Giovedì, 13 Giugno 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 11/2019

1) L’Odissea tra Inps e Rdc; 2) se sei “anta” vieni discriminato; 3) Io dico: avanti con più Europa; 4) Gli uffici dell’UE in Italia; 5) Insegno l’inglese… gratis; 6) Precisazione Spencer & Lewis

1) L’ODISSEA TRA INPS E RDC

D) Non so se è capitato solo a me ma c’è qualcosa nella macchina organizzativa del reddito di cittadinanza che non funziona al meglio. Ecco i fatti. Sono stata tra le prime, il 10 marzo, a recarmi presso ill mio ufficio postale per fare la domanda: ho portato i documenti richiesti e la pratica si è conclusa in pochi minuti.
Dopo un paio di giorni mi è giunto per e-mail il “ricevuto” da parte dell’Inps. Da quel momento è cominciata l’attesa perché – così mi è stato precisato – il benestare mi sarebbe dovuto arrivare dall’Istituto di previdenza. Passano i giorni ma non succede niente. Passano pure le settimane. Sta per passare anche maggio quando decido di chiedere spiegazioni all’ufficio Inps di zona. Qui, con grande rapidità, leggono dal computer che la pratica è andata a buon fine e che l’importo è a disposizione già dal mese di aprile.
Ringrazio e, meravigliata, cerco di capire perché nessuna segnalazione mi sia arrivata. L’impiegata non è in grado di darmi nessuna spiegazione. Allarga le braccia: “Può capitare”, ammette quasi scusandosi.
D’accordo, può capitare. Ma perché, allora, ci si invita ad attendere a casa la comunicazione dell’Inps? E poi sapete che cosa mi è stato suggerito? Di dare fondo subito a tutta la somma di aprile altrimenti mi sarebbe stato stornato, come da regolamento, il 20% del non speso.
Roba da matti. Come si fa in poche ore a “bruciare” quei soldi? Corri a rastrellare le bollette della luce, corri al supermercato, corri di qua e corri di là. Perché devono essere sempre gli utenti a correre per le sviste della pubblica amministrazione?
Morale della favola: chi si riconosce nella mia situazione non aspetti oltre e si faccia vivo. Se non altro gli addetti dell’Inps sono molto cortesi…
M. B. - Per e-mail da Roma

R) La storia racconta una delle tante battaglie che i cittadini devono combattere quando c’è di mezzo la pubblica amministrazione dove spesso la mano sinistra non sa cosa fa la destra. Emblematico è il percorso che bisogna fare quando si riceve a casa l’avviso che segnala una multa che ci è stata appioppata. Per entrarne in possesso l’Odissea è uno scherzo da ragazzi.
Comunque è bene ciò che finisce bene. E mai rassegnarsi. Per sapere dove si trovano gli uffici Inps competenti per territorio clicca qui.

2) SE SEI “ANTA” VIENI DISCRIMINATO

D) Anche se le normative vigenti in materia di assunzioni obbligano a non discriminare per razza, età e sesso, così spesso non è. E voi fareste bene a denunciare chi non rispetta le regole in modo, se non altro, da farci risparmiare l'invio del curriculum e altre perdite di tempo. Lo dico a ragion veduta perché ho 55 anni e in questo cavolo di Paese sono ormai fuori da un bel pezzo dal mercato del lavoro, e per andare in pensione…
Vorrei che si dedicasse più attenzione a questo argomento che è di una gravità totale (e anche costituzionalmente censurabile) e che taglia fuori persone con esperienza e buone capacità professionali. Se, giustamente, vi occupate dei giovani è altrettanto giusto tenere presente le necessità di lavoro di chi un impiego lo ha perso e ha solo qualche anno in più.
Stefania S. - Per e-mail da Roma

R) Il problema dell'occupazione, com'è noto, riguarda tutte le età. E, anzi, le statistiche dicono che sono i giovani i più penalizzati con una percentuale di senza lavoro che è tra le più alte in Europa.
In quest'ambito resta quell'autentico dramma che è la ricollocazione dei cosiddetti "anta" che spesso hanno una famiglia a carico e verso i quali ci sono meno misure di sostegno. E forse, proprio per questo, le aziende preferiscono puntare su coloro che hanno un’età in grado di consentire varie agevolazioni.
In più c'è a volte la poca chiarezza delle ricerche di personale che, per quello che è nelle nostre possibilità, cerchiamo di evitare. Comunque, accogliamo volentieri il suggerimento di Stefania S. e quanto prima torneremo sull'argomento che, in effetti, rappresenta un'evidente discriminazione.

3) IO DICO: AVANTI CON PIÙ EUROPA

D) Dopo le elezioni europee voglio fare alcune considerazioni. L’Europa unita, pure nei suoi limiti, ci ha garantito più di 70 anni di pace, ha abolito le frontiere e le dogane e favorito la libera circolazione di persone e merci. Con l’euro ha istituito la moneta unica ed è impegnata ad aiutare le zone più fragili: basta che i governi degli Stati che fanno parte dell’Ue presentino progetti di sviluppo economico e sociale seri e fattibili per ottenere dei finanziamenti. Qui purtroppo l’Italia è molto carente, tanto che spende solo una minima parte delle risorse a disposizione. Insomma, ci perdiamo tanti soldi. Però cose utili sono state fatte.
Sicuramente c’è bisogno di più Europa per raggiungere nuovi obiettivi. Per esempio: 1) Una costituzione europea; 2) Unire tutte le forze dell’ordine pubblico dentro un progetto per la sicurezza per combattere le mafie, la corruzione, l’illegalità, l’evasione fiscale e il lavoro nero. Poi ci vorrebbe un esercito militare comune; 3) Istituire una vera e solida federazione di Stati europei; 4) Istituire un servizio sanitario sovranazionale efficiente ed efficace; 5) Istituire una scuola europea, di studio, formazione e istruzione; 6) Gestire insieme e con umanità il problema dell’immigrazione. I migranti sono una doppia risorsa, per l’Italia e per l’Europa, visto anche il calo demografico e i piccoli paesi che si stanno svuotando. Basta filo spinato, basta paure, basta odio, basta porti chiusi, basta muri materiali e mentali. Altrimenti, come dice Papa Francesco, chi costruisce muri finirà per rimanerci chiuso dentro. C’è bisogno di porte aperte, di ponti di dialogo, di apertura mentale; 7) Sostenere piani e progetti agricoli europei per favorire il ricupero di tante zone abbandonate, la salvaguardia e la conservazione del territorio e dell’ambiente; 8) Nella globalizzazione c’è bisogno di un’Europa sempre più forte e unita politicamente, socialmente e culturalmente. Che si impegni e contribuisca con tenacia a fermare le guerre nel mondo; 9) C’è bisogno di un’Europa piena di valori umani, culturali, sociali e ambientali, che faccia emergere il positivo, la collaborazione, la solidarietà, una cultura di pace, un’ Europa dei diritti e doveri, un’Europa che si apra al resto del mondo favorendo un processo che possa farci diventare tutti cittadini europei e cittadini del mondo; 10) Questi obiettivi si possono più facilmente raggiungere con la partecipazione, l’impegno e la responsabilità di tutti al fine di conseguire una società più giusta e migliore in Europa e nel mondo.
Francesco Lena - 24060 Cenate Sopra (Bg)

R) Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, come si evince anche dai risultati delle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma non c’è dubbio che senza un’Europa più forte, più giusta e più coesa le singole nazioni del Vecchio Continente potranno ben poco nel confronto economico e politico con Stati Uniti, Russia, Cina e – adesso – anche India.

4) GLI UFFICI DELL’UE IN ITALIA

D) Confesso che l’Europa mi sembra distante dai cittadini. Se c’è da chiedere un consiglio o sapere come muoversi a chi ci si rivolge? Chi sono i nostri interlocutori? I deputati eletti? Sì, va be’. E allora?
Bruno Sansone - Per e-mail da Roma

R) Se sembrano irraggiungibili coloro che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama ancora più lontani – e non solo per la distanza tra Roma e Bruxelles – sono i rappresentanti inviati al Parlamento europeo. In verità, importante sarebbe che, più che farsi trovare a portata di telefono, si battessero per sciogliere i molti nodi che stringono e bloccano l’Unione.
In Italia hanno sede numerosi organismi Ue con i quali si può prendere contatto. Ne elenchiamo alcuni. A Roma e Milano c’è l’Ufficio informazioni del Parlamento europeo che ha tra i suoi compiti proprio quello di facilitare i rapporti tra i cittadini e l’Assemblea (www.europaparl.it). A Parma c’è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che si occupa dei rischi associati ai prodotti che finiscono sulla nostra tavola (www.efsa.europa.eu). A Frascati c’è l’Agenzia spaziale europea che lavora sulle attività legate allo spazio e fornisce notizie essenziali per rispondere alle sfide globali (www.esa.int/esa). A Fiesole c’è l’Istituto universitario europeo che offre programmi dottorali (economia, giurisprudenza, scienze politiche, e così via) e master. Inoltre, ospita una parte degli archivi storici dell’Ue (www.eui.eu).

5) INSEGNO L’INGLESE… GRATIS

D) Sono stato assunto da una società privata che organizza corsi di inglese (io sono insegnante di questa lingua) con un contratto a progetto. Ho portato avanti tre corsi nell'arco di due anni ma sono stato pagato solamente per uno, e nemmeno per intero.
Il primo anno non ho firmato contratti perché mi sono fidato della parola data. Ebbene, non sono stato retribuito ma, se non altro, sono riuscito ad ottenere la regolarizzazione della mia posizione e, insieme, la promessa di "tanti" impegni futuri.
Per il secondo corso mi è stato corrisposto gran parte del compenso dovuto. Ma con il terzo riecco i problemi: lezioni sì, quattrini niente. Per non turbare gli allievi, che avevano pagato e che quindi avevano diritto al servizio, sono comunque andato avanti sollecitando la titolare a darmi quello che mi spettava.
È legale tutto ciò? In che modo la legge può tutelarmi? A chi posso rivolgermi?
F. P. - Per e-mail da Roma

R) Il lavoro deve essere sempre retribuito, al di là della configurazione che si dà ad un determinato tipo di rapporto, sia esso dipendente, autonomo, a tempo determinato o indeterminato o a progetto.
Nel caso lamentato, il lettore ben avrebbe potuto o potrebbe ricorrere al Giudice del Lavoro per ottenere quanto non corrisposto. Se si ha un documento comprovante la debenza degli importi, si potrà anche ottenere l’ingiunzione di pagamento.

Diversamente occorrerà presentare un ricorso ordinario nel quale si dovrà provare le prestazioni svolte e, per l'effetto, ottenere la condanna del datore a pagare il dovuto.

6) PRECISAZIONE SPENCER & LEWIS

Da Spencer & Lewis, agenzia PR di Sony Interactive Entertainment Italia (Sony PlayStation), riceviamo e volentieri diamo spazio a questa precisazione
“In merito a un articolo pubblicato sulla vostra rivista (numero 9, pagina 10), in cui sono riportati due annunci di lavoro per le posizioni di senior digital marketing e junior account vi comunichiamo che gli annunci sono stati pubblicati dall'agenzia Spencer & Lewis, non da Sony: non è dunque quest'ultima in cerca dei profili indicati. Vi invitiamo dunque a rettificare quanto dichiarato”. 
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