Giovedì, 10 Gennaio 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 1/2019

1) A chi e come il reddito di cittadinanza; 2) Lavorare fino al nono mese di gravidanza; 3) Gli incidenti mentre ci si reca al lavoro; 4) La Brexit e i nostri studenti in GB; 5) Roma è sporca eppure il turismo va

1) A CHI E COME IL REDDITO DI CITTADINANZA

D) Nello scorso numero di “Lavoro Facile”, proprio in questa rubrica, si è parlato del reddito di cittadinanza. Il governo stava aggiornando la Manovra e ad un lettore che chiedeva spiegazioni e dettagli non siete stati in grado di dare una risposta.
Adesso, però, ci siamo. Chi è che ha diritto al contributo? Come e a chi fare domanda? Quando arriverà il primo assegno? E per quanto tempo?
Franco Bernini - Per e-mail da Firenze

R) Andiamo per ordine. 1) il reddito di cittadinanza, pari a 780 euro mensili, spetta a chi non ha un lavoro o, comunque, ha un reddito Isee inferiore a 9.000 euro. Chi ha una casa di proprietà avrà il reddito di cittadinanza ridotto di circa 280 euro. Chi ha una seconda casa di proprietà o ha depositati in banca o alla posta più di 5.000 euro non ha diritto al reddito di cittadinanza; 2) La domanda va fatta attraverso i Centri per l’impiego anche con l’ausilio dei Caf; 3) Il primo assegno dovrebbe arrivare tra la fine di marzo o i primi giorni di aprile; 4) l’accredito verrà effettuato su apposite carte elettroniche che saranno spedite a coloro che avranno tutti i requisiti in regola; 5) La durata sarà di 18 mesi più altri 18 mesi.
Nell’ultima versione della misura verrebbero inserite importanti novità. Per esempio, oltre ai Centri per l’impiego anche le Agenzie per il lavoro potranno intervenire per dare concretezza a uno dei cardini del provvedimento: vale a dire le tre offerte di impiego da proporre durante il corso del reddito di cittadinanza. Nel momento in cui un’azienda accoglie e contrattualizza una figura proveniente dal bacino del reddito di cittadinanza avrà un incentivo pari allo stesso reddito di cittadinanza.
In più, nell’ambito dei Centri per l’impiego, verrà istituita una figura destinata ad ampliare la platea dei posti disponibili e a convogliarvi chi è alla ricerca di un lavoro. A questa figura è stato dato il nome di “navigator” ed è tra quelle che dovranno entrare rapidamente in servizio nei Cpi per rafforzarne l’attività. Per ogni assunzione gestita, al “navigator” spetterà un premio salariale.
Per il reddito di cittadinanza sono stati stanziati 7,1 miliardi di euro (all’inizio, come si ricorderà, si era parlato di 17 miliardi, poi scesi a 12 e quindi a 10). Le persone alle quali spetterà l’assegno pieno di 780 euro non dovrebbe superare quota 450.000.

2) LAVORARE FINO AL NONO MESE DI GRAVIDANZA

D) Non credo che dare la possibilità alle donne di lavorare fino al nono mese di gravidanza possa essere considerata una conquista. È vero che l’ultima decisione spetta al medico ma ho l’impressione che si metta nelle mani delle aziende un’arma in più di pressione…
Daniela Massari - Per e-mail da Roma

R) La precedente normativa prevedeva che le donne in gravidanza potevano astenersi dal lavoro due mesi prima del parto e tre mesi dopo. Adesso i cinque mesi di congedo obbligatorio, se si lavora fino al nono mese, possono essere cumulati dopo il parto. Naturalmente il medico deve certificare che non sussistono rischi per la salute della madre e del bambino che sta per nascere.
L’emendamento della Lega, inserito nella Legge di Bilancio, dice testualmente: “È riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro”.
Un’arma di pressione in più in mano agli uffici del personale in relazione alle necessità operative? C’è chi lo sostiene ma il parere decisivo, oltre che alla lavoratrice, spetta ai medici competenti (sulla base della salute della donna) che difficilmente vorranno prestarsi a firmare certificati non veritieri.

3) GLI INCIDENTI MENTRE CI SI RECA AL LAVORO

D) È vero che se dovesse capitarmi un incidente mentre mi sto recando in ufficio sono “coperto” dall’Inail come se l’evento mi fosse capitato all’interno del luogo di lavoro?
Riccardo Amici - Per e-mail da Latina

R) L’ipotesi è stata a lungo oggetto di dibattiti e di ricorsi davanti ai giudici. Ma oggi “l’Inail tutela i lavoratori nel caso di infortuni avvenuti durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. Il cosiddetto infortunio in itinere può verificarsi, inoltre, durante il normale percorso che il lavoratore deve fare per recarsi da un luogo di lavoro a un altro, nel caso di rapporti di lavoro plurimi, oppure durante il tragitto abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale. È stata riconosciuta l'indennizzabilità anche per l'infortunio occorso al lavoratore durante la deviazione del tragitto casa-lavoro dovuta all'accompagnamento dei figli a scuola. Qualsiasi modalità di spostamento è ricompresa nella tutela (mezzi pubblici, a piedi, e così via) a patto che siano verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari. Al contrario, il tragitto effettuato con l’utilizzo di un mezzo privato, compresa la bicicletta in particolari condizioni, è coperto dall’assicurazione solo se tale uso è necessitato”.
L’Istituto precisa, inoltre, che “le eventuali interruzioni e deviazioni del normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa a eccezione di alcuni casi particolari, ossia se vi siano condizioni di necessità o se siano state concordate con il datore di lavoro”. Esistono, tuttavia, alcune eccezioni. Ad esempio: 1) interruzioni/deviazioni effettuate in attuazione di una direttiva del datore di lavoro; 2) interruzioni/deviazioni necessitate, ossia dovute a causa di forza maggiore (ad esempio un guasto meccanico) o per esigenze essenziali e improrogabili (ad esempio il soddisfacimento di esigenze fisiologiche) o nell'adempimento di obblighi penalmente rilevanti (ad esempio prestare soccorso a vittime di incidente stradale); 3) interruzioni/deviazioni necessarie per l'accompagnamento dei figli a scuola; 4) brevi soste che non alterino le condizioni di rischio.
Sono esclusi dall'indennizzo gli infortuni direttamente causati dall'abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall'uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni, nonché dalla mancanza della patente di guida da parte del conducente.

4) LA BREXIT E I NOSTRI STUDENTI IN GB

D) Mio figlio ha intenzione di iscriversi presso una prestigiosa università britannica. Io lo incoraggio perché questa scelta potrebbe favorire il suo futuro professionale. Ciò che adesso mi sta tenendo sulle spine è la Brexit che potrebbe rendere tutto più difficile. Insomma, che cosa accadrà?
Manuela Cortese - Per e-mail da Roma

R) Il primo ministro Theresa May ha annunciato che niente cambierà – anche a Brexit avvenuta – per gli studenti dei Paesi dell’Unione europea che vogliono frequentare i corsi delle università della Gran Bretagna. In sostanza, non c’è intenzione di limitare i visti.
Ciò che non si è ancora capito bene è se questi ragazzi continueranno ad essere considerati “home students” e quindi equiparati, per quanto riguarda le tasse universitarie, agli studenti di casa. Oppure saranno equiparati agli studenti cosiddetti internazionali, cioè provenienti dal resto del mondo, che invece pagano tasse decisamente superiori.
Di sicuro nulla accadrà per l’anno accademico 2019-2020. Ma sul futuro appena più lontano non è stata ancora detta una parola definitiva.

5) ROMA È SPORCA EPPURE IL TURISMO VA

D) L’idea del Comune di Roma di risolvere il problema delle buche facendo intervenire l’esercito è stata subito accolta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che prima l’ha definita “straordinaria” e poi si è complimentato con la sindaca Virginia Raggi.
Alla fine si è deciso di ricorrere ai militari solo in caso di emergenze conclamate e non per la normale manutenzione. Credo che sia giusto così anche se, vista la confusione che regna in Campidoglio, con l’esercito anti-voragini in strada il problema probabilmente sarebbe stato avviato a soluzione.
Tra l’altro, già che ci siamo, perché non chiamare i soldati anche per togliere di mezzo le montagne di rifiuti che ci stanno sommergendo? O metterli a dirigere il traffico al posto dei vigili urbani che poco si vedono? Oppure a guidare gli autobus quando mancano gli autisti? E così via.
Sarebbe eccessivo? Sono compiti che non spettano all’esercito? Può darsi. Ma ormai in Italia, con l’incompetenza al potere, niente più dovrebbe meravigliarci. E già che ci siamo, mi piacerebbe conoscere il pensiero del ministro Toninelli sull’ampliamento del raggio d’azione dei militari (come da me suggerito).
Stefano R. - Per telefono da Roma

D) Oggi, 26 dicembre, all’altezza del numero 10 di via Sambucuccio D’Alando, a ridosso di piazza Bologna, una montagna di rifiuti copre l’intero marciapiede per una lunghezza di una decina di metri. Il mio nipotino, che tenevo per mano, si è messo a correre per sfuggire ai cattivi odori. Alcune persone, di fronte allo “spettacolo”, dicevano: “Mettiamo tutta ‘sta roba in mezzo alla strada poi vedi come corrono”.
In giro l’indignazione è tanta. In Francia c’è stata la mobilitazione dei gilet gialli. Che cosa si aspetta? Che anche a Roma scoppi la rivolta?
Celeste Rocchi - Per telefono da Roma

D) Ho letto sui giornali dove Roma spedisce ogni giorno i suoi rifiuti di qualsiasi genere. Non solo in Italia ma addirittura all’estero. Il tutto sborsando un bel po’ di quattrini.
Sono rimasto sbalordito. La responsabilità è di chi, in tutti questi anni, non si è preoccupato di trovare una via d’uscita praticabile. Si dice che dietro lo smaltimento c’è lo zampino della malavita organizzata che così come stanno le cose riesce a guadagnarci.
E allora? Che cosa fanno coloro che dovrebbero indagare, scoprire e fermare i traffici illegali? E perché non si costruiscono gli impianti idonei al fabbisogno? È un altro dei tanti misteri italiani.
R. M. - Per e-mail da Roma

D) In questo 2018 il turismo a Roma è andato particolarmente bene: boom di arrivi e buoni affari per l’intera filiera dell’accoglienza. Mi fa piacere perché tra tante notizie negative ecco che ne spuntano anche di positive.
Non capisco, però, perché la politica – leggi il partito che governa la Capitale – abbia voluto mettere il cappello su questi dati. Il Colosseo, che è risultato il monumento più visitato al mondo, non l’hanno costruito mica loro e così le tante bellezze storiche e culturali della mia città.
Mi verrebbe da dire che gli arrivi sono cresciuti nonostante tutto. Ma meglio così. Certo fanno sorridere quegli amministratori, non solo di oggi ma anche quelli di ieri, che per farsi belli si intestano meriti che poco gli competono.
Rosalba Tirelli - Per e-mail da Roma

R) Di messaggi sullo stato di salute di Roma ne sono arrivati tanti durante il periodo a cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Messaggi in gran parte di critica per la mancata raccolta dei rifiuti che, in alcuni quartieri, ha superato i livelli di guardia.
Certo, l’incendio che all’inizio di dicembre ha messo fuori uso il Tmb di via Salaria ha peggiorato la situazione e reso ancora più evidente la fragilità dell’intero sistema. Come se ne esce? A parole i responsabili sostengono di avere individuato la soluzione. Vedremo.
In effetti, e qui passiamo all’argomento del turismo, le notevoli presenze sono il segnale più evidente del fascino che la Capitale continua ad esercitare ai quattro angoli della terra. Purtroppo – come ha sottolineato il presidente di Federalberghi, Giuseppe Roscioli – “i turisti arrivano ma non spendono, tanto è vero che negli ultimi anni la spesa media è scesa fino a toccare il 20%”. Comunque, le strutture ricettive romane hanno ottenuto giudizi lusinghieri, meglio di quelle di Milano.

Letto 413 volte

Articoli correlati (da tag)