Giovedì, 25 Gennaio 2018

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N.2/2018

1) A GIUGNO I PRIMI BONIFICI DELL’APE; 2) BUCHE ETERNE E LUCE ACCESA DI GIORNO; 3) MAESTRE SENZA LAUREA: SOLUZIONE IN VISTA; 4) UNA MAMMA E I TURNI DI NOTTE; 5) VOGLIO FARE IL PORTALETTERE MA...

1) A GIUGNO I PRIMI BONIFICI DELL’APE

D) Sono tra coloro che possono andare in pensione volontaria anticipata. O almeno credo. Ho controllato i miei requisiti con quelli richiesti per l’Ape e non dovrebbero esserci problemi. Uso il condizionale perché, dopo il diluvio di informazioni dei mesi scorsi, ormai è il silenzio che regna sovrano.
In sostanza: posso fare domanda? Io credo di sì. Invece mi hanno detto che è ancora presto e che occorre attendere ancora qualche settimana. Come stanno le cose?

Cesare Buriani - Per e-mail da Viterbo

R) In effetti, se il quadro normativo è stato approvato in maniera definitiva, la fase operativa è in stand by. Nel senso che manca ancora la circolare applicativa dell’Inps senza la quale non ci si può muovere.
Per il resto c’è tutto, compreso l’accordo tra il ministero dell’Economia, le banche e le assicurazioni che garantisce il complesso meccanismo del pagamento anticipato della pensione (all’interno del quale c’è la restituzione in 20 anni del prestito grazie al quale – appunto – si può smettere di lavorare prima del previsto).
La circolare dovrebbe essere emanata alla fine di febbraio ed è da quel momento che ci si potrà cominciare a muovere per avanzare la richiesta. Il primo assegno o bonifico dell’Inps targato Ape si potrà così verosimilmente incassare dall’inizio di giugno.

È stato calcolato che nel 2018 l’anticipo pensionistico potrebbe riguardare 350.000 persone, 53.000 delle quali rientranti nella categoria di chi ha svolto mansioni particolarmente gravose.

2) BUCHE ETERNE E LUCE ACCESA DI GIORNO

D) Già un’altra volta “Lavoro Facile” ha pubblicato la segnalazione di un lettore sulla scarsa attenzione che il Comune di Roma riserva alla sistemazione delle strade. Da allora nulla è cambiato, se non in peggio.
Abito in corso Trieste e con la mia automobile, per arrivare in piazzale Aldo Moro dove lavoro, percorro via Spallanzani, piazza Salerno, via Imperia fino a viale delle Province, e così via. Da più di un mese in via Imperia si è aperta una buca: è subito intervenuta la polizia municipale che ha transennato la piccola voragine e ha giustamente bloccato l’accesso ai veicoli da piazza Salerno fino a via Forlì. Sono stati spostati anche i contenitori della spazzatura ormai irraggiungibili dai mezzi dell’Ama.
Tutto fatto con molta solerzia e professionalità. Da allora, però, non è accaduto più nulla e tuttora la strada è inagibile. Ma come è possibile che nella Capitale d’Italia possa capitare che dall’oggi al domani una strada sparisca dalla toponomastica?
Certo, l’apertura della buca non si può imputare a chi amministra la città ma il mancato intervento di riparazione sì. Inoltre, già che ci sono, voglio ricordare – perché ne hanno già scritto alcuni quotidiani – che in piazza Verbano è strade adiacenti i lampioni restano accesi anche durante il giorno. È così da tempo. Tanto a pagare mica sono coloro che stanno in Campidoglio ma noi che abitiamo in questa meravigliosa ma sfortunata città.

Se mi dicono dov’è l’interruttore vado io ad abbassarlo.
Claudia Rinaldi - Per telefono da Roma

R) C’è poco da aggiungere. Nell’altra lettera veniva fatta una proposta niente male: mettere su ogni recinzione un cartello con l’indicazione del problema e la data entro la quale chi di dovere pensa di provvedere alla riparazione.

Sarebbe una vera e propria rivoluzione che costringerebbe a non tirarla troppo per le lunghe. Oggi, invece, una volta installato il “pollaio” buonanotte ai suonatori e chi si è visto si è visto.

3) MAESTRE SENZA LAUREA: SOLUZIONE IN VISTA

D) Sono una maestra senza laurea e sono tra coloro che la recente sentenza del Consiglio di Stato potrebbe spedire a casa dopo anni di servizio e di dedizione. La decisione ministeriale di farla finita con le graduatorie (in sostanza basta al precariato) aveva suscitato notevole soddisfazione, poi la doccia gelata.
Siamo in migliaia con il diploma magistrale e non con la laurea a vivere con il batticuore. Per quanto mi riguarda non mi farò mettere da parte senza lottare. Ai piani alti devono sapere che devono smetterla di giocare con la vita delle persone.

Franca G. - Per e-mail da Roma

R) Il ministro della Pubblica istruzione, Valeria Fedeli, ha chiesto all’Avvocatura dello Stato le linee attuative di quella sentenza del Consiglio di Stato ed ha convocato le parti interessate per trovare una soluzione che impedisca l’allontanamento di circa 55.000 insegnanti.

Probabilmente si va verso un mini concorso riservato alle maestre abilitate in modo da reinserirle a pieno titolo nella stabilizzazione. Il ministero ha già pronto un decreto ad hoc. Se non interverranno problemi dell’ultima ora, la soluzione dovrebbe essere a portata di mano.

4) UNA MAMMA E I TURNI DI NOTTE

D) Fortunatamente ho un posto a tempo indeterminato in una struttura privata che lavora a ciclo continuo. Tutto bene, ma dallo scorso mese, per ragioni familiari (ho una figlia di 4 anni), non posso più effettuare i turni di notte che, di volta in volta, mi vengono richiesti. Prima del divorzio da mio marito non c'erano problemi, invece adesso...

Lucia P. - Per telefono da Roma

R) Il ministero del Lavoro ha chiarito, rispondendo a una specifica richiesta, che la/il lavoratrice/lavoratore possono rifiutare la prestazione notturna in quanto "unico genitore affidatario" di un minore di 12 anni. Ciò in virtù di quanto stabilito dall'articolo 11, comma 1 del Dlgs 66/2003.

Quindi, in base alle indicazioni fornite, Lucia P. deve essere esclusa da qualsiasi impegno notturno. In caso contrario, l'azienda può andare incontro a sanzioni.

5) VOGLIO FARE IL PORTALETTERE MA...

D) A proposito di portalettere e smistatori, di tanto in tanto Poste Italiane lancia campagne di ricerca per trovare questo tipo di personale. È un lavoro che mi interessa e ho sempre inviato (o aggiornato) il mio curriculum.
Non sono mai stato chiamato. E adesso mi chiedo: sono posti veri oppure si tratta di iniziative che servono all'azienda – di fronte alle tante lamentele per la scarsa qualità sel servizio di recapito – per dimostrare che qualcosa sta facendo?

U. - Per e-mail da Roma

R) Le assunzioni a tempo determinato sono reali in quanto, soprattutto d'estate e durante il periodo di fine anno, ci sono da coprire i vuoti che si aprono per la gestione delle ferie e una maggiore attività di consegna. Sennò l'intero servizio andrebbe in tilt, con gravi danni per gli utenti che già adesso devono fare i conti con ritardi eccessivi e disfunzioni varie.
Quindi non si tratta di iniziative di facciata ma di opportunità di lavoro reali. Quanto al perché della mancata chiamata è difficile dire. Certo, le domande che affollano il data base di Poste Italiane sono sempre migliaia e, di conseguenza, il rischio di restare fuori esiste. Comunque, le selezioni sono gestite dalla funzione Risorse umane dell'azienda, che contatta telefonicamente i profili ritenuti interessanti attraverso una prima analisi dei curricula registrati nella pagina web e-Recruiting.
Con la telefonata di convocazione, si riceve anche l'invito a presentarsi al colloquio, forniti di una serie di documenti. Che sono: un documento di identità (la patente di guida valida, per chi effettuerà il lavoro di portalettere), il certificato penale di data non anteriore a 3 mesi, il certificato degli studi compiuti, i certificati di nascita, di cittadinanza, di residenza, lo stato di famiglia (l’interessato dovrà comunicare anche l’eventuale domicilio fiscale se diverso dalla residenza), la copia del codice fiscale e un certificato medico dal quale risulti l’idoneità al lavoro.
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