Giovedì, 31 Maggio 2018

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 11/2018

1) Ma che diavolo è la gig economy…; 2) E quei 1.890 nuovi posti nello Stato?; 3) Dai giardinieri alle pecore. E adesso?; 4) La libera circolazione degli studenti; 5) Chi difende noi consumatori

1) Ma che diavolo è la gig economy…

D) Ogni tanto sui giornali, quando si parla di lavoro, si leggono riferimenti alla “gig economy”. Non conosco l’inglese e quindi non capisco che roba è. Ma è mai possibile mettere in difficoltà tante persone con questa inflazione di parole straniere? E se proprio si deve, perché allora ci viene spiegato, magari tra parentesi, di che cosa si tratta?
A occhio direi che, vista la difficoltà di interpretazione, con quel termine ci si rivolga a professionisti di buon livello che con le lingue non dovrebbero avere problemi…
Cesare Rosi - Per telefono da Viterbo

R) La traduzione di “gig economy” potrebbe essere “lavoretto”, nel senso che ci si riferisce a quelle attività che si svolgono su richiesta nel preciso momento in cui ce n’è bisogno, e poi basta. Almeno fino alla prossima chiamata. In sostanza niente a che vedere con i contratti a tempo indeterminato e nemmeno a tempo determinato che, comunque, prevedono una costanza di orari e di mansioni.
Per fare un esempio, è “gig economy” quella in cui si muovono i “riders”, cioè gli addetti alla consegna di pranzi e cene per conto di aziende come Deliveroo, Foodora o altre, i quali in contatto telematico con la centrale operativa entrano in azione solo quando c’è da portare a termine la commissione. E così via.
In sostanza, siamo in presenza di micro-impieghi che generalmente non contemplano qualifiche ed esperienze importanti. In verità, anche le consulenze una tantum dei professionisti potrebbero rientrare nella “gig economy” ma in questo caso ci sono già norme ben precise che le regolano e alle quali ci si attiene.
Il problema che via via sta venendo fuori è quello delle tutele di chi opera nella “gig economy”. Se ne sono fatti recentemente portavoce proprio i “riders” e l’argomento è destinato ad avere sempre maggiore rilievo anche alla luce delle nuove forme di lavoro imposte dalla tecnologia e dalla crisi di interi settori produttivi. Un compito per politici e giuslavoristi che dovranno studiare ed elaborare nuove forme contrattuali.

2) E quei 1.890 nuovi posti nello stato?

D) Che cosa ne sarà dei 1.890 da assumere nella Pubblica amministrazione di cui “Lavoro Facile” ha scritto nello scorso numero? Mi pare che in Italia il governo che succede ad un altro governo difficilmente si fa carico delle decisioni prese in precedenza. Sulla Tav, per esempio, il M5S è dell’idea di fermare tutto e di destinare le risorse, se non sbaglio, verso altre infrastrutture.
Mirko Carli - Per e-mail da Roma

R) L’abolizione della Torino-Lione farebbe risparmiare 2 miliardi di euro che però potrebbero “sparire” per pagare multe e penali varie. Si vedrà, perché la Lega è di diverso parere. Per quanto riguarda i concorsi per i 1.890 funzionari, dirigenti e tecnici destinati a ministeri e agenzie dello Stato nessuna voce, al momento, si è levata contro. I soldi sono già stati trovati e cancellare i nuovi posti con un tratto di penna non sarebbe una bella mossa.
Tra l’altro, l’occupazione è stato uno dei cavalli di battaglia di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Per capire non bisognerà attendere molto: tra qualche settimana i primi bandi dovrebbero uscire sulla “Gazzetta Ufficiale”.

3) Dai giardinieri alle pecore. e adesso?

D) Anziché assumere giardinieri il Comune di Roma da deciso che per eliminare l’erba che ha ormai invaso qualsiasi spazio si ricorra alle pecore. Se ne è parlato molto e anche con qualche ironia. Ai tempi della rivoluzione culturale in Cina, Deng Xiaoping sosteneva che “non importa se il gatto sia nero o bianco, l’importante è che riesca a catturare i topi”. Quindi, se le pecore funzionano che siano le benvenute.
A me non interessano battute e polemiche. A me interessa che l’idea funzioni e che il verde di parchi e ville possa tornare a disposizione dei cittadini.
A oggi, 21 maggio, nulla è accaduto. Faccio presente che con l’estate l’erba è destinata a seccarsi e, di fatto, a scomparire. A quel punto a che cosa serviranno le pecore?
Giovanna S. - Per telefono da Roma

R) L’idea non è nuova. Negli anni scorsi, a Berlino, a Ferrara e in altre città le pecore sono già state adoperate per la pulizia delle aree verdi. La Coldiretti ha fatto sapere che può mettere a disposizione circa 50.000 animali che sono in grado di “sostituire falciatrici e decespugliatori, abbattere rumori ed emissioni e, in più, garantire la concimazione naturale delle aree verdi… si tratta di un’alternativa alla moderna transumanza che per secoli ha caratterizzato l’allevamento delle pecore ma che ora è resa difficile dall’urbanizzazione che ha drasticamente limitato le aree libere al pascolo”.
Con questa iniziativa il Campidoglio pensa di risparmiare un bel po’ di soldi. Per una manutenzione minima del verde ci vorrebbero 109 milioni di euro l’anno. Intanto, il bando da 4 milioni di euro per lo sfalcio dell’erba non è ancora pronto e probabilmente mai lo sarà. Così si spera nell’intervento delle pecore.
Resta da sciogliere il nodo di dove e quando. Si è pensato al parco dell’Appia Antica e a quello di Centocelle: insomma, aree estese e non circoscritte come potrebbero essere quelle di villa Borghese o villa Ada. Sembra di capire che tra il dire e il fare ci sia di mezzo tuttora un bel pezzo di strada. E, come dice il lettore, tra un po’ l’azione delle pecore potrebbe essere inutile. In barba alla transumanza.

4) La libera circolazione degli studenti

D) Sto pensando di iscrivermi a una università francese. Ci sono particolari problemi da superare? Devo darmi da fare per raccogliere dati e documenti? E se sì, quali?
Fiorella Ranieri - Per e-mail da Tivoli

R) La formazione e la mobilià dei giovani in ambito europeo non solo sono possibili ma vengono incoraggiate. Il principio-guida è la parità di trattamento: vale a dire che, nella fattispecie, uno studente italiano che decide di frequentare i corsi di una università francese può farlo alle stesse condizioni stabilite per i cittadini d’Oltralpe.
In sostanza, non possono esserci discriminazioni, come spese di iscrizione più elevate. Il principio della parità è valido per tutti i Paesi dell’Ue, anche se le condizioni di accesso agli istituti sono fissate dai singoli Stati e possono variare sensibilmente da un Paese all’altro. Per esempio, la padronanza della lingua può costituire un requisito determinante. Per questo, prima dell’iscrizione, può essere richiesto il superamento di un esame destinato ad accertare le conoscenze linguistiche degli studenti provenienti da altre nazioni.
Per qualsiasi informazione si può comunque contattare l’ambasciata francese in Italia, che si trova in piazza Farnese 67 - 00186 Roma. Tel. 06.686011. Fax 06.68601460.

5) Chi difende noi consumatori

D) Ho acquistato un televisore che, però, dopo pochi giorni ha cominciato a perdere memoria e canali. Sono tornato dal rivenditore che mi ha detto di attivare la garanzia. L’ho fatto ma nessuno mi ha risposto. Sto pensando di denunciare il tutto ad una associazione dei consumatori. A chi posso rivolgermi?
Stefano M. - Per e-mail da Roma

R) Di associazioni dei consumatori ce ne sono molte. Qui ne indichiamo alcune. Adiconsum: via Alessandro Vessella 31 - 00199 Roma. Tel. 06.44170234. Adusbef: via Vittorio Bachelet 12 - 00185 Roma. Tel. 06.4818632. Altroconsumo: via Valassina 22 - 20159 Milano. Tel. 02.668901. Assoconsumatori: Corso d’Italia 11 - 00198 Roma. Tel. 06.87608990. Cittadinanzattiva: via Cereate 6 - 00183. Tel. 06.36718333. Codacons: via Tuscolana 1348 - 00174 Roma. Confconsumatori: via Spalato 11 - 00198 Roma. Tel. 06.86326449. Federconsumatori: via Antonio Gallonio 23 - 00161 Roma. Tel. 06.44340366/80. Unione nazionale consumatori: via Duilio 13 - 00192 Roma. Tel. 06.32600239.

-> Per leggere la versione pubblicata sul n. 11/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

Letto 52 volte

Articoli correlati (da tag)