Venerdì, 22 Settembre 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 17/2017

1) VALE LA PENA METTERSI IN PROPRIO? 2) QUANDO IL VOLO PARTE IN RITARDO 3) IL CONTRATTO DEGLI ANIMATORI TURISTICI 4) COME SCEGLIERE UNA SCUOLA DI LINGUE 5) COME RECUPERARE GLI STIPENDI NON PAGATI

1) VALE LA PENA METTERSI IN PROPRIO?

D) Abito in una zona di Roma adiacente al Centro e sto pensando di aprire una mia attività. Ciò che mi frena è vedere che molte iniziative durano pochi mesi. È per l’incapacità di chi ci ha provato oppure c’è ormai una saturazione commerciale per cui è meglio non provarci?
Renata Altieri - Per e-mail da Roma

R) Secondo un rapporto della Camera di commercio, ogni ora nella Capitale nasce una nuova impresa. Ciò sia perché – di fronte alla difficoltà di trovare un’occupazione seria e duratura – è forte la tentazione di mettersi in proprio, sia perché Roma è da sempre una città di vetrine dai mille richiami.
È però anche vero che, soprattutto negli ultimi tempi, le chiusure si sono moltiplicate, spesso anche a causa del vertiginoso aumento degli affitti (ne hanno fatto le spese pure aziende con decenni di storia alle spalle).
La raccomandazione generale è che non ci si può improvvisare, altrimenti il rischio di perdere tempo e quattrini è molto forte. Negli ultimi mesi le attività più numerose si sono registrate nel campo del turismo (alloggio e ristorazione), quindi trasporti, magazzinaggio, agricoltura e vigilanza.
Insomma, lo spazio c’è – anche alla luce della ripresa dei consumi – ma occorre riflettere bene sul tipo di impresa in relazione al luogo di insediamento e tenendo presente che la grande distribuzione ha comunque cambiato profondamente il panorama commerciale.

2) QUANDO IL VOLO PARTE IN RITARDO

D) Quali sono i diritti dei passeggeri in caso di ritardo di un volo rispetto all’orario previsto?
Rino Monaco - Per telefono da Viterbo

R) Per i ritardi di almeno 3 ore c’è il completo rimborso del biglietto più varie forme di assistenza come la ristorazione e l’alloggio. Sono previste anche compensazioni pecunarie pari a 250 euro per tratte inferiori o pari a 1.500 chilometri, 400 euro per tratte tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro per tratte superiori. La compensazione non è dovuta se la compagnia prova l’esistenza di una circostanza eccezionale come condizioni metereologiche avverse, rischi per la sicurezza o scioperi improvvisi.
Dal 2009 l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ha sottoscritto la Carta dei diritti del passeggero che contiene tutte le norme a tutela sulla base delle singole disfunzioni. La Carta si può leggere cliccando qui.

3) IL CONTRATTO DEGLI ANIMATORI TURISTICI

D) Ho letto in diversi numeri di "Lavoro Facile" le possibilità offerte dal turismo. Mi piacerebbe saperne di più sui contratti di lavoro e sui relativi compensi perché ho l'impressione che, per esempio per quanto riguarda gli animatori, tutto sia affidato a un'intesa tra le parti. Vale a dire: questo è lo stipendio, prendere o lasciare.
S. L. - Per telefono da Roma

R) Le mansioni che ruotano intorno al comparto del turismo sono molte e quasi tutte fanno riferimento ai Ccnl di categoria (amministrativi, camerieri, cuochi, receptionist e così via). Invece, per quanto riguarda gli animatori dei villaggi non c'è un contratto ad hoc in quanto si fa riferimento a quello in vigore per il personale artistico nei pubblici esercizi.
Ci sono stati tentativi di definire una piattaforma normativa più mirata e più aderente ai compiti di questa figura professionale ma senza troppo successo.
Esiste un'Associazione nazionale animatori alla quale ci si può rivolgere per avere informazioni e chiarimenti. La sede dell'associazione è a Roma in via Minerva 7. Tel. 06.6781647. E-mail: ana@associazionenazionaleanimatori.it.

4) COME SCEGLIERE UNA SCUOLA DI LINGUE

D) Imparare le lingue è ormai un passaggio obbligato. Dal momento che l’insegnamento scolastico non è ancora in grado di assicurare un buon livello di preparazione, come scegliere un istituto privato che dia garanzie di serietà e professionalità?
Lino Martelli - Per telefono da Monterotondo

R) In un libro di qualche anno fa ma ancora attuale, Alessandro Amadori e Nicola Piepoli hanno provato a elencare le cinque regole da seguire per non sbagliare istituto e non buttare via un bel po’ di soldi.
Eccole: 1) rivolgersi ai centri la cui serietà e professionalità sia unanimamente riconosciuta, e che esercitino l’attività da più lungo tempo; 2) mettersi nell’ordine di idee di continuare lo studio sino al raggiungimento di un qualche diploma possibilmente riconosciuto ufficialmente a livello regionale o nazionale o, meglio ancora, internazionale, come il Forst certificate of english e il Toefl; 3) assicurarsi che gli insegnanti siano di madrelingua e che vengano adoperate tecniche didattiche avanzate; 4) prima di decidere che corso fare e in quale scuola, attuare sempre un’analisi costi/benefici: prendere cioè in considerazione non solo il prezzo dei prodotti offerti ma anche la loro qualità e il riconoscimento di cui godono; 5) non sottovalutare le difficoltà cui si è destinati ad andare incontro. Tanto per fare un esempio, gli esperti sostengono che per un italiano imparare a esprimersi correttamente e professionalmente nell’idioma di Shakespeare richiede almeno mezzo migliaio di ore di lettura e di pratica.

5) COME RECUPERARE GLI STIPENDI NON PAGATI

D) Ho lavorato presso un giornale locale come redattore per 9 mesi senza quel contratto di lavoro che pure, più volte, mi era stato promesso e garantito. Proprio questo mi ha costretto a lasciare. Ad oggi devo ancora percepire il compenso relatvo agli ultimi 2 mesi. Posso chiedere, oltre alla retribuzione, anche la liquidazione per i mesi lavorati? Che cosa fare per avere ciò che mi spetta?
A.D.A - Per e-mail da Roma

R) Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. Per ottenere i compensi dovuti è necessario ricorrere al Giudice del lavoro, ma prima si rende necessario esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione attraverso la Direzione provinciale del lavoro.
In sostanza, si richiede a quell’Ufficio di convocare il responsabile dell’azienda o della società cui sono richiesti gli emolumenti non versati.
Decorsi 60 giorni dall’istanza di conciliazione, ci si potrà rivolgere al Giudice del lavoro, davanti al quale si dovrà provare – con documenti o testimonianze – la debenza delle somme. Si rende opportuno, a tale fine, rivolgersi ad un consulente per la dovuta quantificazione. Chiaramente ciò vale anche per la liquidazione del Tfr.

Letto 524 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Settembre 2017 11:04

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