Giovedì, 26 Marzo 2020

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 5/2020

1) Coronavirus. la voce dei lettori; 2) Covid-19. Grazie ai medici e infermieri; 3) Come ottenere il bonus baby sitter; 4) Dal piccolo furto al licenziamento; 5) Il costo dell’abbandono scolastico

1) CORONAVIRUS. LA VOCE DEI LETTORI

D) Forse il coronavirus all’inizio è stato preso alla leggera. Poi siamo corsi ai ripari e le misure che abbiamo adottato sono state prese da esempio. Mi pare che, tutto sommato, ci stiamo comportando bene. Una bella prova dell’Italia in un momento davvero drammatico.
Carlo Leoni - Per email da Roma

D) Ma non ci avevano detto che il Covid-19 era poco più di un’influenza? Probabilmente è stato anche questo a non suscitare subito quell’allarme che sarebbe stato doveroso. Eppure non ho sentito nessuno fare autocritica.
Cinzia Montini - Per e-mail da Roma

D) Leggo che sono decine di migliaia i controlli di polizia e carabinieri e che sono tanti coloro trovati in strada senza un motivo valido. C’è sempre gente che se ne frega delle regole nonostante il rischio di dare un’ulteriore spinta al contagio. Spero che vangano punti con severità.
Roberta F- Per e-mail da Firenze

D) L’incalzare degli eventi, il susseguirsi dei contagiati e dei morti, la ricerca delle apparecchiature sanitarie per arginare la corsa dell’epidemia e le misure da mettere in campo per salvare la nostra economia, ci hanno fatto rapidamente scordare le dichiarazioni rilasciate via via da importanti esponenti politici.
A questo punto è inutile rilanciare la polemica. Ma quando tutto sarà passato non sarà male rileggere un po’ la storia del coronavirus in Italia. Ricordo al volo che ci sono stati personaggi di primo piano che hanno bollato le prime misure restrittive come un attentato alla libera circolazione e all’economia. Salvo poi invertire la rotta e auspicare un bocco totale e impenetrabile.
Un consiglio a qualche giornalista di buona volontà: perché non prendere nota di tutto e poi scrivere un libro? Così, giusto per non dimenticare.
Claudio Sforza - Per telefono da Roma

D) Un applauso convinto al primo ministro Giuseppe Conte. Un paio di anni fa era sostanzialmente uno sconosciuto. Oggi, di fronte al cataclisma coronavirus, ha dimostrato di saperci fare riuscendo a mediare tra posizioni all’inizio anche contrastanti.
Non so quando e come finirà la sua avventura a Palazzo Chigi. Ma di sicuro si è guadagnato sul campo meriti e consensi. Tutto propellente per una futura carriera di leader politico.
Cesare Fiorini - Per e-mail da Roma

D) Un primo piano da 25 miliardi contro i danni provocati coronavirus e un altro è in arrivo. Giusto. Del resto non si poteva fare altrimenti. Anche gli altri Paesi hanno fatto lo stesso. Il punto è che sono soldi che vanno ad accrescere il nostro debito che è già astronomico.
Come e quando potremo rimetterci in carreggiata? La speranza è che siccome i problemi non sono soltanto nostri, l’Europa nel suo insieme possa adottare programmi di rilancio dell’economia che non tengano più conto dei vecchi parametri. Insomma, dalla crisi potrebbe uscire fuori un’Unione non più dominata dalle banche ma dalla politica. Utopia?
Gianni Di Bella - Per telefono da Roma

D) È anche grazie ai giornali e ai loro approfondimenti se siamo riusciti a non cadere preda delle fake news che pure in questa triste circostanza non hanno mancato di confondere e di rompere le scatole. La stampa libera resta sempre un pilastro della nostra democrazia.
Michele Filzi - Per e-mail da Roma

R) Sono molti i messaggi arrivati in redazione sul coronavirus. Li abbiamo divisi in due blocchi. Il primo, questo, comprende quelli di carattere più generale che prendono in considerazione aspetti diversi. Il secondo fa riferimento al lavoro del personale sanitario che costituisce davvero la prima linea contro la diffusione dell’epidemia.
Ci piace ricordare ciò che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto lo scorso 5 marzo: “Desidero esprimere sincera vicinanza alle persone ammalate e grande solidarietà ai familiari delle vittime. Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno di sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione. Alla cabina di regia costituita dal governo spessa assumere – in maniera univoca – le necessarie decisioni di collaborazione con le Regini, coordinando le varie competenze e responsabilità… Dobbiamo e possiamo avere fiducia nell’Italia”.

2) COVID-19. GRAZIE AI MEDICI E INFERMIERI

- Medici, infermieri e tutti coloro che da settimane combattono sul fronte del coronavirus sono il volto migliore dell’Italia.
Loretta Spini - Per e-mail da Roma

- Il coronavirus sta mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario. Però meno male che ce l’abbiamo. Provo un brivido pensando a quei cittadini americani che non possono pagarsi l’assicurazione e che per una semplice visita al pronto soccorso devono sborsare fino a 3.000 dollari. Difendiamo ciò che abbiamo. Anzi, se possibile, miglioriamolo.
Marcello Vietti - Per e-mail da Roma

- A chi sta operando nei nostri ospedali va tutto il mio ringraziamento. L’Italia non è tutta da buttare via. Coraggio.
R. B. - Per e-mail da Frosinone

- Infermiere stremate dalla fatica, medici che non vanno nemmeno a casa per non lasciare le corsie, volontari che si prodigano come non mai per dare una mano a chi ne ha più bisogno. È proprio bella quest’Italia dell’abnegazione e del dovere.
Marco Bucci - Per e-mail da Roma

- Grazie a tutti quanti stanno lavorando negli ospedali. Senza di loro non so che cosa sarebbe successo. Confido che i nostri ricercatori sappiano trovare il vaccino contro il coronavirus. Viva l’Italia.
Stefania Corsi - Per e-mail da Roma

- Non vanno in televisione a gonfiare il petto, non rilasciano interviste se non quando è necessario, i loro nomi sono sconosciuti ai più: eppure sono loro, i nostri medici e i nostri infermieri, che stanno salvando l’Italia. Serietà e professionalità. Tanti politici dovrebbero prendere esempio.
Ettore Marchi - Per e-mail da Roma

- Un applauso a medici e infermieri. Ricordiamoci di loro anche quando sarà passata l’emergenza del coronavirus.
Paola Mantovani - Per e-mail da Latina

- Se penso al premier britannico, Boris Johnson, che per contrastare il coronavirus ha parlato di “immunità di gregge” correndo il rischio di 250.000 morti, mi vengono i brividi. Ma in Inghilterra non ci sono scienziati capaci di mettergli il bavaglio? Una volta tanto l’Italia non deve vergognarsi.
Sandro J. - Per e-mail da Roma

- Il nostro sistema sanitario ha barcollato ma ha retto. Sono orgogliosa di essere italiana. E di avere i medici e gli infermieri che in queste settimane hanno evitato che il coronavirus spegnesse il Paese.
Claudia Ricci - Per e-mail da Roma

3) COME OTTENERE IL BONUS BABY SITTER

D) Mia moglie ed io, fortunatamente, stiamo bene e continuiamo a lavorare. I provvedimenti adottati dal governo non sono male ma si poteva fare qualcosa di più. Abbiamo un figlio di 9 anni e siamo interessati al bonus baby sitter.
Abbiamo letto il testo del decreto ma questa parte non viene spiegata nei dettagli. Che cosa si deve fare per ottenere il sussidio?
Antonio Bacci - Per e-mail da Roma

R) In effetti per ottenere il bonus baby sitter ci vuole qualche passaggio burocratico. Per esempio, siccome il versamento – dopo averne fatto richiesta al datore di lavoro – viene effettuato dall’Inps sul “libretto di famiglia” è chiaro che bisogna esserne in possesso. Si tratta di un “libretto” nominativo prefinanziato composto di titoli di pagamento il cui valore nominale è pari a 10 euro, utilizzato per compensare le attività lavorative sporadiche e saltuarie di durata non superiore a un’ora. Chi non ce l’ha può acquistarlo tramite il “portale dei pagamenti” dell’Istituto di previdenza.
In più, sia la famiglia che la baby sitter dovranno registrarsi al servizio online dedicato: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=51098.
Il bonus, che può essere utilizzato dalle famiglie che hanno figli fino a 12 anni e che è un’alternativa al congedo straordinario, ha un valore di 600 euro che sale a 1.000 euro se i genitori fanno parte del personale della sanità (medici, infermieri, ricercatori e tecnici di laboratorio).

4) DAL PICCOLO FURTO AL LICENZIAMENTO

D) È vero che un dipendente, sorpreso a commettere un piccolo furto all’interno dell’azienda presso la quale lavora, può essere licenziato in tronco?
L. M. - Per e-mail da Roma

R) A mettere fine a interpretazioni spesso divergenti è intervenuta tempo fa la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 20527/08, ha stabilito – entrando nel merito della vicenda di un dipendente sorpreso a rubare un profumo del valore di pochi euro e per questo messo alla porta – che il licenziamento è nelle circostanze legittimo, in quanto non è rilevante il valore economico del bene quando il fatto in se stesso, che è tale da compromettere il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore.
In sostanza – ha detto la Suprema Corte – il recesso per giusta causa adottato dall’azienda è fondato, rigettando con ciò le eccezioni presentate dalla difesa del dipendente nel tentativo di correggere l’analoga decisione contenuta nei precedenti gradi di giudizio.

5) IL COSTO DELL’ABBANDONO SCOLASTICO

D) Se è vero – come è vero – che l’ascensore sociale si è fermato ciò è dovuto, secondo me, al fatto che la scuola non è più in grado di preparare i giovani alle necessità del mondo della produzione. Fino a qualche anno fa un diploma o una laurea erano dei passaporti più che validi. Oggi se non si ha quel diploma o quella laurea si è tagliati fuori.
Per questo tanti ragazzi non riescono a trovare lavoro. La responsabilità è di chi dovrebbe fare orientamento e non lo fa (o lo fa male) e della scuola che si preoccupa solo di riempire le aule e poi che ognuno si arrangi.
Carla Simoni - Per e-mail da Roma.

R) L’ascensore sociale si è fermato perché, come è stato rilevato più volte, i giovani che provengono da famiglie ricche o comunque senza problemi di portafoglio, hanno potuto continuare a frequentare percorsi scolastici migliori e costosi in grado di garantire, al termine, una via preferenziale all’occupazione. Non è una novità però le crisi che si sono succedute hanno senza dubbio accentuato il fenomeno.
Ma c’è di più. Per esempio, negli ultimi 5 anni l’abbandono scolastico ha subito una notevole impennata tanto che dei 6.114.644 iscritti al primo anno delle superiori ben 1.744.142 non hanno concluso gli studi.
Siccome per ogni studente delle secondarie superiori lo Stato spende ogni anno circa 7.000 euro, il costo della dispersione scolastica si aggira intorno ai 27,44 miliardi di euro.
Da aggiungere il costo a perdere di chi ce l’ha fatta a prendersi una laurea ma poi si è visto costretto, per trovare lavoro, a portare le sue conoscenze in un altro Paese.

Letto 327 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Marzo 2020 12:19

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