Giovedì, 28 Novembre 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 19/2019

1) I posti nella green economy: 2) I robot ci ruberanno il lavoro?; 3) Lavoro difficile per noi disabili; 4) I compiti delle guardie di vigilanza: 5) Licenziamento ingiusto. Che fare?: 6) Poesia. Natale 2019

D) Ho letto l’intervista a Roberto Della Seta pubblicata nel numero scorso di “Lavoro Facile”. Mi ritengo un cittadino attento all’ambiente e sto seguendo con grande simpatia l’impegno di Greta Thunberg.
Sono convinto che l’economia circolare possa risolvere tanti problemi oltre che creare un bel po’ di posti di lavoro. Trovo però esagerati certi numeri che spesso si citano proprio in merito alle opportunità di impiego legate a una sempre più auspicabile svolta ambientale.
In un Paese come il nostro dove l’occupazione langue e dove gli investimenti si fanno con il contagocce, chi è che è disposto a mettere in campo ingenti risorse nella “green economy” in modo da stimolare la ricerca di figure professionali specializzate?
Intendiamoci, nel settore c’è chi si sta dando da fare ma parlare di centinaia di migliaia di chance nel breve periodo mi pare un’esagerazione. O sbaglio?
Pino Genovesi - Per e-mail da Roma

R) Che non siano tutte rose e fiori lo ha riconosciuto anche Roberto Della Seta che non a caso ha voluto sottolineare come la transizione ecologica sia un “percorso complesso” che richiede “politiche pubbliche finalizzate ad accompagnare le necessarie trasformazioni”. Perché se la transizione ecologica si ferma “le conseguenze saranno pesantissime per tutti in termini sociali ed economici”. Naturalmente, “servono più investimenti pubblici sulla sostenibilità”.
A proposito di 500.000 posti entro i prossimi 2 anni, l’ex presidente di Lega Ambiente ritiene la previsione “realistica” ma sostiene anche che occorrono politiche pubbliche molto più “green” altrimenti c’è il rischio concreto che l’impegno orizzontale di cittadini e imprese perda slancio e motivazione.
Del resto, il recente rapporto “GreenItaly 2019”, realizzato da Symbola e da Unioncamere, ha fornito elementi incoraggianti. Per esempio, l’anno scorso i posti di lavoro generati dalle imprese verdi sono stati 100.000 in più rispetto al 2017. Anche le professioni “green” sono aumentate del 3,4% contro lo 0,5% delle altre occupazioni.
Insomma, la tendenza è indiscutibile. L’auspicio è che una volta tanto ci si possa trovare tutti d’accordo nello spingere verso questa direzione.

I ROBOT CI RUBERANNO IL LAVORO?

D) Si dice che i robot prenderanno il posto di tanti lavoratori. Non solo nelle fabbriche dove sono già presenti ma anche nella ristorazione dove i camerieri saranno sostituiti dai “figli” della tecnologia più avanzata.
E noi che facciamo? Come e dove potremo continuare a guadagnare uno stipendio? Sono spaventato dal mondo prossimo futuro…
Corrado Nistri - Per telefono da Roma

R) Secondo una ricerca di Eurobarometro il 72% degli europei crede che i robot ci ruberanno il lavoro. Gli esperti sostengono, invece, che così non sarà, tanto che la creazione di nuovi lavori è stata più rapida rispetto a quelli sostituiti dalla tecnologia. A lungo termine continuerà ad essere così?
L’Ocse ha presentato uno studio sul futuro del lavoro secondo il quale nei 36 Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sarebbe a rischio non più del 14% delle attuali mansioni mentre oltre un terzo dovrà adattarsi alle mutate necessità operative.
Un altro rapporto curato dalla Doxa su “Robot, intelligenza artificiale e lavoro in Italia” ha messo in rilievo come l’89% dei manager intervistati non solo è convinto che le persone resteranno centrali nel processo produttivo ma che robot e intelligenza artificiale aiuteranno a creare ruoli, funzioni e posizioni lavorative che prima non c’erano.
Insomma, la collaborazione tra uomo e macchina dovrebbe aprire scenari positivi nell’ambito di un nuovo “umanesimo industriale”. Di questa collaborazione è testimonianza la robotica ospedaliera grazie alla quale si possono eseguire interventi sempre più precisi e sicuri. Ma dietro la macchina è indispensabile la presenza del chirurgo magari con una cultura digitale all’altezza del compito.
Questo è quanto si dice con le conoscenze dei nostri giorni. Però se si pensa che il 65% dei bambini di oggi svolgerà una professione che non esiste, quale sarà allora il ruolo degli algoritmi e dell’automazione?

LAVORO DIFFICILE PER NOI DISABILI

D) Se trovare lavoro non è la cosa più semplice di questo mondo per chi ha problemi di disabilità è ancora più difficile. A volte, negli annunci che voi pubblicate, c’è qualche offerta da parte di aziende private ma quasi mai ho trovato iniziative della pubblica amministrazione che pure dovrebbe essere in prima fila per agevolare le persone che hanno più problemi di altre.
Lo dico per esperienza diretta. In Italia sempre è più difficile vivere per chi si trova nelle mie stesse condizioni.
B. N. - Per e-mail da Rieti

R) Le norme a tutela dei disabili ci sono e sono piuttosto chiare. L’articolo 3 della Legge 69/99 prevede che i datori sia pubblici che privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori invalidi secondo questi parametri: 1) il 7% del totale se la struttura ha più di 50 impiegati; 2) due lavoratori se si occupano da 36 a 50 dipendenti; 3) un lavoratore se si occupano da 15 a 35 dipendenti.
Ma non sempre ci si attiene a ciò che sulla carta è scritto nero su bianco, tanto che sono anche state promosse azioni di verifica sul campo. Per maggiori dettagli clicca qui.

I COMPITI DELLE GUARDIE DI VIGILANZA

D) Possono le guardie di vigilanza svolgere compiti diversi da quelli classici della mansione come, per esempio, controllare il comportamento dei dipendenti?
M. T. - Per telefono da Roma

R) No, non possono. Il datore di lavoro può utilizzare le guardie giurate soltanto per scopi di salvaguardia e tutela del patrimonio aziendale.
Le guardie giurate non possono, quindi, interessarsi del comportamento dei lavoratori, non possono entrare (tranne casi eccezionali) nei luoghi dove si svolge l’attività produttiva, e non possono contestare ai dipendenti atti o fatti diversi da quelli direttamente connessi alla tutela dei beni aziendali.
Tra l’altro, proprio per evitare incomprensioni, è previsto che l’impresa debba informare preventivamente i lavoratori dell’esistenza di personale specificatamente addetto alla vigilanza, indicandone i nomi e le mansioni.

LICENZIAMENTO INGIUSTO. CH FARE?

D) Sono stata assunta come cassiera presso un grande centro commerciale di Roma. Per tre giorni sono stata affiancata da una collega, dopo di che ho lavorato in piena autonomia. È abitudine operativa dell’azienda che le dipendenti, dopo la chiusura serale della cassa e la personale verifica della distinta di versamento, non debbano effettuare altri controlli.
Dopo due giorni sono stata chiamata dal responsabile che mi ha fatto presente che nella chiusura della giornata precedente mancavano 50 euro e che avrei dovuto ripianare di tasca mia. Sicura della “quadratura”, ho avuto una dura discussione contestando ciò che mi veniva addebitato. Dopo altri due giorni sono stata licenziata per non avere superato il periodo di prova. È giusto tutto questo?
S. D. B: - Per e-mail da Roma

R) Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. La responsabilità di cassa per gli ammanchi, unitamente alla corrispondente indennità ulteriore rispetto alla paga base, è prevista dal Contratto collettivo nazionale del lavoro del commercio – applicabile alla fattispecie – nel caso di mansioni quali quella descritta.
Pertanto se il datore ha richiesto alla lavoratrice di fare fronte all'ammanco, avrebbe dovuto comunque corrispondere alla dipendente l'indennità aggiuntiva. In merito al licenziamento, lo stesso può essere irrogato solo se le parti hanno espressamente contemplato un periodo di prova, perchè in tale caso è previsto che si possa recedere senza obbligo di preavviso.

POESIA. NATALE 2019

La bellezza del Natale, è vedere le persone stare bene insieme nell’amicizia,
a festeggiare questa meravigliosa festa, in armonia, condivisione e con letizia.
La bellezza del Natale, è andare sul posto di lavoro, trovare più umanità e sicurezza,
al centro sia messa la persona, con meno sfruttamento e la salvaguardia della salute sia una certezza.
La bellezza del Natale, essere uniti nelle responsabilità, per dare ognuno il meglio,
progettando un futuro più giusto nell’uguaglianza e nella solidarietà con orgoglio.
La bellezza del Natale, acquisirebbe ancora maggiore valore se fosse garantito,
il diritto alla salute, per ogni cittadino e neanche un malato venga lasciato abbandonato.
La bellezza del Natale, sarebbe più sentita se il diritto all’istruzione e allo studio,
fosse garantito a tutti in eguale misura e neanche uno studente venga lasciato indietro.
La bellezza del Natale, aumenterebbe il suo splendore, se nelle famiglie e nella società,
ci fosse più dolcezza, più rispetto, per le donne, vecchi e bambini, dentro un progetto di bella umanità.
La bellezza del Natale, sarà ancora più apprezzabile, se ci impegneremo di più per l’ambiente con responsabilità,
perché sia più curato, più rispettato, per migliorare tutte le ricchezze della natura e le sue belle qualità.
La bellezza del Natale, con la sua luce porti nelle persone, quell’umanità luminosa e pura,
apra i cuori per abbattere i muri dell’egoismo, costruire ponti e salvare le persone che fuggono dalle guerre con cura.
La bellezza del Natale, con la guida della stella cometa, diventerà speciale se sapremo amare, ascoltare e aiutare,
i cittadini del mondo che soffrono la fame, perché abbiano da mangiare e i bambini il diritto di giocare.
La bellezza del Natale, assieme ai valori umani di onestà, sincerità, solidarietà, giustizia sociale e con l’amore ci salverà,
potremo vivere in un mondo migliore, dove Gesù bambino splenderà, sarà ogni giorno per tutti un sereno Natale.
Francesco Lena - 24060 Cenate Sopra (Bergamo)

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