Giovedì, 07 Maggio 2020

L'Editoriale. Fase-2, se il lavoro c’è che batta un colpo

Piano piano l’Italia prova a ripartire. È inutile ricordare le cifre della caduta della nostra economia dovuta al coronavirus. Giornali e televisioni ce le propongono in ogni momento e ormai le abbiamo imparate quasi a memoria. Noi, e gli altri Paesi, siamo messi male. Ma stavolta mal comune non fa mezzo gaudio. L’unica consolazione, se così si può dire, è che o se ne esce tutti insieme o saranno guai per tutti. Sembrano averlo capito anche le istituzioni europee, seppure con qualche eccezione. Solo che adesso dalle parole bisogna passare ai fatti. E rapidamente.
In sostanza, i soldi dei piani di salvataggio messi a punto dall’Ue devono arrivare subito a destinazione. Di mezzo c’è la sopravvivenza di milioni di persone e del sistema uscito dalle rovine della seconda guerra mondiale. Le prossime settimane saranno decisive. Sia per sapere come la Fase 2 sta impattando con Covid-19 sia per verificare se le misure di sostegno cominceranno a mandare i primi segnali positivi.

C’è da sperarlo. Anche se si sa che il recupero sarà complicato. Per quanto riguarda Roma e il Lazio, proprio in occasione del Primo Maggio, Antonio Macaluso sul “Corriere della Sera” ha ricordato come la nostra Regione, prima della pandemia, era al primo posto in Italia in termini di tasso di crescita: 1,4% contro una media nazionale dello 0,44%. Le aziende in attività erano 662.514 e quelle di Roma (337.489) superavano quelle di Milano (285.528). Anche il tasso di disoccupazione era sceso all’8,1%, il valore più basso dal 2008.

Su questo si è abbattuto il coronavurus. Il sistema Roma-Lazio – rispetto a Milano e alla Lombardia, a Torino e al Piemonte, a Bologna e all’Emilia Romagna – è riuscito a cavarsela meglio in fatto di contagi, però occorre invertire la pesante tendenza negativa che si è impadronita del mondo del lavoro e della produzione.
Non sarà semplice. Il turismo, uno dei settori più importanti, è in ginocchio e con Covid-19 ancora in circolazione e con il quale dobbiamo imparare a convivere, continuerà a fare danni. A soffrire è l’insieme delle attività collegate: gli alberghi, i ristoranti, i negozi dello shopping, l’offerta storica e culturale.

Ma questa è la situazione e da qui si deve ripartire facendo leva su quei comparti che sono riusciti a tenere botta. Come, per esempio, il farmaceutico dell’area a Sud di Roma dove alcune imprese si sono distinte nella ricerca di laboratorio per trovare il vaccino anti-coronavirus (vedi Advent-Irbm di Pomezia in collaborazione col Jenner Institute della Oxford University). In più c’è il comparto pubblico che con i suoi 400.000 dipendenti continua a garantire una non secondaria capacità di spesa.

Certo, per rilanciare industria e occupazione è necessario sbloccare le grandi opere e da noi ce ne sono un bel po’ pronte a partire. Inoltre, chi è alla ricerca di un impiego può sempre dare un’occhiata alle offerte che pubblichiamo nelle pagine che seguono: da Enel alle Ferrovie di Stato, dai concorsi indetti dal ministero dell’Istruzione alle proposte provenienti dalle piccole e medie imprese. Forza, proviamo a tirarci su.

Letto 210 volte Ultima modifica il Giovedì, 07 Maggio 2020 18:00

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