Venerdì, 21 Settembre 2018

L'Editoriale. Il bicchiere del lavoro è mezzo pieno, occorre riempirlo

ANCHE IN QUESTO numero ci sono tante possibilità di lavoro e tanti suggerimenti che possono aiutare a risolvere il problema dell’impiego. Il bicchiere dell’occupazione può così sembrare mezzo pieno, e in realtà lo è davvero se si considerano pure le chance pubblicate non più di due settimane fa.
La pausa estiva è ormai alle spalle e le imprese hanno ripreso a rimboccarsi le maniche in vista della volata che porta al periodo di fine anno che di solito è un buon momento per gli acquisti e, quindi, per il business.
Perché, allora, il bicchiere è pieno solo a metà? Perché dai sindacati, e in particolare dalla Uil Lazio, sono arrivate valutazioni che parlano di un “autunno caldo” che sarà segnato da difficoltà di non poco conto. Che riguardano Roma e l’intera regione.

La Uil, queste difficoltà, le ha pure elencate settore per settore. Nella vigilanza privata, per esempio, ci sono più di 700 posti in bilico, alcune imprese delle telecomunicazioni non se la passano meglio, il comparto delle pulizie è attraversato da scosse, e altre società partecipate dal Campidoglio hanno la febbre piuttosto alta (Multiservizi, Farmacap, Atac). Così come quelle impegnate nella ristorazione scolastica. A Guidonia è il distretto del marmo ad accusare pesanti battute a vuoto.

È STATO CALCOLATO che sono quasi 10.000 coloro che stanno vivendo col batticuore per un futuro che vedono coperto da pesanti nubi. Non è detto che non si riuscirà a trovare le soluzioni opportune, ma anche in provincia cresce l’apprensione. A Frosinone, Rieti e Viterbo i segnali d’allarme s moltiplicano, e a Cassino c’è stato il taglio di 1.500 figure professionali tra Fiat e indotto.

Ci si augura uno scatto d’orgoglio e di progettualità che coinvolga tutti i soggetti interessati: il Comune, il tessuto industriale, le istituzioni nazionali che possono finanziare progetti e programmi in grado di rilanciare il lavoro.

PERÒ DEL BICCHIERE mezzo pieno fanno parte occasioni da valutare con attenzione e – se corrispondono al nostro curriculum – da prendere al volo. Intanto, ci sono aziende importanti e ministeri che, tra recruiting e bandi di concorso, hanno bisogno di 650 addetti tra diplomati e laureati in gran parte a tempo indeterminato. In quest’ambito vanno aggiunti i 120 posti che Acea ha concordato con le rappresentanze sindacali e che, se non ci saranno intoppi, apriranno le porte a addetti alla sicurezza, manager e tecnici per le sedi di Roma, Napoli e Milano.
Chi è al riparo dai venti della crisi, anzi è in continua crescita, è il comparto della ristorazione. Qui, tra inaugurazioni e ristrutturazioni, si cercano 400 tra camerieri, cuochi, crew e responsabili. E altre assunzioni sono già in calendario per i prossimi mesi.
Un’occhiata va data anche alle quattro pagine della rubrica “Lavori in corso” dove ci sono chance in Carpisa, Casalandia, Etro, Mondo Convenienza, Hitachi Rail, Moncler, Pininfarina e Veratour.
Non sono tempi facilissimi, e del resto sono anni che è così. Per questo occorre moltiplicare gli sforzi e non tirarsi indietro. Se poi arriva il reddito di cittadinanza, che sia il benvenuto. Ma firmare un contratto e cominciare a lavorare è un’altra cosa. La pensano in questo modo anche i tanti che hanno risposto al nostro Sondaggione (vedi a pagina 78).
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