Giovedì, 22 Febbraio 2018

L'EDITORIALE. IL LAVORO CHE CAMBIA E IL REBUS DELLA BUSTA PAGA

SUI CONTRATTI a tempo determinato i lettori che hanno risposto al nostro Sondaggione (i risultati sono a pagina 76) hanno le idee chiare: in un Paese dove la certezza del posto è ancora l’incertezza sono un’ulteriore spinta al precariato. Possono andare bene per chi è al primo impiego ma poi non si può continuare a saltare da un lavoro a un altro senza tutele né garanzie.

E se è vero che nel futuro l’occupazione, come sostengono gli esperti, è destinata a subire cambiamenti strutturali, nel senso che l’impiego fisso e sempre nella stessa impresa non farà più parte del panorama, allora bisognerà mettersi d’accordo e agire di conseguenza. Perché se non si può fermare il mondo, si può – anzi, si deve – sincronizzare il sistema con le nuove realtà. Il che significa che al tempo determinato e allo spacchettamento della “fedeltà” aziendale occorre inserire dei forti elementi di continuità: vale a dire che puoi pure perdere il posto che avevi presso la ditta Tizio ma poi ne devi trovare rapidamente un altro nella ditta Caio.

ALTRIMENTI I RISCHI sono tanti. Senza la sicurezza della busta paga non si possono fare progetti. Come si fa a mettere su famiglia? Come permettersi l’affitto o l’acquisto di una casa? E così via. Non c’è dubbio che se in Italia si fanno sempre meno figli uno dei motivi è legato anche alla diffusione endemica del precariato.

Okay, meglio il tempo determinato di niente. Ma quanto prima si dovrà invertire la tendenza. Come? I protagonisti della campagna elettorale, cioè coloro che dovranno trovare le risposte ai problemi del Paese, non sembrano avere le idee molto chiare: tra le promesse e la possibilità di realizzarle ci sono alcuni oceani di mezzo. Vedremo che cosa accadrà dopo il voto del 4 marzo.

CI SONO ATTIVITÀ per le quali il tempo determinato è quasi d’obbligo. L’industria dell’accoglienza, che ruota intorno al turismo, vive di stagionalità: alberghi e ristoranti, per esempio, hanno picchi di affluenza ben determinati, e così l’agricoltura. Il punto è – come pure si è provato a fare ma senza grandi risultati – rendere la precarietà contrattualmente sostenibile e non più quel mordi e fuggi senza prospettive che è oggi.

Alcune delle opportunità indicate nelle pagine che seguono sono a tempo determinato ma con la quasi certezza che, una volta data una buona prova sul campo, la conferma non dovrebbe tardare ad arrivare. Vale per il settore della moda/abbigliamento, vale anche per i grandi parchi a tema che circondano Roma: Cinecittà World, Valmontone MagicLand e Zoomarine. Insomma, se si è bravi il tempo indeterminato può non essere una chimera.

DIVERSO è ciò che accadrà all’Acquario di Roma che, finalmente, sta per aprire i battenti. Qui le risorse con una specializzane precisa saranno assunte a tempo indeterminato mentre per le altre comincerà un percorso alla fine del quale può esserci la stabilizzazione.
L’inaugurazione della struttura, oltre a completare il rilancio dell’Eur, sarà comunque un evento importante per l’intera Capitale: ogni anno richiamerà 3 milioni di visitatori e aggiungerà un tassello in più al fascino della Città Eterna.

In questo numero ci sono diverse chance e altre, con aggiornamento in diretta, si possono trovare sulla home page del nostro sito www.lavorofacile.info. Gli approfondimenti della rivista più l’immediatezza della Rete: un combinato che consente a chi è alla ricerca di un lavoro di avere sottomano il massimo dell’informazione.

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Letto 258 volte Ultima modifica il Giovedì, 22 Febbraio 2018 15:47

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