Venerdì, 08 Novembre 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 18/2019

1) Rdc e lavoro: scatta l’allarme; 2) Gli stipendi nelle pulizie; 3) I tanti perché di Roma che arretra; 4) I permessi per fare un concorso; 5) Part time a tempo indeterminato

1) RDC E LAVORO: SCATTA L’ALLARME

D) Pensato come sostegno ai più disagiati e come meccanismo per avviare al lavoro chi ne beneficia, il reddito di cittadinanza mi è sembrato un provvedimento di giustizia sociale: un contributo in euro per attenuare le difficoltà e in più la possibilità di un aiuto per trovare un impiego.
Un’iniziativa in due momenti pensata proprio per superare i sospetti di assistenzialismo puro: insomma, soldi sì ma finalizzati all’occupazione. Le cose, però, mi pare che stiano andando diversamente e questo non mi fa piacere.
Lino Pisani - Per e-mail da Firenze

R) Ora si apprende che il reddito di cittadinanza non è servito a creare nuovi posti ma solo a distribuire risorse un po’ qui e un po’ là. Tra l’altro – così ho letto – c’è chi continua regolarmente a incassare l’assegno pure svolgendo un lavoro, in nero naturalmente per evitare che il contributo gli venga revocato.
Una legge pensata bene ma applicata male. Non sarebbe il caso di rimetterci mano?
Carla M. - Per e-mail da Roma

D) Sono tra coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Sono iscritto a un Centro per l’impiego dove ogni tanto mi faccio vivo per sapere se ci sono novità per quanto riguarda la possibilità di un lavoro.
Gli addetti sono sempre gentili e disponibili ma ero disoccupato e disoccupato sono rimasto. Confesso che i soldi che mi arrivano fanno comodo: ci posso pagare le bollette e fare un po’ di spesa al supermercato. Ma ho sperato, e continuo a sperare, che il mio Cpi mi chiami per darmi la buona notizia: “Abbiamo trovato il posto che fa per lei”. Però finora…
Lamberto Pini - Per telefono da Roma

D) I “navigator”, almeno qui nel Lazio, sono entrati in servizio. Con uno di loro ho avuto un colloquio in un Centro per l’impiego. Ha preso nota del mio titolo di studio (sono geometra), delle mie esperienze (ho svolto un paio di stage), delle mie aspirazioni. Mi ha consigliato di accrescere le mie competenze informatiche e di approfondire la mia conoscenza dell’inglese. Per poterlo fare mi ha anche dato l’indirizzo di alcune scuole.
Ma, all’atto pratico, ho scoperto che per seguire quei corsi avrei dovuto pagare (poco, ma se non ho un lavoro è sempre troppo).
Questo per dire che i “navigator” la buona volontà ce la stanno mettendo, ma se le possibilità di occupazione mancano loro mica possono fare miracoli. Il reddito di cittadinanza rischia così di mancare uno dei suoi scopi principali.
Massimo Corsini - Per telefono da Frosinone

D) Almeno i “navigator” un posto l’hanno trovato. Però a cosa serva il loro impegno ancora non l’ho capito. Questo reddito di cittadinanza somiglia sempre di più a un contributo pensato per raccogliere voti. Ma da ciò che sta capitando a Luigi Di Maio, cioè a colui che l’ha proposto e fatto approvare, e al M5S anche questo obiettivo sta colando a picco.
Manlio Colombo - Per e-mail da Milano

R) Il reddito di cittadinanza è entrato in vigore nello scorso aprile. Da allora sono passati 7 mesi e si sono cominciati a fare i primi bilanci. Dai quali risulta che i titolari del RdC sono a oggi 825.000, che i colloqui presso i Centri per l’impiego hanno coinvolto poco più di 70.000 persone e che di queste 50.000 hanno sottoscritto il “patto per il lavoro”.
Il “patto per il lavoro” è quella specie di contratto che chi beneficia del reddito di cittadinanza firma in sede di Cpi e con il quale si impegna ad accettare una “proposta di impiego congrua”, cioè in linea con le proprie competenze.
Secondo le norme, nel corso della durata del Rdc, i Centri per l’impiego devono proporre, nell’arco temporale di un anno, 3 offerte di lavoro. Se si rifiutano tutte, c’è il rischio di perdere il sussidio. Ma c’è quella “proposta di impiego congrua” intorno alla quale, prima dell’eventuale decadenza, non mancheranno le discussioni. Comunque, congrue o non congrue, di possibilità di lavoro finora non ne sono saltate fuori.
Pochi giorni fa, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha affermato che sul reddito di cittadinanza “si deve continuare a lavorare” in quanto la forza di questo strumento “è recuperare persone emarginate dal mercato del lavoro, e se non si riesce a fare questo rischiamo di avere una misura meramente assistenziale che lascia il tempo che trova”.
Quindi, i problemi evidenziati dai lettori sono ben presenti anche a Palazzo Chigi e dintorni. A dare una mano a risolverli potevano essere – e possono tuttora – le agenzie per il lavoro che conoscono forse più di chiunque altro il mercato legato alla ricerca e all’offerta. Dopo qualche incontro, non si è riusciti ad andare avanti. Potrebbe valere la pena approfondire anche questo versante.

2) GLI STIPENDI NELLE PULIZIE

D) Lavoro nel settore delle pulizie con un contratto a tempo determinato che mi è stato già rinnovato una volta. Il mio problema, come quello delle altre colleghe, è che la busta paga non corrisponderebbe all’impegno.
Uso il condizionale perché, nel merito, non ho le giuste competenze. Ne ho parlato con il mio datore che mi ha rassicurato. Ma continuo a nutrire forti dubbi. Che cosa posso fare per sapere chi ha torto e chi ha ragione?
F. L. - Per telefono da Roma

R) Il contratto a tempo determinato può essere rinnovato fino a un massimo di 24 mesi ma tra la fine del primo rapporto e l’inizio del successivo ci vuole uno stacco temporale di 10 giorni se il contratto precedente ha avuto una durata pari o inferiore a 6 mesi, di 20 giorni se la durata è stata pari o superiore a 6 mesi. La legge stabilisce che ogni rinnovo deve essere giustificato da un motivo.
Questa precisazione serve in quanto, in questo caso, si è già in presenza di un prolungamento contrattuale.
Per quanto riguarda la questione specifica è difficile, non avendo a disposizione la busta paga, esprimere un giudizio. Certo è che nel settore delle pulizie le norme non sempre vengono rispettate. Ci sono contratti cosiddetti pirata che alla fine del mese si concludono con stipendi di 200, 500, 600 euro. A volte la paga oraria oscilla intorno ai 2-3 euro per un’attività che di frequente va avanti con il cottimo.
I lavoratori delle pulizie sono tanti: circa 650.000. Di questi, 160.000 svolgono la mansione di camerieri ai piani negli alberghi.
Comunque, il consiglio che si può dare a F.L. è di rivolgersi a una struttura sindacale portando tutta la documentazione di cui si è in possesso. Ecco qualche indirizzo. FILCAMS-CGIL, Roma, via Leopoldo Serra 31, tel. 06.5885102, e-mail: posta@filcams.cgil.it. UIL-TRASPORTI, Roma, viale del Policlnico 131, tel. 06.862671. FIST-CISL, Roma, via del Mille, tel. 06.8473340, e-mail: fistcisl@fistcisl.it.

3) I TANTI PERCHÉ DI ROMA CHE ARRETRA

D) Tanto non servirà a nulla ma almeno posso sfogarmi. Perché a Roma alcune strade continuano ad avere i lampioni accesi anche in pieno giorno? Perché nessuno ripara le buche? Perché, dopo lunghe attese, di bus delle stessa linea ne passano uno dietro l’altro? Perché i tralicci arancioni usati come segnale di pericolo, una volta installati, restano lì mesi e mesi? Perché le stazioni delle metropolitane sono sempre sporche?
Potrei andare avanti con altri mille perché ma mi fermo qui. Tanto, ripeto, non c’è sordo peggiore di chi non vuol sentire.
Lionello Stefani - Per e-mail da Roma

R) Già, perché. Poi c’è poco da meravigliarsi se la Capitale scivola indietro in tutte le classifiche sulla qualità della vita. L’ultima è di un paio di settimane fa. Roma è scesa dal 67° all’85° posto. Per passare da un proverbio all’altro si potrebbe dire che chi si accontenta gode. Ma ormai c’è poco da godere.

4) I PERMESSI PER FARE UN CONCORSO

D) Lavoro presso uno studio come addetta alla segreteria. Ho un contratto a tempo indeterminato, part time. Prossimamente dovrò effettuare 3 prove preselettive per altrettanti concorsi pubblici.
I giorni che mi servono per effettuare queste prove verranno considerati come permessi oppure, portando l'attestazione di presenza che mi verrà rilasciata, mi verranno scalati come ferie? Ho dato un'occhiata al Ccnl (dipendenti studi professionali) ma vi viene menzionato solo il caso di esami universitari.
V. P. - Per e-mail da Roma

R) Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. I lavoratori dipendenti hanno diritto di assentarsi dal lavoro usufruendo di permessi e – al riguardo – i contratti collettivi possono integrare le previsioni legali.
Ciò detto, i permessi possono essere di diverso tipo, e in particolare: 1) per la formazione del lavoratore; 2) connessi ai diritti sindacali; 3) legati alla maternità; 4) le cosiddette ex festività abolite, per complessive 32 ore.
Nella fattispecie sottoposta dalla lettrice, poichè non si tratta di permessi usufruibili per la formazione, trattandosi di concorsi per esami, converrà utilizzare i permessi per le ex festività, dal momento che in base a molti Ccnl ogni mese si matura 1/12 delle 32 ore

5) PART TIME A TEMPO INDETERMINATO

D) Un contratto part time può essere a tempo indeterminato? E in che modo si può quantificare l’orario? Il contratto deve essere sempre elaborato in forma scritta?
Fabio Lulli - Per e-mail da Roma

R) Sì, il contratto part time può essere sia a tempo determinato che indeterminato. Queste le tipologie.
Part time orizzontale. Prevede un orario giornaliero inferiore rispetto a quello normale: dunque, considerando otto ore lavorative, è dipendente in part time orizzontale colui che lavora, per esempio, cinque ore al giorno per tutti e cinque i giorni lavorativi della settimana.
Part time verticale. Il lavoratore presta la sua opera con orario giornaliero a tempo pieno solo in determinati giorni della settimana, del mese o dell’anno (per esempio, lavorando per due giorni alla settimana invece che cinque, o a settimane alternate).
Part time misto. Risulta dalla combinazione delle precedenti tipologie (per esempio, cinque ore al giorno per tre giorni alla settimana).
Il contratto va sempre stipulato in forma scritta e deve obbligatoriamente contenere l’orario di lavoro con tutti i riferimenti di giorno, settimana, mese e anno. Se il part time è a tempo determinato deve essere indicato il termine di scadenza.

Letto 38 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Novembre 2019 14:42

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