Giovedì, 11 Luglio 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 13/2019

1) Mai più morti sul lavoro; 2) Flop quota 100 e nuovi posti; 3) Il meccatronico piace; 4) L’apprendistato e il tutor; 5) Il libretto di navigazione; 6) Io sogno un mondo di fratelli

1) MAI PIÙ MORTI SUL LAVORO

D) Trovare un lavoro continua ad essere complicato ma morire sul lavoro è sempre più facile. È uno scandalo che non suscita troppe emozioni. Meglio parlare della Sea-Watch…
Lorenza Chiti - Per e-mail da Firenze

R) Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) nel 2018 rispetto al 2017 c’è stato un aumento degli infortuni mortali del 4%. Nei primi 4 mesi di quest’anno c’è stato un ulteriore balzo in avanti (+5,9% per 303 incidenti).
Per capirci meglio, si tratta di 3,1 morti al giorno, compresi i giorni di ferie e i giorni festivi.
Si è sempre sostenuto – e si sostiene – che gli infortuni sul lavoro crescono nel momento in cui aumenta l’occupazione: in sostanza, più persone lavorano e più si impennano le probabilità di incidenti. Dal punto di vista statistico ci può pure stare ma è comunque un’aberrazione per il fatto che sul lavoro non si può né si deve morire.
Ha detto Giovanni Luciano, che all’Inail presiede il Consiglio di indirizzo e vigilanza, che bisogna investire in formazione e prevenzione, tanto più che l’Istituto ha avuto un attivo di bilancio di 1,8 miliardi di euro, soldi che sono finiti, come da regolamento, nelle casse dello Stato. Risorse che – aggiungiamo noi – potrebbero servire anche a rilanciare l’assunzione di ispettori che sono pochi e che non ce la fanno a portare avanti le verifiche che sarebbero necessarie.
Franco Bettoni, presidente dell’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), ha giustamente sottolineato come sia ora che si rendano “concrete ed efficaci le numerose dichiarazioni di intenti che la realtà dimostra quanto siano astratte”.
Lo stesso presidente, Sergio Mattarella, è intervenuto più volte sull’argomento. Il 1° maggio scorso, in occasione della Festa del Lavoro, ha affermato: “Lavorare senza pericolo è non solo possibile, ma irrinunciabile. Tuttavia gli incidenti continuano, causando lutti, invalidità, sofferenze immani alle vittime e ai loro familiari… Non possiamo tollerare alcun evento mortale sul lavoro”.

2) FLOP QUOTA 100 E NUOVI POSTI

D) Non so se Quota 100 stia creando nuove opportunità di lavoro. Mi pacerebbe che così fosse perché ogni iniziativa che può aiutare l’occupazione va applaudita. Sapete dirmi come stanno le cose?
Nicola Sisti - Per e-mail da Roma

R) Non è facile orientarsi dentro il labirinto di dati “sparati” dalle fonti più diverse. Ma proviamo a fare due conti. A maggio il ministro dell’Interno e vice primo ministro, Matteo Salvini, ha detto nel corso del programma di Giovanni Floris “Dimartedì” che le 119.000 domande per il pensionamento anticipato fino ad allora arrivate avrebbero sbloccato 100.000 posti di lavoro per lo più destinati ai giovani.
L’Istituto di patronato 50&Più, che ha chiesto il parere ad un panel di aziende, ha accertato che il 21,4% di queste farà scattare l’assunzione di un nuovo dipendente per ogni pensionato di Quota 100. Solo il 3,4% ne assumerà un numero maggiore. Il resto ha preferito non esprimersi oppure ha detto esplicitamente che non ci saranno rimpiazzi (15,5%).
Un’altra stima è quella della Fondazione studi dei consulenti del lavoro secondo la quale il tasso complessivo del turnover alla fine sarà pari al 31%: cioè ogni 100.000 uscite 31.000 nuovi ingressi.
Questo soprattutto nel settore pubblico dove il meccanismo del ricambio è legato alle risorse disponibili nelle casse dello Stato e alla pubblicazione e svolgimento dei concorsi. Meglio dovrebbe andare nel settore provato dove si prevede che il 60% delle uscite sarà coperto da nuove assunzioni.
Se così sarà, la Pubblica amministrazione si troverà a gestire un bel problema in quanto l’esodo potrebbe creare non poche disfunzioni operative. In proposito, i sindacati hanno calcolato che nel giro di 3-4 anni 500.000 saranno i dipendenti pubblici che andranno in pensione ai quali bisognerà aggiungere i 146.000 di Quota 100. Benissimo se davvero scatterà la clausola “uno fuori-uno dentro”. Ma i dubbi – come si è visto – ci sono. Il quotidiano “Il Giornale” per esempio, dopo una serie di addizioni e sottrazioni, è giunto alla conclusione che “i posti lasciati liberi dai pensionati precoci non sono stati sostituiti. Perlomeno non subito”.

3) IL MECCATRONICO PIACE

D) Ho sentito in una trasmissione televisiva che in Italia mancherebbero meccanici. Mi sono molto meravigliato perché sono convinto che si tratta un mestiere ormai a rischio viste le tante piccole officine che tirano giù la saracinesca.
Riccardo Masi - Per telefono da Roma

R) La crisi delle officine di autoriparazioni è reale ma non così drammatica. In difficoltà sono quelle che non hanno saputo mettersi al passo con i tempi e con i motori sempre più sofisticati prodotti dalle case costruttrici.
Di mezzo, tra questi e quelli montati fino a pochi anni fa, c’è un’era geologica. E, di conseguenza, come è accaduto in tanti altri settori, chi non ce la fa ad adeguarsi è destinato a restare inesorabilmente tagliato fuori.
La notizia della ricerca di meccanici è reale. Secondo una recentissima ricerca diffusa a Bologna nel coso di una manifestazione promossa dall’Autopromotec Unrae, l’Associazione dei marchi esteri operanti in Italia, nei prossimi 5 anni ne mancheranno almeno 5.000, ovviamente qualificati e specializzati, da inserire nei reparti accettazione e riparazione.
Ma più che meccanici ormai si devono chiamare meccatronici in quanto devono sapersela cavare con l’elettronica e l’informatica. Tra l’altro, ai giovani il mestiere torna a piacere se è vero che l’80% delle risposte ha dato una valutazione positiva delle potenzialità di questa professione per quanto riguarda la stabilità e la sicurezza del posto di lavoro.

4) L’ APPRENDISTATO E IL TUTOR

D) Spesso quando si parla di apprendistato, salta fuori la figura del tutor. Quali i suoi compiti? E chi può svolgerne le funzioni?
Bernardo Lisi - Per e-mail da Guidonia

R) Il tutor ha il compito di affiancare l’apprendista durante l’intero periodo dell’apprendistato. In particolare, deve trasmettere le competenze necessarie all’esercizio delle attività lavorative e favorire l’integrazione tra le iniziative formative interne e quelle esterne all’azienda. Alla fine è chiamato ad esprimere un giudizio sulle competenze acquisite dall’apprendista. È sulla base di questo giudizio che il datore di lavoro rilascerà il relativo attestato.
La funzione di tutor può essere svolta da un dipendente qualificato espressamente designato dall’azienda. Oppure, nel caso di imprese con meno di 15 dipendenti e nelle imprese artigiane, può essere il titolare dell’impresa stessa, un socio o un familiare coadiuvante. Comunque, il tutor deve possedere un livello di inquadramento contrattuale pari o superiore a quello che l’apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato, deve svolgere attività lavorative coerenti con quelle dell’apprendista, deve possedere almeno 3 anni di esperienza. Può affiancare, tranne che nelle imprese artigiane, non più di 5 apprendisti.

5) IL LIBRETTO DI NAVIGAZIONE

D) Questo è il periodo in cui le navi da crociera vanno alla ricerca di personale (e anche il numero 12 di “Lavoro Facile” ha dedicato un capitolo all’argomento). Tra i requisiti, spesso viene richiesto il libretto di navigazione. Che cos’è? E come fare per averlo?
Grazia Mauri - Per telefono da Roma

R) Il libretto di navigazione è una sorta di libretto di lavoro della gente di mare, senza il quale – in effetti – è impossibile svolgere qualsiasi tipo di mansione a bordo delle navi. Il documento viene rilasciato dalle capitanerie. Per ottenerlo occorre superare un esame di idoneità fisica davanti al medico del porto autorizzato più vicino, essere in regola con la vaccinazione anti-tetanica ed essere stati riconosciuti abili nel nuoto e nella voga.
Queste prove si effettuano sempre presso le capitanerie (chi ha il brevetto di assistente bagnante o ha prestato servizio militare in marina è esente dal test). È inoltre obbligatorio avere frequentato un corso di sopravvivenza, antincendio e pronto soccorso. Si tratta di lezioni che hanno la durata di 15 giorni e che in genere sono a pagamento. Chi abita a Roma e dintorni può ottenere maggiori informazioni presso la capitaneria di porto di Civitavecchia.

6) IO SOGNO UN MONDO DI FRATELLI

Ho sognato un mondo senza frontiere, senza confini e pieno di grande umanità,

vedevo i fratelli spostarsi da un Paese all’altro liberamente, trovando porti e porte aperte e ospitalità.

Ho sognato un mondo dove le risorse e i frutti della terra, venivano distribuiti equamente,
vedevo i fratelli che avevano tutti da bere e mangiare, che vivevano nella normalità serenamente.

Ho sognato un mondo dove si praticavano i veri valori umani, l’amore, l’onestà, la pace e la sincerità,
vedevo i fratelli liberi di dire basta strumenti di morte, e si misero a produrre strumenti di vita per tutta la comunità.

Ho sognato un mondo bello, il cielo e la terra, con tanti fantastici e incantevoli colori,
vedevo le magnifiche diversità e qualità, dei fratelli convivere insieme e orgogliosi da farsi gli onori.

Ho sognato un mondo pieno di umiltà, di verità, di bene e di molta bontà,
vedevo i fratelli felici, vivere nella semplicità, condivisione e nella solidarietà.

Ho sognato un mondo pieno di infinite varietà e bellezze della natura dell’ambiente da rispettare,
vedevo i fratelli godere delle meraviglie delle tante forme di vita sulla terra, erano amate.

Ho sognato un mondo dove si diffuse una luce speciale, illuminò le persone e si misero a sognare,
vedevo i fratelli vivere come se i loro sogni fossero diventati realtà, in un mondo più giusto da ammirare.

Ho sognato un mondo dove veniva rispettata la dignità di ogni persona, pieno di cultura civile sociale e ambientale,
vedevo i fratelli vivere uniti, con gioia, si sentivano tutti cittadini di questo magnifico mondo e ideale.

Ho sognato un mondo dove c’era luce, pace, etica, utopia, partecipazione e responsabilità,
il sogno globale era diventato realtà, dove veniva salvata la vita, la cultura, la società, l’ambiente, la civiltà e l’umanità.

Francesco Lena - Cenate Sopra (Bergamo)

Letto 306 volte

Articoli correlati (da tag)