Venerdì, 05 Ottobre 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 17/2018

1) Troppi contratti a tempo determinato; 2) Agenzie per il lavoro, aziende e contratti; 3) Le offerte targate Eures: ci si può fidare?; 4) Garanzia Giovani tra successo e flop; 5) Il part time a tempo indeterminato.

1) TROPPI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

D) Ho l’impressione, anche scorrendo le offerte di lavoro pubblicate da “Lavoro Facile”, che i contratti a tempo determinato siano ormai la quasi totalità. Ma così facendo quando i giovani potranno pensare di formarsi una famiglia?
Si è tanto parlato di incentivi alle aziende affinché si decidessero ad assumere a tempo indeterminato: che cosa ne è stato di tante promesse? Non sono un pessimista ma mi pare che le cose stiano andando sempre peggio. Vorrei sbagliarmi, però…
Rocco Silvi - Per telefono da Roma

R) Il problema dell’occupazione – che pare passato in secondo piano di fronte al reddito di cittadinanza, allo stop all’immigrazione e ai numeri del bilancio dello Stato – continua a bussare alla porta di tantissimi italiani. Giovani e meno giovani. È vero che il reddito di cittadinanza (ma bisognerà leggere il testo definitivo) contiene un elemento di grande importanza: la formulazione da parte delle istituzioni di 3 proposte di lavoro mentre si incassa l’assegno di circa 700 euro mensili. Di fronte ad altrettanti rifiuti, il beneficio verrebbe a decadere.
Il problema è serio perché non pochi si sono domandati da dove salteranno fuori quelle proposte. Qualcuno ha risposto: “Anche dalla riforma dei Centri per l’impiego”. Chi vivrà vedrà.
E veniamo ai contratti a tempo determinato. Secondo gli ultimi dati, nel periodo gennaio-luglio 2018 sono cresciuti del 6% mentre quelli a tempo indeterminato dell’1,8%. In forte ripresa le assunzioni in apprendistato (+11,8%) e quelle gestite dalle agenzie per il lavoro (+13,5%) che in gran parte hanno un limite di 3-6 mesi.
Anche le cessazioni sono aumentate (+10,7%) e hanno riguardato soprattutto i contratti a tempo determinato. I licenziamenti tra i contratti a tempo indeterminato sono invece diminuiti (-4,5%). Segno evidente che le imprese preferiscono aprire e chiudere rapporti di lavoro senza caricarsi di contratti stabili.
Nonostante ciò, gli incentivi destinati alle aziende che stipulano contratti a tempo indeterminato (L. 27/2017, numero 202) hanno fatto entrare nel ciclo operativo 70.297 persone mentre 31.789 hanno visto il tempo determinato passare a quello indeterminato.
Insomma, risultati positivi qua e là ci sono ma in un quadro generale che resta difficile. Adesso ci saranno da valutare le misure che prenderà il nuovo governo. I prossimi dati usciranno a dicembre.

2) AGENZIE PER IL LAVORO, AZIENDE E CONTRATTI

D) L’argomento lo avete già affrontato, ma vi pregherei di ripetermi come funziona il rapporto contrattuale tra agenzia per il lavoro, lavoratore e azienda utilizzatrice. Chiedo troppo?
Lina Rubei - Per e-mail da Roma

R) L’agenzia per il lavoro assume il lavoratore e lo mette a disposizione dell’impresa che lo ha richiesto. Sarà quindi l’agenzia a pagare la retribuzione, a versare i contributi previdenziali e ad esercitare il potere disciplinare, anche se il lavoratore svolgerà la propria attività nell’interesse e sotto al direzione dell’azienda utilizzatrice.
All’atto della stipula del contratto, l’agenzia per il lavoro dovrà comunicare per iscritto al lavoratore: il tipo di attività, la data di inizio e la durata prevedibile della prestazione, le mansioni e l’inquadramento, il luogo, l’orario e il trattamento economico.

3) LE OFFERTE TARGATE EURES: CI SI PUÒ FIDARE?

D) Ogni tanto leggo di offerte di lavoro targate Eures. Di solito si riferiscono a chance al di fuori dei confini italiani. Ne sto esaminando un paio. Due cose voglio chiedervi: che cos’è Eures e se ci si può fidare delle sue proposte?
Marta Filippi - Per e-mail da Roma

R) Come si legge nel sito di questa agenzia, Eures (European employment services) è una rete di cooperazione creata per agevolare il libero movimento dei lavoratori nei 28 Paesi dell’Unione europea, in Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
Fanno parte della rete i servizi pubblici per l’impiego, i servizi privati per l’impiego, i sindacati, le imprese e altri importanti soggetti del mondo dell’occupazione. Eures dispone di circa 1.000 consulenti che sono in contatto giornaliero con chi è alla ricerca di un impiego e i datori di lavoro del Vecchio Continente.
Tra altro, l’Ente fornisce informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro nei Paesi dell’Ue (contratti, tasse, pensioni, assicurazioni malattia e sicurezza sociale). Di Eures, quindi, ci si può fidare anche se non sarebbe male che alle iniziative che passano sui suoi tavoli venisse data più visibilità.
In Italia i consulenti sono 64 che spesso si appoggiano ai Centri per l’impiego. Nella Regione Lazio la sede Eures si trova a Roma in via Rosa Raimondi Garibaldi 7. Tel. 06.51683427. E-mail: lricci@regione.lazio.it o eures@regione.lazio.it.

4) GARANZIA GIOVANI TRA SUCCESSO E FLOP

D) Mi sono iscritta a Garanzia Giovani è, dopo qualche settimana, grazie al mio Centro per l’impiego, una società di import-export mi ha offerto la possibilità di un tirocinio retribuito. Dopo 6 mesi, durante i quali ho provato a dare il meglio di me stessa, non c’è stato seguito. Mi hanno detto che, nell’eventualità, mi avrebbero fatto sapere. Però finora niente.
Sono laureata in lingue (conosco perfettamente inglese e francese) e non riesco a trovare un posto vero adatto a ciò che so fare. Ho sperato molto in Garanzia Giovani ma ho l’impressione che le aziende utilizzino noi giovani per risolvere le loro necessità temporanee a spese dello Stato che, infatti, si fa carico di una parte consistente dell’assegno che spetta ai tirocinanti.
Marcella F. - Per telefono da Frosinone

R) Il sospetto può essere non del tutto infondato anche se le aziende che ricorrono a Garanzia Giovani sanno che potrebbero contare su altri contributi nel momento in cui dovessero contrattualizzare il tirocinante sia a tempo determinato che indeterminato.
Il programma, partito a rilento circa 4 anni fa, ha via via acquistato maggiore visibilità tanto che secondo uno degli ultimi rapporti (marzo 2018) i giovani registrati hanno superato quota 1.300.000 (erano poco più di 1 milione pochi mesi prima). Di questi il 55,5% è stato preso in carico e avviato verso una misura di politica attiva in seguito alla quale il 50,1% è riuscito a trovare un’occupazione. Si è anche riscontrato che il tasso di inserimento aumenta in relazione al “peso” del titolo di studio (licenza media, diploma o laurea)
Vale la pena ricordare che Garanzia Giovani si rivolge a giovani tra i 15 e i 29 anni. I fondi sono messi a disposizione dall’Unione europea con l’obiettivo di facilitare il primo impiego.
Nel sito www.garanziagiovani.gov.it, alla sezione Opportunità di lavoro, si possono leggere le offerte più fresche. In effetti, gran parte delle chance si riferiscono ai tirocini ma non mancano i contratti di apprendistato e a tempo indeterminato.
Comunque, e qui sembra avere ragione la nostra lettrice, alla fine non sono molti coloro che con Garanzia Giovani ce l’hanno fatta a mettere le mani su un posto vero e un contratto stabile.

5) IL PART TIME A TEMPO INDETERMINATO

D) Un contratto part time può essere a tempo indeterminato? E in che modo si può quantificare l’orario? Il contratto deve essere sempre elaborato in forma scritta?
Fabio Lulli - Per e-mail da Roma

R) Sì, il contratto part time può essere sia a tempo determinato che indeterminato. Queste le tipologie.
Part time orizzontale. Prevede un orario giornaliero inferiore rispetto a quello normale: dunque, considerando otto ore lavorative, è dipendente in part time orizzontale colui che lavora, per esempio, cinque ore al giorno per tutti e cinque i giorni lavorativi della settimana.
Part time verticale. Il lavoratore presta la sua opera con orario giornaliero a tempo pieno solo in determinati giorni della settimana, del mese o dell’anno (per esempio, lavorando per due giorni alla settimana invece che cinque, o a settimane alternate).
Part time misto. Risulta dalla combinazione delle precedenti tipologie (per esempio, cinque ore al giorno per tre giorni alla settimana).
Il contratto va sempre stipulato in forma scritta e deve obbligatoriamente contenere l’orario di lavoro con tutti i riferimenti di giorno, settimana, mese e anno. Se il part time è a tempo determinato deve essere indicato il termine di scadenza.

Letto 144 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Ottobre 2018 22:55

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