Giovedì, 13 Febbraio 2020

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 2/2020

1) Lavorare e studiare in GB: e ora?; 2) Il lavoro, la Cina e il coronavirus; 3) Quegli ospedali costruiti in 10 giorni; 4) Cosa fare delle ferie non fatte?; 5) Infortuni domestici: così le tutele

LAVORARE E STUDIARE IN GB: E ORA?

D) Il premier britannico Boris Johnson ha tenuto fede agli annunci e l’Inghilterra è uscita dall’Unione europea. Prima un referendum e poi la vittoria dei conservatori alle ultime elezioni hanno sancito la separazione. 

Insomma, è stata rispettata la volontà popolare. A me, sinceramente, dispiace perché in un mondo sempre più globalizzato il Vecchio Continente può avere più voce in capitolo solo se riesce a parlare con una sola voce.
Vedremo che cosa accadrà. Intanto, ciò che vorrei capire è come deve comportarsi chi, per lavoro, vuole trasferirsi a Londra o in altre città del Regno. Che cosa è cambiato? È più facile o più difficile? Quali i diritti e quali i doveri?
Marcella Ignazi - Per telefono da Roma

R) Dallo scorso 31 gennaio la Gran Bretagna è fuori dall’Unione europea. Il distacco è la conseguenza del voto del referendum del 23 giugno 2016 che ha visto prevalere i fautori del “leave” su quelli del “remain” (51,9% contro il 48,1%).
Da allora c’è stata una lunga trattativa con l’Ue per la gestione del distacco. Questi i punti principali: 1) la GB è già fuori dalle istituzioni europee tanto che i suoi europarlamentari sono già stati sostituiti da altri dei Paesi membri; 2) Londra non parteciperà più ai vertici dell’Ue; 3) fino al prossimo 31 dicembre i rapporti commerciali con l’Unione resteranno quelli in vigore prima della Brexit; 4) nel frattempo continueranno i negoziati per definire i dettagli del divorzio; 5) Boris Johnson potrebbe chiedere, entro giugno, di prolungare questa trattativa fino al 31 dicembre 2021 ma quasi sicuramente non lo farà.
Per quanto riguarda il lavoro e gli spostamenti in Gran Bretagna, fino al 31 dicembre cambierà poco o nulla in quanto non interverranno novità nella libera circolazione. Ma dal 1° gennaio 2121 saranno necessari visti e passaporti.
E non solo. Londra ha intenzione di rendere più severo il sistema dell’immigrazione per scoraggiare l’arrivo di manodopera di basso livello e favorire quella più qualificata. In sostanza, ogni richiesta verrà valutata sulla base delle capacità professionali, della conoscenza dell’inglese e del possibile livello salariale.
Per chi già si trova in GB il quadro è più semplice ma niente è automatico perché ci si dovrà registrare al “settlement scheme”. Comunque, chi ci vive da più di 5 anni può ottenere la residenza permanente. Chi ci vive da meno tempo può richiedere un permesso temporaneo di soggiorno e poi, una volta maturati i 5 anni, avere la residenza permanente. Ciò vale anche per chi arriva in Gran Bretagna entro al fine di quest’anno.
Per gli studenti italiani aumenteranno sicuramente le rette universitarie in quanto verranno equiparati a quelli dei Paesi extra-europei. Invece, il governo britannico si è impegnato a proseguire il programma Erasmus.

IL LAVORO, LA CINA E IL CORONAVIRUS

D) Al popolo cinese, alle prese con il coronavirus, va tutta la mia solidarietà. L’epidemia mi ha comunque fatto capire molte cose di quel Paese e l’importanza che ha anche per l’Italia. Ciò, soprattutto, leggendo le preoccupazioni per la nostra economia legate agli sviluppi della malattia.
Mi chiedo quali ricadute negative saremo costretti a registrare sul fronte dell’occupazione. E mi domando se, in questi anni, sul versante del business nei confronti del gigante asiatico non ce la siamo presa troppo comoda improvvisando politiche di scarso rilievo.
I dati che circolano in questi giorni di allarme dovrebbero farci riflettere sulla mancanza di una strategia all’altezza degli equilibri mondiali.
Paolo Roversi - Per telefono da Frosinone

R) Mentre a Pechino e ovunque si sta facendo di tutto per controllare e battere il coronavirus, e mentre si continua a guardare con ansia alla sua diffusione, oltre al tema della difesa della salute c’è anche quello dell’economia, a dimostrazione di come i punti nevralgici del pianeta siano sempre più collegati e interdipendenti.
È noto il detto secondo il quale il battito d’ali di una farfalla a Pechino provocherebbe un uragano negli Stati Uniti. Con il coronavirus altro che battito d’ali… È stato calcolato che nel 2003 la Sars provocò pesanti ricadute sul sistema industriale. E allora la Cina non era quella di oggi. Ai tempi della Sars, infatti, i cinesi “valevano” su scala globale 10 miliardi di euro. Oggi sfiorano i 100 miliardi di euro.
In Italia a risentirne saranno, in particolare, il turismo, che rappresenta il 10% del nostro Pil, e la moda e il lusso che da soli valgono il 50% della nostra bilancia commerciale. Perché i cinesi che viaggiano all’estero occupano ormai stabilmente i settori alti della spesa pro-capite (prodotti di alta gamma, alberghi a 5 stelle, ristoranti di lusso, e così via). In Italia ogni anno sbarcano 5 milioni di persone provenienti dalla Cina.

QUEGLI OSPEDALI COSTRUITI IN 10 GIORNI

D) In Cina hanno costruito un ospedale in 10 giorni. Sembra impossibile. A Roma alcune scale mobili della metropolitana sono ferme da mesi…
Michele Lombardi - Per e-mai da Roma

R) In verità gli ospedali costruiti a Wuhan, la città di 11 milioni di abitanti epicentro del coronavirus, sono due: uno è stato inaugurato il 3 febbraio e l’altro il 6 febbraio. Si chiamano Huoshenshan e Lieshenshan. Hanno richiesto l’impiego di 7.000 operai.
Ognuno può ospitare un migliaio di pazienti. Vi lavorano 1.400 medici in gran parte provenienti dalle strutture militari.
Roma e la metropolitana. Roma e i rifiuti. Roma e il traffico. Roma e i giardini abbandonati. Lasciamo stare i paragoni.

COSA FARE DELLE FERIE NON FATTE?

D) Sono adetto alle pulizie presso un Comune del Lazio. Ho 50 giorni di ferie non ancora utilizzate. Posso chiedere un aumento dello stipendio?
F. P. - Formia (Lt)

R) Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. Le ferie sono riconsciute quale diritto irrinunciabile dei lavoratori dipendenti ad un periodo di riposo per reintegrare le energie psicofisiche.
Quelle non godute possono essere solo differite entro i termini prestabiliti per legge, mentre solo in casi eccezionali – sempre previsti dalla legge – possono essere retribuite con una indennità sostitutiva.

INFORTUNI DOMESTICI: COSÌ LE TUTELE

D) Se si ha un infortunio in ambito domestico in che modo si può essere risarciti? E che cosa occorre fare per godere di questa tutela? Una mia amica è caduta mentre svolgeva delle faccende domestiche. Non si è fatta granché male ma non ha ricevuto nessuna indennità e nessuno si è fatto vivo.
Luisella Riccardi - Per telefono da Roma

R) La Legge 493/1999 (assicurazione contro gli infortuni domestici) tutela il lavoro svolto in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, e lo equipara – per il suo valore sociale ed economico – alle altre forme di lavoro.
Ciò vale se l’infortunio domestico avviene nell’abitazione in cui vive l’assicurato, comprese le pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) e le parti comuni (terrazze, scale, androni). Anche il luogo dove si trascorrono le vacanze è considerato pari all’abitazione, purché si trovi sul territorio nazionale. L’assicurazione tutela anche gli infortuni avvenuti in attività connesse alla cura di animali domestici e a interventi di piccola manutenzione (idraulici, elettrici e così via) che non richiedono una particolare preparazione tecnica e che rientrano nell’ormai diffusa abitudine del fai-da-te.
Si ha diritto alle prestazioni economiche se l’inabilità permanente riconosciuta è tra il 27% e il 100% o se l’infortunio ha avuto come conseguenza la morte.
Si sarà notato che in queste indicazioni si parla di assicurato e di assicurazione, vale a dire che le tutele entrano in vigore se si è stipulata con l’Inail una polizza contro gli infortuni domestici che costa 24 euro l’anno. Il premio è a carico dello Stato per chi ha un reddito complessivo lordo fino a 4.648,11 euro l’anno o si fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro l’anno.
Il pagamento del premio può essere effettuato presso gli uffici postali, le banche, le ricevitorie, i tabaccai e i supermercati abilitati al servizio utilizzando il bollettino TD 451, intestato a Inail, Assicurazione infortuni domestici, piazzale G. Pastore 6 - 00144 Roma.

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