Giovedì, 01 Novembre 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 19/2018

1) Uno in pensione e un giovane al lavoro; 2) Se vale la pena utilizzare il franchising; 3) Bene quei 780 euro. Il futuro sindaco? Io; 4) Cari Salvini e Di Maio, non sono d’accordo…

1) UNO IN PENSIONE E UN GIOVANE AL LAVORO

D) La quota 100 per andare in pensione dovrebbe liberare – così ho letto – 400.000 posti. Sarebbe un bel ricambio generazionale se, effettivamente, per ognuno che smette di lavorare un giovane potrebbe prenderne il posto.
Ma dubito che possa essere così. Primo perché le assunzioni le fanno le aziende e in una fase di bassa crescita queste non vedono l’ora di ridurre il personale, e poi perché se non si interviene con gli incentivi da destinare a chi assume ci sarà poco da fare.
Marisa F. - Per e-mail da Roma

R) Di numeri su chi non aspetta altro che la fine della Legge Fornero per andare in pensione ne sono stati fatti parecchi. Fermo restando che un conto è chi potrebbe cogliere l’occasione e un altro è chi poi la vuole cogliere sul serio.
Per esempio, Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, in una recente intervista al “Corriere della Sera” ha detto “può anche darsi che per ogni 10 uscite si creino, anziché 10, solo 5 nuovi posti di lavoro. Ma per le aziende è comunque un’opportunità per ristrutturarsi, investendo su nuove risorse umane”.
Il problema è tutto all’interno di quel “può darsi”. Che, pare di capire, smorza gli entusiasmi della prima ora quando si è parlato di uno fuori e uno dentro. Vedremo come andrà a finire.

2) SE VALE LA PENA UTILIZZARE IL FRANCHISING

D) Sono intenzionato a mettermi in proprio ma le notizie che arrivano dal fronte del commercio non mi sembrano particolarmente incoraggianti. Sto pensando di ricorrere alla formula del franchsing che, da quello che ho potuto capire, lascerebbe meno scoperti i nuovi imprenditori. Tuttavia i dubbi permangono. Che cosa mi consigliate?
Loris Annichiarico - Per telefono da Roma

R) Nelle grandi città sono molti i negozi che sono stati costretti a chiudere, tanto che a Roma alcune strade non sembrano più le stesse: saracinesche abbassate e luci spente. Di mezzo c’è senz’altro la crisi dei consumi ma spesso c’è anche il forte rialzo degli affitti che gli artigiani e le piccole strutture non ce la fanno a pagare. Il franchising può essere una risposta a patto di non dare per scontato la riuscita dell’impegno. Nel commercio non basta la volontà: ci sono altri fattori che vanno ponderati con cura compresa la predisposizione personale verso un determinato settore.
Il franchising può essere d’aiuto. Le aziende proprietarie del marchio hanno generalmente alle spalle una buona esperienza e sanno come, dove e che cosa vale la pena fare. Quindi può essere una soluzione. A patto di avere le idee chiare.
I dati sono confortanti. Le previsioni dicono che si potrebbe registrare una consistente crescita degli affari e l’inaugurazione di centinaia negozi, il che darebbe lavoro a circa 3.000 persone.
L’insediamento preferito è all’interno dei centri commerciali che, se assicura buoni guadagni, richiede però investimenti maggiori rispetto ad altre location. Comunque, se non si ha una grande esperienza e ci si vuole affacciare per la prima volta nel mondo del commercio, il ricorso al franchising può essere valutato con attenzione.
Proprio pochi giorni fa, dal 25 al 27 ottobre, si è svolto a Milano il 33° Salone del Franchising dal titolo: “Un evento per la nuova imprenditorialità giovanile”. Sul sito: https://www.salonefranchisingmilano.com/it/Home chi vuole mettersi in proprio può trovare informazioni utili.

3) BENE QUEI 780 EURO. IL FUTURO SINDACO? IO

D) Ho perso il lavoro poco più di un anno fa (ero impiegato in un’azienda che, dopo qualche mese di difficoltà, ha mandato tutti a casa) e recentemente mi sono iscritto al Centro impiego di riferimento.
L’ho fatto dopo avere letto che per ottenere il reddito di cittadinanza occorre figurare negli elenchi dei Cpi. Adesso spero che a nessuno venga in mente di toccare quei 780 euro già inseriti nella Legge di Bilancio. Non sono moti ma vi assicuro che nelle mie condizioni possono fare davvero comodo.
E spero anche che ci si dia una mossa per favorire l’occupazione perché non si può vivere in eterno della carità dello Stato.
Comunque, mi è venuta un’idea: se un lavoro non dovesse saltare fuori potrei candidarmi a fare il sindaco di Roma. Non ho nessunissima esperienza ma siccome questa città ormai va avanti solo grazie alla buona volontà di chi ci abita (le strade e i parchi vengono puliti da gente che si arma di scope e rastrelli, persino le buche stradali sono segnalate da mani pietose, molti atti amministrativi finiscono regolarmente nel cestino o perché sbagliati o perché nessuno se li fila, e il tira a campare è diventata la regola più in voga) credo di essere la persona più adatta al ruolo. Peggio di così non potrei fare.
Roberto Sarti - Per telefono da Roma

R) Forte è l’attenzione sul reddito di cittadinanza che dovrebbe cominciare ad essere erogato nei primi giorni di aprile. All’argomento abbiamo dedicato un capitolo dello scorso numero della nostra rivista online con tutte le informazioni utili.

4) CARI SALVINI E DI MAIO, NON SONO D’ACCORDO…

D) Alcune considerazione su Salvini e Di Maio. Caro Salvini, prima del voto del 4 marzo 2018, in campagna elettorale, hai giurato sul Vangelo con la corona del rosario in mano. Ora ti chiedo: lo hai letto il Vangelo? Lì non c’è scritto di respingere o bloccare le navi che trasportano immigrati come non c’è scritto di essere contro i fratelli che fuggono da fame, guerre e orrori. Poi ti chiedo quante sono le persone morte annegate in mare o nei lager libici? Caro Salvini, salvarle è un fatto umanitario, ancora prima della legge universale del mare…
Caro Salvini, la lega ha 49 milioni di euro da restituire allo Stato italiano, soldi dei cittadini italiani, ma sei riuscito a concordare che puoi restituirli in 76 anni a tasso d'interesse zero: allora ti chiedo: visto che sei al governo del Paese, perché non estendi a tutti i cittadini italiani la possibilità di godere delle stesse condizioni? Di fronte alla legge non siamo forse tutti uguali?
E poi, anziché armare gli italiani nel nome della legittima difesa perché – per prevenire furti e violenze – non investire in una cultura-educazione che guarda alla legalità e ai valori umani e della vita?
Per ultimo, nel governo ci mancava un ministro del Lavoro che non ha mai lavorato ma che è molto bravo a insultare gli avversari politici, invece di impegnarsi per creare più occupazione.
Un gentile invito a Salvini e Di Maio: fate un bel bagno nei valori umani e della vita, di uguaglianza, giustizia sociale, unità, libertà, onestà, sincerità, dignità, solidarietà, trasparenza, ospitalità, rispetto. Vi farà molto bene.
Francesco Lena, Cenate Sopra (Bergamo) - Per e-mail

R) Per ragioni di spazio siamo stati costretti a “tagliare” l’e-mail di Francesco Lena che affrontava anche altri temi tra cui quello dell’Europa che “nei suoi limiti ha garantito 70 anni di pace”.
Questa rubrica, come è noto, è aperta al contributo di tutti e il confronto è sempre benvenuto. Eventuali considerazioni sugli argomenti trattati dal nostro lettore saranno pubblicati nel prossimo numero di “Lavoro Facile”.

Letto 72 volte Ultima modifica il Giovedì, 01 Novembre 2018 19:51

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