Giovedì, 18 Ottobre 2018

L'Editoriale. Reddito di cittadinanza: ogni promessa è debito

IL REDDITO di cittadinanza può dare una mano a chi è in difficoltà? La risposta non può che essere sì. A chi deve essere dato? Ai disoccupati e a chi ha una pensione più che bassa. E ai 5 milioni che l’Istat ha appena classificato come poveri? Certo, anche a loro. Come si potrebbe dire di no. L’Italia, che non ha ancora superato la crisi in cui è precipitata dal fallimento del 2008 della banca americana Lehman Brothers, è piena di persone che non ce la fanno a vivere con dignità ed è a loro che si deve pensare. Quindi il reddito di cittadinanza è una misura quantomai urgente.

I risultati del Sondaggione dedicato all’argomento che pubblichiamo a pagina XX sono espliciti: a grande maggioranza i lettori hanno dichiarato di preferire il sussidio mensile alla riduzione delle tasse prevista dalla Flat Tax, che è l’altro cavallo di battaglia della coalizione di governo formata da M5S e Lega.

FIN QUI TUTTO è chiaro. I problemi cominciano quando si prova a entrare più nel merito. Abbiamo cercato di tirare le somme di ciò che potrebbe accadere titolando il servizio che potete trovare nel Primo piano: “Quando potrò incassare i 780 euro che mi spettano?”. Perché il punto è proprio questo: mi è stato promesso che, se ho i requisiti giusti, non ci sarebbero stati inciampi. Invece…

Invece, per esempio, la platea dei possibili beneficiari è via via cambiata. Si è passati dai 9 milioni di uomini e donne (così è scritto nel documento diffuso da M5S a ridosso della recente campagna elettorale) a 7 milioni poi a 5 milioni. Anche i soldi, che sarebbero dovuti arrivare all’inizio dell’anno, adesso potrebbero essere erogati non prima di aprile.

CHI VUOLE sapere a che punto siamo corra a leggere l’articolo che parte da pagina XX. Naturalmente, le incertezze non dipendono dai salti di umore di questo o quel ministro. La disponibilità in quattrini a disposizione del Def (Documento di economia e finanza) e poi della Legge di Bilancio è quella che è e occorre fare attenzione.

Per riempire la cassaforte è stata innalzata la soglia del debito al 2,4% e siamo andati allo scontro un po’ con tutti. Ma – ripetiamo – questi non sono affari di chi è in attesa di quei 780 euro ma di chi li ha promessi. Che, sicuramente, prima si sarà fatto due conti per concludere che non ci sarebbero stati troppi ostacoli da superare.

E SICCOME ogni promessa è debito, adesso il reddito di cittadinanza deve saltare fuori per chi rientra nel programma iniziale firmato dal vice-presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio. Il confronto in atto sta tutto qui: dal momento che il reddito di cittadinanza è una cosa buona e giusta, allora le risorse necessarie per finanziarlo devono essere trovate.

Anche a costo di mettere a rischio i precari equilibri del Paese? Chi lo sta aspettando non può farsi carico della contabilità generale E occhio, perché se ci sono stati errori di valutazione non c’è molta voglia di passarci sopra.

FORSE ci siamo dilungati troppo ma il tema è di quelli davvero importanti e c’è necessità della massima chiarezza. Sul versante delle possibilità di lavoro notizie interessanti provengono da Gran Roma, lo shopping center che sta per essere inaugurato nella Capitale a ridosso della Prenestina (ne abbiamo già parlato ma ora si sta entrando nel vivo), e dal turismo invernale. Ma scorrendo le pagine della rivista, ci si accorgerà che molte altre sono le opportunità da cogliere. Buona lettura.

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