Giovedì, 22 Febbraio 2018

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 4/2018

1) IL RITORNO DEI CONCORSI DELLO STATO; 2) OCCUPAZIONE: CHI CI CAPISCE È BRAVO; 3) ECCO LE FIGURE PIÙ RICERCATE NEL 2018; 4) IL PART TIME A TEMPO INDETERMINATO; 5) SE LA FORMAZIONE TORNA IN PRIMO PIANO

1) IL RITORNO DEI CONCORSI DELLO STATO

D) Ma gli Enti pubblici non avrebbero dovuto, con l’inizio dell’anno, partire con una serie di concorsi per coprire i vuoti aperti da anni di blocco del turn over? Finora non si è visto niente. Un’altra delle tante promesse usate come specchietto per le allodole?
Mirella Crosti - Per e-mail da Roma

R) Le elezioni del 4 marzo per il rinnovo di Camera e Senato hanno congelato su questo versante la macchina dello Stato. Toccherà al prossimo governo e ai prossimi ministri rimettere in moto quanto è già stato sostanzialmente deciso. A meno che non si voglia rimettere in discussione anche questa parte di eredità e ricominciare tutto daccapo.
Tra i bandi che dovrebbero uscire quanto prima ci sono quello del ministero dell’Economia per circa 400 posizioni e quello dell’Agenzia delle Entrate per circa 230 dirigenti e funzionari. Inoltre, 99 per il Consiglio di Stato, 41 per il ministero delle Infrastrutture, 37 all’Avvocatura dello Stato, 22 all’Inail, e così via. Nell’elenco si possono aggiungere anche i 150 posti per il Parlamento di cui “Lavoro Facile” ha parlato in anteprima nei numeri scorsi.
Da tenere presente che anche le istituzioni locali (Comuni e Regioni) possono ricominciare ad assumere proprio in virtù dell’alleggerimento delle norme restrittive del turn over: in sostanza, potranno tornare a spendere non più il 25% ma il 75% del risparmi dovuti alla cessazioni dei rapporti di lavoro (pensionamenti e prepensionamenti).

2) OCCUPAZIONE: CHI CI CAPISCE È BRAVO

D) Confesso che è difficile rendersi conto di che cosa stia accadendo nel mondo del lavoro. Se, cioè, l’occupazione sia in crescita oppure no. I dati che vengono pubblicati ogni mese suscitano quasi sempre interpretazioni contrastanti.
A dicembre, per esempio, ci è stato detto che, rispetto a novembre, si sono persi 66.000 posti. Contemporaneamente, però, la disoccupazione è scesa dello 0,1%, arrivando a quota 10,8%. Come è possibile? Siamo in campagna elettorale e si dice tutto e il contrario di tutto, ma i numeri non dovrebbero essere soggetti a interpretazioni. Insomma, se tante persone hanno perso il lavoro come fa la disoccupazione a diminuire?
Cesare Buriani - Per e-mail da Roma

R) In effetti, la domanda una logica ce l’ha dal momento che le cifre sono proprio quelle indicate. Però una spiegazione c’è. Nella casella dei disoccupati, infatti, non rientrano gli inattivi, cioè coloro che un impiego non lo cercano neppure, e siccome questi a dicembre sono aumentati dello 0,8% (112.000 persone) ecco che nella contabilità generale i disoccupati risultano di meno nonostante quei 66.000 messi alla porta.
Se vogliamo è un bizantinismo perché se è vero che i calcoli vengono fatti utilizzando sempre gli stessi parametri, è anche vero che gli inattivi non sono mica finiti in un buco nero: vivono sempre in Italia, stanno in mezzo a noi e, comunque, un lavoro non ce l’hanno. Per le statistiche non esistono ma forse non è giusto.
Comunque, sarà interessante vedere come è andata l’occupazione a gennaio quando sono tornati in campo gli incentivi alle assunzioni che a dicembre non c’erano. I dati li conosceremo a inizio marzo. C’è da scommettere che i nuovi contratti registreranno un salto in avanti in quanto con l’inizio dell’anno le imprese hanno ripreso a risparmiare un un bel po’ di euro sulla fiscalità. Dal loro punto di vista, perché assumere a dicembre?

3) ECCO LE FIGURE PIÙ RICERCATE NEL 2018

D) Se la ripresa continuerà anche nel 2018 in quali settori si creeranno più posti di lavoro? Avere un’indicazione di massima può essere utile per non continuare a perdere tempo nell’attesa di offerte che mai si concretizzeranno. E, se ci si può spingere un po’ più avanti, quali saranno le mansioni più gettonate nel prossimo futuro?
So che non avete la palla di vetro, però…
Carla Rossetti - Per e-mail da Roma

R) L’esercitazione è tipica di ogni inizio anno. Quali i profili più ricercati e quali i numeri? Secondo il sistema informativo Excelsior-Unioncamere, questa è la classifica: 1) 67.400 impiegati; 2) 46.650 addetti alla ristorazione; 3) 38.800 addetti alle vendite; 4) 29.800 infermieri; 5) 28.800 tecnici di laboratorio; 6) 14.600 autisti.
Più indietro, ma in crescita, ecco i data labelling specialist, i programmatic manager, i project manager industria 4.0, i data protection officer, i designer di stampe 3D, gli esperti di blockchain.
Poi ci sono le figure necessarie alla rivoluzione hi-tech come i consulenti esperti di realtà virtuale e simulata, i big data expert, gli it security specialist, gli ap developer, i multichannel architect e gli interactive developer, i programmatori di intelligenze artificiali, i robotic engineer, i guardiani della privacy online.
Secondo un sondaggio del Gruppo Hayas, uno dei leader mondiali del recruitment specializzato, entro i 2025 – cioè tra appena 7 anni – le aziende che si muovono nei settori dell’Information technology si rivolgeranno maggiormente a professionisti freelance piuttosto che caricarsi di personale stabile. E sarà sempre più diffusa da cosiddetta “gig economy”, un modello operativo dove si lavorerà essenzialmente on demand, cioè solo quando c’è bisogno di determinati servizi, prodotti o competenze. Questo anche a fronte della velocità dei mutamenti tecnologici che renderà sempre più difficile trovare subito e in casa talenti adeguatamente formati.

4) IL PART TIME A TEMPO INDETERMINATO

D) Un contratto part time può essere a tempo indeterminato? E in che modo si può quantificare l’orario? Il contratto deve essere sempre elaborato in forma scritta?
Fabio Lulli - Per e-mail da Roma

R) Sì, il contratto part time può essere sia a tempo determinato che indeterminato. Queste le tipologie.
Part time orizzontale. Prevede un orario giornaliero inferiore rispetto a quello normale: dunque, considerando otto ore lavorative, è dipendente in part time orizzontale colui che lavora, per esempio, cinque ore al giorno per tutti e cinque i giorni lavorativi della settimana.
Part time verticale. Il lavoratore presta la sua opera con orario giornaliero a tempo pieno solo in determinati giorni della settimana, del mese o dell’anno (per esempio, lavorando per due giorni alla settimana invece che cinque, o a settimane alternate).
Part time misto. Risulta dalla combinazione delle precedenti tipologie (per esempio, cinque ore al giorno per tre giorni alla settimana).
Il contratto va sempre stipulato in forma scritta e deve obbligatoriamente contenere l’orario di lavoro con tutti i riferimenti di giorno, settimana, mese e anno. Se il part time è a tempo determinato deve essere indicato il termine di scadenza.

5) SE LA FORMAZIONE TORNA IN PRIMO PIANO

D) Finalmente ci si è accorti che la formazione è fondamentale non solo per trovare (o ritrovare) un lavoro ma anche per lo sviluppo del Paese. Parlo di quella che consente specializzazioni che la scuola, tranne rare eccezioni, non prevede.
Mi pare che si stia spingendo molto su questo versante e speriamo che i risultati non tardino ad arrivare. Ma ci voleva tanto per rendersene conto? Negli anni, qualsiasi rilevazione puntava l'indice proprio sulle carenze formative e, di conseguenza, sull'impreparazione dei nostri giovani. Tutti sapevano ma nessuno ha mai alzato un dito.
Carlo Rossetti - Per e-mail da Latina

R) Non è del tutto vero che la formazione sia stata la grande dimenticata perché non poco si è speso – grazie anche ai finanziamenti europei – e fatto. Semmai ci si può chiedere come si è speso e che cosa si è fatto: gli scandali e le inchieste della magistratura intorno agli strani giri nati all'ombra di quelle risorse hanno portato alla luce l'ennesimo e inquietante capitolo del malaffare italiano.
Ma serebbe sbagliato generalizzare: ci sono istituti che hanno saputo fare – e fanno – il loro mestiere e che hanno dato ai giovani alla ricerca di un posto una speranza in più.

Per leggere la versione pubblicata sul n. 4/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

Letto 305 volte

Articoli correlati (da tag)