Venerdì, 03 Novembre 2017

L’EDITORIALE. I POSTI SUBITO E QUEI 2,6 MILIARDI PER IL RILANCIO DI ROMA

PER UNA CITTÀ come Roma l’ultimo periodo dell’anno, quello prima e dopo le feste di Natale, è tradizionalmente sensibile alle possibilità di lavoro. Sia per la maggiore presenza di turisti provenienti da ogni parte del mondo sia perché si irrobustisce la capacità di spesa di chi abita nella Capitale grazie al pagamento delle tredicesime. I settori interessati sono, quindi, quelli dell’accoglienza e del commercio dove è già cominciata la caccia a numerose figure professionali. In particolare, c’è bisogno di addetti alla ristorazione (camerieri, cuochi), personale alberghiero (amministrativi, commis di sala e di cucina, receptionist) e personale per i negozi (commessi, store manager, visual).

LE SELEZIONI sono spesso curate dalle agenzie per il lavoro ma sono numerose anche le aziende che decidono di muoversi in proprio attraverso campagne mirate di recruitment e colloqui diretti. Di tutto questo ci sono ampie informazioni nelle pagine che seguono con riferimenti di uso immediato.
L’elemento meno positivo è che si tratta di posti a tempo determinato. Certo, l’evenienza di successive conferme e di trasformazione a tempo indeterminato non è infrequente, però si comincia sapendo che tra qualche mese occorrerà rimettersi a cercare una nuova sistemazione.
Un quadro che va al di là del momento di cui si sta parlando (quello legato alle feste di Natale) e che riguarda l’intero mondo del lavoro se è vero – come è vero – che la ripresa economica ha creato quasi un milione di posti ma i contratti a scadenza sono la grande maggioranza. Segno che le imprese non se la sentono ancora di accrescere gli organici in maniera stabile e che gli incentivi all’occupazione non sono finora riusciti a rilanciare il tempo indeterminato che pure era tra gli obiettivi principali del Jobs Act.

ACCANTO AI SETTORI dell’accoglienza e del commercio, dove Roma può giocare carte importanti, ce ne sono altri che non se la passano bene. Pochi giorni fa i sindacati hanno lanciato l’allarme per ventimila dipendenti che potrebbero perdere l’impiego e finire in cassa integrazione o recuperati con contratti di solidarietà a meno ore e buste paga più leggere.
In difficoltà sono, in particolare, alcuni comparti della grande distribuzione, dell’elettronica, del catering (crisi Alitalia), della vigilanza, della sanità e della telefonia mobile. Se poi si aggiungono le grandi aziende che hanno deciso di trasferirsi nell’orbita di Milano (Almaviva, Esso, Mediaset, Sky..) il quadro non è esaltante.

ECCO PERCHÉ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha convocato un tavolo entro dicembre con Comune, Regione, imprenditori e sindacati per mettere a punto idee e risorse per rilanciare una Capitale che è in affanno su più versanti. C’è attesa per ciò che potrà essere deciso perché ci sono 2,6 miliardi di euro già disponibili tra fondi regionali, governativi ed europei da destinare allo sviluppo e alla competitività delle imprese, a nuove infrastrutture e al trasporto pubblico, alla qualità e alla lotta all’inquinamento, alla sanità, alla formazione e alla conoscenza.
La speranza è che non prevalgano ancora una volta gli interessi di bottega e le suscettibilità istituzionali e che Roma possa tornare a volare alto con progetti in grado di riproporne il ruolo strategico e la sua dimensione internazionale. Se così sarà anche il lavoro non potrà che trarne significativi benefici.

-> Per visualizzare la versione pubblicata sul n. 20/2017 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

Letto 493 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Novembre 2017 15:02

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