Sabato, 30 Giugno 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 13/2018

1) Più garanzie per i riders: era ora; 2) Caro governo, ecco le cose da fare; 3) Per aprire un'attività di acconciatore; 4) Addio ai 500 euro del bonus cultura; 5) I compiti delle guardie di vigilanza

1) PIÙ GARANZIE PER I RIDERS: ERA ORA

D) Ma, alla fine, i ragazzi che consegnano pranzi e cene a domicilio per conto di importanti società della food delivery riusciranno ad avere qualche garanzia in più rispetto alle poche di adesso? Conosco giovani che, per mancanza di alternative, si sono avvicinati a questo lavoro dove le regole sono davvero poche e confuse.
D’accordo, non può essere l’attività della vita ma non per questo chi la esercita anche per poco tempo va lasciato senza tutele.
Marzia Rossi - Per e-mail da Roma

R) Le imprese del settore e i rappresentanti dei riders, così si chiamano i fattorini, hanno deciso di mettersi intorno al tavolo per trovare una soluzione. In ballo ci sono alcuni punti: una retribuzione oraria (e quindi non più a consegna), varie formule assicurative, il riconoscimento di eventuali assenze per malattia, e quant’altro
È il primo risultato della mediazione messa in campo dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che all’inizio aveva parlato di decreto legge destinato a riscrivere le norme. Poi si è preferito rimettere il tutto nelle mani delle parti interessate. Se non si dovesse giungere all’accordo, solo allora il governo interverrebbe con quel Dl.

2) CARO GOVERNO, ECCO LE COSE DA FARE

D) Ai nuovi governanti propongo alcuni punti da inserire nel loro programma:
1) migliorare i trasporti pubblici, in particolare quelli ferroviari, per superare i grandi disagi di pendolari, studenti cittadini e lavoratori;
2) porre particolare attenzione alla Sanità pubblica per abolire le lunghe code, il clientelismo e gli sprechi;
3) rafforzare l’Unione europea con l’obiettivo di raggiungere l’obiettivo di una vera coesione politica, economica e sociale;
4) prevenire gli infortuni sui posti di lavoro. La vita è il valore umano più alto e va salvaguardata sempre;
5) proseguire gli investimenti nella cultura, nella ricerca, sulla conservazione dei beni artistici, dei musei, favorendo l’aumento dei visitatori e lo sviluppo del turismo;
6) investimenti per il rispetto e la tutela dell’ambiente, del territorio e dell’agricoltura, agevolare con incentivi economici la ripopolazione delle nostre belle colline, montagne e zone abbandonate;
7) blocco dell’Iva così come è stato fatto negli ultimi anni che ci ha garantito prezzi dei beni di prima necessità bassi, salvaguardando il potere di acquisto dei cittadini;
8) combattere il lavoro sommerso e l’evasione fiscale;
9) fare una bella informazione-formazione in modo che si prenda coscienza che pagare le tasse è un dovere e che ci sono le leggi che vanno rispettate. Lo Stato ne ha bisogno per dare servizi ai cittadini, dalla sanità pubblica alla scuola, mantenere le forze dell’ordine, e così via. Se pagassero tutti il dovuto, si pagherebbe tutti di meno e avremmo servizi migliori. Quindi abolire i contanti e obbligare l’uso delle carte di credito;
10) combattere seriamente le mafie, la corruzione, la malavita organizzata;
11) per quanto riguarda gli immigrati, non serve giurare sul Vangelo e poi non accettarli, respingerli o guardarli male. Il problema va gestito con intelligenza, responsabilità e soprattutto con grande umanità. Se gestiti bene, gli immigrati possono essere una risorsa per il nostro Paese e per l’Europa, visto il calo demografico;.
12) Il reddito di cittadinanza è assistenzialismo. Bisognerebbe, invece, creare posti di lavoro per giovani e meno giovani, dare loro una dignità. Di questo reddito non c’è proprio bisogno: esistono già quello di d'inclusione, la cassa integrazione, la disoccupazione;
13) occorre mettere in campo strutture e strumenti adeguati per i più deboli, per i più bisognosi, per le famiglie che hanno a carico persone diversamente abili e anziani non autosufficienti;
14) basta con i proclami sulla razza bianca, gli insulti e le parole dispregiative nei confronti di avversari politici. La razza è una sola: quella umana. Il rispetto degli avversari politici e delle persone è un grande valore. È arrivato il momento di mettersi al lavoro per il bene comune.
Francesco Lena - Per e-mail da Cenate Sopra (Bg)

R) La lettera è insolitamente lunga rispetto a quelle che pubblichiamo in questa rubrica. Ma togliere qualche passaggio ne avrebbe snaturato il significato. Si tratta di appunti per il governo che in parte coincidono con il programma di M5S e Lega e in parte vanno in senso contrario.
Si può essere d’accordo o meno, però ci sembrano indicazioni di buon senso. Vedremo che cosa accadrà nei prossimi mesi. Comunque, il dibattito tra chi ci legge è aperto.

3) PER APRIRE UN'ATTIVITÀ DI ACCONCIATORE

D) Desidero aprire un’attività di acconciatore. In che modo è possibile ottenere tale qualifica? A chi ci si deve rivolgere?
G. S. - Per e-mail da Roma

R) In base alla legge 17 agosto 2005, n. 174, per esercitare l'attività di acconciatore è necessario dimostrare il possesso di uno di questi requisiti: a) frequenza di un apposito corso di qualificazione della durata di 2 anni seguito da un corso di specializzazione, ovvero da un periodo di inserimento della durata di 1 anno presso un’impresa del settore, da effettuarsi nell’arco di 2 anni, e superamento di un apposito esame teorico-pratico; b) titolarità di un esercizio di barbiere iscritto all'albo delle imprese artigiane e frequenza di un apposito corso di riqualificazione; c) esperienza professionale conseguita presso imprese di acconciatura in qualità di dipendente qualificato, familiare collaboratore o socio partecipante al lavoro con un periodo lavorativo a tempo pieno di 3 anni, da effettuarsi nell’arco di 5 anni, e dallo svolgimento di un apposito corso di formazione teorica. Il periodo di inserimento è ridotto a 1 anno, da effettuarsi nell’arco di 2 anni, qualora sia preceduto da un rapporto di apprendistato.
I corsi devono essere seguiti presso scuole riconosciute dalla Regione o dalla Provincia. La normativa regionale può prevedere ulteriori specificazioni.
Dal 14 settembre 2012, in base al Decreto legislativo 6 agosto 2012 n. 147 (art. 15), le Camere di commercio non rilasciano più le qualifiche professionali per acconciatori ed estetisti. Da tale data, quindi, i soggetti che intendono svolgere l'attività di acconciatore devono documentare il possesso dei necessari requisiti professionali presentando telematicamente, tramite lo Sportello unico per le attività produttive (Suap), una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) al Comune in cui ha sede l'impresa.

4) ADDIO AI 500 EURO DEL BONUS CULTURA

D) Che fine faranno i 500 euro sui quali i 18enni potevano fare conto per acquistare libri, andare a teatro o al cinema, avvicinarsi alla cultura? Ho letto che è stato deciso di non farne più nulla. Non era una somma straordinaria, però era la prima volta che si provava ad andare incontro a tanti ragazzi, magari stimolandone la curiosità…
Loretta Corelli - Per e-mail da Roma

R) È una decisione presa il 15 giugno scorso dal Consiglio di Stato che ha bocciato la norma in vigore dal 2016. La motivazione sta nel fatto che nell’ultima legge di bilancio – così si sono pronunciati i membri di Palazzo Spada – non è chiaro lo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie.
A questo punto la parola è al nuovo governo che può correre ai ripari. Ma, a quello che si sa, non sarebbe questa l’intenzione dei ministri competenti. In sostanza, addio al bonus cultura che, in verità, non aveva riscosso un grandissimo successo.

5) I COMPITI DELLE GUARDIE DI VIGILANZA

D) Possono le guardie di vigilanza svolgere compiti diversi da quelli classici della mansione come, per esempio, controllare il comportamento dei dipendenti?
M. T. - Per telefono da Roma

R) No, non possono. Il datore di lavoro può utilizzare le guardie giurate soltanto per scopi di salvaguardia e tutela del patrimonio aziendale.
Le guardie giurate non possono, quindi, interessarsi del comportamento dei lavoratori, non possono entrare (tranne casi eccezionali) nei luoghi dove si svolge l’attività produttiva, e non possono contestare ai dipendenti atti o fatti diversi da quelli direttamente connessi alla tutela dei beni azendali.
Tra l’altro, proprio per evitare incomprensioni, è previsto che l’impresa debba informare preventivamente i lavoratori dell’esistenza di personale specificatamente addetto alla vigilanza, indicandone i nomi e le mansioni.

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