Sabato, 30 Giugno 2018

L'editoriale. C’è un po’ più ottimismo ma la strada è ancora lunga

SECONDO CONFIMPRESE, l’associazione di categoria che rappresenta 300 marchi del commercio e del franchising con oltre 30.000 punti vendita e 600.000 addetti, nel secondo trimestre dell’anno dovrebbero aprire 590 negozi che daranno lavoro a più di 4.000 persone. In testa alla classifica per genere c’è il food (bar, pizzerie, pub, ristoranti) quindi il mondo del fashion (abbigliamento, accessori, calzature).
La novità, a parte i numeri che sono sorprendenti alla luce di un timido passo avanti della spesa, è che contestualmente ha preso a correre anche la “rivoluzione degli acquisti” rispetto a non troppo tempo fa: nel senso che ai tradizionali canali di contatto con i clienti si sta moltiplicando la presenza dell’e-commerce: “Il 60% delle aziende – è stato detto – ritiene ormai necessario rivisitare il proprio modello di business per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”.

Ciò avrà ricadute anche sui profili professionali di cui ci sarà bisogno, che dovranno essere sempre tecnologicamente avanzati e, di fronte alle spinte della globalizzazione, con una accentuata padronanza delle lingue.

AI DATI RESI NOTI da Confimprese ha fatto riscontro un recente sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop condotto per il quotidiano “la Repubblica” secondo il quale i più giovani guardano al presente e al futuro con meno pessimismo e, comunque, “un terzo degli intervistati ritiene che l’occupazione in Italia sia ripartita”.

È vero, si sottolinea, che questo significa che i due terzi la pensano diversamente e che “per fare carriera l’unica speranza è di andare all’estero”. Ma rispetto ai periodi in cui l’orizzonte era buio pesto, ora il domani dell’economia e del lavoro viene visto non più completamente oscuro e con la convinzione che le cose possano cambiare in meglio. Il pessimismo resta però forte nel Sud e nei ceti più bassi, come dimostrano i dati sulla povertà.

LA SENSAZIONE è forse legata al leggero miglioramento del quadro generale e dei posti di lavoro creati ma, per non farsi prendere da eccessivo ottimismo, c’è da ricordare che la disoccupazione giovanile resta di gran lunga tra le più alte d’Europa e che molti continuano a guardare al reddito di cittadinanza come a un contributo decisivo per il miglioramento delle personali condizioni di vita.

Ma quando e come il sussidio entrerà concretamente nelle tasche di chi possiede i requisiti necessari non si sa. Gli annunci e i contro-annunci si susseguono e chi è interessato rischia di perderci la testa. E la pazienza.

È ANCHE VERO, però, che il panorama è ricco di posti immediati e di posti in attesa del definitivo via libera. Da prendere al volo ci sono i 6.000 di Poste Italiane dopo l’accordo sottoscritto da azienda e sindacati: si comincia da subito e si andrà avanti fino al 2020. Immediate sono anche le 50.000 posizioni del Servizio civile universale per ragazzi fino a 28 anni.
In prospettiva più o meno ravvicinata altre opportunità riguardano l’Acquario di Roma e il Comune di Roma: nel primo caso, dopo una serie infinita di rinvii, siamo in vista del traguardo, nel secondo il Campidoglio ha manifestato l’intenzione di chiamare in servizio altri 500 vigili urbani dopo i 300 di pochi mesi fa. Ma restano da trovare i soldi per pagare gli stipendi. Il che non è poco.
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