Giovedì, 16 Novembre 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 21/2017

1) LE PENSIONI E LE ATTIVITÀ GRAVOSE; 2) GARANZIA GIOVANI: PERCHÉ SOLO TIROCINI?; 3) QUANDO E COME LICENZIARE IL PORTIERE; 4) CAMBIARE LA VECCHIA CALDAIA CONVIENE

1) LE PENSIONI E LE ATTIVITÀ GRAVOSE
D) Sono un autista di un’azienda che opera nei trasporti internazionali. In tanti anni di servizio credo di avere coperto più chilometri della circonferenza della terra… A causa di qualche problema di salute da un paio d’anni mi hanno dato una scrivania e adesso coordino i miei colleghi più giovani.
Sono sul punto di andare in pensione ma leggo che se scatta l’adeguamento dell’età pensionabile dovrei continuare a lavorare ancora per un po’. Qui non voglio discutere la legge che lega l’innalzamento alle aspettative di vita. Voglio però dire che i signori che ci governano prima di decidere dovrebbero provare che cosa significa svolgere determinate attività.
Insomma, non si può chiedere a chi ha già dato tanto di continuare a dare. È vero che si vive di più ma la vita non è stata per tutti uguale.

Cesare Finzi - Per e-mail da Bologna

R) Di segnalazioni simili ne sono arrivate altre. Il ballo c’è chi ha svolto e svolge quelle chi si chiamano “attività gravose” perché – per esempio – la mansione di chi spacca le pietre non è la stessa di chi sta seduto dietro uno sportello. Anche su questo si stanno battendo molto i sindacati che hanno chiesto, tra l’altro, di rivedere l’automatismo inserito nelle norme che regolano l’età pensionabile.
C’è da ricordare che alcune “attività gravose” sono già state riconosciute nel 1993 dal decreto legislativo numero 374 (addetti alle linee di montaggio, in galleria, cava e miniera, in spazi ristretti come fognature, su ponti, in celle frigorifere, in ambienti ad alta temperatura, addetti al pronto soccorso, alle serre e fungaie, e così via).
A queste figure si chiede che ne vengano aggiunte altre. Almeno undici: maestre di asili nido e di scuola materna, infermieri e ostetriche con turni di notte, macchinisti, muratori, facchini, gruisti, badanti di persone non autosufficienti, addetti alle pulizie e alla raccolta dei rifiuti, addetti alla conciatura delle pelli. E camionisti.
Si insiste per inserire nell’elenco anche gli agricoltori. Il governo ha preso tempo e intanto ha cominciato ad esaminare gli emendamenti proposti al decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio (presentati da diversi gruppi parlamentari).
Mentre scriviamo una decisione non è stata ancora presa. Di mezzo c’è il costo dell’operazione che, se limitato alle categorie indicate, non sarebbe insostenibile per le casse dello Stato.

Diverso, invece, è il capitolo che riguarda l’annullamento o la profonda revisione del meccanismo che fissa l’adeguamento dell’età pensionabile alle speranze di vita. I sindacati hanno provato a porre l’argomento sul tavolo del governo ma da parte del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, c’è stato un deciso stop: “Quel principio – ha risposto – è un pilastro del meccanismo previdenziale del nostro Paese”.

2) GARANZIA GIOVANI: PERCHÉ SOLO TIROCINI?

D) Ho effettuato un tirocinio di sei mesi nell’ambito del programma Garanzia Giovani. Ho una laurea ed è stato il mio primo incontro con il mondo del lavoro. Sono stato retribuito con 500 euro mensili che mi sono stati pagati regolarmente.
Ho svolto un’attività che non ha niente a che vedere con il mio titolo di studio. Poco male, ho pensato all’inizio, così mi faccio conoscere e poi chissà. Invece quando è scaduto il termine arrivederci e grazie. Per certi versi si è trattato di un’esperienza comunque utile perché mi ha messo in contatto con tante persone e mi ha aiutato a capire certe cose. Ma per altri non mi è servita a sperimentare sul campo quanto appreso sui banchi dell’università. Alla fine mi resta l’amarezza per ciò che avrebbe potuto essere e che non è stato.

Boris G. - Per e-mail da Roma

R) Il primo periodo di Garanzia Giovani è stato caratterizzato da parecchie disfunzioni tanto che si è poi cercato di correre ai ripari nel tentativo di dare ai ragazzi una speranza in più sul versante dell’occupazione.
I dati generali sono però lì a testimoniare che il problema non è stato ancora risolto e che molto resta da fare. Garanzia Giovani sta provando a dare una mano ma le buone intenzioni non bastano. Se, infatti, i neoassunti costano pochissimo alle imprese (150 euro al mese e il resto lo mette l’Europa attraverso le regioni) le stesse imprese dovrebbero però impegnarsi a fare formazione vera in modo da accrescere le competenze dei tirocinanti.
Invece spesso la realtà prende strade diverse. Da una parte la poca o scarsa formazione e dall’altra l’utilizzo dei ragazzi, per mansioni di basso profilo, come se facessero parte piena dell’organico. In poche parole: se mi serve un barista me lo prendo con la formula Garanzia Giovani e per un certo periodo ce l’ho quasi gratis. È chiaro che non si può ma, se mancano i controlli, ecco che si può.

Il programma Garanzia Giovani non riguarda solo i tirocini: c’è l’orientamento, c’è l’apprendistato e c’è la possibilità, incrociando domanda ed offerta, di proporre contratti veri anche a tempo determinato o indeterminato. Resta il fatto che – secondo l’ultimo rapporto trimestrale dell’Anpal, l’Agenzia che si occupa delle politiche attive del lavoro – il 70% dei rapporti comprende essenzialmente proprio i tirocini extra-curriculari. Nel rimanente 30% prevale l’apprendistato (39,7% specie nel Nord-Est) e il tempo indeterminato (30,8% in prevalenza nel Sud e nelle isole).

3) QUANDO E COME LICENZIARE IL PORTIERE

D) Lavoro da anni come portiere presso un condominio. Di punto in bianco, l’amministratore mi ha comunicato che la mia attività non è più necessaria e che, quindi, intendeva chiudere il rapporto. È corretto un simile comportamento? Come si può, all’improvviso, mettere in mezzo alla strada un padre di famiglia, con due figli di cui uno appena nato? E senza che nessuno si sia mai lamentato del mio impegno. Che cosa posso fare?

F. B. - Per telefono da Roma

R) Intanto si può verificare se la decisione del licenziamento sia stata presa nel pieno rispetto dei regolamenti. Vale a dire se, e come, è stata deliberata l’abolizione del servizio di portineria (perché questo sembra, a meno che non sia stata invocata la giusta causa che, però, la mancanza di lamentele sembrerebbe escludere).
Ora, la chiusura della portineria non può dipendere da un atto d’imperio dell’amministratore ma deve essere adottata dall’assemblea dei condomini che, in seconda convocazione, vota con almeno 1/3 dei millesimi a favore.
La decisione deve essere comunicata per iscritto al diretto interessato. Entro 15 giorni il portiere può chiederne i motivi e il condominio ha 7 giorni di tempo per rispondere. Il portiere ha comunque diritto a un’indennità di preavviso che è di 12 mesi, secondo il Ccnl di Confedilizia, o di 6 mesi, secondo Il Ccnl Federproprietà Confappi.
La delibera del condominio può essere assunta (“per giustificato motivo oggettivo”) in qualsiasi momento e non è sindacabile dal giudice, sempre che risulti – come ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 88/2002 – “l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo”.

In conclusione: se l’assemblea dei condomini vuole chiudere il servizio di portineria (per ragioni economiche o perché non lo ritiene più utile) può farlo ma deve procedere secondo la normativa. Altrimenti qualsiasi decisione è nulla.

4) CAMBIARE LA VECCHIA CALDAIA CONVIENE

D) Ho sentito dire che si può chiedere alla Regione Lazio un contributo se si decide di sostituire una vecchia caldaia. Potete indicarmi a chi ci si deve rivolgere? E, siccome sto per cambiare il mio vecchio apparecchio, quanto mi spetta?

Annalisa Rubini - Per telefono da Roma

R) La Regione Lazio ha messo a disposizione, a partire dallo scorso 17 ottobre, contributi per 4,8 milioni di euro destinati a chi sostituisce le vecchie caldaie a biomassa legnosa con innovativi generatori di calore che non inquinano e fanno risparmiare. Il contributo può essere usato anche per l’acquisto di pannelli solari termici e per l’installazione di elettrofiltri.
Il costo del singolo intervento ammissibile non può comunque superare il valore di 10.000 euro sul quale la Regione concede un contributo a fondo perduto pari al 60%.
Le domande vanno presentate esclusivamente per via telematica compilando il formulario disponibile online sulla piattaforma GeCoWeb accessibile dal sito: http://www.lazioinnova.it/gecoweb/. Per leggere il teso del bando clicca qui.
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