Giovedì, 12 Settembre 2019

L'Editoriale. Pronti, via: Ama, Banca d’Italia, Ministeri, Ntv, Rai…

Con il nuovo governo che si è insediato lo scorso 5 settembre dovrebbero ripartire le assunzioni nel pubblico impiego approvate dal precedente esecutivo e poi rimaste chiuse nel cassetto a causa della crisi legata alla caduta del Conte-uno. Adesso, se lo vorranno, i ministri di riferimento non dovranno che riprendere in mano le carte e pubblicarle sulla “Gazzetta Ufficiale”.

Di chance ce ne sono parecchie, a cominciare dal rafforzamento dei Corpi che presiedono alla sicurezza del Paese (polizia, carabinieri, vigili del fuoco) e – tanto per fare un altro esempio – dal ripopolamento degli uffici dell’Inps.

Prima dello stop, alcuni concorsi sono comunque riusciti a prendere il largo. Per questi ci si può ancora candidare anche se le scadenze sono piuttosto ravvicinate: 23 settembre e 11 ottobre. Possono farsi avanti diplomati e laureati per i ministeri dei Beni culturali (1.052 posti), dell’Ambiente (251 posti) e del Lavoro (1.514 posti). Un po’ più avanti ci sono le posizioni aperte – appunto – presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale che, dopo i 3.607 inserimenti effettuati all’inizio di luglio, deve assumere altri 1.869 impiegati e funzionari.
Tutti i contratti sono a tempo indeterminato. C’è da scommettere che al via si schiereranno in tantissimi come è già successo a Napoli dove per le 2.175 opportunità messe a concorso dalla Regione Campania si sono presentati in 300.000, e a Genova per 91 addetti al Comune in 12.000.

In questo numero di “Lavoro Facile”, che torna ai lettori dopo la pausa estiva, c’è ben altro: i 39.646 per il servizio civile, i 1.000 per McDonald’s, i 400-450 per l’Ama, i 90 giornalisti per la Rai, i 55 per la Banca d’Italia e i 300 per Ntv. Le opportunità non finiscono qui perché diverse sono le aziende piccole, medie e grandi che hanno avviato selezioni per figure professionali con esperienza o alle prime armi.

A settembre, all’inizio della ripresa delle attività, non è capitato spesso di avere a portata di mano un panorama così interessante. Non è però la svolta che si attende perché perdurano i segnali di difficoltà: nell’ultimo trimestre la disoccupazione è aumentata e i giovani continuano ad arrancare nella ricerca di una busta paga.

Da segnalare che nelle scorse settimane sono entrati in servizio 3.000 navigator, cioè coloro che devono aiutare i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare una sistemazione. Prima di sedersi dietro alla scrivania hanno seguito un corso di formazione e, con le idee più chiare, hanno iniziato gli incontri. L’augurio è che possano riuscire dove i Centri per l’impiego hanno segnato il passo. Però se l’Italia non si rimette in moto ci sarà poco da fare.
E, in più, non depone certo a favore il fatto che le agenzie per il lavoro, che pure potrebbero essere utili, sono state tenute ai margini del progetto. Qui, però, si può correre ai ripari. Il presidente di Assosomm, l’associazione delle agenzie per il lavoro, Rosario Rasizza, ha ribadito l’urgenza di un effettivo coinvolgimento delle strutture nei programmi di riforma del mercato del lavoro in quanto un problema come quello dell’occupazione “non può essere risolto per decreto ma passando dall’esperienza di chi ogni giorno si confronta con l’esigenza di incrociare domanda e offerta”. Può valere la pena dargli ascolto.

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