Giovedì, 15 Novembre 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 20/2018

1) Reddito di cittadinanza: cosa succede?; 2) Ecco il significato dell’isee; 3) Quella pista ciclabile fino a Porta Pia; 4) Se faccio concorrenza alla mia azienda; 5) E al curriculum nessuno risponde

1) REDDITO DI CITTADINANZA: COSA SUCCEDE?

D) Ho letto i servizi che negli ultimi due numeri “Lavoro Facile” ha dedicato al reddito di cittadinanza e alle assunzioni nei Centri per l’impiego per fronteggiare i nuovi impegni. Mi pare, però, che nel concreto si sia ancora in alto mare.
Credo di avere i requisiti per richiedere i 780 euro inseriti nell’iniziativa promossa dal M5S e mi sono recato al Cpi che ho proprio sotto casa: qui mi hanno risposto che non possono fare nulla in quanto finché il provvedimento non esce sulla “Gazzetta Ufficiale” è come se non esistesse. Poi mi hanno anche detto di sperare ardentemente nell’arrivo di rinforzi perché altrimenti non saprebbero come fronteggiare la mole di lavoro che gli arriverebbe addosso con l’okay definitivo alla legge.
Mi chiedo: non sarebbe meglio mettere la sordina alla politica degli annunci e parlare solo quando si è davvero vicini al traguardo?
Marta De Luca - Per telefono da Roma

R) Con la Legge di Bilancio il governo in carica è impegnato in un serrato confronto con l’Unione europea. La decisione di portare il deficit al 2,4% potrebbe indurre Bruxelles a metterci dietro la lavagna: per questo la Manovra potrebbe subire qualche aggiustamento in corso d’opera.
Tra l’altro, si è aperto un braccio di ferro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini proprio sul reddito di cittadinanza che si è poi allargato a quasi tutte le questioni qualificanti portate avanti dalla maggioranza (rottamazione delle cartelle esattoriali, condono dei debiti con lo Stato, sanatoria edilizia, prescrizione…).
La convinzione generale è che i nodi si scioglieranno perché non converrebbe né a M5S né alla Lega avviare una crisi prima delle elezioni europee di maggio. Restano comunque in ballo le somme necessarie per finanziare il reddito di cittadinanza che se da una parte si sostiene che sono state trovate dall’altra c’è il timore che possano essere ben più alte di quelle previste.
Qualche aggiustamento potrebbe quindi essere necessario, ed è per questo che non si sa ancora con precisione quando si potranno cominciare a incassare i 780 euro (anche se la data di inizio aprile sembra la più probabile) e quanti ne saranno i beneficiari.
Lo stesso discorso vale per i Centri per l’impiego. Le assunzioni dovrebbero essere 1.600 ma per i sindacati ne servirebbero molte di più. Per evitare che i Cpi finiscano travolti da pratiche e richieste, il sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, pochi giorni fa ha avvertito che potrebbero scendere in campo anche i Caf e i patronati. Il responsabile dei Caf Acli, Paolo Canti, ha commentato: “Noi siamo a disposizione però per il momento nessuno ci ha convocato”.
Le cose stanno così e bisogna avere pazienza. Comunque tutto si chiarirà entro il 31 dicembre quando la Legge di Bilancio dovrà essere approvata in via definitiva. Lì saranno indicate tutte le poste di spesa e si capirà, finalmente, chi potrà usufruire del reddito di cittadinanza, da quando, e che cosa accadrà ai Centri per l’impiego.

2) ECCO IL SIGNIFICATO DELL’ISEE

D) Con la discussione sul reddito di cittadinanza è di nuovo tornato fuori il riferimento all'Isee. Che cosa significa esattamente questa sigla e quali sono i suoi contenuti principali?
Elsa Luisi - Per e-mail da Roma

R)  sta per Indicatore della situazione economica equivalente. In vigore dal 2015 (ha preso il posto del cosiddetto "riccometro") serve a stabilire la situazione relativa ai redditi di chi richiede agevolazioni sotto forma di prestazioni sociali o assistenza. In sostanza, per ottenere determinate facilitazioni non bisogna raggiungere un certo livello patrimoniale.
Ma come si fa a calcolare questo livello? Secondo l'Inps, nell'Isee confluiscono i redditi più il 20% della situazione patrimoniale (che comprende investimenti mobiliari e immobiliari). Una volta fatto il calcolo, va diviso per il coefficiente del nucleo familiare che cambia a seconda della composizione della famiglia.

3) QUELLA PISTA CICLABILE FINO A PORTA PIA

D) Ogni giorno percorro la via Nomentana da piazza Sempione fino a Porta Pia. Da mesi sono in corso (sic) i lavori per realizzare una pista ciclabile di quasi 4 chilometri che da via Valdarno dovrebbe raggiungere proprio la piazza con la statua del bersagliere.
All’inizio di agosto la sindaca Virginia Raggi ne ha inaugurato il primo tratto con grande dispiegamento di operai e addetti alle pulizie. L’opera, dal costo di circa 2 milioni di euro, dovrebbe essere terminata, così ho letto da qualche parte, entro il prossimo mese di febbraio.
Un’illusione. Posso essere testimone di come si proceda a passo di lumaca. Lungo il percorso è un gran proliferare degli ormai famosi graticci di plastica rossa, qualche sacco di cemento qua e là, rarissimi gli operai.
È l’ennesima immagine di Roma dove ormai non succede più nulla. Tutto è fermo. Tutto si sbriciola. Tutto va alla malora. A febbraio vi farò sapere che cosa è successo alla pista ciclabile. Spero di essere smentito.
Leo Veroli - Per telefono da Roma

R) Anche noi, per il bene di Roma, speriamo che il sig. Leo Veroli possa essere smentito dai fatti, ma non ne siamo così sicuri. A febbraio aspettiamo il suo rapporto sullo stato dell’arte.

4) SE FACCIO CONCORRENZA ALLA MIA AZIENDA

D) Abbiamo bisogno di alcune delucidazioni in merito all'eventuale apertura di una nostra nuova attività. Premesso che non abbiamo firmato alcun patto di non concorrenza con la società presso la quale tuttora lavoriamo, ciò che desideriamo sapere è se sia possibile avviare un'iniziativa imprenditoriale che può entrare in conflitto commerciale con quella attuale dove siamo dipendenti.
Insomma, vogliamo essere sicuri di non essere perseguibili legalmente. Le domande sono diverse: 1) è possibile costituire la nuova società anche se qui siamo ancora in servizio a tutti gli effetti? E durante il preavviso post-dimissioni?; 2) è possibile avviare la nuova società durante il periodo di preavviso?; 3) è un problema agganciare molti dei clienti dell'azienda presso la quale lavoriamo?; 4) è un problema contattare molti degli agenti che fanno parte dello staff?

Per e-mail da Roma

R) Risponde l'avv. Valerio A. Di Rosa. La questione che viene prospettata trova soluzione entro le maglie del codice civile.
Il lettore esordisce specificando che non è assoggettato ad alcun patto di non concorrenza, la cui disciplina è rinvenibile nell'art. 2125 c.c., e che prevede che il patto limitativo della concorrenza debba essere provato per iscritto, stabilendo limiti alla stessa per una durata non inferiore ai 5 anni.
Venuta meno tale eventualità, rimane da considerare la disciplina dell'art. 2105 c.c., in cui si esplicita che il prestatore di lavoro non debba trattare affari per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter arrecare ad essa pregiudizio.
Tenga presente che la giurisprudenza di Cassazione è giunta a ritenere, in violazione del citato articolo, la sola costituzione della società da parte di un lavoratore dipendente, ma è questione da valutare caso per caso in ragione delle vicende accadute in ogni diversa fattispecie.
Il periodo di preavviso alle dimissioni è ancora da considerarsi facente parte del rapporto lavorativo, quindi certamente ricadente sotto la disciplina dell'art. 2105 c.c., che imporrebbe di astenersi dal compiere attività in concorrenza con il datore di lavoro.
Allo stesso modo, contattare clienti o agenti per sottrarli all'azienda cui si è dipendenti potrebbe essere considerata una modalità per arrecare pregiudizio all'azienda stessa e porsi in diretta concorrenza con essa.

5) E AL CURRICULUM NESSUNO RISPONDE

D) Come mai le aziende alle quali si inviano i curricula non si degnano mai di un cenno di risposta? È davvero una scortesia che non tiene conto delle aspettative di chi è senza lavoro… I tempi sono quelli che sono, e sono tante le persone alla ricerca di un posto.
Ma, appunto, sono persone e non numeri. Quando diventeremo un Paese normale con diritti e doveri equamente ripartiti? Chi pubblica un annuncio di ricerca del personale dovrebbe poi sentire l’obbligo di farsi vivo con chi a quell’annuncio ha deciso di rispondere. O no?
M. S. e altri - Per e-mail e per telefono da diverse località del Lazio

R) Spesso è proprio così. Gli uffici del personale o delle risorse umane di aziende anche importanti e strutturate hanno l’abitudine di rispondere solo ai curricula più in linea con i profili di cui c'è bisogno. Davvero una brutta tendenza che, purtroppo, sembra resistere a qualsiasi critica. Perché inviare un messaggio di presa visione con, magari, una valutazione della domanda dovrebbe essere scontato. Invece...

Letto 105 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Novembre 2018 18:12

Articoli correlati (da tag)