Giovedì, 04 Aprile 2019

L'Editoriale. La battaglia dei bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti

Se sei ottimista sei portato a vedere il bicchiere mezzo pieno, se – invece – sei pessimista a vederlo mezzo vuoto. In queste settimane, chi tende a guardare il lato positivo delle cose non avrà mancato di stropicciarsi le mani. Perché, a proposito di occupazione, è stata detto che: 1) nel prossimo quinquennio bisognerà trovare tra i 2,7 e i 3 milioni di persone da avviare al lavoro; 2) nel solo settore dell’alta moda si creeranno 47.000 posti; 3) con i pensionamenti di “quota 100” è stato calcolato che saranno 116.000 i ragazzi che potranno entrare nel mondo della produzione; 4) non è vero che serviranno solo ingegneri e specialisti del digitale ma ci sarà bisogno anche di elettricisti, camerieri, cuochi, idraulici, meccanici, montatori e saldatori, tutte mansioni che si credevano ormai al capolinea; 5) ma le aziende che operano nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale non potranno fare a meno di information security officier, machine learning engineering, social media manager, programmatic specialist, e così via; 6) le Ferrovie dello Stato (leggi a pagina 16) hanno in programma 120.000 nuovi contratti; 7) nel pubblico impiego i posti già adesso liberi sono centinaia di migliaia; 8) con le grandi opere si potrebbero creare subito 150.000 opportunità di impiego; 9) anche l’indotto ne trarrebbe notevoli benefici; 10) entro il prossimo decennio le economie globali saranno a caccia di 85,2 milioni profili professionali.

Poi c'è il bicchiere mezzo vuoto: 1) i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo sono 138 con 210.000 lavoratori coinvolti; 2) il 37,4% delle nuove imprese chiude entro 4 anni; 3) molte aziende italiane continuano a passare di mano tanto che i francesi possiedono oggi 1.900 nostri marchi e quasi altrettanto sono controllati dai tedeschi; 4) tra le pmi la cosiddetta recessione tecnica si sta facendo sentire se è vero che il giro d’affari è sceso del 16,8% su base annua; 5) il debito pubblico ha raggiunto il picco di 2.345,3 miliardi di euro, il che significa che su ogni italiano pesa uno “scoperto” di 38.000 euro; 6) secondo gli analisti più accreditati, il Prodotto interno lordo non dovrebbe andare oltre lo 0,1% rispetto allo 0,7% previsto a dicembre; 7) in Europa 1 giovane su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale, in Italia 1 minore su 10 vive in povertà assoluta; 8) l’edilizia continua ad essere uno dei settori più in difficoltà con oltre 100.000 imprese costrette ad alzare bandiera bianca; 9) il lavoro nero continua a coinvolgere 1,5 milioni di persone spesso sottopagate e senza nessuna tutela; 10) gli investimenti in ricerca e sviluppo sono tra i più bassi tra i Paesi del G7 e sono in ulteriore flessione rispetto agli scorsi anni.

Quando si leggono queste notizie c’è da farsi venire il mal di testa perché è difficile tirare le somme. In economia, ottimisti e pessimisti sono categorie che non vengono prese in considerazione. E giustamente, perché gli uni e gli altri non spostano di una virgola bilanci e consuntivi.
Ottimisti e pessimisti contano, invece, sul versante della politica perché, semplicisticamente, i primi possono essere inseriti tra i favorevoli e i secondi tra i contrari rispetto a chi stringe in mano la ruota del timone.
Ma, anche qui, favorevoli e contrari non hanno il potere di incidere sul corso degli eventi. Restare con i piedi ben saldi sul terreno e ragionare su dati certi e verificati. Il bicchiere, insomma, può essere pure visto mezzo pieno o mezzo vuoto però poi i conti vanno fatti con la realtà e non con le interpretazioni.

Letto 268 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Aprile 2019 21:14

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