ai giovani che attendono solo di essere prese in considerazione (Laura Ardigò a pagina 64).

Altri tre sono gli argomenti che abbiamo voluto affrontare. Uno si riferisce ai rider, cioè a quell’esercito di ciclo-fattorini che porta i pranzi e le cene a domicilio. Qui ci sono importanti novità con l’emergere di contratti di tipo subordinato (Antonella Cicconi a pagina 40). Un altro tema passa in rassegna gli incentivi che possono finire nelle tasche di chi sta affrontando momenti difficili (Katia Calderoni a pagina 72).
Infine, nel settore del franchising, c’è un’iniziativa che può interessare chi pensa di scendere in campo nel mondo dell’insegnamento: in Italia, infatti, sta sbarcando il metodo Kumon che mette i bambini nella condizione di studiare meglio e con successo. Se vuoi aprire la tua classe ecco le notizie che aspettavi (Manuela Scotti a pagina 60).

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