Venerdì, 13 Luglio 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 14/2018

1) Boom ristoranti: cambiano le città; 2) Tempo determinato: non più di 2 anni; 3) Nuovi posti se si farà il suv Ferrari; 4) Quando e come licenziare il portiere

1) BOOM RISTORANTI: CAMBIANO LE CITTÀ

D) Abito a Roma in un quartiere a ridosso del centro dove in pochi anni hanno chiuso negozi che erano lì dal dopoguerra se non da prima. Al loro posto, immancabilmente, si sono insediati ristoranti, fast food, pizzerie a taglio e frutterie. Insomma, solo attività che propongono pranzi cene e spuntini vari.
Vedo che è così anche in altre zone della città, e allora mi domando: com’è possibile che tanti imprenditori grandi o piccoli abbiano tutti deciso di investire in questo settore? Intendiamoci: niente in contrario perché, comunque, si creano posti di lavoro, però mi sembra un fenomeno abbastanza strano. A meno che più nessuno mangi a casa propria…
Roberta Camilli - Per e-mail da Roma

R) Di segnalazioni di questo tipo ce ne sono giunte – e ce ne giungono – parecchie. In effetti, come abbiamo già avuto modo di segnalare, nel 2017 le famiglie italiane hanno speso per mangiare fuori casa oltre 83 miliardi di euro, il 3% in più rispetto all’anno precedente, con una tendenza che segnala un’ulteriore crescita.
Quindi il “piatto” è ricco e ciò spinge a tentare l’avventura. Ma c’è un ma. Nel 2016 hanno avviato l’attività 15.714 imprese però 26.500 hanno alzato bandiera bianca. La raccomandazione è sempre la stessa: se mettersi in pista è abbastanza semplice (naturalmente avendo le risorse finanziarie necessarie) più difficile è restare sul mercato. Qui ci vogliono professionalità e capacità che, se non ci sono, il rischio del naufragio è quasi scontato.
Resta la trasformazione commerciale di interi quartieri. Una maggiore attenzione da parte di chi di dovere sarebbe auspicabile.

2) TEMPO DETERMINATO: NON PIÙ DI 2 ANNI

D) Che cosa succede ai contratti a tempo determinato? Con il decreto presentato la scorsa settimana molto dovrebbe cambiare. Ho provato a informarmi ma non sempre le versioni coincidono. Come stanno le cose?
Rino Santini - Per telefono da Roma

R) Con le nuove norme, i contratti a termine non possono superare la durata di 2 anni rispetto ai 3 finora in vigore. In più la causale deve essere meglio definita.

3) NUOVI POSTI SE SI FARÀ IL SUV FERRARI

D) Come sta FiatChrysler? Sergio Marchionne sta per lasciare l’azienda e le vendite in Italia, almeno nel mese di giugno, hanno subito una frenata del 19,3%. Dico questo perché sto tenendo d’occhio le eventuali possibilità di occupazione negli stabilimenti del Gruppo e non vorrei che, dopo le speranze legate al risanamento e ai buoni dati commerciali dei mesi scorsi, si tornasse ad una fase di calma piatta.
Bruno R. - Per e-mail da Napoli

R) Con Marchionne la Fiat ha superato una crisi pesante e si è rilanciata sul mercato italiano e internazionale. Contemporaneamente è stata prosciugata quasi del tutto la cassa integrazione e sono state fatte numerose assunzioni (seppure a tempo determinato e attraverso le agenzie per il lavoro).
Di nuove chance l’amministratore delegato dell’azienda ha parlato solo in occasione dell’ultimo Salone dell’auto di Ginevra allorché, confermando la nascita di un Suv targato Ferrari, ha precisato che sarà necessario aumentare i personale che lavora negli impianti di Maranello, anche se non è voluto scendere nei dettagli.
Se ne dovrebbe sapere di più a settembre quando verrà presentato ufficialmente il piano industriale del cavallino rampante.

4) QUANDO E COME LICENZIARE IL PORTIERE

D) Lavoro da anni come portiere presso un condominio. Di punto in bianco, l’amministratore mi ha comunicato che la mia attività non è più necessaria e che, quindi, intendeva chiudere il rapporto. È corretto un simile comportamento? Come si può, all’improvviso, mettere in mezzo alla strada un padre di famiglia, con due figli di cui uno appena nato? E senza che nessuno si sia mai lamentato del mio impegno. Che cosa posso fare?
F. B. - Per telefono da Roma

R) Intanto si può verificare se la decisione del licenziamento sia stata presa nel pieno rispetto dei regolamenti. Vale a dire se, e come, è stata deliberata l’abolizione del servizio di portineria (perché questo sembra, a meno che non sia stata invocata la giusta causa che, però, la mancanza di lamentele sembrerebbe escludere).
Ora, la chiusura della portineria non può dipendere da un atto d’imperio dell’amministratore ma deve essere adottata dall’assemblea dei condomini che, in seconda convocazione, vota con almeno 1/3 dei millesimi a favore.
La decisione deve essere comunicata per iscritto al diretto interessato. Entro 15 giorni il portiere può chiedere i motivi e il condominio ha 7 giorni di tempo per rispondere. Il portiere ha comunque diritto a un’indennità di preavviso che è di 12 mesi, secondo il Ccnl di Confedilizia, o di 6 mesi, secondo il Ccnl Federproprietà Confappi.
La delibera del condominio può essere assunta (“per giustificato motivo oggettivo”) in qualsiasi momento e non è sindacabile dal giudice, sempre che risulti – come ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 88/2002 – “l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo”.
In conclusione: se l’assemblea dei condomini vuole chiudere il servizio di portineria (per ragioni economiche o perché non lo ritiene più utile) può farlo ma deve procedere secondo la normativa. Altrimenti qualsiasi decisione è nulla.

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