Giovedì, 14 Dicembre 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 23/2017

1) COSÌ LE LAUREE PROFESSIONALIZZANTI; 2) CONCORSO INPS: I POSTI 365 O 1.080?; 3) SE AL CURRICULUM NESSUNO RISPONDE; 4) VACANZA ROVINATA: CHI MI RIMBORSA?; 5) OKAY AL FRANCHISING MA CON GIUDIZIO.

D) Ho saputo che sono state istituite le lauree professionalizzanti. Vorrei saperne di più e, soprattutto, quali sono le università alle quali ci si può iscrivere per conseguire questo titolo di studio.

Marcello Franchi - Per e-mail da Roma

R) Il decreto sulle lauree professionalizzanti è stato firmato dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, alla fine di novembre. Sarà operativo all’inizio del prossimo anno accademico quando la macchina organizzativa sarà stata messa a punto.
L’iniziativa – che in verità si deve al precedente ministro Stefania Giannini che giusto un anno fa, il 12 dicembre, aveva avviato la riforma – consente all’Italia di mettersi al passo con tanti altri Paesi europei, e in particolare con la Germania, dove questo tipo di formazione è in vigore da tempo e con ottimi risultati.
I primi corsi saranno una decina e coinvolgeranno complessivamente non più di 500-600 studenti. Non una partenza col botto, insomma, ma è sempre una partenza perché c’era il rischio, con l’avvicinarsi della fine della legislatura, di un nuovo rinvio.
Gli atenei che sono subito scesi in campo sono quelli di Bologna e di Napoli (meccatronica), Udine (tecnica edilizia) e Bolzano (agroalimentare). Altri se ne aggiungeranno nei prossimi mesi ma restano da superare problemi organizzativi come la scelta del corpo docente, i finanziamenti, gli accordi con le imprese per la parte pratica e così via.
La durata è triennale. È assai probabile che con l’esame finale possa scattare automaticamente anche l’iscrizione nei rispettivi ordini professionali: qui c’è ancora da lavorare per perfezionare l’intesa.

Per quanto riguarda la possibile sovrapposizione delle lauree professionalizzanti con il diploma degli Istituti tecnici superiori (10.000 diplomati l’anno) è stato scritto che le prime formeranno superperiti industriali, esperti di agraria e agrotecnica, superguide turistiche, esperti di cantieri e di scavi archeologici mentre i secondi sforneranno meccanici, tecnici, specializzati d’officina, e così via. In sostanza, ambiti diversi per coprire le diverse esigenze del mondo della produzione.

CONCORSO INPS: I POSTI 365 O 1.080?

D) Ho bisogno di alcune informazioni relative al concorso indetto dall’Inps per 365 posti di analisti di processo-consulenti professionali ma al numero telefonico indicato non risponde nessuno. Ho chiamato più volte e ho trovato sempre occupato. Che cosa succede? E poi: come mai “Lavoro Facile” nel numero 21 ha scritto di 1.080 assunzioni mentre le posizioni ricercate sono di molto inferiori?

Stefania Mariani - Per telefono da Roma

R) Per avere notizie sul concorso il numero è 06.59058375 che è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 17. Lo abbiamo provato dalla redazione e dopo un po’ di attesa ci hanno risposto. Comunque è possibile inviare una e-mail agli indirizzi: dc.risorseumane@postacert.inps.gov.it o concorso365C1@inps.it.

Ricordiamo che la scadenza per l’invio delle domande è il prossimo 27 dicembre. Di 1.080 assunzioni ha parlato lo stesso presidente dell’Istituto di previdenza, Tito Boeri, che le ha però scaglionate nel tempo: subito le 365 messe adesso a concorso e poi a seguire le altre 715. Una previsione sul prossimo bando? Tra febbraio e marzo.

SE AL CURRICULUM NESSUNO RISPONDE

D) Come mai le aziende alle quali si inviano i curricula non si degnano mai di un cenno di risposta? È davvero una scortesia che non tiene conto delle aspettative di chi è senza lavoro… I tempi sono quelli che sono, e sono tante le persone alla ricerca di un posto.
Ma, appunto, sono persone e non numeri. Quando diventeremo un Paese normale con diritti e doveri equamente ripartiti? Chi pubblica un annuncio di ricerca del personale dovrebbe poi sentire l’obbligo di farsi vivo con chi a quell’annuncio ha deciso di rispondere. O no?

M. S. e altri - Per e-mail e per telefono da diverse località del Lazio

R) Spesso è proprio così. Gli uffici del personale o delle risorse umane di aziende anche importanti e strutturate hanno l’abitudine di rispondere solo ai curricula più in linea con i profili di cui c'è bisogno. Davvero una brutta tendenza che, purtroppo, sembra resistere a qualsiasi critica. Perché inviare un messaggio di presa visione con, magari, una valutazione della domanda dovrebbe essere scontato. Invece...

VACANZA ROVINATA: CHI MI RIMBORSA?

D) Ho acquistato presso in un’agenzia un “pacchetto vacanza” tutto compreso. Molto dettagliata la descrizione del viaggio e del soggiorno. Solo che quasi niente è andato per il verso giusto: una coincidenza aerea è saltata il che mi ha costretto ad una lunga attesa in aeroporto, il livello degli alberghi non è stato quello descritto e anche i ristoranti hanno lasciato molto a desiderare.
Al ritorno, oltre a protestare, ho chiesto il rimborso dei servizi non prestati oppure inferiori al pattuito. Ho ottenuto solo risposte evasive. Che cosa devo fare per non passare da fesso e per non subire oltre al danno pure la beffa?

Renato G. - Per telefono da Roma

R) L’agenzia è responsabile solo per il corretto adempimento delle formalità di vendita, prenotazione e informazione. Per quanto riguarda la qualità dei servizi, responsabile è il tour operator, cioè chi materialmente costruisce e garantisce il “pacchetto vacanza”, al quale possono essere contestati tutti gli inadempimenti e i danni causati. Ed è proprio il tour operator che deve farsi carico del risarcimento salvo poi rivalersi nei confronti di chi (albergatori, compagnie aeree, guide turistiche, e così via) non ha rispettato i patti.
Tra l’altro, oltre ai danni materiali per i servizi non goduti, si può avere diritto anche al risarcimento dei danni morali per la vacanza rovinata. Questo principio, stabilito prima dalla Corte di giustizia dell’Unione europea è stato poi accolto anche dalla giurisprudenza italiana che l’ha applicato in numerose sentenze. Insomma, per il legislatore, le informazioni contenute nei cataloghi sono vincolanti e le violazioni danno diritto – appunto – al rimborso non solo del danno patrimoniale ma anche del danno non patrimoniale, cioè quello morale.

Fatte salve le cause di forza maggiore, la contestazione deve essere aperta entro 10 giorni lavorativi dal rientro con una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno inviata al tour operator (e per conoscenza all’agenzia di viaggio) con allegata tutta la documentazione utile al fine della quantificazione del danno subito. Nell’eventualità di una mancata composizione bonaria della controversia si dovrà adire le vie legali. Con l’aiuto di un avvocato o di un’associazioni dei consumatori.

OKAY AL FRANCHISING MA CON GIUDIZIO

D) Sono intenzionato a mettermi in proprio ma le notizie che arrivano dal fronte del commercio non mi sembrano particolarmente incoraggianti. Sto pensando di ricorrere alla formula del franchising che, da quello che ho potuto capire, lascerebbe meno scoperti i nuovi imprenditori. Tuttavia i dubbi permangono. Che cosa mi consigliate?

Loris Annichiarico - Per telefono da Roma

R) Nelle grandi città sono molti i negozi che sono stati costretti a chiudere, tanto che a Roma alcune strade non sembrano più le stesse: saracinesche abbassate e luci spente. Di mezzo c’è senz’altro la crisi dei consumi ma spesso c’è anche il forte rialzo degli affitti che gli artigiani e le piccole strutture non ce la fanno a pagare. Il franchising può essere una risposta a patto di non dare per scontato la riuscita dell’impegno. Nel commercio non basta la volontà: ci sono altri fattori che vanno ponderati con cura compresa la predisposizione personale verso un determinato settore.
Il franchising può essere d’aiuto. Le aziende proprietarie del marchio hanno generalmente alle spalle una buona esperienza e sanno come, dove e che cosa vale la pena fare. Quindi può essere una soluzione. A patto di avere le idee chiare.
L’insediamento preferito è all’interno dei centri commerciali che, se assicura buoni guadagni, richiede però investimenti maggiori rispetto ad altre location. Comunque, se non si ha una grande esperienza e ci si vuole affacciare per la prima volta nel mondo del commercio, il ricorso al franchising può essere valutato con attenzione.
Letto 464 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Dicembre 2017 16:05

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