Giovedì, 27 Giugno 2019

Il Sondaggione. I posti scoperti: di chi la colpa? È testa a testa tra la scuola e il sistema di ricerca

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Sono decine di migliaia i posti di lavoro che rimangono scoperti: perché succede? a) Perché la scuola non prepara ciò che serve; b) Perché manca un sistema efficace di ricerca”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I navigator in servizio riusciranno a trovare nuovi posti di lavoro? a) Sì, perché è una figura che mancava; b) No, perché manca il lavoro”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 26 luglio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Ci sono migliaia di posti scoperti perché: 1) i datori di lavoro vogliono solo gente con esperienza; 2) tanta gente si candida a lavori che neanche sa fare, 3) gli stipendi non coprono le ore di lavoro!
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Bisogna vedere quali sono i posti di lavoro scoperti, e a che condizioni.
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Perché le aziende mettono paletti assurdi e impossibili, come le FS o altri che chiedono lauree con votazioni altissime o esperienze già consolidate. Oppure il titolo di laurea dove non occorre. Per esempio, un ragazzo di 30 anni che ha lasciato la scuola da diverso tempo magari per un esame andato male è come condannato a vita. Se si continua di questo passo, poche persone risponderanno alle inserzioni. L'auspicio è che si cambi sistema.
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Molto spesso è colpa delle agenzie per il lavoro e di questi recruiter che non si sa mai cosa cerchino… passano i mesi e gli annunci sempre gli stessi… possibile che non siano mai riusciti a trovare un candidato all’altezza dei loro standard discutibili? Ma è anche colpa di chi assume perché non dà mai la possibilità di fare pratica… devi avere sempre 20 anni e sempre 10 anni di esperienza...
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Perché si tratta di lavorare per molte ore al giorno con un contratto a termine, e magari anche con una cooperativa che in 800 euro al mese ti ci mette Tfr, 14^, malattia e tutto il resto. Questo sarebbe il nostro futuro? No comment.
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Perché le aziende assumono solo under 25 o max 29 anni, così quelli con esperienza se ne stanno a spasso.
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Che la scuola sia slegata dal mondo del lavoro è un fatto assodato. Quello che mi preoccupa è perché nessuno finora sia corso ai ripari.
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La scuola potrà pure avere le sue colpe ma non è mai stata in cima ai pensieri di chi ci governa. Il declino dell’Italia sta anche in questo.
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Siete mai entrati in un Centro per l’impiego? Fatelo e capirete perché tante opportunità di lavoro vadano perse.
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Se il sistema dell’offerta e della richiesta non riesce a dialogare c’è poco da fare.
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Questa storia dei posti di lavoro che restano inevasi non mi ha mai convinto: secondo me è una fake new.
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Se davvero i posti ci sono perché le aziende non si preoccupano di renderli noti? In una società dove tutto è interconnesso e dove le notizie viaggiano alla velocità della luce, perché solo le opportunità di lavoro restano chiuse nei cassetti? Boh…
Lorenzo Cimino - Per e-mail da Roma

So di aziende che si fanno carico della formazione: dovrebbero farlo tutte, anziché parlare male della scuola.
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Se tu azienda che cerchi non lo fai sapere perché poi ti lamenti se nessuno bussa agli uffici del personale?
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Non c’è dubbio: c’è un problema di orientamento e di preparazione. Solo da poco tempo le università hanno preso a confrontarsi con i giovani prima delle iscrizioni, ma occorre fare di più. E a livello di scuola secondaria di secondo grado siamo ancora più indietro. Spesso il diploma serve a poco.
Roberta Ricci - Per e-mail da Roma

Di istituti tecnici professionali ce ne sono troppo pochi. È da lì che possono uscire fuori le figure che più servono all’industria.
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La scuola secondaria non deve sfornare specialisti, compito che invece spetta all’università o agli istituti professionali. Mi pare che in Germania funzioni così. Perché non proviamo a copiare?
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I nostri laureati riescono a trovare lavoro più tardi rispetto ai loro colleghi dei più importanti Paesi europei. Dipende dalla poca preparazione rispetto a ciò che serve alle aziende o sono le aziende che alla fine tanti posti non riescono a creare?
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Il problema è se sia nato prima l’uovo o la gallina. In Italia i posti non ci sono ed è inutile che le aziende si lamentino.
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Le mansioni più tecnologiche cambiano rapidamente e la scuola non ce la fa a tenere il passo. Tocca alle aziende formare le figure di cui hanno più bisogno.
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La scuola non è male. Certo, tutto si può migliorare ma ci vogliono investimenti. Cioè quattrini. Proprio quelli che l’Italia non ha.
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Mi fanno ridere quelli che dicono di non riuscire a trovare personale. Perché, invece, non parlano mai di stipendi? Per questo molti giovani preparati preferiscono andarsene all’estero…
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La scuola ha ragione quando dice che senza investimenti non si può andare da nessuna parte. Le azienda hanno ragione quando sostengono che non riescono a trovare il personale che serve: hanno tutti ragione. Solo che il Paese sta andando a picco.
Simone Alberti - Per e-mail da Firenze

Care aziende, vi decidete una volta per tutte a farci sapere quali sono le figure che state cercando?
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