Giovedì, 13 Dicembre 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 22/2018

1) Reddito di cittadinanza: e allora?; 2) Ecco i numeri telefonici dell’Inps; 3) La pausa caffè e il bancario licenziato; 4) Chi cerca e chi offre: c’è da vergognarsi; 5) Comprare un’auto con i “vizi occulti”.

1) REDDITO DI CITTADINANZA: È ALLORA?

D) Anch’io, come tanti che si trovano in difficoltà, spero che il reddito di cittadinanza diventi al più presto operativo. E spero che ci possano davvero proporre anche le tre possibilità di lavoro.
Ma nel momento in cui invio questo messaggio (è il 2 dicembre) vedo che la confusione è tanta. Non si sa ancora esattamente chi potrà beneficiarne e da quando ci si potrà fare conto (da febbraio o da aprile?).
Prima di dire le cose non sarebbe meglio pensarci un po’ sopra? Sono mesi che si parla di questo reddito e ogni volta sembra la volta buona. Poi ci si ripensa e ricomincia la giostra. Capisco che non è semplice perché i soldi nelle casse dello Stato non abbondano. Però questo si sapeva. Ho l’impressione che in giro ci siano un po’ troppi dilettanti allo sbaraglio…
Carlo F. - Per telefono da Roma

R) Non sono pochi i lettori che, nelle ultime settimane, ci hanno chiamato per sapere a che punto è il reddito di cittadinanza. A oggi una risposta precisa è praticamente impossibile in quanto si stanno facendo e rifacendo i calcoli all’interno di una manovra che – com’è noto – è risultata eccessivamente sbilanciata sul versante del debito, come ha fatto notare anche l’Unione europea.
Insomma, bisogna rimetterci le mani ed è ciò che si sta facendo. L’incertezza sta qui. Comunque, tutto dovrà concludersi tra pochi giorni: il Bilancio 2019 va approvato entro il prossimo 31 dicembre e allora tutto sarà chiaro.
Il 5 dicembre, in Parlamento, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha detto che “qualunque accordo si dovesse trovare con l’Europa è subordinato al fatto che non si toccano le priorità del governo”. Vale a dire, essenzialmente, reddito di cittadinanza, flat tax e quota 100, cioè la riforma delle pensioni.
Lo stesso Tria ha poi aggiunto che una possibile intesa con l’Ue può essere trovata in una riconfigurazione del reddito di cittadinanza e di quota 100. In soldoni significa che adesso è difficile stabilire come si arriverà alla meta.

2) ECCO I NUMERI TELEFONICI DELL’INPS

D) Ho bisogno di parlare con l’Inps per avere notizie di una pratica avviata un paio di mesi fa. Il telefono squilla, e non risponde nessuno, o è sempre occupato.
Roberta Fini - Per telefono da Roma

R) L’Istituto fa sapere che sta per essere completata la “migrazione della numerazione telefonica” e che, anziché le singole sedi, è bene chiamare da rete fissa il contact center 803.164 o da telefonia mobile lo 06.164164. Si segnala che, per informazioni, è attivo anche il servizio internet (Voip o Skype).
La direzione regionale Lazio si trova n viale Regina Margherita 206. E-mail: direzione.lazio@inps.it.

3) LA PAUSA CAFFÈ E IL BANCARIO LICENZIATO

D) Capita a volte che dietro gli sportelli di un ufficio non ci sia nessuno, nonostante code lunghissime di chi deve pagare qualche bolletta, risolvere una pratica bancaria o spedire una raccomandata. Capita a volte, anzi capita spesso.
Una volta ho protestato con la direzione di un'importante struttura, ma mi è stato risposto che tutto era in regola e che i dipendenti che in quel momento dovevano essere al lavoro erano al loro posto. Può darsi: ma certo non è giusto costringere tante persone a fare file snervanti...
Tina Bellini - Per telefono da Roma

R) Sportelli chiusi e centralini che non rispondono: a pagare per la scarsa organizzazione, la troppa burocrazia e la poca duttilità sono sempre i cittadini che pure avrebbero diritto di usufruire di servizi snelli e veloci, come avviene in numerosi Paesi europei.
Comunque, come sempre, è sbagliato generalizzare. Anche perché la magistratura, quando interpellata, non è mai tenera con i dipendenti scorretti. Per esempio, una decisione della Cassazione ha confermato il licenziamento di un impiegato di banca che si era rifiutato di eseguire un'operazione richiesta da un cliente perché stava per cominciare la pausa caffè. L'impiegato, allontanandosi, aveva anche lasciato aperta la cassa chiedendo ai colleghi di occuparsene.
Dopo vari giudizi (primo grado e appello), il fascicolo è finito in Cassazione che con la sentenza n. 7829 ha stabilito che "la gravità dei comportamenti tenuti dal dipendente deve essere valutata non solo rispetto all'interesse patrimoniale del datore, ma anche con riferimento alla possibile lesione dell'interesse pubblico alla sana e prudente gestione del credito".

4) CHI CERCA E CHI OFFRE: C’È DA VERGOGNARSI

D) Ho letto per l’ennesima volta di aziende che cercano personale ma non riescono a trovarlo, e spesso non si tratta di figure di grande specializzazione. O è una balla o c’è qualcosa che non quadra. In quest’ultimo caso bisognerebbe vergognarsi.
Lello Romeo - Per e-mail da Roma

R) Secondo Federmeccanica, quest’anno il 48% delle imprese del settore ha avuto difficoltà a trovare personale qualificato. Percentuali alte anche quando ci si riferisce a mansioni tecnologicamente avanzate.
Lasciamo stare i lavori che generalmente gli italiani non vogliono più fare (badanti, colf, muratori, mungitori, contadini) ma persino nel campo della ristorazione chi è a caccia di rinforzi comincia ad avere problemi.
Il nodo da districare è quello dell’incrocio tra domanda e offerta. E c’è davvero da vergognarsi che in tanti anni non si sia riusciti a trovare una soluzione.

5) COMPRARE UN’AUTO CON I “VIZI OCCULTI”

D) Non c’entra con il lavoro ma l’argomento è di interesse generale in quanto c’è di mezzo la tutela di noi consumatori. È vero che una sentenza della Corte di Cassazione ha dato ragione a chi ha acquistato un’auto usata trovandosi quasi subito nei pasticci per una serie di guai meccanici?
Siccome una cosa analoga è capitata anche me, mi piacerebbe avere maggiori ragguagli.
Stefano Roberti - Per e-mail da Roma

R) La sentenza è la 21204/16. Ha stabilito che la clausola “vista e piaciuta” che di solito accompagna i contratti di acquisto non può avere la meglio sui “vizi occulti”, anche se questi non sono imputabili al venditore ma al costruttore.
In sostanza, è stata respinta l’impostazione secondo la quale con il termine “vista e piaciuta” si accetta il bene comprato così com’è, punto e basta. Invece, di fronte ai “vizi occulti” c’è chi ne deve rispondere. Il venditore oppure il costruttore.

Letto 140 volte Ultima modifica il Giovedì, 13 Dicembre 2018 19:15

Articoli correlati (da tag)