Giovedì, 22 Ottobre 2020

Il Sondaggione. Più lavoro con il Recovery Fund? Bene i soldi dall’Europa. Però…

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Ce la farà il governo con il Recovery Fund a rilanciare l lavoro? a) Sì; b) No”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il ministro dell’Economia prevede per il 2021 una crescita del Pil del 6%? a) È possibile; b) No, è un dato troppo alto”. Per rispondere c'è tempo fino al 12 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 4 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I precedenti non sono confortanti. L'Italia non è mai riuscita a spendere tutti i soldi che l'Unione europea ha stanziato per gli Stati membri, impastati come siamo di collusioni, incapacità e burocrazia. E non credo che questa volta andrà meglio. Poca fiducia in questo esecutivo.
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Non ce la fa.
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Sì, sicuramente.
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La speranza è che la possa fare. Però non ne sono sicuro.
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Senza in Recovery Fund l’Italia sarebbe colata a picco.
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Il Recovery Fund può essere di grande aiuto ma ce la farà ad arrivare in tempo?
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La ripresa dell’Italia dipende dalle risorse che l’Europa ci mette a disposizione. Per ora è tutto sulla carta. Bisogna darsi da fare per accelerare le procedure affinché quei soldi ci vengano messi a disposizione al più presto.
Claudio Sgroi - Per e-mail da Roma

Più di 200 miliardi di euro non sono uno scherzo ma poi dobbiamo essere in grado di spenderli bene.
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Con il coronavirus che ha ripreso a correre in mezzo a noi c’è poco da stare allegri. Se si dovesse andare incontro a un nuovo lockdown, soldi o non soldi, il lavoro difficilmente ne uscirà bene.
Carlo Bosco - Per e-mail da Roma

Il Recovery Fund è uno spiraglio ma se non arriva il vaccino anti-Covid continueremo a ballare sull’orlo del baratro. E forse un po’ più in là.
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Senza l’Europa le speranze di ripresa sarebbero ridotte all’osso. Per il lavoro decisivo sarà il Recovery Fund.
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Vanno aiutate le imprese, vanno aiutati gli italiani che si trovano in difficoltà, va aiutato lo Stato a modernizzarsi. E, soprattutto, si deve tenere a bada il coronavirus. Il governo ce la farà a gestire una situazione così complicata? Non sarà facile.
Rosaria Roberti - Per e-mail a Roma

Non sono ottimista.
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Con il Recovery Fund il lavoro potrebbe ritrovare lo slancio. Senza quei soldi sarebbe la fine.
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L’Italia, almeno fino alla prima settimana di ottobre, è riuscita a evitare una seconda ondata di contagi. Intorno a noi, però, il coronavirus pare fuori controllo. Per il lavoro non è una buona notizia perché molte nostre aziende vanno avanti con l’export e se l’Europa si ferma addio ripresa e addio occupazione.
Nello Coletti - Per e-mail da Latina

Sulla carta il Recovery Fund può essere l’ancora di salvezza. Però ci vogliono leader capaci di guidare l’Italia con mano ferma e idee chiare in testa. E qui non siamo messi bene.
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Ormai da decenni il lavoro è la Cenerentola del Paese. Tutte le riforme per rilanciarlo sono servite a poco se non a sperperare inutilmente denaro. Penso ai Centri per l’impiego (a che cosa servono?), penso ai tanti navigator assunti (a che cosa servono?), penso ai troppi e spesso inutili corsi di orientamento e formazione pagati dallo Stato (a che cosa servono?). Saremo in grado di invertire la tendenza approfittando del Recovery Fundf? In giro non vedo personaggi all’altezza.
Vittoria Pini - Per e-mail da Roma

L’Italia ce la farà a rimettersi la testa sulle spalle? Il punto è questo. Sennò i miliardi del Recovery Fund rischiano di finire nelle tasche sbagliate e la ripresa del lavoro resterà un sogno.
Enrico Fantini - Per e-mail da Livorno

Mi pare che siamo stati bravi a contenere il coronavirus e, comunque, ci siamo comportati meglio degli altri. Gestire la ripresa è un altro paio di maniche. Speriamo bene.
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Se non buttiamo al vento l’opportunità del Recovery Fund possiamo farcela.
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Non c’è dubbio che siamo stati bravi nelle trattative con l’Europa tanto che siamo riusciti a ottenere ciò che sembrava impossibile. Ma il difficile viene adesso.
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Se non si rilancia il lavoro possiamo pure chiudere bottega.
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Con l’incubo del Covid-19 sarà difficile organizzare la ripresa. E quindi rilanciare il lavoro.
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Mi vengono i brividi pensando a un’Italia senza Recovery Fund.
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Insieme al lavoro dobbiamo sistemare anche il nostro sistema sanitario. Per questo non capisco chi si ostina a non volere i soldi del Mes. I primi del Recovery Fund arriveranno – così ho letto – non prima di giugno. Intanto prendiamo e utilizziamo quelli del Meccanismo europeo di stabilità.
Andrea Simoni - Per e-mail da Roma

Letto 161 volte Ultima modifica il Giovedì, 22 Ottobre 2020 19:01

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